Immagine

Sposata, due figli e due amanti.

È sposata, ha due figli e due amanti. Il primo da cinque anni, il secondo da due.

Questi sono i fatti. E potrebbero essere sufficienti per raccontare una situazione molto semplice: una donna ha un marito e, contemporaneamente, porta avanti da anni altre due relazioni.

Il problema è che difficilmente ci fermiamo lì. Basta leggere quelle poche informazioni perché qualcosa cominci a muoversi. C’è chi penserà subito al marito e si chiederà se sappia. Chi penserà ai figli. Chi proverà a immaginare come faccia una donna a gestire tre relazioni contemporaneamente. Qualcuno penserà che nel matrimonio evidentemente manchi qualcosa. Qualcun altro potrebbe considerarla semplicemente una donna molto libera. O infedele. O insoddisfatta. O particolarmente abile a tenere insieme vite diverse.

Eppure di lei sappiamo pochissimo. Non sappiamo quanti anni abbia, che rapporto abbia con il marito, perché abbia iniziato la prima relazione e perché, tre anni dopo, ne abbia cominciata un’altra. Non sappiamo cosa trovi nei due uomini, né cosa trovi ancora nel marito. Non sappiamo se viva tutto questo con leggerezza, con fatica, con entusiasmo o con il terrore di essere scoperta. Soprattutto, nessuno ci ha detto perché lo faccia. Eppure una spiegazione tendiamo a cercarla lo stesso. È una cosa che facciamo continuamente, anche in situazioni molto meno eclatanti. Una coppia cena al ristorante e parla pochissimo: saranno in crisi? Una donna giovane è con un uomo molto più grande: che cosa ci troverà? Un’amica smette improvvisamente di pubblicare fotografie con il compagno: si saranno lasciati? A volte basta davvero poco. Un gesto, una frase, una fotografia, qualche informazione messa nella giusta sequenza. Il fatto è ancora lì, davanti a noi, ma nel frattempo gli abbiamo costruito intorno una storia.

La donna da cui siamo partiti esiste davvero. Ed è proprio ascoltando una situazione come la sua che mi interessa osservare non soltanto ciò che viene raccontato, ma quello che accade subito dopo: le domande che nascono, le spiegazioni che cerchiamo, le parti che riempiamo anche quando nessuno ce le ha raccontate.

È da qui che nascono le Tracce del Giornale di Bordo.

Quella che avete appena letto, però, è soltanto una parte della Traccia.

Nel Giornale di Bordo il punto di partenza è lo stesso, ma la scena è intera. C’è il racconto di come questa storia è arrivata fino a me, ci sono i particolari emersi mentre la ascoltavo, le domande nate strada facendo e tutto ciò che, pezzo dopo pezzo, ha reso interessante fermarsi a osservarla. Qui ne ho preso soltanto un frammento: cosa succede quando sentiamo dire «sposata, due figli e due amanti» e, con pochissime informazioni, cominciamo già a completare ciò che non sappiamo.

La Traccia, invece, continua. Perché nel Giornale di Bordo non mi interessa arrivare velocemente a una risposta. Mi interessa restare abbastanza a lungo dentro un fatto da vedere quante cose contiene prima ancora di provare a spiegarlo.

Leggi Giornale di Bordo su Amazon