«I tabù devono esistere perché sono umani.»
Me lo ha detto una persona durante la presentazione del mio Giornale di Bordo.
Una frase pronunciata con quella naturalezza che spesso accompagna le convinzioni più radicate. Non necessariamente per provocare, forse nemmeno per aprire una discussione. Semplicemente, come si enuncia qualcosa che appare evidente.
I tabù esistono perché siamo esseri umani.
Eppure, mentre ascoltavo, mi è tornata in mente un’espressione che sentiamo ripetere continuamente, nei contesti più disparati: Siamo fatti così.
Ricordate quel programma televisivo che raccontava il funzionamento del corpo umano? Siamo fatti così. Ci mostrava cosa succedeva dentro di noi, come lavoravano gli organi, come reagiva il nostro organismo, quali meccanismi permettevano al corpo di funzionare. Ecco, mi sono chiesta se non sarebbe interessante realizzarne uno anche sui nostri comportamenti. Non per scoprire come funziona il fegato, ma come funzionano certe convinzioni. Non per osservare la circolazione del sangue, ma quella dei giudizi. Non per studiare il sistema immunitario, ma quel curioso sistema di difesa che si attiva ogni volta che qualcuno mette in discussione ciò che consideriamo normale. Perché, quando si parla di atteggiamenti, abitudini, relazioni e convenzioni sociali, quelle tre parole sembrano diventare una risposta universale.
Siamo fatti così.
Gli uomini sono fatti così. Le donne sono fatte così. Le coppie funzionano così. La gelosia è naturale. Il giudizio è inevitabile. I tabù ci sono sempre stati. E la conversazione, spesso, finisce lì. Come se avessimo appena consultato un manuale di istruzioni dell’essere umano e trovato, accanto a ogni comportamento, la scritta: non modificabile.
Il «siamo fatti così» possiede un vantaggio straordinario: ci mette al riparo dalla fatica delle domande. Non dobbiamo chiederci perché qualcosa ci infastidisca, perché una scelta altrui ci sembri sbagliata o perché certi atteggiamenti continuino a sembrarci normali. Abbiamo già una spiegazione pronta, comoda e soprattutto difficile da contestare: è la natura umana. Ed è proprio quel «devono» pronunciato durante la presentazione a meritare attenzione. Perché una cosa è riconoscere che i tabù esistono, un’altra è sostenere che debbano necessariamente continuare a esistere. In fondo, quante cose abbiamo considerato naturali soltanto perché eravamo abituati a vederle in un certo modo?
Alla fine, forse, il «siamo fatti così» non ci serve tanto a spiegare il comportamento umano, quanto a evitare di interrogarci sui nostri atteggiamenti.
Siamo fatti così. Tre parole. E la comodità di non doverne aggiungere altre.

Chi dice quelle 3 paroline non ha tutti torti: quando si è conformisti è naturale che tutto ciò che ci conforma in società appare naturale. Anche quando si finisce per incarnare proprio la mostruosità del conformismo nella banalizzazione del male
Buona serata 🙏 .
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È proprio questo il punto che mi interessava osservare: quanto facilmente ciò a cui siamo abituati finisce per sembrarci naturale. E quando qualcosa ci appare naturale, spesso smettiamo persino di domandarci perché lo consideriamo tale.
Grazie per il commento!
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