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Mon Privè: I Sexy Shop

Boutique dell’eros, sensual store, tempio dell’amore o semplicemente Sexy Shop, in qualsiasi modo si chiamano non cambia il loro fine, ovvero quello di far godere attraverso accessori. Purtroppo ancora oggi si pensa che chi entra in questi negozi sia un pubblico pervertito, depravato, deviato e poco raccomandabile, dato che al loro interno si trovano oggetti erotici, articoli sessuali o materiale pornografico. Vengono considerati dall’opinione comune luoghi proibiti, peccaminosi, che portano alle tentazioni più sfrenate.

Di solito queste attività commerciali nascevano in punti non visibili a tutti. Prima che si arrivasse ad una moderata libertà, i Sexy Shop erano visti luoghi angusti, lugubri, semiclandestini, che vendevano oggetti di qualità scadente e attiravano in modo specifico il genere maschile che voleva trastullarsi in completa solitudine. Magari avevano questa facciata ma tutto stava nel vivere il sesso come atto o come piacere. L’Italia come paese non mostra neanche ora una propensione a vivere il sesso e il piacere senza considerarli tabù. Risulta ancora un argomento di cui non si può parlare, figuriamoci promuovere ambienti che commercializzano giochi sessuali. Se solo questi negozi venissero visti come spazio in cui si può avere la possibilità di conoscere ancora di più la propria sessualità allora non verrebbero denigrati. Il potere della comunicazione dovrebbe esserci anche in questo caso. Quando ci si reca in un negozio si spera di trovare personale qualificato che possa aiutarci nella scelta di un capo o di qualsiasi articolo, quindi perchè non averlo anche in un Sex Shop?

Oggi i Sexy Shop sono negozi luminosi, con le insegne in vista, con vetrine abbellite e situati in luoghi centrali o facilmente raggiungibili. Il cambiamento lo si è registrato grazie a libri erotici, a serie tv, a documentari, che hanno dato una connotazione diversa al tema sesso e sessualità. L’offerta dei Sexy Shop si è mutata in esperienza e non solo in vendita, c’è una rassicurazione maggiore rispetto a prima, e un desiderio più naturale e meno costruito. Esiste un’offerta e-commerce che raccoglie un numero ampio di persone, perchè toglie dall’imbarazzo e dalla timidezza gran parte di quel pubblico che non ha raggiunto un grado di libertà giusta a disinteressarsi dei giudizi.

I Sexy Shop sono fornitori di sex toys, di abbigliamento sensuale, ma non è detto che tutto deve essere estremo, esistono accessori soft che arricchiscono l’esperienza sessuale. Accrescere e aumentare la propria vita sessuale attraverso l’uso di un completino sexy o di un gioco stuzzicante non fa altro che aprire la mente e liberarsi di quei freni inibitori che ancora emergono nella società.

Se si vedessero i Sexy Shop come un punto di partenza per superare dei limiti sessuali, come spunto per vivere una sessualità più divertente e complice, o ancora come stimolo per mettere alla prova la proprie scelte, allora non solo tutto avrebbe più importanza ma il piacere coprirebbe un valore più vero.

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Le Dritte di Simo…ora!

Dopo 5 anni di Le Dritte di Simo posso dire che evolversi e maturare non è solo prerogativa della persona ma è dote anche della scrittura, del modo di esporre, dei temi e degli argomenti trattati.

Le Dritte di Simo ha avuto una crescita personale perché ogni cosa affrontata ha trovato un riscontro, positivo o negativo che sia non importa, ma sicuramente qualcosa nel tempo ha seminato. Le sfumature di chi scrive hanno colorato gli articoli. Il viaggio interiore che ha sempre suggerito Le Dritte di Simo continua, ma su piani diversi. Ora esplora piani che sono considerati tabù da una società ad impronta prettamente cattolica.

Si fa ma non si dice. Si pensa ma non si dice. Perché? Perché qualcuno potrebbe giudicare. Perché qualcuno potrebbe essere infastidito da argomenti che considera fuori luogo. Perché il farsi vedere portatore sano di integrità morale supera qualsiasi desiderio di esprimere il proprio pensiero. Tutto deve seguire uno schema in cui niente deve essere considerato ‘deviante’. La comunità gioca un ruolo di forza nelle scelte di vita, nei comportamenti e negli stili. Se prima Le Dritte di Simo si limitava a mostrare la società da un lato, quello della moda o del social, ora si esibisce come un oratore greco denunciando ciò che è scomodo per raggiungere la libertà personale. Si ha così paura di sentirsi schiavi, anche nella sfera sessuale, che non si riesce a percepire che schiavi lo si è già quando si segue la comunità in cui si vive senza fare o dire.

Cosa si penserà di me se mi espongo dicendo ciò che penso? Come potrò continuare a vivere in armonia se la società mi ‘banna’ da essa stessa? Perché dovrei palesarmi se non facendolo ho l’apprezzamento e l’approvazione della comunità? Domande che l’essere umano si pone di continuo scegliendo ovviamente la strada più facile, quella del celarsi. Diventa quasi morbosa la continua voglia di piacere agli altri, di seguire le linee guida che aprono la porta della società. Sei un bravo discepolo se abbracci pedissequamente la parola della comunità.

Vivere con la continua paura di essere considerato un essere umano non degno della società in cui ci si muove non è vita.

Le Dritte di Simo mostra un mondo in cui il pensiero e la parola hanno un significato, quello che gli dà la persona stessa che pensa e dice. Il viaggio che ora Le Dritte di Simo sta facendo e vuol far fare è spoglio da proibizioni, freni personali e sociali. Un viaggio che si libera da quei modelli che si ripetono abitualmente. Un viaggio che si denuda da qualsiasi opinione precostituita e generalizzata.

La sessualità è il primo argomento che vive di limitazioni. E’ più facile castrarsi che parlarne. E proprio per questo motivo Le Dritte di Simo abbatte ogni muro e ogni preconcetto, scrivendo, mostrando, esponendo, interagendo.