I social non sono una pausa: cosa succede davvero mentre scorri
“Le donne odiano le donne.”
È una di quelle frasi che si leggono veloci e sembrano spiegare tutto. Ti danno subito una direzione, un colpevole, qualcosa da confermare o da rifiutare. E infatti funzionano, perché quando poi apri il social quella frase sembra trovare conferma da sola, nei commenti, nei giudizi, nelle reazioni.
Ma il punto è che ci fermiamo a quello che si vede alla fine. Quello che non guardiamo mai è cosa succede prima. A cosa succede nei momenti normali, quotidiani.
Sei sul divano, magari la sera, stanca, con la testa piena. Apri il telefono senza pensarci troppo, “giusto cinque minuti”, per staccare. Non hai voglia di parlare, di rispondere, di stare dentro alle cose. Vuoi solo scorrere un po’. Sei ferma. Non stai facendo niente. È per questo che lo chiami pausa. Poi ti fermi su una donna. Non la conosci, non sai nulla di lei, ma qualcosa ti colpisce. È una sensazione veloce: un fastidio leggero, una distanza, un confronto che non hai deciso di fare. Fai un mezzo sorriso, magari storci un po’ la bocca. Magari pensi “sì vabbè…” e vai oltre. Ma in quel momento hai già preso posizione. E’ proprio qui che succede qualcosa che non chiami mai per nome.
In quel momento sei convinta di stare staccando. Non stai parlando con nessuno, non stai prendendo decisioni, non stai affrontando niente. Sei lì, ferma, e questo ti basta per pensare che sia una pausa. Solo che mentre scorri non ti stai fermando davvero. Stai passando da una cosa all’altra senza restare su niente, ma ogni cosa ti lascia qualcosa. Un piccolo fastidio, un confronto, una sensazione che dura un attimo e poi viene subito coperta da quella dopo. Non ti pesa, non ti sembra nemmeno di aver reagito davvero. E proprio per questo continui.
È qui che sta l’illusione. Ti sembra di aver staccato perché non sei più dentro a quello che ti pesava prima. Ma non hai smesso di attivarti, hai solo cambiato direzione. Hai spostato l’attenzione da qualcosa che ti occupava a qualcosa che scorre più veloce. Il punto è che una pausa, quella vera, abbassa quello che succede dentro. Qui invece lo moltiplichi, solo in forma più leggera, più frammentata, meno evidente.
Se avessi letto quella frase su un libro, probabilmente ti avrebbe dato una distanza diversa. L’avresti presa come uno spunto, qualcosa su cui riflettere.
Sul social no. Non stai solo guardando, reagisci, ti posizioni, entri nelle cose… senza accorgertene. Il social non ti allontana dalla realtà, come pensi quando lo apri per staccare. Ti ci porta ancora più dentro… senza che tu te ne accorga.
La prossima volta che lo chiami leggerezza…
chiediti se è davvero leggerezza o solo un modo per ingannarti.
