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La vergogna nel sesso

La vergogna è dietro l’angolo. La vergogna non fa altro che soffocare i desideri e l’essere se stessi. La vergogna non deve e non può vivere nel sesso. Eppure tutto sembra andare verso quella direzione. Sembra che sia un peccato parlare della propria sessualità, sia uno sbaglio avere una cultura sessuale. Nonostante sono tanti i professionisti della materia che dicono di comunicare, non si riesce a superare quella vergogna che si prova ogni volta che si pensa all’argomento sesso e a tutto ciò che gira intorno. La vergogna aleggia sugli istinti che il corpo in modo naturale prova. La vergogna cammina insieme a quei pensieri sessuali che sono umani. La vergogna vince sulla libertà di mostrarsi sensuale. La vergogna reprime tutto ciò che allude all’erotismo. Insomma la vergogna non sembra una variabile bensì una costante. La femminilità o la mascolinità devono essere messe in ombra perchè altrimenti è vergogna esibirle. Si vive sempre più spesso nel continuo dualismo o scontro tra il desiderio primordiale di godere del proprio corpo e la vergogna di non dare seguito a questa esigenza innata. Sempre più coppie vivono con accanto la vergogna di andare fuori dalle righe, di parlare con sfacciataggine, di passare per libertini, di chiedersi se è giusto o meno assecondare certe voglie sessuali. Si pensa erroneamente che portarsi dietro la vergogna sia legato solo alla sfera sessuale ma non si vuole ammettere che questo comportamento influisce sulla persona in modo totalizzante. Il negare la vergogna è il primo atteggiamento che si assume. Il secondo è quello di far finta di niente, che nulla intacca e che non si ha conseguenza di ansia, nervosismo, apatia, insoddisfazione, insicurezza.

Si prova vergogna ad ammettere che si fa sesso. Si prova vergogna a parlarne. Si prova vergogna nel fantasticare. Si prova vergogna a leggere, raccontare, guardare e vivere il sesso. La vergogna che nasce nella sfera sessuale cela una difficoltà a capire se stessi. Una crescita personale equivale anche ad una crescita sessuale, ma la vergogna diventa la ghigliottina di questo sviluppo. La vergogna fa male in primis a chi la sente direttamente e dopo a chi la vive indirettamente.

Cosa fa scattare la vergogna? Il pensare che quell’azione o quell’idea non si debbano fare o provare in quanto riprovevoli o disonorevoli, che sono oggetti di critica e di giudizio, senza analizzare che ogni cosa fa parte delle pulsioni fisiche e sensoriali di ciascun essere. Ma chi dice che questo o quello nella sfera sessuale non si può sentire o fare? Chi si erge a giudice o conoscitore di quello che è vergogna non ha neanche la minima idea di cosa si tratti.

Quando si capirà che vivere nella vergogna è vivere da castrati, sarà già troppo tardi!

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I colori del sesso: Rosso, Nero, Grigio

Se riflettiamo bene si è sempre associato un colore al mondo del sesso. Anche i locali in cui il sesso è consentito hanno colori ben precisi. Di solito prediligono il colore Rosso. Al Rosso si accosta il sentimento della passione, perchè ricorda quello del sangue che defluisce nel corpo e quindi si lega a ciò che uno sente dentro. Per i più romantici questo colore è collegato all’amore e di conseguenza al sesso. Tutto sembra seguire un filo logico perchè così si categorizza il pensiero e si etichettano le sensazioni. Ma in realtà non tutto segue un criterio. Il colore Rosso può allacciarsi a pratiche sessuali più profonde e intime. Può sottolineare un lasciarsi andare completamente senza catene immaginarie che lo bloccano, quasi come se rievocasse il ritmo del battito del cuore che per vivere non si ferma. Anche nel vestire il Rosso regala l’idea dell’essere audaci, sfrontati, sexy, sensuali e vogliosi. Il Rosso esprime la libidine personale che è ben diversa dall’attrazione sessuale. La libido vive di per sè e non è associata ad alcuno. Vive nel suo mondo personale, può essere stimolata, e non dipende da nessuno se non da se stessa.

Un altro colore del sesso è il Nero. Con il colore Nero si guarda la sessualità quasi come fosse deviata e perversa, guidata da disturbi psichici o disturbata da alterazioni mentali. Anche qui viene usato un giudizio legato alla propria logicità. Se si pensa ad un genere specifico di libri riguardanti un erotismo oscuro si associa il Nero. Con questo colore il sesso sembra che faccia paura. Ma in tutta sincerità bisognerebbe allargare la visuale e pensare che il colore Nero cammina di pari passo con il mistero, con qualcosa che si cela ma che viene fuori in altre forme. Nel mondo sessuale il Nero si mixa con il vizio della lussuria. Un completo abbandono a qualsiasi piacere sessuale o erotico, di qualsivoglia natura. Insomma il colore Nero ricorda il gioco di una camera buia in cui tutti i sensi sono amplificati e coperti a seconda di ciò che si vuole vivere. Anche quando lo si indossa porta con se attrazione per il proibito, per il non detto e per il non ancora vissuto.

E poi c’è lui, il colore Grigio. Quel colore che per alcuni non esiste dato che la mente difficilmente scivola nei propri meandri più sfumati, preferendo sempre colori più decisi. Per altri è un colore vivo, un colore in cui la loro sessualità viene solleticata e sollecitata. Il Grigio quando viene considerato reale e concreto diventa una dimensione in cui trovare la propria strada sessuale. In cui il piacere vive per la voglia di sentirlo addosso. Con il colore Grigio tutto ciò che è attrazione esiste. Come quella platonica, quella estetica, quella emotiva, quella sentimentale, quella mentale. Il Grigio é quasi come un gioco in cui tutto si sperimenta, soprattutto in cui si mette in campo ogni emozione.

Non è stato un caso che la più famosa trilogia erotica, indipendentemente se piace o meno, si basi sui tre colori.

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Mon Privè: i parchi giochi sessuali

Avete presente quando si apre una porta o una finestra o uno spiraglio da cui si attinge aria o una visone di spazio aperto per un claustrofobico? Quando si cerca di allontanarsi da quel senso di oppressione e costrizione mentale? Questa sensazione sembra essere assunta da persone costrette a seguire regole comportamentali in un paese dalla forte presenza religiosa o da una educazione e mentalità circoscritte a dogmi. Se vi è ben chiara l’immagine attraverso le mie parole allora capirete perchè determinati luoghi aperti e alcuni villaggi turistici vengono percepiti come oasi del sesso in cui la libertà diventa l’unica prerogativa. Esistono dei veri e propri lunapark sessuali, degli eden del sesso. Tutto è permesso sotto la luce del sole o al chiaro di luna. Tutto è lecito, solo una cosa non è contemplata l’astenersi. Esistono spiagge o posti naturali che si vestono di libertà ed espressione sessuale. Un piccolo mondo su misura per chi non vuole sentirsi claustrofobico. Ma questi paradisi trasgressivi o semplicemente giocosi esistono in Italia? Di certo la Francia ne ha uno noto e i maggiori fruitori sono gli italiani. Allora gli italiani sono i più claustrofobici? Immagino che questi luoghi incuriosiscano, ma non penso sia solo la curiosità di vedere qualcosa che non si vive, penso che si voglia andare oltre il proprio recinto prestabilito. Si arriva in un momento della vita che gli abiti che si usano si sentono stretti e magari consumati. Che ci si voglia svestire di ciò che ora si considera superato e che si vuole indossare un’emozione piuttosto che un’altra. Quindi perchè non vivere esperienze al limite del proprio vissuto? Luoghi in cui il naturismo, lo scambismo, l’esibizionismo, il sadismo o le perversioni sono quotidiane, diventano agli occhi del consumatore una dimensione da esplorare. Vivere posti del genere non solo porta a conoscere i propri gusti ma sposta la prospettiva di osservazione. Come in ogni cosa tutto sta nel saper e voler vivere a modo proprio, quindi sfruttare un servizio secondo un piacere individuale e a seconda del carattere. Esiste una spiaggia francese rinomata in cui tutto è permesso a livello sessuale, in cui non si lede il pensiero altrui, in cui le più sfrenate fantasie sessuali sono all’ordine del giorno. Nessuna vergogna e nessuna proibizione. Forse nell’immaginario fatto da freni questi luoghi sono posti di perdizione, in cui la testa non ragiona, in cui tutto è poco lucido, mentre basta pensare che la mente è vigile dato che si gode in ogni istante le emozioni e le sensazioni che riceve. Basta considerare che questi piccoli mondi fanno vivere senza schemi convenzionali le più svariate avventure.

Ci tengo a precisare che queste spiagge o posti all’aperto non vanno confusi con luoghi dove si pratica il nudismo. Il sesso non ha niente a che fare con la voglia di vivere nudi all’aperto. Purtroppo non si fa distinzione perchè non si legge, non ci si informa e perchè è più facile prendere la rettilinea via dell’ignoranza che quella tortuosa del sapere.

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Un’esperienza… da vivere ogni volta

Raccontare la propria storia attraverso una cornice personale vuol dire dare voce alla singola personalità. Ogni cornice ha un’artista che segue la narrazione di ognuno, crea su ciascuno una cornice su misura. Studia, delinea, definisce, armonizza ed equilibra il tutto. L’approssimazione è nemica dell’artista mentre l’attenzione è il suo mantra. All’artista non interessa solo la bellezza della cornice ma come la stessa diventa parte fondamentale del quadro. L’artista punta all’unicità del quadro e a far si che trasmetta la propria identità. Ecco cosa vuol dire essere parrucchiere, e https://sereni.net/ lo incarna alla perfezione.

Sono stata invitata in un salone dove i capelli vengono trattati come una cornice artistica, dove l’aria che si respira ti avvolge con odori inebrianti, dove l’accoglienza è una prerogativa e dove ogni azione è protesa a farti vivere un’esperienza rilassante. Diventi parte dell’ambiente. Quando entri lo fai con la voglia di affidarti a professionisti e quando esci ti senti consapevole di aver dato vita al tuo quadro, pronto a raccontare la tua storia. Mi sono sentita coccolata nella mia unicità, sono venuti incontro alle mie esigenze e hanno saputo valorizzare la cornice del mio aspetto. Nulla è lasciato al caso ma ogni particolare diventa un’esperienza da assaporare. In questo salone non si improvvisa e non si tralascia niente. Non è un caso che l’esperienza di anni e anni alle spalle e la competenza di tre generazioni siano un connubio perfetto per definire questo luogo un laboratorio. In questo laboratorio l’arte cammina insieme alla creatività, la bellezza abbraccia l’unicità, lo stile gioca con l’individualità.

Non servono mille parole per descrivere un’esperienza, basta solo viverla. Ogni volta può essere diversa, ma se anche dovesse risultare uguale alla precedente la differenza starà nelle sensazioni che ti porti dietro tutte le volte che finisce. Esaltare la facciata vuol dire dare luce al proprio stile, crearlo o dargli eco diventano strade da percorrere quando fai parte di una realtà su misura. Sereni ti regala questa realtà insieme alla voglia di completare il tuo quadro personale.

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Gli Astri e l’eros: il Cancro e il suo romanticismo

Chi è nato sotto il segno del Cancro difficilmente è frettoloso, si prende tutto il tempo per assaporare ogni minima sfumatura che si intravede nelle varie relazioni. I suoi rapporti sono sempre caratterizzati da una profondità e da una intimità, ma per raggiungere questo livello usa una lentezza studiata. Quando si sente al sicuro il Cancro si lascia andare, altrimenti faticosamente mostra se stesso. Il suo essere passionale nella sessualità lo nasconde ben bene, perchè non vuole darsi in pasto a chi capita ma desidera vivere in un mondo prevalentemente romantico ogni rapporto che intraprende. Il Cancro tende a rinchiudersi nel suo guscio protettivo e aspetta che qualcuno degno di considerazione lo rassicuri e lo sproni a mostrare le sue qualità amatorie. Il sesso per il segno è fortemente legato al sentimento o all’affetto. Non potrebbe donarsi a fantasie erotiche insieme ad altri e raramente si dona senza aver instaurato un legame a 360 gradi. Il Cancro non è propenso ad avventure ma se si trova ad avere fiducia dell’altra persona allora non disdegna a creare rapporti di forte complicità sessuale. Il sesso lo vive con praticità e concretezza ma il tutto deve essere circondato da forme di romanticismo. I nati del segno sono concentrati sul loro corpo e sulle prestazioni personali, ma hanno interesse anche a dare piacere al partner affinché possano trarre dalla loro attività un godimento proprio. La fase delle coccole, delle tenerezze, della dolcezza deve essere sempre ricca e non deve mai mancare. Il Cancro deve sentirsi sempre accudito e avvolto da attenzioni. Il corteggiamento deve essere attivo e sempre presente. Non è abituato a prendere l’iniziativa ma aspetta che il primo passo lo faccia il partner. Il gioco sessuale non lo contempla come forma di espressione. Per il Cancro la sessualità è una cosa seria e il rapporto non supera mai un certo limite fantasioso. Connessione, complicità, interessamento, motivazione, sono peculiarità che non possono mancare in una relazione affettiva e sessuale con il Cancro. Il segno non permette poca cura nei dettagli dell’approccio, quindi i preliminari devono essere corposi e intelligenti. Sperimentare sessualmente per chi è nato sotto il segno vuol dire usare il proprio corpo come fonte di piacere senza preoccuparsi di allestimenti o decori o oggetti. La sua praticità lo rende molto reale. Nulla è in aria neanche la sua mente, è sempre con i piedi per terra.

L’eros per il Cancro è tutto terreno.

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Gli Astri e l’eros: Gemelli e il suo vivere di Sensi

Non potrei essere più d’accordo con questo titolo dato che sono nata sotto il segno dei Gemelli e sono assolutamente in sintonia con i miei Sensi. Vivere di Sensi vuol dire vivere l’eros come esperienza. Ogni volta che i Gemelli si abbandonano al sesso e all’erotismo lo fanno consapevolmente e con sicurezza. Chi è nato sotto questo segno vive il sesso come fosse un gioco tanto da sprigionare la sua carica sessuale nell’aria. Ciò che caratterizza il segno dei Gemelli è il continuo correre da un pensiero all’altro e ciò lo attua anche nel sesso. Non riescono a stare immobili ma devono avere sempre una nuova idea, un nuovo modo di sentire l’erotismo. La loro immaginazione va oltre ogni limite e sanno come renderla appetibile a chi orbita intorno a loro. Coinvolgono, travolgono e sconvolgono, tanto da godere loro stessi di questo essere attrazione e calamita, oltre a far godere chi viene investito dalla loro natura. La duplicità dei Gemelli è reale e concreta. Possiedono la capacità di vivere più mondi, più dimensioni pur essendo loro stessi. Non usano volti differenti ma diventano sfaccettature di una stessa medaglia. A livello sessuale per i Gemelli la mente occupa il primo posto. Per il segno l’intelletto diventa personificazione ed è con lui che gioca sessualmente. I Gemelli devono essere stimolati a livello mentale per far reagire il corpo. I Sensi sono il motore di tutto, le sensazioni e le emozioni devono portare il segno a livelli alti per riuscire a carpire la loro sessualità. E’ un segno a cui piace creare le situazioni, chi riesce a seguirlo avrà sicuramente un posto accanto a lui nell’Olimpo. Il segno dei Gemelli oltre ad esercitare una spiccata sensualità in quello che fa, padroneggia con il suo essere focoso e passionale. Ma tutte queste caratteristiche escono fuori se il partner di gioco riesce a sorprenderlo o stupirlo. Le persone Gemelli sono influenzate dal segno a non dare importanza alla persona ma alla personalità. Per loro ognuno deve essere in grado di incuriosire. Il segno trova molto affascinante scambiare i ruoli, da preda diventa cacciatore, da cacciatore a preda, da dominato diventa dominatore, insomma ama l’interscambio e si annoia se tutto è statico. I Gemelli non sono dei facili compagni di gioco, perchè pretendono un livello di intelligenza elevata per colpire la loro. L’orgasmo fisico non ha la stessa importanza di quello mentale, per loro la mente è la parte primaria del piacere, e a seconda delle circostanze quella mentale supera la soddisfazione fisica. I Gemelli sono persone complici e che cercano nei loro partner il cameratismo, persone avventuriere anche nell’eros.

Il segno dei Gemelli puro è una fiamma sempre accesa ma divampa solo con chi riesce intellettualmente a tenergli testa.

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Mon Privè: Swingers Club

Con il termine Swinger si intendeva una persona dinamica, vivace, mondana e modaiola. Tempo fa era molto diffuso in tal senso ma oggi viene usato nel mondo sessuale quando si vuole indicare individui dediti a pratiche sessuali particolari. Questo vocabolo lo si attribuisce a persone che introducono nella propria sfera sessuale altri soggetti. Da questo modo di vivere la sessualità nascono i luoghi dal nome Swingers Club. Non sono locali di depravazione, in cui alcool, droga e sesso fanno da padrone fino ad arrivare a superare i limiti della legalità, come possono essere considerati erroneamente dall’immaginario comune. Bensì sono ambienti in cui si conosce e si incontra gente, in cui si fanno chiacchiere piacevoli sorseggiando qualcosa di gradevole, con l’obiettivo di trascorrere una serata all’insegna del divertimento e della spensieratezza, liberi da schemi convenzionali. In questi posti nessuno obbliga a fare sesso, ma di certo nessuno vieta di finire la serata in modo piccante e disinibito. Questi luoghi danno la possibilità di fare sesso in tutta libertà con persone conosciute al momento, ma non è detto che tutto debba essere scontato. Esiste l’occasione ma ciò non toglie che possa non succedere. Non sono locali che sostituiscono le antiche case del piacere, non c’è mercificazione o violenza. Non sono posti in cui trovi il sesso facile tanto da finire di sfogare le voglie represse. Sono ambienti che danno la possibilità di esprimere la propria trasgressione, tutto è consentito nel rispetto della persona. Non esiste prevaricazione e non esiste imposizione, tutto si fonda sulla libertà di godere come meglio si desidera.

Questi locali sono club privè dove si accede esclusivamente come soci affiliati, si entra dopo aver fornito le proprie generalità e aver pagato una quota associativa. Frequentare questi privè risulta essere una vera e propria filosofia di vita, perchè essere Swinger vuol dire vivere in tutta libertà la propria sessualità riuscendo a separare il sesso dal sentimento. Il perbenismo della società vede chi pratica questi locali come individui promiscui con accezione negativa, quasi a definire il loro comportamento deviante e patologico. Per paura di essere giudicati in tal modo, diverse persone che vorrebbero essere Swinger e frequentare questi posti lo nascondo e inibiscono le proprie voglie sentendosi poi frustrati e schiacciati sessualmente.

Gli Swingers Club sono club in cui il comportamento di ogni partecipante si basa su educazione, gentilezza e correttezza. Questi privè hanno due volti: quello del locale in cui si può passare una serata interessante e magari anche seducente, e quello del club in cui si possono vivere forti emozioni a sfondo sessuale. Esistono speciali stanze hot, in cui si può esprime il proprio erotismo in qualsiasi modo si voglia. Sono stanze fornite di accessori erotici e in cui il gioco sessuale si manifesta in ogni sua forma. Passioni e pulsioni più sfrenate, giochi peccaminosi e voglie mai espresse diventano protagonisti di questi club privè. L’assenza di giudizio e il rispetto della volontà sono i comandamenti di questi luoghi.

Spesse volte si demonizzano questi club privè perchè si pensano come luoghi di perdizione, in cui vige la mancanza di rispetto per il proprio corpo, o addirittura in cui le persone smarriscono la ragione. Invece questi ambienti aiutano a portare alla luce desideri sessuali soffocati e infondono sicurezza e determinazione.

Difficile arrivare a padroneggiare con la propria sessualità ma tutto sta nel volerlo e nel non preoccuparsi di sentirsi ‘inadeguati’ o ‘diversi’ in una società che ancora fa difficoltà ad accettare la libertà sessuale.

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Gli Astri e l’eros: il Toro e il suo essere fiamma

Il Toro esprime il suo essere segno di Terra con la predisposizione a privilegiare la componente fisica. Per il Toro l’incontro reale con l’altra persona, il toccarsi fisicamente, il sentire calore carnale, sono tutte forme necessarie affinché lui riesca a vivere l’eros pienamente e in modo gratificante. Il Toro con il suo essere avvolgente e coinvolgente stimola il partner a focosi e passionali incontri. I nati sotto questo segno vengono influenzati a vivere una sessualità costante, non elaborata o fantasiosa ma molto concreta e sempre intensa e profonda. Questo segno è come la fiamma di un camino che arde fino a raggiungere il suo massimo calore, da riscaldare e far ribollire il sangue a chiunque orbita intorno a lui. Una fiamma che non perde mai vigore ma che si alimenta sempre da se stesso e da chi ha accanto.

Il Toro perde la sua focosità quando l’interesse scema. Per lui il coinvolgimento con l’altra persona è importante, da esso dipende il suo essere appassionato e impetuoso. Sa essere selvaggio ma solo se il partner riesce ad accendere il suo desiderio, solo in quel caso diventa un tornado che travolge e stravolge. Il Toro possiede la capacità di resistenza tanto da regalare lunghe sessioni di piacere. Stare al suo passo non è facile ma questa sua caratteristica risveglia anche il più indifferente. Chi è nato sotto questo segno ha una spiccata sensualità nel vivere il sesso. Il sesso per il Toro è preliminari, è ambient, è tenerezza ma con quel pizzico di vigore che porta a fremere.

Questo segno è attratto da temperamenti forti e decisi, capaci di tenergli testa sotto le lenzuola. Non va alla ricerca di posti insoliti, preferisce la comodità dove può dare il meglio di sè. La sua passione deve essere sollecitata e solleticata a livello giusto perchè solo in quel caso il segno del Toro si lascia andare e diventa inarrestabile. La sua sessualità la vive in modo abitudinario ma mai noioso. Non è frettoloso e la sua generosità lo porta a dedicarsi molto. Sa diventare un amante instancabile pronto a soddisfare mostrando le sue doti amatorie. Il suo non è essere esibizionista ma è solo il modo più giusto ed equilibrato per dare e ricevere piacere. Il Toro ha bisogno di coccole prima, durante e dopo, e se risultano stimolanti anche subito dopo l’amplesso sarebbe pronto ad infuocarsi. Il suo essere rassicurante si nota anche nell’eros fino a portare chi è con lui ad abbandonarsi. Il legame per il Toro è fondamentale, una volta trovato non cerca nient’altro ma si dedica in modo indiscutibile ad esso.

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Amore o possesso?

Punto di vista di Le Dritte di Simo

Il desiderio fa fiorire ogni cosa; il possesso rende tutto logoro e sbiadito.
(Marcel Proust)

Quando si intravede una forma di possesso nei confronti di un’altra persona viene quasi spontaneo giustificare questo atteggiamento come gelosia del partner, e se si è gelosi automaticamente la motivazione risiede nell’essere innamorati. Questa logica risulta essere conveniente per chi assume un comportamento del genere, ma se solo si analizzasse in modo approfondito la possessività che nasce in rapporti nuovi o consolidati allora non ci si nasconderebbe dietro ad un ‘sono geloso/a’.

Amare il più delle volte viene confuso o associato con il possedere l’individuo. Sia nei rapporti familiari che di coppia il possesso viene considerato una prerogativa. Io amo te quindi tu appartieni a me, allontanando qualsiasi forma di soggettività. In una relazione ogni protagonista deve sentirsi tale e di conseguenza deve esserci una distanza funzionale tra essi. Stare insieme non deve portare uno dei due o entrambi ad essere considerati oggetti. Si esatto, possedere qualcuno priva quella persona della propria libertà di azione e di pensiero. Un legame sentimentale non è una catena immaginaria, non è un cappio al collo, ma è condividere di comune accordo la propria vita senza mai arrivare a perdere il controllo sul proprio essere. L’amore è incompatibile con il possesso. Non si ama chi si considera proprietà privata. Una relazione non implica un obbligo, bensì si basa su una libertà di scelta. Quindi, se ci si sente forzati per riconoscenza, per generosità, per convenienza, vuol dire che il possesso ha preso il sopravvento. Possedere una persona è sinonimo di insicurezza personale, è equivalente a rubare la libertà altrui facendola passare come forma di affetto.

Le favole finiscono con ‘vissero per sempre felici e contenti’ frase che racchiude in bella vetrina il possesso respingendo qualsiasi attenzione alla persona, qualsiasi affettuosità e qualsiasi forma di legame amoroso. Il possesso è il mostro con mille occhi e mille mani che avvinghia la preda e la soffoca. Non serve vivere forme di possesso estremo, basta anche solo far sentire in colpa la persona per la libertà che prova a mostrare, ricattandola e accusandola di non saper amare. Provate ad immaginare un oggetto in una bella teca trasparente in cui tutti possono ammirarlo ma nessuno può toccare, l’oggetto esiste nel mondo ma non può interagire con il mondo. Provate a pensare agli animali di un circo in cui mostrano il loro lato addomesticato ma non la loro vera natura. Siete sicuri che non state vivendo in una teca o in un circo?

Punto di vista di Spore Poetiche

https://sporepoetiche.wordpress.com/

Nella realtà in cui viviamo, uno dei sinonimi di amore è possesso. A riprova di ciò la cronaca giornaliera fornisce esempi di uomini che, incapaci di accettare la “perdita” della donna “amata”, sfogano il dolore del possesso perduto attraverso crimini violenti e delittuosi.

L’esclusività del compagno/a parrebbe essere prerogativa intrinseca di una relazione. Se non fai, ti comporti, agisci per dimostrare il tuo amore nei miei confronti, allora il tuo sentimento è falso. Chi non ha mai usato simili espressioni o se l’è sentite rivolgere come atto d’accusa dal partner? L’insicurezza si fa imperante, e l’altro diviene la causa delle proprie mancanze.

Una relazione sana, al contrario, si fonda su libertà e rispetto. Bisogni e necessità del partner dovrebbero essere l’occasione per conoscersi e progredire assieme. Un veicolo per raggiungere la complicità e vivere la scoperta dell’intimità come un gioco.

Relazionarsi significa affidarsi all’altro/a senza snaturare il proprio essere; senza riversare sul partner il bisogno che questi si faccia carico del vuoto creato dall’insicurezza; senza creare un legame basato sull’inganno. Relazionarsi è guardare la propria immagine riflessa negli occhi dell’altro/a.

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Mon Privè: Feticismo

Il Feticismo ha come oggetto del desiderio qualcosa di inanimato, che può essere una parte del corpo, un indumento intimo, un capo di abbigliamento o manufatti basta che siano inanimati. Il Feticista riversa nell’oggetto la sua eccitazione, il suo piacere, tanto da guardarlo, toccarlo, assaggiarlo, annusarlo, affinché stimoli la sua masturbazione e il suo orgasmo. Provare desiderio o stimolare il piacere con un oggetto risulta essere comune nella maggior parte delle persone ma ciò che distingue il Feticista dall’amatore è il riuscire a godere solo ed esclusivamente del feticcio, dell’oggetto idolatrato o della parte del corpo adorato. Per i Feticisti è difficile avere un orgasmo o raggiungere il climax con il sesso ‘tradizionale/penetrativo’, il loro pensiero sessuale si incentra unicamente nei confronti dell’oggetto del feticismo, sul quale fantasticano e verso il quale abbandonano ogni freno. Provare una venerazione nei confronti di un oggetto piuttosto che di un capo oppure di una parte del corpo, richiede molto impegno personale non solo perchè si vive il sesso fuori da schemi ma perchè si potrebbe essere sempre additato come lo strano o il diverso.

La sete sessuale, ciò che la stimola, il vivere l’espressione massima del piacere, tutto questo è strettamente individuale e nessuno dovrebbe né cercare di capire il perchè si prova l’orgasmo in un modo, né giudicare il modo con cui si pratica il sesso. Gli interessi sessuali sono personali e come tali devono essere rispettati. Solo conoscendoli si potrà evitare di avere preconcetti.

Tanti possono essere i feticci. Magnus Hirschfeld (ricercatore sessuale) diceva già nel 1920: “Dalla testa ai piedi non c’è macchia sul corpo, e dal copricapo alle calzature, non c’è nessuna piega nell’indumento che non possa essere uno stimolo feticistico”.

Il Feticismo, come altre pratiche sessuali, vive purtroppo di pregiudizi e di confusione per chi non lo conosce perchè viene valutato come un disturbo con una dose di perversione sessuale. Essere eccitati dalla sovrastimazione di un unico elemento, qualsiasi esso sia, differenzia il concetto feticistico dall’usuale coinvolgimento sessuale. Ciò che fa la differenza è proprio il focalizzarsi verso il feticcio e non verso il partner o la persona. Gli oggetti diventano caratteristiche con una carica erotica e sessuale molto elevata tanto da indurre il Feticista a concentrare il suo vivere la sessualità in modo univoco. Il Feticismo, come altre pratiche, risulta essere una preferenza sessuale. Ci sono diversi gradi di Feticismo a seconda di quanta importanza si dona all’elemento che crea eccitazione. Diversi sono anche le manifestazioni con cui si è Feticista. Si passa da quello attivo a quello contemplativo con uno sguardo al passivo. I primi due rientrano sempre ad opera del Feticista nell’appropriarsi e nel guardare il feticcio, l’ultimo invece avviene per mano del partner che gli sottopone il feticcio.

Lo psicologo Alfred Binet disse che un pò tutti noi individui siamo più o meno Feticisti, perchè si ha una quantità costante di Feticismo anche nella forma di amore più sana e regolare. La libido viene stimolata anche da caratteristiche fisiche o caratteriali, intellettuali o psicologiche della persona amata.

Quindi, cerchiamo di non ignorare la conoscenza delle varie pratiche sessuali magari non lo sappiamo ma possiamo rientrare anche noi stessi in alcune.