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Giugno, il mese dell’orgoglio sessuale.

Libertà Sessuale nell’Antica Grecia: Mito e Storia

L’antica Grecia insegna che non tutto segue una direzione ma che al mondo le varianti sono tante. Che i miti danno il loro contributo nel capire sempre meglio come vivevano e pensavano gli esseri umani. Ed è proprio dal mito dell’androgino di Platone che voglio partire. Conosciuto anche come mito della mela (forse ecco perchè si parla della ricerca dell’altra metà della mela).

La figura dell’essere umano era rotonda. Possedeva due volti, quattro braccia, quattro gambe, due sessi. Per questo motivo a quei tempi i sessi non erano due ma tre. Vi erano le forme maschio-maschio, femmina-femmina e quelli androgini, composti da una metà maschile e una femminile. In questa forma sferica gli esseri umani si spostavano rotolando. La loro vigoria e grandezza d’animo sfidava gli Dei nello scalare l’Olimpo. Ma questo comportamento portò gli Dei a punirli, maledicendoli. Decisero di dividerli in due con lo scopo di indebolirli. La conseguenza fu che le metà iniziarono a bramare un ricongiungimento per ritornare alla loro forma d’origine. Spendevano le loro giornate a tentare di avvinghiarsi e tornare al loro essere di partenza, ma con zero risultati. Non mangiavano, non dormivano, non lavoravano. Il mondo si fermò. Zeus si impietosì e decise di dare loro la sazietà attraverso l’unione dei genitali. Quindi femmine e femmine, maschi e maschi, femmine e maschi, si ritrovarono e la ricongiunzione dei loro genitali li portarono alla soddisfazione. Le metà ritornarono a lavorare, a sfamarsi e a dedicarsi alla loro sopravvivenza. Ed è proprio così che nasce Eros, una forza antica, un potere che ci costringe alla vita tramite il desiderio.

Il mito offre una spiegazione dei diversi orientamenti sessuali. Una esistenza di omosessualità che è naturale. I sessi avevano la loro metà con cui ricomponendosi riconquistavano un appagamento e un piacere fisico tali da essere il motore trainante della loro vita.

Nell’antica Grecia la sessualità non veniva definita a seconda dei sessi, bensì a seconda dell’essere attivo o passivo. Gli antichi greci oggi farebbero difficoltà a capire le parole che siamo soliti usare per definire l’inclinazione sessuale. Termini come etero, omo e bi sessualità, non verrebbero compresi. Gli antichi greci erano pagani. E’ con il cristianesimo che si sono introdotti concetti e precetti, che la società moderna considera universali. Ma in realtà sono solo culturali. Quindi nella storia greca non vi era una distinzione netta come oggi la intendiamo. Tutto era molto più semplice e si basava sull’attività penetrante e non penetrante, attiva e passiva. I greci erano liberi sessualmente seguendo le loro regole.

Nell’antica Grecia la parola sessualità non era contemplata. Tutto ruotava intorno alla figura di Eros. Il sesso non era territorio di indagine medica, di orientamento pedagogico, di introspezione morale. Non vi erano domande, incertezze, riflessioni. E’ la modernità che ha portato la sessualità a come la si conosce con i suoi dubbi o con le sue idee psicologiche.

La conoscenza insegna!!

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