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Nel sesso si è Protagonista o Spettatore?

Quante volte ci si chiede se parlando di sesso o di erotismo si viene giudicati come malati o perversi o addirittura depravati? E quindi il più delle volte si sta zitti per non apparire come libertini oppure come bigotti. Sembra quasi che non ci sia una via di mezzo tra chi vuole parlare, colloquiare, confrontarsi, intervenire, partendo dalle proprie esperienze o preferenze, e chi invece vuole ascoltare, osservare e farsi una idea senza condividerla. La continua ansia o paura di essere giudicati umani di facili costumi o in modo eccessivo malati di sesso, sicuramente crea una frustrazione conscia o inconscia. Di solito si trovano scuse e giustificazioni nel voler non parlare di sesso. Dalla più banale che abbraccia il senso della privacy alla meno usata che considera tale tema proprietà degli addetti ai lavori, come i sessuologi. Una fetta di pubblico può anche non essere protagonista per la scarsa conoscenza che ha del sesso, ma rimane ignorante purtroppo per la mancanza di stimolo ad informarsi. Essere Protagonista nel sesso, sia nel parlare di esso che nel viverlo, porta la persona a conoscere meglio se stesso. Non solo prende più consapevolezza di sè, ma usa un modo di comunicazione che lo conduce ad un appagamento soggettivo, in relazione con se stesso e con gli altri. Essere Spettatore nel sesso, può avere una nota positiva, se tutto quello che si osserva diventa incentivo per vivere meglio la propria sessualità. E’ sempre più difficile riuscire ad esporsi perchè c’è uno spauracchio di fondo. Ovvero non voler dare materiale proprio alla gente e magari anche allo stesso partner. Ma si è sicuri che questo modo di fare protegge la persona stessa? Si è certi che il sentimento di ansia non abbia come matrice una incapacità di abbandonarsi al sesso o all’erotismo? Chi è Protagonista non ha gli occhi puntati sulla gente, ce li ha su di sè, in modo anche egoista. Lo Spettatore, invece, immagina come può risultare se stesso agli occhi della gente, e quindi rimugina. A volte ha persino paura di provare sensazioni nuove e si frena nel dire e nel fare. Il Protagonista appare, lo Spettatore svanisce. Avere una propria idea sull’erotismo, vivere attraverso un proprio stile sessuale, pensare al sesso in modo del tutto soggettivo, tutto questo non allontana chi ci circonda e non porta noi stessi a piacere di meno o di più. Ma è un tassello in più verso la conoscenza della persona. La vergogna e il senso di privacy sembrano camminare mano nella mano quando si parla di sesso. Ma se solo si aprissero gli occhi degli Spettatori verso una interpretazione umana e sensoriale dell’erotismo e del sesso, timore e senso di intimità non farebbero sentire incatenati.

Nella stessa Bibbia si parla di sesso. Il Cantico dei Cantici, per esempio, non contiene solo l’affermazione della bontà terrena del rapporto sessuale, ma anche l’esaltazione della bellezza del corpo e dell’erotismo. Non demonizziamo ciò che è natura e naturale. Quindi siate Protagonisti e se volete essere Spettatori sappiate che dire e fare non sono peccato.

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La vergogna nel sesso

La vergogna è dietro l’angolo. La vergogna non fa altro che soffocare i desideri e l’essere se stessi. La vergogna non deve e non può vivere nel sesso. Eppure tutto sembra andare verso quella direzione. Sembra che sia un peccato parlare della propria sessualità, sia uno sbaglio avere una cultura sessuale. Nonostante sono tanti i professionisti della materia che dicono di comunicare, non si riesce a superare quella vergogna che si prova ogni volta che si pensa all’argomento sesso e a tutto ciò che gira intorno. La vergogna aleggia sugli istinti che il corpo in modo naturale prova. La vergogna cammina insieme a quei pensieri sessuali che sono umani. La vergogna vince sulla libertà di mostrarsi sensuale. La vergogna reprime tutto ciò che allude all’erotismo. Insomma la vergogna non sembra una variabile bensì una costante. La femminilità o la mascolinità devono essere messe in ombra perchè altrimenti è vergogna esibirle. Si vive sempre più spesso nel continuo dualismo o scontro tra il desiderio primordiale di godere del proprio corpo e la vergogna di non dare seguito a questa esigenza innata. Sempre più coppie vivono con accanto la vergogna di andare fuori dalle righe, di parlare con sfacciataggine, di passare per libertini, di chiedersi se è giusto o meno assecondare certe voglie sessuali. Si pensa erroneamente che portarsi dietro la vergogna sia legato solo alla sfera sessuale ma non si vuole ammettere che questo comportamento influisce sulla persona in modo totalizzante. Il negare la vergogna è il primo atteggiamento che si assume. Il secondo è quello di far finta di niente, che nulla intacca e che non si ha conseguenza di ansia, nervosismo, apatia, insoddisfazione, insicurezza.

Si prova vergogna ad ammettere che si fa sesso. Si prova vergogna a parlarne. Si prova vergogna nel fantasticare. Si prova vergogna a leggere, raccontare, guardare e vivere il sesso. La vergogna che nasce nella sfera sessuale cela una difficoltà a capire se stessi. Una crescita personale equivale anche ad una crescita sessuale, ma la vergogna diventa la ghigliottina di questo sviluppo. La vergogna fa male in primis a chi la sente direttamente e dopo a chi la vive indirettamente.

Cosa fa scattare la vergogna? Il pensare che quell’azione o quell’idea non si debbano fare o provare in quanto riprovevoli o disonorevoli, che sono oggetti di critica e di giudizio, senza analizzare che ogni cosa fa parte delle pulsioni fisiche e sensoriali di ciascun essere. Ma chi dice che questo o quello nella sfera sessuale non si può sentire o fare? Chi si erge a giudice o conoscitore di quello che è vergogna non ha neanche la minima idea di cosa si tratti.

Quando si capirà che vivere nella vergogna è vivere da castrati, sarà già troppo tardi!

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I colori del sesso: Rosso, Nero, Grigio

Se riflettiamo bene si è sempre associato un colore al mondo del sesso. Anche i locali in cui il sesso è consentito hanno colori ben precisi. Di solito prediligono il colore Rosso. Al Rosso si accosta il sentimento della passione, perchè ricorda quello del sangue che defluisce nel corpo e quindi si lega a ciò che uno sente dentro. Per i più romantici questo colore è collegato all’amore e di conseguenza al sesso. Tutto sembra seguire un filo logico perchè così si categorizza il pensiero e si etichettano le sensazioni. Ma in realtà non tutto segue un criterio. Il colore Rosso può allacciarsi a pratiche sessuali più profonde e intime. Può sottolineare un lasciarsi andare completamente senza catene immaginarie che lo bloccano, quasi come se rievocasse il ritmo del battito del cuore che per vivere non si ferma. Anche nel vestire il Rosso regala l’idea dell’essere audaci, sfrontati, sexy, sensuali e vogliosi. Il Rosso esprime la libidine personale che è ben diversa dall’attrazione sessuale. La libido vive di per sè e non è associata ad alcuno. Vive nel suo mondo personale, può essere stimolata, e non dipende da nessuno se non da se stessa.

Un altro colore del sesso è il Nero. Con il colore Nero si guarda la sessualità quasi come fosse deviata e perversa, guidata da disturbi psichici o disturbata da alterazioni mentali. Anche qui viene usato un giudizio legato alla propria logicità. Se si pensa ad un genere specifico di libri riguardanti un erotismo oscuro si associa il Nero. Con questo colore il sesso sembra che faccia paura. Ma in tutta sincerità bisognerebbe allargare la visuale e pensare che il colore Nero cammina di pari passo con il mistero, con qualcosa che si cela ma che viene fuori in altre forme. Nel mondo sessuale il Nero si mixa con il vizio della lussuria. Un completo abbandono a qualsiasi piacere sessuale o erotico, di qualsivoglia natura. Insomma il colore Nero ricorda il gioco di una camera buia in cui tutti i sensi sono amplificati e coperti a seconda di ciò che si vuole vivere. Anche quando lo si indossa porta con se attrazione per il proibito, per il non detto e per il non ancora vissuto.

E poi c’è lui, il colore Grigio. Quel colore che per alcuni non esiste dato che la mente difficilmente scivola nei propri meandri più sfumati, preferendo sempre colori più decisi. Per altri è un colore vivo, un colore in cui la loro sessualità viene solleticata e sollecitata. Il Grigio quando viene considerato reale e concreto diventa una dimensione in cui trovare la propria strada sessuale. In cui il piacere vive per la voglia di sentirlo addosso. Con il colore Grigio tutto ciò che è attrazione esiste. Come quella platonica, quella estetica, quella emotiva, quella sentimentale, quella mentale. Il Grigio é quasi come un gioco in cui tutto si sperimenta, soprattutto in cui si mette in campo ogni emozione.

Non è stato un caso che la più famosa trilogia erotica, indipendentemente se piace o meno, si basi sui tre colori.

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Mon Privè: i parchi giochi sessuali

Avete presente quando si apre una porta o una finestra o uno spiraglio da cui si attinge aria o una visone di spazio aperto per un claustrofobico? Quando si cerca di allontanarsi da quel senso di oppressione e costrizione mentale? Questa sensazione sembra essere assunta da persone costrette a seguire regole comportamentali in un paese dalla forte presenza religiosa o da una educazione e mentalità circoscritte a dogmi. Se vi è ben chiara l’immagine attraverso le mie parole allora capirete perchè determinati luoghi aperti e alcuni villaggi turistici vengono percepiti come oasi del sesso in cui la libertà diventa l’unica prerogativa. Esistono dei veri e propri lunapark sessuali, degli eden del sesso. Tutto è permesso sotto la luce del sole o al chiaro di luna. Tutto è lecito, solo una cosa non è contemplata l’astenersi. Esistono spiagge o posti naturali che si vestono di libertà ed espressione sessuale. Un piccolo mondo su misura per chi non vuole sentirsi claustrofobico. Ma questi paradisi trasgressivi o semplicemente giocosi esistono in Italia? Di certo la Francia ne ha uno noto e i maggiori fruitori sono gli italiani. Allora gli italiani sono i più claustrofobici? Immagino che questi luoghi incuriosiscano, ma non penso sia solo la curiosità di vedere qualcosa che non si vive, penso che si voglia andare oltre il proprio recinto prestabilito. Si arriva in un momento della vita che gli abiti che si usano si sentono stretti e magari consumati. Che ci si voglia svestire di ciò che ora si considera superato e che si vuole indossare un’emozione piuttosto che un’altra. Quindi perchè non vivere esperienze al limite del proprio vissuto? Luoghi in cui il naturismo, lo scambismo, l’esibizionismo, il sadismo o le perversioni sono quotidiane, diventano agli occhi del consumatore una dimensione da esplorare. Vivere posti del genere non solo porta a conoscere i propri gusti ma sposta la prospettiva di osservazione. Come in ogni cosa tutto sta nel saper e voler vivere a modo proprio, quindi sfruttare un servizio secondo un piacere individuale e a seconda del carattere. Esiste una spiaggia francese rinomata in cui tutto è permesso a livello sessuale, in cui non si lede il pensiero altrui, in cui le più sfrenate fantasie sessuali sono all’ordine del giorno. Nessuna vergogna e nessuna proibizione. Forse nell’immaginario fatto da freni questi luoghi sono posti di perdizione, in cui la testa non ragiona, in cui tutto è poco lucido, mentre basta pensare che la mente è vigile dato che si gode in ogni istante le emozioni e le sensazioni che riceve. Basta considerare che questi piccoli mondi fanno vivere senza schemi convenzionali le più svariate avventure.

Ci tengo a precisare che queste spiagge o posti all’aperto non vanno confusi con luoghi dove si pratica il nudismo. Il sesso non ha niente a che fare con la voglia di vivere nudi all’aperto. Purtroppo non si fa distinzione perchè non si legge, non ci si informa e perchè è più facile prendere la rettilinea via dell’ignoranza che quella tortuosa del sapere.

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Mon Privè: I Sexy Shop

Boutique dell’eros, sensual store, tempio dell’amore o semplicemente Sexy Shop, in qualsiasi modo si chiamano non cambia il loro fine, ovvero quello di far godere attraverso accessori. Purtroppo ancora oggi si pensa che chi entra in questi negozi sia un pubblico pervertito, depravato, deviato e poco raccomandabile, dato che al loro interno si trovano oggetti erotici, articoli sessuali o materiale pornografico. Vengono considerati dall’opinione comune luoghi proibiti, peccaminosi, che portano alle tentazioni più sfrenate.

Di solito queste attività commerciali nascevano in punti non visibili a tutti. Prima che si arrivasse ad una moderata libertà, i Sexy Shop erano visti luoghi angusti, lugubri, semiclandestini, che vendevano oggetti di qualità scadente e attiravano in modo specifico il genere maschile che voleva trastullarsi in completa solitudine. Magari avevano questa facciata ma tutto stava nel vivere il sesso come atto o come piacere. L’Italia come paese non mostra neanche ora una propensione a vivere il sesso e il piacere senza considerarli tabù. Risulta ancora un argomento di cui non si può parlare, figuriamoci promuovere ambienti che commercializzano giochi sessuali. Se solo questi negozi venissero visti come spazio in cui si può avere la possibilità di conoscere ancora di più la propria sessualità allora non verrebbero denigrati. Il potere della comunicazione dovrebbe esserci anche in questo caso. Quando ci si reca in un negozio si spera di trovare personale qualificato che possa aiutarci nella scelta di un capo o di qualsiasi articolo, quindi perchè non averlo anche in un Sex Shop?

Oggi i Sexy Shop sono negozi luminosi, con le insegne in vista, con vetrine abbellite e situati in luoghi centrali o facilmente raggiungibili. Il cambiamento lo si è registrato grazie a libri erotici, a serie tv, a documentari, che hanno dato una connotazione diversa al tema sesso e sessualità. L’offerta dei Sexy Shop si è mutata in esperienza e non solo in vendita, c’è una rassicurazione maggiore rispetto a prima, e un desiderio più naturale e meno costruito. Esiste un’offerta e-commerce che raccoglie un numero ampio di persone, perchè toglie dall’imbarazzo e dalla timidezza gran parte di quel pubblico che non ha raggiunto un grado di libertà giusta a disinteressarsi dei giudizi.

I Sexy Shop sono fornitori di sex toys, di abbigliamento sensuale, ma non è detto che tutto deve essere estremo, esistono accessori soft che arricchiscono l’esperienza sessuale. Accrescere e aumentare la propria vita sessuale attraverso l’uso di un completino sexy o di un gioco stuzzicante non fa altro che aprire la mente e liberarsi di quei freni inibitori che ancora emergono nella società.

Se si vedessero i Sexy Shop come un punto di partenza per superare dei limiti sessuali, come spunto per vivere una sessualità più divertente e complice, o ancora come stimolo per mettere alla prova la proprie scelte, allora non solo tutto avrebbe più importanza ma il piacere coprirebbe un valore più vero.

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Un’esperienza… da vivere ogni volta

Raccontare la propria storia attraverso una cornice personale vuol dire dare voce alla singola personalità. Ogni cornice ha un’artista che segue la narrazione di ognuno, crea su ciascuno una cornice su misura. Studia, delinea, definisce, armonizza ed equilibra il tutto. L’approssimazione è nemica dell’artista mentre l’attenzione è il suo mantra. All’artista non interessa solo la bellezza della cornice ma come la stessa diventa parte fondamentale del quadro. L’artista punta all’unicità del quadro e a far si che trasmetta la propria identità. Ecco cosa vuol dire essere parrucchiere, e https://sereni.net/ lo incarna alla perfezione.

Sono stata invitata in un salone dove i capelli vengono trattati come una cornice artistica, dove l’aria che si respira ti avvolge con odori inebrianti, dove l’accoglienza è una prerogativa e dove ogni azione è protesa a farti vivere un’esperienza rilassante. Diventi parte dell’ambiente. Quando entri lo fai con la voglia di affidarti a professionisti e quando esci ti senti consapevole di aver dato vita al tuo quadro, pronto a raccontare la tua storia. Mi sono sentita coccolata nella mia unicità, sono venuti incontro alle mie esigenze e hanno saputo valorizzare la cornice del mio aspetto. Nulla è lasciato al caso ma ogni particolare diventa un’esperienza da assaporare. In questo salone non si improvvisa e non si tralascia niente. Non è un caso che l’esperienza di anni e anni alle spalle e la competenza di tre generazioni siano un connubio perfetto per definire questo luogo un laboratorio. In questo laboratorio l’arte cammina insieme alla creatività, la bellezza abbraccia l’unicità, lo stile gioca con l’individualità.

Non servono mille parole per descrivere un’esperienza, basta solo viverla. Ogni volta può essere diversa, ma se anche dovesse risultare uguale alla precedente la differenza starà nelle sensazioni che ti porti dietro tutte le volte che finisce. Esaltare la facciata vuol dire dare luce al proprio stile, crearlo o dargli eco diventano strade da percorrere quando fai parte di una realtà su misura. Sereni ti regala questa realtà insieme alla voglia di completare il tuo quadro personale.

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Mon Privè: Dirty talking

Con ‘Dirty talking’ si intende letteralmente ‘parlare sporco’. Sicuramente la prima cosa che si pensa è che anche nella sessualità vissuta e giocosa molti vogliono conservare l’essere eleganti e signori, ma il parlare sporco non toglie valore al sentirsi signorile, bensì aumenta il desiderio, la lussuria, la libidine che ognuno prova in un contesto erotico. Tutto va contestualizzato, l’uso del parlare sporco non può e non deve essere usato al di fuori dell’ambito puramente sessuale. Sussurrare all’orecchio parole indecenti e abbastanza esplicite aumenta il battito cardiaco creando una comunicazione verbale durante contesti palesemente lascivi. Parlare sporco è come flirtare o saper comunicare in pubblico, non ci vuole una preparazione specifica ma bisogna avere un vocabolario adatto ed adeguato alle circostanze. Il Dirty talking deve sentire l’atmosfera giusta, non può nascere dal nulla, non può essere casuale, deve legarsi alla situazione, alla persona a cui ci si rivolge. Il finto e il forzato sono ingredienti che non devono esistere, la spontaneità e la complicità sono componenti che devono essere presenti. Purtroppo ogni pratica sessuale, compresa il parlare sporco, per molti non ha esistenza a causa di limitazioni morali. Nel caso specifico il Dirty talking è una fantasia che non deve essere legata o associata alla personalità del partner ma al clima eccitante che si crea con la persona stessa. Il più delle volte si pensa che quello che si dice è riferito al partner come persona umana e quindi considerata come una offesa o un insulto, ma è una valutazione erronea. Arrivare ad apprezzare l’utilizzo di frasi sconce pone i protagonisti della coppia sulla stessa lunghezza d’onda. Nessuno dei partecipanti deve sentirsi inferiore per le parole o il modo il cui si usano. Il comunicare sporco diventa una vera e propria spinta adrenalinica. E’ come stare sulle montagne russe, si viaggia a velocità bassa, poi media, fino ad arrivare ad un livello altissimo di eccitazione, tutto questo grazie alla libertà di espressione sessuale ed erotica. Il Dirty talking è utilizzato spesse volte anche a livello virtuale con l’intento di scaldare i motori del desiderio e di aumentare il piacere dell’attesa dell’incontro. Avere una sintonia del genere non solo stimola il gioco sessuale ma abolisce ogni senso di vergogna e aumenta la confidenza. Trovare le frequenze vocali e comunicative è importante per vivere ogni fantasia o pratica al meglio e in modo naturale. Ispirazione e pratica sono due elementi fondamentali per il Dirty talking, come anche il crearsi un alter ego può essere utile. Di giorno si è se stessi in modo classico, di notte ci si diverte a trasformarsi e impersonare chi si vuole. Chiedere quello che piace in modo aperto e usando termini sporchi può essere un punto di partenza pratico e concreto. Dimenticarsi del ritornello “non si dicono parolacce” è la prima cosa da fare. Dire parolacce può essere visto anche come sfogo, fino a mostrare ed esibire la parte più selvaggia. Il Dirty talking stimola ed eccita il senso dell’udito, un senso molto importante che non deve mai essere sottovalutato. Le frasi eccitanti possono essere prese da racconti o film erotici, facendole proprie possono arricchire il proprio lessico. Grande rilevanza deve essere il tono con cui si pronunciano frasi spinte oltre a trovare un equilibrio tra tenerezza e frasi sporche. Da “ti voglio dentro di me a scopami forte” da “fammi godere a sborrami addosso”.

Per essere liberi, la vergogna, la stupidità, la forzatura, il fingere, non devono essere contemplati in nessun caso nella dimensione sessuale ed erotica di ognuno.

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Gli Astri e l’eros: Gemelli e il suo vivere di Sensi

Non potrei essere più d’accordo con questo titolo dato che sono nata sotto il segno dei Gemelli e sono assolutamente in sintonia con i miei Sensi. Vivere di Sensi vuol dire vivere l’eros come esperienza. Ogni volta che i Gemelli si abbandonano al sesso e all’erotismo lo fanno consapevolmente e con sicurezza. Chi è nato sotto questo segno vive il sesso come fosse un gioco tanto da sprigionare la sua carica sessuale nell’aria. Ciò che caratterizza il segno dei Gemelli è il continuo correre da un pensiero all’altro e ciò lo attua anche nel sesso. Non riescono a stare immobili ma devono avere sempre una nuova idea, un nuovo modo di sentire l’erotismo. La loro immaginazione va oltre ogni limite e sanno come renderla appetibile a chi orbita intorno a loro. Coinvolgono, travolgono e sconvolgono, tanto da godere loro stessi di questo essere attrazione e calamita, oltre a far godere chi viene investito dalla loro natura. La duplicità dei Gemelli è reale e concreta. Possiedono la capacità di vivere più mondi, più dimensioni pur essendo loro stessi. Non usano volti differenti ma diventano sfaccettature di una stessa medaglia. A livello sessuale per i Gemelli la mente occupa il primo posto. Per il segno l’intelletto diventa personificazione ed è con lui che gioca sessualmente. I Gemelli devono essere stimolati a livello mentale per far reagire il corpo. I Sensi sono il motore di tutto, le sensazioni e le emozioni devono portare il segno a livelli alti per riuscire a carpire la loro sessualità. E’ un segno a cui piace creare le situazioni, chi riesce a seguirlo avrà sicuramente un posto accanto a lui nell’Olimpo. Il segno dei Gemelli oltre ad esercitare una spiccata sensualità in quello che fa, padroneggia con il suo essere focoso e passionale. Ma tutte queste caratteristiche escono fuori se il partner di gioco riesce a sorprenderlo o stupirlo. Le persone Gemelli sono influenzate dal segno a non dare importanza alla persona ma alla personalità. Per loro ognuno deve essere in grado di incuriosire. Il segno trova molto affascinante scambiare i ruoli, da preda diventa cacciatore, da cacciatore a preda, da dominato diventa dominatore, insomma ama l’interscambio e si annoia se tutto è statico. I Gemelli non sono dei facili compagni di gioco, perchè pretendono un livello di intelligenza elevata per colpire la loro. L’orgasmo fisico non ha la stessa importanza di quello mentale, per loro la mente è la parte primaria del piacere, e a seconda delle circostanze quella mentale supera la soddisfazione fisica. I Gemelli sono persone complici e che cercano nei loro partner il cameratismo, persone avventuriere anche nell’eros.

Il segno dei Gemelli puro è una fiamma sempre accesa ma divampa solo con chi riesce intellettualmente a tenergli testa.

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Mon Privè: Swingers Club

Con il termine Swinger si intendeva una persona dinamica, vivace, mondana e modaiola. Tempo fa era molto diffuso in tal senso ma oggi viene usato nel mondo sessuale quando si vuole indicare individui dediti a pratiche sessuali particolari. Questo vocabolo lo si attribuisce a persone che introducono nella propria sfera sessuale altri soggetti. Da questo modo di vivere la sessualità nascono i luoghi dal nome Swingers Club. Non sono locali di depravazione, in cui alcool, droga e sesso fanno da padrone fino ad arrivare a superare i limiti della legalità, come possono essere considerati erroneamente dall’immaginario comune. Bensì sono ambienti in cui si conosce e si incontra gente, in cui si fanno chiacchiere piacevoli sorseggiando qualcosa di gradevole, con l’obiettivo di trascorrere una serata all’insegna del divertimento e della spensieratezza, liberi da schemi convenzionali. In questi posti nessuno obbliga a fare sesso, ma di certo nessuno vieta di finire la serata in modo piccante e disinibito. Questi luoghi danno la possibilità di fare sesso in tutta libertà con persone conosciute al momento, ma non è detto che tutto debba essere scontato. Esiste l’occasione ma ciò non toglie che possa non succedere. Non sono locali che sostituiscono le antiche case del piacere, non c’è mercificazione o violenza. Non sono posti in cui trovi il sesso facile tanto da finire di sfogare le voglie represse. Sono ambienti che danno la possibilità di esprimere la propria trasgressione, tutto è consentito nel rispetto della persona. Non esiste prevaricazione e non esiste imposizione, tutto si fonda sulla libertà di godere come meglio si desidera.

Questi locali sono club privè dove si accede esclusivamente come soci affiliati, si entra dopo aver fornito le proprie generalità e aver pagato una quota associativa. Frequentare questi privè risulta essere una vera e propria filosofia di vita, perchè essere Swinger vuol dire vivere in tutta libertà la propria sessualità riuscendo a separare il sesso dal sentimento. Il perbenismo della società vede chi pratica questi locali come individui promiscui con accezione negativa, quasi a definire il loro comportamento deviante e patologico. Per paura di essere giudicati in tal modo, diverse persone che vorrebbero essere Swinger e frequentare questi posti lo nascondo e inibiscono le proprie voglie sentendosi poi frustrati e schiacciati sessualmente.

Gli Swingers Club sono club in cui il comportamento di ogni partecipante si basa su educazione, gentilezza e correttezza. Questi privè hanno due volti: quello del locale in cui si può passare una serata interessante e magari anche seducente, e quello del club in cui si possono vivere forti emozioni a sfondo sessuale. Esistono speciali stanze hot, in cui si può esprime il proprio erotismo in qualsiasi modo si voglia. Sono stanze fornite di accessori erotici e in cui il gioco sessuale si manifesta in ogni sua forma. Passioni e pulsioni più sfrenate, giochi peccaminosi e voglie mai espresse diventano protagonisti di questi club privè. L’assenza di giudizio e il rispetto della volontà sono i comandamenti di questi luoghi.

Spesse volte si demonizzano questi club privè perchè si pensano come luoghi di perdizione, in cui vige la mancanza di rispetto per il proprio corpo, o addirittura in cui le persone smarriscono la ragione. Invece questi ambienti aiutano a portare alla luce desideri sessuali soffocati e infondono sicurezza e determinazione.

Difficile arrivare a padroneggiare con la propria sessualità ma tutto sta nel volerlo e nel non preoccuparsi di sentirsi ‘inadeguati’ o ‘diversi’ in una società che ancora fa difficoltà ad accettare la libertà sessuale.

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Il mondo di AlterEgo

Pensate per un attimo di oltrepassare una porta di vetro e di trovarvi in una dimensione in cui il vostro IO diventa espressione del vostro animo. Un animo che può essere di qualsiasi colore, che può indossare qualsiasi stile, dal più elegante al più casual. Un animo capace di giocare con il vostro volto e il vostro corpo. Un animo che si diverte a diventare ciò che vuole. Libero da qualsiasi vincolo e restrizione. Tutto questo succede varcando la soglia di AlterEgo.

Sarebbe banale chiamarlo negozio, perchè è una realtà che ti porta a vestire un altro te stesso. Avete mai provato quella sensazione di guardare dall’esterno voi stessi? Avete mai pensato di essere spettatori e attori di voi stessi nello stesso tempo? AlterEgo vi mette nella condizione di essere liberi di scegliere chi volete apparire. Regala l’aspetto delle emozioni. E ogni volta che indosserete quel look scelto da AlterEgo vivrete lo stesso effetto.

AlterEgo con me si è divertito a sfidare le mie sfumature. Le ha coccolate, le ha avvolte, le ha corteggiate e le ha esibite. Ha avuto il potere di disegnare sfaccettature della mia personalità. Ridendo e scherzando ha puntato alle sensazioni che si provano quando l’espressione cambia ogni volta che il corpo viene abbracciato da un tessuto o viene illuminato da un colore. Ha mostrato un altro IO quando lo stile maschile ha toccato la mia pelle. Ha sfoggiato il mio lato femminile quando ha deciso di gareggiare con il mio gusto. AlterEgo è l’amplificazione del nostro IO attraverso l’accostamento di capi e accessori.

Appena sono entrata l’atmosfera che ho respirato è stata di estrema accuratezza nei dettagli. Ciò che fa uno stile è il dettaglio, dal più semplice al più ricercato. Il potere di mostrare anche solo con un capo la sensazione di un look, nella realtà AlterEgo trova la sua dimora. AlterEgo ti aiuta con semplicità a scoprire te stesso in diversi occasioni. La differenza non la fanno i vestiti che si possono trovare ovunque, ma la fa ciò che si assaggia quando si vive l’idea che AlterEgo propone e suggerisce una volta che si entra nel suo mondo. Il suo messaggio è lontano dal tipico negozio.

“Sii te stesso e se il tuo IO, qualsiasi esso sia, vuole osare, cambiare, provare, sentire, dagli voce”. Questa frase racchiude ciò che è il messaggio di AlterEgo. Non serve fare voli estremi basta fare un viaggio nell’interiorità attraverso l’esteriorità. AlterEgo lo permette!

https://www.instagram.com/alteregoberardi/