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La mala educaxxxion

Il titolo di questo articolo riprende un noto programma televisivo del 2011, durato 3 anni con tre stagioni. All’epoca fece scalpore, ma in realtà lo fa ancora oggi. Ciò che incuriosì fu proprio il format. Il fatto che si affrontassero apertamente (senza tabù) tematiche legate al sesso e all’eros (in cui si discuteva di piacere femminile e maschile, di desideri sessuali, di relazioni, di giochi sessuali, di gusti sessuali e molto altro), stimolava a guardarlo. Ma poi ci si scandalizzava di come si affrontassero, con quell’approccio libero che tanto fa discutere e sgranare gli occhi. Quindi lo si seguiva con interesse, ma allo stesso interesse si imputava la colpa data dalla paura di fronteggiare le stesse tematiche, sia con se stessi che con gli altri.

Perchè si parla di questi programmi? Perchè si incoraggia il confronto e la condivisione. E perchè nello stesso tempo si fugge da questo stimolo? I temi affrontati rimangono scomodi e proibiti. E se da un lato si ha curiosità, dall’altro la stessa curiosità viene fatta tacere se non addirittura soffocata. Lo stesso programma offriva una prospettiva diversa, un quadro completo e variegato della sessualità, andando oltre gli stereotipi. Ma chi lo guardava era stereotipo esso stesso. La chiave di lettura del programma doveva risiedere nell’uso della propria intelligenza e non certo nel pregiudizio o giudizio.

La disinvoltura con cui si interagisce in questi dibattiti, la franchezza con cui vengono affrontati temi su cui il mostro del giudizio è sempre dominante, possono essere ‘d’aiuto’ a chi ha difficoltà, anche solo a pensarli? La mia domanda in altre parole verte nel chiedere se può essere ‘terapeutico’, ascoltare e vedere questi tipi di programmi. Inutile dirvi come la penso io. Ma voglio farvi leggere perchè sarebbe importante.

I dibattiti in questione ti espongono a diverse opinioni e punti di vista, aiutandoti a comprendere meglio un argomento da diverse angolazioni. Ciò permette di formare un’opinione più informata e sfumata. Le argomentazioni degli altri stimolano a valutare criticamente le proprie convinzioni e individuare dove si è carenti. I confronti aumentano la consapevolezza su questioni specifiche. E non per ultimo, il tutto incoraggia ad esprimere le proprie idee. Da un punto di vista ‘terapeutico’, sentir parlare di sesso può far superare la vergogna e il senso di colpa legati al sesso, promuovendo un atteggiamento più propositivo. Da un punto di vista ‘educativo’, può far acquisire informazioni corrette sulla sessualità abbandonando i luoghi comuni e sfatando i miti. E dal punto di vista ‘evolutivo’, parlare apertamente di sesso aiuta a renderlo un argomento meno imbarazzante e più accessibile.

Le reazioni della società quando si parla di sessualità e di sesso in modo libero danno sfogo a quell’imbarazzo imperante che parla attraverso le espressioni del volto. Parla attraverso una doppia morale, ovvero che si è più permissivi nei confronti della sessualità maschile rispetto a quella femminile, con giudizi molto severi verso determinate pratiche sessuali. Parla attraverso stereotipi di genere. Attraverso la paura del giudizio, o le influenze culturali e religiose.

La conclusione del mio articolo ha due direzioni. La prima vuole suggerire il dialogo aperto, creando una società più inclusiva e tollerante, che riflette e rispetta le diversità delle esperienze sessuali. La seconda vuole mettere in atto tutto questo, trasportando il programma sul mio profilo, e cercando di dibattere sui temi che ha trattato. Come? Lo scoprirete!