C’è una domanda che mi faccio ogni volta che vedo uscire qualcuno da un programma televisivo.
Qualcuno che ha partecipato a un reality, o a un dating show o a uno di quei programma che, per mesi, ti permettono di entrare nella vita di persone che fino a poco prima non sapevi nemmeno esistessero. Poi il programma finisce. Le telecamere si spengono. Eppure migliaia, a volte centinaia di migliaia di persone, continuano a seguirli.
Ed è qui che nasce la mia domanda. Che cosa stiamo seguendo davvero?
Molte di queste persone non cantano, non recitano, non hanno inventato qualcosa di straordinario. Eppure riescono a mantenere l’attenzione del pubblico anche quando il programma che le ha rese famose è finito da tempo. La spiegazione più immediata è che piacciano. Che siano simpatiche, belle, carismatiche. Ma più osservo questo fenomeno, più penso che non sia solo questo. Credo che spesso non seguiamo una persona per ciò che fa. La seguiamo per ciò che rappresenta.
Pensiamo, ad esempio, ai personaggi che nascono in televisione. Succede spesso in programmi come Uomini e Donne. Una persona entra come perfetta sconosciuta ed esce con un pubblico che continua a seguirla anche dopo la fine del programma. Molti dicono di essersi affezionati. Ma siamo sicuri che l’affetto sia rivolto davvero a quella persona? O forse a ciò che quella persona rappresenta? Perché, a un certo punto, quella persona smette di essere soltanto una persona. Diventa quella che vai a cercare nelle storie. Quella di cui controlli gli aggiornamenti. Quella che aspetti di rivedere anche quando il programma è finito.
Pensiamo di seguire loro. In realtà spesso stiamo seguendo noi stessi. La parte di noi che vorrebbe una storia così. La parte di noi che cerca una conferma. Per questo alcune persone continuano a essere seguite anche quando non stanno facendo nulla di particolarmente interessante. Perché il pubblico non sta aspettando il prossimo contenuto. Sta aspettando il prossimo capitolo. È una differenza enorme.
Perché una persona si segue. Una storia si continua.
Lo stesso succede con la ragazza che sembra desiderata da tutti. Con il ragazzo che appare finalmente realizzato. Con chi sembra avere la vita che molti vorrebbero. Non seguiamo soltanto una persona. Seguiamo ciò che quella persona rappresenta. Le persone diventano contenitori. Contenitori dentro cui il pubblico mette sogni, desideri, paure, speranze e aspettative.
Quando un personaggio si mostra diverso da come lo immaginavamo, non si rompe soltanto la sua immagine. Si rompe la storia che avevamo costruito intorno a lui. Perché molte persone oggi non seguono qualcuno per ciò che fa. Lo seguono per ciò che rappresenta.
Perché spesso non ci affezioniamo a chi abbiamo davanti. Ci affezioniamo a ciò che ci fa immaginare.
E forse è anche così che nascono gli influencer.
