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Intimità e Erotismo Digitale nell’Era dell’Intelligenza Artificiale

L’ Intelligenza Artificiale (IA) sta avvolgendo nelle sue braccia ogni aspetto della nostra vita, inclusa la sfera intima, l‘Erotismo. Stiamo assistendo ad un’ascesa dell’erotismo digitale. Chatbot romantici e partner virtuali sono l’espressione dell’ intimità nell’era della IA. Piattaforme come Replika consentono a chi si iscrive di instaurare relazioni affettive con chatbot personalizzati, offrendo compagnia, interazioni emotive, erotiche e sessuali. Per chatbot si intendono programmi informatici che simulano una conversazione con un essere umano, sia attraverso la voce che tramite testo scritto. L’applicazione Replika, nello specifico, apprende dalle conversazioni le preferenze degli utenti, tanto che questi sviluppano relazioni profonde con il proprio Replika, arrivando a considerarlo un partner romantico. Un’altra applicazione è CarynAI. Caryn Marjorie è una influencer che ha creato un avatar digitale di se stessa, così gli utenti interagiscono con la sua controparte digitale, pagando. Se queste applicazioni registrano migliaia di utenti ogni giorno è evidente che l’interesse verso le relazioni virtuali e l’erotismo digitale è in aumento esponenziale.

Se da un lato tutta questa ridefinizione del modo in cui percepiamo il desiderio, in cui esploriamo le fantasie e costruiamo connessioni emotive, offre una esperienza intima fuori dal comune. Dall’altro lato c’è una maggiore idealizzazione di queste interazioni tra umani e chatbot, attribuendo loro caratteristiche umane e desiderabili. Quindi si arriva ad un allontamento dalla realtà digitale o virtuale. In altre parole, ci si dimentica che si sta esplorando una realtà virtuale/digitale, illudendosi di creare una intimità che non si basa su una empatia reciproca, su una vulnerabilità condivisa e su una crescita attraverso il confronto. Bensì si sta instaurando una interazione unidirezionale, priva di reale reciprocità. Tutto ciò porta l’essere umano a sentirsi compreso da qualcosa di meccanico e preprogrammato.

L’innovazione ha le sue implicazioni psicologiche e culturali. Se su un piatto della bilancia l’erotismo digitale offre uno spazio sicuro per esplorare desideri e fantasie. Sull’altro piatto tutto ciò può influenzare le aspettative nelle relazioni reali. Si possono avere avvisaglie di dissociazione tra fantasia e realtà, creando delle aspettative irrealistiche nei confronti dei partner umani, fuggendo quindi da questi ultimi e rifugiandosi in ciò che è l’interazione con un‘IA. Consapevolezza, critica delle limitazioni, conoscenza delle differenze tra connessioni autentiche e simulazioni, sono i punti cardini che ogni essere umano deve possedere ogni volta che interagiste con un’IA. Ma siamo sicuri che si hanno?

Una domanda che è d’obbligo chiedersi: la tecnologia nell’erotismo nasce per integrare e arricchire le esperienze intime, allora perchè si tende a sostituirle? Guardare ad una tecnologia al servizio delle relazioni potrebbe migliorare la propria realtà intima. Ad esempio, dispositivi come sex toys intelligenti, realtà virtuale e teledildonica consentono alle coppie di mantenere l’intimità anche a distanza. Arricchendo la vita sessuale con nuove esperienze, rafforzando i legami affettivi e esplorando insieme la sessualità. Ma sappiamo che l’essere umano tende a sostituire il vecchio con il nuovo quando si approccia alla tecnologia, vuoi perchè gli fa fatica l’integrazione o vuoi perchè è la via più semplice con meno sforzo. Ed ecco il motivo di alcune previsioni. Entro il 2050 il sesso con robot potrebbe diventare più comune di quello tra esseri umani. Si fuggirà dalla complessità delle relazioni tradizionali, preferendo i sexbot. Visto che essi sono progettati per simulare emozioni e risposte umane, offrendo compagnia e piacere senza altre implicazioni, si assisterà ad un isolamento emotivo e ad una riduzione delle interazioni umane autentiche.

Il vero problema secondo me non è la tecnologia o il futuro dell’erotismo virtuale. Quando il dialogo diventa un rischio, quando l’intimità è giudicata e la vulnerabilità derisa, quando mancano il rispetto, l’ascolto e l’empatia nelle relazioni reali, ecco che il virtuale diventa casa. Milioni di utenti scelgono l’interazione con l’Intelligenza Artificiale non per alienazione ma per difesa. Si preferisce avere una relazione con i robot perchè i robot non tradiscono, non giudicano, non impongono.

La vera domanda è: siamo ancora in grado di incontrarci davvero, da esseri umani?

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App, Tech e Beauty, una sinergia sempre più reale che l’Oréal conosce bene

Quando negli anni ’90 pensavamo al 2021, o ad anni futuri, sicuramente associavamo i nostri pensieri a qualcosa di tecnologicamente avanzato, però non fino ad arrivare a ciò che quest’anno vedremo da un punto di vista Beauty. Il colosso del mondo Beauty quando accosta i suoi prodotti alla tecnologia dà vita a creazioni innovative sempre più valide. L’ Oréal già nel 2014 lanciò l’App Makeup Genius, con la quale ognuno poteva provare i prodotti in tempo reale usando lo schermo del proprio cellulare come uno specchio. Tutto parte dallo scatto di una foto del proprio volto, l’App ne riconosce le forme e si possono saggiare ombretti, rossetti, fard. La tecnologia dell’ App fa sì che il trucco sembri applicato al volto, per arrivare poi ad acquistarlo. Nel 2017 l’ Oréal fece un passettino in più presentando nelle profumerie uno scanner per il viso, attraverso cui ogni cliente poteva in soli 5 minuti avere un fondotinta personalizzato. L’algoritmo non fa altro che prendere informazioni sul tono e sulla tipologia di pelle e crea una formula adatta per l’incarnato di chi ha scannerizzato. Sembrerebbero cose futuristiche ma sono più che reali ed esistenti.

L’evoluzione dona strumenti nuovi e mezzi che supportano in modo creativo il nostro stile di vita. L’evoluzione porta a vivere mondi diversi e la possibilità di sfruttare la sua ricchezza. Chiudersi all’evoluzione non è un atto di ribellione bensì non darsi l’opportunità di ampliare la propria conoscenza. La ricchezza risiede nell’accumulare più realtà possibili da poter decidere di usarle oppure averne a disposizione come bagaglio personale.

Dato che la realtà Tech è il mondo in cui gravita sempre più la cosmetica, l’ Oréal anche questa volta pone la sua firma. Ciò che vedremo sul mercato sarà un mix delle due innovazioni suddette. Un dispositivo fisico che permetterà di dar vita a creme, rossetti e fondotinta su misura. Perso è un sistema che personalizza, a seconda delle proprie esigenze, cocktail cosmetici. Si parte sempre dall’ App dedicata che attraverso la foto del volto analizza la pelle. Insieme al volto combina le condizioni ambientali in cui si vive (umidità, temperatura, qualità dell’aria, inquinamento) e alla fine elabora la crema e il fondotinta su misura e già dosati, che fuoriescono dai tre fori posizionati nella parte superiore del dispenser apposito. Gli stessi passaggi vengono creati dal terzo dispenser per produrre diverse nuance di rossetti in base ai capi che si indossano. Insomma tanti rossetti a nostra disposizione da abbinare ai nostri look e mood del momento. Un fondotinta idoneo a coprire le imperfezioni della nostra cute del momento. Una crema adatta a rispettare le richieste della nostra pelle del momento. In definitiva, abbracciare realtà cosmetiche associate ad innovazioni tecnologiche non porta altro che a vivere in un mondo tridimensionale.

Apprezzare l’evoluzione tecnologica, capirla e viverla non ci fa allontanare dalla realtà statica e comunque sempre attuale. In ogni momento potremo passare da una dimensione ad un altra senza perdere di vista nulla, ma avendo a nostra disposizione più strade da percorrere.