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Il Mondo Parallelo

In vari articoli vi ho parlato del mondo Social e in particolare del mondo di Instagram. Ho puntato i riflettori su diversi personaggi, su varie tipologie di profilo, sul mondo chiamato Sottobosco. Ho delineato un pò i contorni di quello che ho visto con i miei occhi e di quello che ho toccato con essi. Ora, in questo articolo voglio farvi viaggiare in un Mondo Parallelo. Il Mondo Parallelo si differenzia per il suo essere separato e distinto dal principale pur coesistente con esso. Le stesse persone che vivono in un Mondo vivono anche in quello Parallelo. Se rapportiamo il Mondo Parallelo al Social e nello specifico ad Instagram domande come: Cosa si intende per Mondo Parallelo? Come si vive un Mondo Parallelo? Cosa succede nel Mondo Parallelo? nascono in modo del tutto naturale. Quando fai parte del Mondo Parallelo e decidi di abbandonarlo, perché non rientra più nel tuo modo di essere, vedi tutto con gli occhi da spettatore e ora lo mostro a Voi.

Instagram è un mondo fatto di tante stanze. Ci sono profili che mostrano la loro stanza così come realmente è, altri che la decorano a tal punto da farla diventare finta e a volte pacchiana. Conobbi il Mondo Parallelo di Instagram dopo qualche mese che ero sul Social. E’ un Mondo fatto di nick, di persone unite a caso pronte a ‘supportare’, ma il più delle volte a ‘sopportare’ i post che ognuno di loro pubblica nella propria galleria Instagram. Entrata a far parte di questo Mondo mi adeguai alle regole della ‘sopportazione’, mettere un like e mettere un commento ad ogni post che i membri del Mondo pubblicavano. Ma come in ogni mondo fatto da persone che non si conoscono, come in ogni mondo fatto da persone che calpesterebbero il proprio vicino, il rispetto e l’uguaglianza non dimorano più, anche in questo Mondo Parallelo tutto si capovolse a favore dei cosiddetti ‘furbi’. Dato che mi piace mettere in pratica alcuni detti allora abbracciai il detto ‘quando vuoi una cosa fatta bene, fattela da solo’. Creai io un Mondo Parallelo fatto di rispetto reciproco e di regole da seguire. Chi voleva far parte di quel Mondo doveva prendersi cura del rispetto nei confronti degli altri, senza sotterfugi. Il Mondo Parallelo aveva due volti. Il primo volto era quello dell’aiuto ai post che ogni membro pubblicava ma la modalità con cui si dava l’aiuto doveva essere sentita e non dovuta. Il secondo volto era la possibilità di far nascere una vera e propria Community. Facile a dirsi molto faticoso a far si che tutto questo potesse succedere. Quando si crede in qualcosa lo si fa con passione ma non tutti la usano e non tutti la usano allo stesso modo. Il tempo risulta sempre il migliore alleato. E’ con il tempo che tutto prende forma distinta e netta e così il tempo mi regalò i connotati degli esseri del Mondo Parallelo, mi donò la mappa di quello che intendono per Mondo Parallelo chi veramente è parte integrante di esso. Devo ringraziare il tempo per avermi fatto prendere la decisione di non far parte di quel Mondo, perché è così lontano dalla mia natura ed è così distante da quello che un mondo di esseri, che usano lo stesso mare per navigare, dovrebbe essere.

La consapevolezza che si acquista quando si chiude un capitolo non fa altro che arricchire di nozioni in più, e dare la conferma di quello che vogliamo e siamo.

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Non è oro quello che luccica!

Il Sottobosco è uno stile di vita? Questo è il titolo del mio articolo scritto mesi fa in cui mi soffermavo sugli individui che gravitano sul rinomato social Instagram. Avevo messo l’accento su chi è reale e chi non lo è, su chi mostra veramente se stesso e su chi si cela invece dietro un profilo senza palesare chi è realmente.

Oggi invece voglio evidenziare la megalomania che si nasconde dietro un profilo Instagram. Orbitando all’interno di questo famoso social, sono entrata in contatto con diverse tipologie di persone/profili e ne sono rimasta stupita, uno stupore tutt’altro che positivo ma che mi ha spiazzata per il numero elevato di esseri umani che, per diverse collaborazioni con aziende o per l’elevato numero di followers/seguaci, si pongono su un piedistallo creato da loro stessi. Ciò che alberga in questi individui, dato da questi numeri, è la boria e la presunzione di essere gli “influencer” di turno. Il loro obiettivo è di diventare qualcuno che influenza all’acquisto di quello che mostrano, senza considerare che se si esibisce un oggetto lo stesso deve essere raccontato, deve essere descritto secondo il proprio gusto e la propria esperienza. La mancanza di opinione personale non fa altro che mettere l’oggetto in vetrina e non dargli il giusto valore, perché mai e poi mai si compra da una persona di cui non si conosce niente. Questi profili hanno come caratteristica principale l’arroganza di non interagire con chi li segue perché l’umiltà non è contemplata con il loro essere “personaggio”. Nessun contenuto, nessuna interazione, promuovere di tutto pur di essere retribuiti dalle aziende, anche articoli che non si usano o per cui si è contro, contattare le aziende e definirsi “influencer”, non recensire in maniera veritiera ma camuffare la qualità di un capo o di un cosmetico pur di avere consensi. Tutto questo mi fa pensare al concetto machiavellico, raggiungere il proprio obiettivo, in questo caso “notorietà”, senza porre molta attenzione ai mezzi che si utilizzano. Machiavelli arrivò alla conclusione che “nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de’ Principi … si guarda al fine … I mezzi saranno sempre iudicati onorevoli e da ciascuno lodati” , in altre parole “che ogni mezzo utile per raggiungere il proprio obiettivo è lecito”, in quanto l’etica va separata dall’azione politica. Trasferendo questo concetto nel mondo social di Instagram, il fine ultimo è il business e non si guarda minimamente alla natura dei mezzi con cui si raggiunge l’obiettivo. “Mors tua vita mea” sembra essere la prerogativa di questi soggetti subdoli e ambigui. Competere con se stessi e guardare sempre di superare gli altri cercando di emergere senza fare attenzione a cosa si utilizza non è sano, ma appartiene alla schiera dei vizi capitali. Superbia, avarizia, invidia e gola, questi sono i quattro vizi capitali con cui e per cui vivono molti profili in Instagram. Uno di questi personaggi può essere il tuo “vicino” o il tuo “amico” o il tuo “conoscente”, diffidare sempre da chi dice una cosa e poi ne fa un’altra, perché è proprio lì che sta la poca serietà e l’ambiguità. Sospettare della plasticità del profilo e di come si esprime, perché non è naturale ma artefatto. Allontanarsi da chi si omologa, perché fa del suo essere una copia. Siamo persone intelligenti in quanto pensanti quindi facciamo della nostra mente il motore trainante nella scelta di chi seguire. Non è tutto oro quello che luccica, ma per primo non facciamo luccicare noi quel finto oro. Ogni profilo si merita i propri followers, quindi facciamo la differenza e cerchiamo di valutare bene chi seguire e perché lo facciamo.