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Non è oro quello che luccica!

Il Sottobosco è uno stile di vita? Questo è il titolo del mio articolo scritto mesi fa in cui mi soffermavo sugli individui che gravitano sul rinomato social Instagram. Avevo messo l’accento su chi è reale e chi non lo è, su chi mostra veramente se stesso e su chi si cela invece dietro un profilo senza palesare chi è realmente.

Oggi invece voglio evidenziare la megalomania che si nasconde dietro un profilo Instagram. Orbitando all’interno di questo famoso social, sono entrata in contatto con diverse tipologie di persone/profili e ne sono rimasta stupita, uno stupore tutt’altro che positivo ma che mi ha spiazzata per il numero elevato di esseri umani che, per diverse collaborazioni con aziende o per l’elevato numero di followers/seguaci, si pongono su un piedistallo creato da loro stessi. Ciò che alberga in questi individui, dato da questi numeri, è la boria e la presunzione di essere gli “influencer” di turno. Il loro obiettivo è di diventare qualcuno che influenza all’acquisto di quello che mostrano, senza considerare che se si esibisce un oggetto lo stesso deve essere raccontato, deve essere descritto secondo il proprio gusto e la propria esperienza. La mancanza di opinione personale non fa altro che mettere l’oggetto in vetrina e non dargli il giusto valore, perché mai e poi mai si compra da una persona di cui non si conosce niente. Questi profili hanno come caratteristica principale l’arroganza di non interagire con chi li segue perché l’umiltà non è contemplata con il loro essere “personaggio”. Nessun contenuto, nessuna interazione, promuovere di tutto pur di essere retribuiti dalle aziende, anche articoli che non si usano o per cui si è contro, contattare le aziende e definirsi “influencer”, non recensire in maniera veritiera ma camuffare la qualità di un capo o di un cosmetico pur di avere consensi. Tutto questo mi fa pensare al concetto machiavellico, raggiungere il proprio obiettivo, in questo caso “notorietà”, senza porre molta attenzione ai mezzi che si utilizzano. Machiavelli arrivò alla conclusione che “nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de’ Principi … si guarda al fine … I mezzi saranno sempre iudicati onorevoli e da ciascuno lodati” , in altre parole “che ogni mezzo utile per raggiungere il proprio obiettivo è lecito”, in quanto l’etica va separata dall’azione politica. Trasferendo questo concetto nel mondo social di Instagram, il fine ultimo è il business e non si guarda minimamente alla natura dei mezzi con cui si raggiunge l’obiettivo. “Mors tua vita mea” sembra essere la prerogativa di questi soggetti subdoli e ambigui. Competere con se stessi e guardare sempre di superare gli altri cercando di emergere senza fare attenzione a cosa si utilizza non è sano, ma appartiene alla schiera dei vizi capitali. Superbia, avarizia, invidia e gola, questi sono i quattro vizi capitali con cui e per cui vivono molti profili in Instagram. Uno di questi personaggi può essere il tuo “vicino” o il tuo “amico” o il tuo “conoscente”, diffidare sempre da chi dice una cosa e poi ne fa un’altra, perché è proprio lì che sta la poca serietà e l’ambiguità. Sospettare della plasticità del profilo e di come si esprime, perché non è naturale ma artefatto. Allontanarsi da chi si omologa, perché fa del suo essere una copia. Siamo persone intelligenti in quanto pensanti quindi facciamo della nostra mente il motore trainante nella scelta di chi seguire. Non è tutto oro quello che luccica, ma per primo non facciamo luccicare noi quel finto oro. Ogni profilo si merita i propri followers, quindi facciamo la differenza e cerchiamo di valutare bene chi seguire e perché lo facciamo.

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Termalismo: una vera filosofia di vita!

Il Termalismo è una filosofia di vita a cui ci si avvicina e non si abbandona più. Sarà perchè sono stata sempre affascinata dall’antichità, sarà che ne ho fatto la mia laurea, o sarà solo per il prendersi un momento in cui tutto si riequilibra, in cui il corpo e la mente si trovano in uno stesso luogo, in cui entrambi diventano un tutt’uno trasformandosi in benessere totale, sarà per tutto questo, ma vengo rapita da questa filosofia ogni volta che ne ho bisogno. Credo che il vivere il mondo termale in strutture adatte ed adeguate faccia parte del mio essere. Detto in termini semplici, il termalismo visto come cultura che unisce lo studio delle acque al benessere fisico e spirituale per l’uomo non viene amato da tutti, anzi alle volte si ha una superficialità e un disinteresse a capire cosa questi luoghi termali regalino all’essere umano. L’ambiente termale porta il corpo e la mente a parlare tra loro, in silenzio e usando i sensi e le stimolazioni che provengono dalle varie dimensioni in cui si entra. Il culto e la disciplina termale sono tratti caratteristici delle epoche etrusche, ellenistiche e soprattutto romane, i fruitori non facevano altro che usufruire di questi posti per entrare in contatto con il proprio corpo e la propria mente utilizzando i benefici naturali. Si tralascia spesse volte l’importanza di entrare in questi ambienti proprio perchè non si da il giusto valore, ed ecco il motivo di questo mio articolo sull’argomento e sulla mia esperienza ai Bagni di Pisa di San Giuliano Terme.

Una struttura del ‘700 che accoglie con eleganza e cortesia, una struttura che fu dimora estiva del Granduca di Toscana e che oggi ospita un Hotel prestigioso e una Spa di lusso che si estende per tutta la sua superficie con piscine e vasche termali. Le architetture e i marmi ricordano la suggestione del periodo antico. I soffitti sono affrescati e gli arredamenti sono sontuosi e in più vanta una vista spettacolare dei colli adiacenti. Insomma, entrare in questo luogo incantato e magico mi ha fatto respirare e assaporare il valore della pausa, del silenzio, e della disconnessione. Il tatto, la vista, l’udito, il gusto e l’olfatto mi hanno connesso a questo ambiente suggestivo tanto da ricordarmi di fermarmi un attimo e affamare il rapporto con me stessa, allenare e conservare la forma di questo rapporto. La Natural Spa del resort ha avuto riconoscimenti internazionali e con le sue proposte alletta mente e corpo. Un Palazzo che ospitò Mary Shelley, l’autrice di Frankenstein e suo marito Percy Bysshe Shelley, il grande poeta, un viaggio nel tempo e in quel romanticismo ormai passato.

Le terme vengono erroneamente viste come un ozio e quasi come un ‘sonno perpetuo’, ma in realtà dovrebbero essere viste e vissute come fonte di ispirazione e di stimolo per affrontare al meglio le intense giornate quotidiane. Le terme sono luoghi che permettono il recupero della dimensione interiore, e se facessimo come gli antichi romani questi posti porterebbero a crescere e distaccarsi dal caos facendoci immergere in ambienti rilassati che favoriscono le migliori idee.