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Il potere della Condivisione

Secondo il vocabolario Treccani il verbo condividere vuol dire “dividere, spartire insieme con altri, ma anche, avere in comune con altri”. Da quando siamo sul web e quindi sui social la condivisione è arrivata a livelli straordinari tanto da dargli un potere che si sottovaluta. Condividere non riguarda solo la propria ‘roba’, ma vuol dire che quello che vediamo, quello con cui veniamo a contatto, sia esso un pensiero, un concetto, un oggetto, una filosofia o uno stile di vita, lo approviamo tanto da scaturire l’esigenza di parlarne. Condividere non vuol dire ‘vomitare’ tutto senza un capo o una coda, non significa dare fiato alle trombe in maniera stonata, e ancora, non vuol dire essere senza filtri, e quindi senza un’accurata analisi di quello che si condivide. Il potere della condivisione risiede nell’investire tempo e risorse, vuol dire scegliere il modo più idoneo per donare una parte di noi, per regalare il nostro punto di vista su qualcosa. Condividere è stimolare ad affidarsi e quindi far nascere fiducia. Condividere non vuol dire copiare le idee altrui, non è sinonimo di arrogarsi il primato di parlare di argomenti come se fossero il frutto del proprio pensiero. Condividere è una moneta che ha due facce. Un lato consiste nel divulgare qualcosa che riguarda noi, l’altro lato è dare importanza alla ‘roba’ degli altri con il dovuto rispetto e l’opportuna considerazione. Tutto questo perché crediamo nella forza della condivisione. La condivisione eseguita in modo pertinente non fa altro che aumentare la qualità dei propri canali social senza scadere nel grottesco o nell’eccesso. Pubblicare o mostrare un contenuto dopo aver pensato, dopo aver elaborato il modo migliore, non solo dona valore a chi lo diffonde ma rende meritevole d’interesse ciò che si sta divulgando. Il potere che una condivisione possiede deve essere misurato a quanto si è capaci di arrivare a chi ascolta o guarda. Condividere non solo porta a mettersi in gioco, ma anche a farsi conoscere. La conoscenza è un altro elemento distintivo del potere della condivisione. Siamo noi in prima persona a venire a conoscenza e siamo sempre noi a diffondere questa conoscenza, insomma è un prendere e un dare. La condivisione di argomenti diversi ci differenzia e su questa differenza e distinzione bisogna lavorare con quel pizzico di competizione sana e naturale. Ricercare un vantaggio rispetto ad altri con le nostre stesse capacità e i nostri stessi strumenti pone le basi per dare importanza a ciò che si condivide e alla forma con cui si condivide. La condivisione deve essere misurata, il detto poco ma buono potrebbe servire. Come si può mai pensare che contenuti, idee, consigli, pensieri e altro possano essere apprezzati e conosciuti se si tengono per sè? Il potere della condivisione sta in quello che avviene con essa, come il confronto, il dialogo. Altri benefici della condivisione sono l’aiuto a capire come la si pensa, l’accesso alle idee degli altri, lo stimolo alla ricerca di nuove idee.

In conclusione per una perfetta ed efficace condivisione bisogna avere frequenza ma riuscire a dosarla. Consistenza cercando di non condividere il nulla. Dare un valore aggiunto a quello che si vuole comunicare. Per ultimo ma non ultimo d’importanza, dare merito e credito menzionando, linkando, citando chi ha fatto venire in mente idee, spunti e contenuti.

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Body Shaming!!

Forse un articolo diverso da tutti gli altri ma in realtà mica tanto dato che si parla sempre di tendenza. In altri termini vi parlo del Body Shaming, due parole che a pronunciarle in inglese non dicono molto ma che hanno un significato profondo ed intimo, perchè sono in grado di entrare e colpire nell’animo. Il significato sottolinea come è facile attaccare le imperfezioni di una persona e renderle un difetto, che a mio avviso quel difetto è inseto solo negli occhi di chi guarda e non nella persona che viene osservata. Body Shaming che letteralmente vuol dire umiliare il corpo, è una tendenza diffusa ormai sui Social Network come Facebook e Instagram. Le persone famose ormai conoscono bene questa forma di bullismo su di loro, comparendo in ogni veste e in ogni occasione non mancano di essere colpiti per il loro apparire e per non corrispondere all’ideale di bellezza da top model.  Il Body Shaming racchiude in se una forma di offese verso il corpo femminile mediante commenti sui Social. Il mondo parallelo dei Social è un mondo a tutti gli effetti solo che ci si dimentica alle volte che nonostante si scrive attraverso una tastiera e si guarda attraverso un display vigono le stesse regole del mondo principale, rispetto ed educazione pur nutrendo un’opinione diversa. Gli stereotipi, la moda, i media, la pubblicità, il cinema danno dei canoni di bellezza che non corrispondono alla realtà, corpi femminili che non si trovano nel mondo reale ma che se esistono si trattano quasi di chimere. Questo fenomeno che sta esplodendo, portando non poche conseguenze, non è diretto solo a persone note ma anche a chi sta sul web e mostra se stesso attraverso foto. Il Body Shaming è la tendenza ad essere leoni sentenziando la fisicità di una donna, commentando negativamente il corpo di una donna perchè non si avvicina al modello di riferimento ideale. Una tendenza che di solito può scaturire da commenti apparentemente innocui ma che di inoffensivo non c’è niente. Contro questa forma di insolenza su Instagram circola un hashtag #bodyshamingisforlosers che vuol dire “creare vergogna del corpo è per i perdenti” perchè qualsiasi imperfezione che una persona abbia la rende unica nel suo genere. Le tendenze alle volte vanno seguite ma altre volte vanno bannate e denunciate.

“Non mi sono mai piaciute le persone che vogliono apparire perfette, quelle “belle da morire”. Troppo appariscenti, troppo sicure di sé, quasi irraggiungibili. Ho sempre preferito le belle persone. Imperfette, intriganti e fragili. Con i loro difetti, segni della loro unicità. Ma belle dentro, belle da vivere. Che con un sorriso riescono magicamente a trasformare in pregi anche i loro difetti. Perché le belle persone riescono a trasmetterci anche fisicamente la loro bellezza interiore.” Agostino Degas