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Mon Privè: Cuckoldismo

Cuckoldismo o in italiano Triolismo fa parte di quelle attività sessuali considerate al di fuori della sessualità convenzionale o tradizionale. Questa pratica, come le altre affrontate fino ad ora, non è considerata con matrice patologica. Praticare attività di questa natura porta ad un giovamento e un appagamento che non intaccano negativamente il proprio benessere personale, quindi non si deve assolutamente pensare ad una condizione morbosa o patologica. Liberi da ogni preconcetto, questo modo di vivere la sessualità ha lineamenti giocosi e fantasiosi che amplificano l’intensità della vita erotica e sessuale. Se si osserva da questa prospettiva allora anche l’essere Cuckold ha il suo valore.

Nel Cuckoldismo il piacere deriva dal vedere il proprio partner fare sesso con altri. E’ una tendenza ad assecondare o incitare il tradimento del proprio partner. Potrebbe rientrare nella sfera del BDSM, dato che il partner induce l’altro ad assumere una condizione di sottomissione nel vederlo fare sesso con altri. Il Cuckold da questa situazione eccitante ne trae piacere che manifesta o solo guardando o masturbandosi o partecipando al rapporto sessuale. In questa pratica una sfaccettatura risiede nel pensare da parte del Cuckold che il tradimento viene voluto perché lui stesso non riesce a soddisfare con le sue dimensioni la partner, quindi si pone in una condizione di impotenza. Mettere in pratica questa attività sessuale non vuol dire solo giocare con il rapporto sessuale che esplica il partner, ma ci possono essere delle regole da inserire affinché il Cuckold arrivi a controllare il suo orgasmo. Ad esempio, vietare rapporti completi con la propria partner, o far indossare una cintura di castità al Cuckold per gestire il suo orgasmo, possono essere scherno di umiliazione da parte della partner. Sono esperienze sessuali che smuovono caratteristiche mentali e non solo fisiche. Infatti il Cuckoldismo, in cui si asseconda il tradimento, può essere scatenato dalla voglia del Cuckold di espiare attraverso una sofferenza una colpa latente vissuta all’interno della coppia oppure considerare la partner come oggetto sessuale da prestare a qualcuno affinché ne apprezzi la qualità. Di solito questa esperienza sessuale viene richiesta dal genere maschile ma non è escluso che potrebbe stuzzicare anche il genere femminile. La partner del Cuckold si chiama Sweet. Essere Cuckold vuol dire ritrovare o provare un intenso e profondo desiderio verso la propria partner.

Ciò che ostacola la vita di questa fantasia erotica, come quella di altre in cui c’è il coinvolgimento di più persone, è la gelosia che si insinua incatenando la libertà sessuale. La gelosia deriva da una sensazione di possesso verso la persona, senza considerare che alla base di tutte le pratiche sessuali esiste il desiderio del gioco che dovrebbe annullare qualsiasi forma di gelosia. Chi si avvicina a questa fantasia erotica può avere anche il desiderio di esorcizzare questa gelosia e quindi la paura del tradimento. Chi non è geloso allora vive questa pratica con la giusta dose di esaltazione del proibito e del segreto da condividere.

Vivere nell’ignoranza sessuale porta a considerare i tabù invalicabili.

6 pensieri su “Mon Privè: Cuckoldismo

  1. Il Cuckoldismo ha anche una componente voyeuristica, nel limite in cui al partner che assiste piace vedere l’atto sessuale del/della partner, così da poter in qualche modo assistere alla propria pratica sessuale, attraverso un transfer con l’altra persona.

    Può essere una pratica che, in coppie affiatate, non gelose, e con una forte complicità sessuale, può addirittura rinforzare il rapporto, permettendo un “tradimento” controllato e complice, in cui entrambi i partner selezionano la persona da coinvolgere nel gioco a tre (a volte anche in più di tre).

    Là dove, come dici giustamente tu, si viva il sesso liberamente, come un linguaggio, come un canale di comunicazione nella coppia, questa pratica non è assolutamente negativa.

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      • Temo non risulti possibile a tutti coloro che vedono il sesso come un modo per affermare sé stessi, o come un mezzo per ottenere qualcosa, fosse anche solo piacere.
        Il sesso, a mio parere, e per la disciplina che pratico e insegno, è un linguaggio, uno strumento che serve per entrare più intimamente in contatto con sé stessi e con il partner, creando un cammino comune in cui concetti come “taboo”, vergogna, inibizione, lascino il passo ad una gioiosa, spontanea, complice condivisione di corpi, menti, spiriti.

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  2. quando la complicità è totale credo che ogni pratica sia positiva nel senso che, quando c’è piena conoscenza e accettazione tra partner, i limiti in cui vive la coppia siano delimitati dal non imporre un volere. Il resto è tutta conoscenza e crescita in/di coppia.

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