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Freni inibitori

I freni inibitori sono un vero e proprio soffocamento degli istinti naturali. I freni camminano mano nella mano con il timore del giudizio, di come si appare e di quello che la gente può dire. Spesse volte i freni abbracciano la paura di svelare una parte di noi stessi che si vuole tenere nascosta ai propri occhi. Non è un caso che i freni inibitori vacillano quando arrivano dall’esterno stimoli come bere un bicchiere di vino o una birra, oppure quando ci si trova immersi in un’atmosfera festosa in cui tutto diventa nebuloso. Sigmund Freud fu il primo a parlare di freni inibitori chiamandoli leggi morali che frenano le azioni. L’ essere umano è portato a dominare le proprie azioni, per il buon senso, per una coscienza mossa dalla ragione, per un benessere personale e altrui. Siamo certi che perderli non regali felicità? Ci siamo mai chiesti quando questi freni inibitori non devono esistere? Cosa comporta eliminare questi freni in alcune occasioni o stili di vita? Sicuramente i freni, come dice la parola stessa, non fanno altro che tenerci legati a certi dogmi, tradizioni o cultura, pur volendo liberarsi da queste catene essi con il tempo diventano macigni ancora più grandi e pesanti, perchè il comportamento deve essere sempre integerrimo. Ma per chi? Per chi ci comportiamo in tal senso? Per noi stessi o per chi ci osserva? Siamo sicuri di valutare se è giusto averli o meno?

Uno dei momenti in cui i freni inibitori devono perdere il loro potere è durante la vita sessuale. La sessualità non dovrebbe essere vissuta con alcun freno, dovrebbe librarsi ad ali spiegate. Di solito per annullare i freni l’alcol diventa un’arma potente, quasi come se anestetizzasse dal resto che ci circonda e da noi stessi, così da non farci pensare a niente e portarci ad agire d’impulso. Se si riflette a quando entriamo in questa condizione quasi tridimensionale, si ammette che la soddisfazione e l’appagamento acquisiscono un valore importante e superiore rispetto alla norma. Però il più delle volte la vergogna diventa figlia del non agire istintivamente e quindi è più facile vivere a metà tutto quello che si desidera. Affidarsi a stimoli esterni come il bere per vivere appieno il sesso, può sfociare in patologia portando squilibrio alla persona stessa. Di solito si giustifica più una condotta del genere che una voglia sessuale. Il perbenismo è padre del vivere a metà. Sembra che i freni inibitori cristallizzino la vita, pianificandola a tavolino con step e regole che piacciono più alla società che a se stessi. E’ l’uomo stesso a censurarsi e a non allentare questi freni interni. Pudore, riservatezza, inibizione, imbarazzo, sono tutti freni inibitori. Di solito si parla senza conoscere ciò che si dice, ma comprendere il significato dei termini è il primo passo per scegliere di vivere una vita appagata. Non voglio entrare nella sfera dei problemi sessuali perchè non sono una studiosa della psiche umana ma una cosa semplice e anche banale da considerare è come tutti i blocchi sessuali derivino da freni inibitori. Sono loro che guidano la vita sessuale e sono ancora loro che annientano la libertà sessuale.

Quindi la mia domanda è: “siete sicuri di vivere senza raccontarvela, o in altre parole, senza ipocrisia?”

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Sensi Ribelli: 10 curiosità!

Chi è Luna?

Luna sono io. Ma puoi essere tu che leggi. Può essere la tua vicina di casa, ma anche tua sorella o cugina. Luna è una parte di noi!

Dove vive Luna?

Siete mai stati in Svizzera? Avete mai assaporato i suoi colori, la sua atmosfera, la sua essenza che va oltre ogni aspettativa possibile? Luna vive in un cantone della Svizzera. Chissà quale!

Che lavoro fa Luna?

Lavora nell’arte. Ama l’arte in ogni sua forma. Occupa un ruolo di rilievo. L’arte è il collante di una conoscenza in particolare, e di eventi che accadono intorno a lei.

Quando scopre i suoi Sensi?

In un momento della sua vita Luna prova ad esplorare attraverso i suoi Sensi. Ma quale Senso usa per primo? E quale Senso le piace di più? E’ tutto da scoprire!

Perchè i suoi Sensi si chiamano Ribelli?

Perchè sono senza freni, senza condizioni mentali, senza catene. Avete mai provato a liberare la mente da ogni restrizione? Si superano limiti che portano a conoscersi in profondità.

Chi sono i personaggi oltre a Luna?

Sono diversi e ognuno di loro ha una personalità ben definita. Ciascun personaggio diventa facilmente assimilabile da parte di chi legge, tanto da arrivare ad immedesimarsi.

Il libro ha qualcosa di reale?

Si. Il libro tratta argomenti e situazioni verosimili. Tutto è plausibile proprio per questo non si tratta di un fantasy.

Cosa vuol dire libro erotico?

E’ un libro in cui la sessualità, l’eros, il sesso, sono elementi di vita quotidiana che camminano insieme ai personaggi.

Nel libro c’è trasgressione?

Si. La trasgressione fa parte della ribellione. Il non rispetto di alcuni comportamenti tradizionali non è negativo, anzi in alcuni casi ha una valenza evolutiva dell’individuo stesso.

Qual è la parte più piccante del libro?

Ogni capitolo ha il suo grado di erotismo, ma quello che risulta essere un’ esplosione di eccitazione è quello che porta il titolo ‘Party’.

Queste dieci curiosità danno qualche informazione in più su Sensi Ribelli. Per chi volesse prenotare il libro, in attesa della sua uscita fisica sul territorio nazionale, può cliccare https://www.edity.it/store/product/sensi-ribelli—preorder.html

Oltre ogni ragionevole considerazione, nulla è impossibile. I limiti sono solo nella nostra mente, basta sbloccare la visione e tutto appare possibile.

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Mon Privè: Il gusto del sesso orale

Eccoci al dilemma del sesso orale. Donne che a volte si sentono ‘sottomesse’ in questa pratica. Altre donne che lo fanno perchè fa piacere al partner ma di base non piace a loro stesse. Alcune che lo fanno a metà senza una conclusione ma per dare un contentino così da non avere altre richieste dall’uomo. E poi esiste anche una fetta che non lo pratica affatto. Per l’uomo invece fare e ricevere sesso orale è un ‘biglietto da visita’. Quasi fosse un modo per conoscersi ancora più profondamente e intimamente. Praticare sesso orale, che sia da parte dell’uomo o della donna, aumenta il desiderio e crea un certo legame. Non è il gesto in sè ma è ciò che avviene. Il sapore di una persona è strettamente legato alla persona stessa. Il gusto intimo e in questo caso genitale è unico e cammina insieme all’uomo o alla donna. Assaggiare la carne, il godimento, il profumo di una persona crea una connessione fisica non comune, perchè ognuno ha un sapore proprio. Il sesso orale diventa un processo relazionale che unisce chi lo pratica.

Approcciarsi al sesso orale di solito avviene come primo rapporto intimo in fase adolescenziale o giovanile, sia perchè non si vuole arrivare subito alla penetrazione e sia perchè la curiosità è insita. Quindi lo si prende come gioco, come prima esperienza sessuale. Ma con il passare degli anni e della maturità cambia il senso con cui si pratica. Diventa un’amplificazione sensoriale e la si vive in modo passionale. Non si pensa alla scoperta fanciullesca ma alla voglia di avere una parte del partner, tanto che chi lo fa sente le stesse sensazioni ed emozioni di chi lo riceve, in altre parole gode. Tutto questo avviene se la testa è libera da qualsiasi costrizione o pregiudizio. Se la mente non è vincolata da tabù. Il sesso orale a volte viene considerato sporco e il più delle volte non viene considerato per niente pratica sessuale a se stante, con un suo valore. Per alcuni sono preliminari, per altri la conclusione di un incontro sessuale. Ma se venisse visto come una pratica che porta ad un godimento condiviso? Se fosse un’attività singola che vive per il gusto e il piacere di farlo e di riceverlo? Si potrebbe anche scoprire che tutto ciò che si considera sporco non è altro che frutto di un educazione o di una mentalità e che quella pratica piace tanto da essere un elemento basilare e imprescindibile in una relazione. Il sesso orale è forse la prima attività sessuale che scinde l’amore dal sesso. Si equivoca e si confonde sempre quando si parla di sesso, dato che esso non cammina di pari passo con l’amore. Il sesso orale prende quasi le sembianze di quello che è il potere del piacere. Il sesso orale non è passività allo stato puro, come non è dominio o sottomissione. Il sesso orale è libertà di vivere il piacere con la bocca e il gusto.

E ricordate, il sesso orale è l’atto sessuale che coinvolge più sensi possibili.

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Nel sesso si è Protagonista o Spettatore?

Quante volte ci si chiede se parlando di sesso o di erotismo si viene giudicati come malati o perversi o addirittura depravati? E quindi il più delle volte si sta zitti per non apparire come libertini oppure come bigotti. Sembra quasi che non ci sia una via di mezzo tra chi vuole parlare, colloquiare, confrontarsi, intervenire, partendo dalle proprie esperienze o preferenze, e chi invece vuole ascoltare, osservare e farsi una idea senza condividerla. La continua ansia o paura di essere giudicati umani di facili costumi o in modo eccessivo malati di sesso, sicuramente crea una frustrazione conscia o inconscia. Di solito si trovano scuse e giustificazioni nel voler non parlare di sesso. Dalla più banale che abbraccia il senso della privacy alla meno usata che considera tale tema proprietà degli addetti ai lavori, come i sessuologi. Una fetta di pubblico può anche non essere protagonista per la scarsa conoscenza che ha del sesso, ma rimane ignorante purtroppo per la mancanza di stimolo ad informarsi. Essere Protagonista nel sesso, sia nel parlare di esso che nel viverlo, porta la persona a conoscere meglio se stesso. Non solo prende più consapevolezza di sè, ma usa un modo di comunicazione che lo conduce ad un appagamento soggettivo, in relazione con se stesso e con gli altri. Essere Spettatore nel sesso, può avere una nota positiva, se tutto quello che si osserva diventa incentivo per vivere meglio la propria sessualità. E’ sempre più difficile riuscire ad esporsi perchè c’è uno spauracchio di fondo. Ovvero non voler dare materiale proprio alla gente e magari anche allo stesso partner. Ma si è sicuri che questo modo di fare protegge la persona stessa? Si è certi che il sentimento di ansia non abbia come matrice una incapacità di abbandonarsi al sesso o all’erotismo? Chi è Protagonista non ha gli occhi puntati sulla gente, ce li ha su di sè, in modo anche egoista. Lo Spettatore, invece, immagina come può risultare se stesso agli occhi della gente, e quindi rimugina. A volte ha persino paura di provare sensazioni nuove e si frena nel dire e nel fare. Il Protagonista appare, lo Spettatore svanisce. Avere una propria idea sull’erotismo, vivere attraverso un proprio stile sessuale, pensare al sesso in modo del tutto soggettivo, tutto questo non allontana chi ci circonda e non porta noi stessi a piacere di meno o di più. Ma è un tassello in più verso la conoscenza della persona. La vergogna e il senso di privacy sembrano camminare mano nella mano quando si parla di sesso. Ma se solo si aprissero gli occhi degli Spettatori verso una interpretazione umana e sensoriale dell’erotismo e del sesso, timore e senso di intimità non farebbero sentire incatenati.

Nella stessa Bibbia si parla di sesso. Il Cantico dei Cantici, per esempio, non contiene solo l’affermazione della bontà terrena del rapporto sessuale, ma anche l’esaltazione della bellezza del corpo e dell’erotismo. Non demonizziamo ciò che è natura e naturale. Quindi siate Protagonisti e se volete essere Spettatori sappiate che dire e fare non sono peccato.

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Mon Privè: i parchi giochi sessuali

Avete presente quando si apre una porta o una finestra o uno spiraglio da cui si attinge aria o una visone di spazio aperto per un claustrofobico? Quando si cerca di allontanarsi da quel senso di oppressione e costrizione mentale? Questa sensazione sembra essere assunta da persone costrette a seguire regole comportamentali in un paese dalla forte presenza religiosa o da una educazione e mentalità circoscritte a dogmi. Se vi è ben chiara l’immagine attraverso le mie parole allora capirete perchè determinati luoghi aperti e alcuni villaggi turistici vengono percepiti come oasi del sesso in cui la libertà diventa l’unica prerogativa. Esistono dei veri e propri lunapark sessuali, degli eden del sesso. Tutto è permesso sotto la luce del sole o al chiaro di luna. Tutto è lecito, solo una cosa non è contemplata l’astenersi. Esistono spiagge o posti naturali che si vestono di libertà ed espressione sessuale. Un piccolo mondo su misura per chi non vuole sentirsi claustrofobico. Ma questi paradisi trasgressivi o semplicemente giocosi esistono in Italia? Di certo la Francia ne ha uno noto e i maggiori fruitori sono gli italiani. Allora gli italiani sono i più claustrofobici? Immagino che questi luoghi incuriosiscano, ma non penso sia solo la curiosità di vedere qualcosa che non si vive, penso che si voglia andare oltre il proprio recinto prestabilito. Si arriva in un momento della vita che gli abiti che si usano si sentono stretti e magari consumati. Che ci si voglia svestire di ciò che ora si considera superato e che si vuole indossare un’emozione piuttosto che un’altra. Quindi perchè non vivere esperienze al limite del proprio vissuto? Luoghi in cui il naturismo, lo scambismo, l’esibizionismo, il sadismo o le perversioni sono quotidiane, diventano agli occhi del consumatore una dimensione da esplorare. Vivere posti del genere non solo porta a conoscere i propri gusti ma sposta la prospettiva di osservazione. Come in ogni cosa tutto sta nel saper e voler vivere a modo proprio, quindi sfruttare un servizio secondo un piacere individuale e a seconda del carattere. Esiste una spiaggia francese rinomata in cui tutto è permesso a livello sessuale, in cui non si lede il pensiero altrui, in cui le più sfrenate fantasie sessuali sono all’ordine del giorno. Nessuna vergogna e nessuna proibizione. Forse nell’immaginario fatto da freni questi luoghi sono posti di perdizione, in cui la testa non ragiona, in cui tutto è poco lucido, mentre basta pensare che la mente è vigile dato che si gode in ogni istante le emozioni e le sensazioni che riceve. Basta considerare che questi piccoli mondi fanno vivere senza schemi convenzionali le più svariate avventure.

Ci tengo a precisare che queste spiagge o posti all’aperto non vanno confusi con luoghi dove si pratica il nudismo. Il sesso non ha niente a che fare con la voglia di vivere nudi all’aperto. Purtroppo non si fa distinzione perchè non si legge, non ci si informa e perchè è più facile prendere la rettilinea via dell’ignoranza che quella tortuosa del sapere.

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Gli Astri e l’eros: Gemelli e il suo vivere di Sensi

Non potrei essere più d’accordo con questo titolo dato che sono nata sotto il segno dei Gemelli e sono assolutamente in sintonia con i miei Sensi. Vivere di Sensi vuol dire vivere l’eros come esperienza. Ogni volta che i Gemelli si abbandonano al sesso e all’erotismo lo fanno consapevolmente e con sicurezza. Chi è nato sotto questo segno vive il sesso come fosse un gioco tanto da sprigionare la sua carica sessuale nell’aria. Ciò che caratterizza il segno dei Gemelli è il continuo correre da un pensiero all’altro e ciò lo attua anche nel sesso. Non riescono a stare immobili ma devono avere sempre una nuova idea, un nuovo modo di sentire l’erotismo. La loro immaginazione va oltre ogni limite e sanno come renderla appetibile a chi orbita intorno a loro. Coinvolgono, travolgono e sconvolgono, tanto da godere loro stessi di questo essere attrazione e calamita, oltre a far godere chi viene investito dalla loro natura. La duplicità dei Gemelli è reale e concreta. Possiedono la capacità di vivere più mondi, più dimensioni pur essendo loro stessi. Non usano volti differenti ma diventano sfaccettature di una stessa medaglia. A livello sessuale per i Gemelli la mente occupa il primo posto. Per il segno l’intelletto diventa personificazione ed è con lui che gioca sessualmente. I Gemelli devono essere stimolati a livello mentale per far reagire il corpo. I Sensi sono il motore di tutto, le sensazioni e le emozioni devono portare il segno a livelli alti per riuscire a carpire la loro sessualità. E’ un segno a cui piace creare le situazioni, chi riesce a seguirlo avrà sicuramente un posto accanto a lui nell’Olimpo. Il segno dei Gemelli oltre ad esercitare una spiccata sensualità in quello che fa, padroneggia con il suo essere focoso e passionale. Ma tutte queste caratteristiche escono fuori se il partner di gioco riesce a sorprenderlo o stupirlo. Le persone Gemelli sono influenzate dal segno a non dare importanza alla persona ma alla personalità. Per loro ognuno deve essere in grado di incuriosire. Il segno trova molto affascinante scambiare i ruoli, da preda diventa cacciatore, da cacciatore a preda, da dominato diventa dominatore, insomma ama l’interscambio e si annoia se tutto è statico. I Gemelli non sono dei facili compagni di gioco, perchè pretendono un livello di intelligenza elevata per colpire la loro. L’orgasmo fisico non ha la stessa importanza di quello mentale, per loro la mente è la parte primaria del piacere, e a seconda delle circostanze quella mentale supera la soddisfazione fisica. I Gemelli sono persone complici e che cercano nei loro partner il cameratismo, persone avventuriere anche nell’eros.

Il segno dei Gemelli puro è una fiamma sempre accesa ma divampa solo con chi riesce intellettualmente a tenergli testa.

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Conoscere il piacere: l’orgasmo cerebrale!

Non si può parlare di sessualità, di pratiche sessuali, di piacere, di erotismo, senza parlare di orgasmo, ma non di quello tangibile e corporeo indotto da una penetrazione o da una stimolazione fisica, ma di quello mentale e cerebrale. L’erotismo su cui mi soffermo spesso e volentieri, quello che impernia i racconti di Pelle di Luna, quelle pulsioni erotiche che si solleticano e si sollecitano, quei desideri che orbitano e si tuffano in un piacere sensuale, tutto ciò ha un’unica fonte da cui attinge, i Sensi.

L’orgasmo o climax o acme, è l’insieme di reazioni neuro-muscolari di natura involontaria che porta al culmine dell’eccitazione sessuale. Se si conosce alla perfezione l’orgasmo fisico, provocato da qualsiasi sollecitazione fatta al corpo, difficilmente si comprende, addirittura si ignora, l’orgasmo mentale. Quella sensazione massima di piacere che parte dalla testa inondando le zone genitali, come fosse un fiume che scorre e tracima. Sembra qualcosa di fantasy ma in realtà esiste e gli sperimentatori lo chiamano ASMR, ovvero “Autonomous Sensory Meridian Response che vuol dire risposta autonoma del meridiano sensoriale. Quando si parla di vivere la sessualità, il sesso in modo mentale, si deve pensare a quelle sensazioni che la mente stessa avverte, come ad esempio l’effetto di benessere e di euforia nello stesso istante, che porta ad un’esplosione al basso ventre con la presenza di gemiti o respiri affannati.

L’orgasmo mentale è fomentato da pensieri erotici/sessuali, da percezioni uditive o olfattive, ma anche gustative e visive. Tutto viene innescato dal pensiero e dal vagare della mente, questa miccia fa propagare una fiamma in tutto il corpo che incendia senza il bisogno di una masturbazione. Come quello fisico anche l’orgasmo mentale non è frutto di una condizione di comando ma di uno stato di trasporto e di assoluta conoscenza di sè. La mente diventa una calamita per ciò che procura piacere e lo ripropone ogni volta incitando un appagamento diffuso. Ciò che spinge a raggiungere un orgasmo mentale può essere l’osservazione di un’opera d’arte, o l’ascolto di una melodia o perfino essere protagonisti di giochi di ruolo.

I Sensi giocano un ruolo fondamentale nell’orgasmo mentale. In modo del tutto passivo senza essere provocati i Sensi trasportano la mente in una dimensione primordiale, si abbandona il senno e si ritorna a sentire quel benessere che conforta e rende vivi. L’orgasmo cerebrale sembra ricordare l’effetto del miglior stupefacente con l’unica differenza che tutto è naturale. L’esperienza virtuale di solito aiuta a stimolare questo tipo di orgasmo, dato che la concentrazione ha come fulcro la stimolazione dei Sensi.

La scienza non si è espressa a riguardo non escludendo a priori. Ci sono vari schieramenti, ma sicuramente per dare conferma andrebbero eseguiti esami con strumentazioni adatte.

Chi ha provato questo tipo di orgasmo ha ben chiaro la differenza con quello fisico. L’eccitazione e la sensazione di benessere che si provano creano in modo concreto una scossa che si irradia dal cuoio capelluto fino alla punta dei piedi, un’ondata di calore affluisce nella zona genitale, tutto diventa offuscato, il mondo si eclissa, i respiri si trasformano in mugolii, il corpo si bagna di piacere.

Alcuni penseranno che tutto è fantascienza, io rispondo: ‘Provare per credere’!!

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Mon Privè: Cuckoldismo

Cuckoldismo o in italiano Triolismo fa parte di quelle attività sessuali considerate al di fuori della sessualità convenzionale o tradizionale. Questa pratica, come le altre affrontate fino ad ora, non è considerata con matrice patologica. Praticare attività di questa natura porta ad un giovamento e un appagamento che non intaccano negativamente il proprio benessere personale, quindi non si deve assolutamente pensare ad una condizione morbosa o patologica. Liberi da ogni preconcetto, questo modo di vivere la sessualità ha lineamenti giocosi e fantasiosi che amplificano l’intensità della vita erotica e sessuale. Se si osserva da questa prospettiva allora anche l’essere Cuckold ha il suo valore.

Nel Cuckoldismo il piacere deriva dal vedere il proprio partner fare sesso con altri. E’ una tendenza ad assecondare o incitare il tradimento del proprio partner. Potrebbe rientrare nella sfera del BDSM, dato che il partner induce l’altro ad assumere una condizione di sottomissione nel vederlo fare sesso con altri. Il Cuckold da questa situazione eccitante ne trae piacere che manifesta o solo guardando o masturbandosi o partecipando al rapporto sessuale. In questa pratica una sfaccettatura risiede nel pensare da parte del Cuckold che il tradimento viene voluto perché lui stesso non riesce a soddisfare con le sue dimensioni la partner, quindi si pone in una condizione di impotenza. Mettere in pratica questa attività sessuale non vuol dire solo giocare con il rapporto sessuale che esplica il partner, ma ci possono essere delle regole da inserire affinché il Cuckold arrivi a controllare il suo orgasmo. Ad esempio, vietare rapporti completi con la propria partner, o far indossare una cintura di castità al Cuckold per gestire il suo orgasmo, possono essere scherno di umiliazione da parte della partner. Sono esperienze sessuali che smuovono caratteristiche mentali e non solo fisiche. Infatti il Cuckoldismo, in cui si asseconda il tradimento, può essere scatenato dalla voglia del Cuckold di espiare attraverso una sofferenza una colpa latente vissuta all’interno della coppia oppure considerare la partner come oggetto sessuale da prestare a qualcuno affinché ne apprezzi la qualità. Di solito questa esperienza sessuale viene richiesta dal genere maschile ma non è escluso che potrebbe stuzzicare anche il genere femminile. La partner del Cuckold si chiama Sweet. Essere Cuckold vuol dire ritrovare o provare un intenso e profondo desiderio verso la propria partner.

Ciò che ostacola la vita di questa fantasia erotica, come quella di altre in cui c’è il coinvolgimento di più persone, è la gelosia che si insinua incatenando la libertà sessuale. La gelosia deriva da una sensazione di possesso verso la persona, senza considerare che alla base di tutte le pratiche sessuali esiste il desiderio del gioco che dovrebbe annullare qualsiasi forma di gelosia. Chi si avvicina a questa fantasia erotica può avere anche il desiderio di esorcizzare questa gelosia e quindi la paura del tradimento. Chi non è geloso allora vive questa pratica con la giusta dose di esaltazione del proibito e del segreto da condividere.

Vivere nell’ignoranza sessuale porta a considerare i tabù invalicabili.

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Vi presento Pelle di Luna (su Patreon)

I periodi di passaggio fanno emergere in superficie sfumature che seguono poi un loro percorso netto e definito. Di solito si parte dalla superficie per scavare in profondità, ma questa volta si ha un viaggio diverso, dal fondo si risale in superficie. Come quando si preleva dalle profondità del mare una scoperta o un tesoro inaspettato, la rivelazione di quello che viene a galla diventa la nuova visione del percorso da quel momento in poi.

Così è successo a me.

Fu quel libro che mi aiutò a portare tutto alla luce del sole. Un libro dalle tinte intense e profonde, cangianti e concise. Un racconto di una sensualità non sfacciata ma delicata ed elegante, impalpabile ma che esiste ed è presente. Non più di 115 pagine di libro in cui l’erotismo svolazza con la stessa leggerezza di un battito d’ali di farfalla. Un titolo che accarezza i sensi in modo leggiadro. Seta di Baricco mi ha portato a vedere cosa era nascosto in me, un qualcosa che esisteva ma era velato. Con lui ho tolto la patina trasparente che offuscava la percezione della consapevolezza e sicurezza erotica.

Ho camminato per arrivare a scrivere ciò che in fondo sapevo già di essere, una donna libera di esprimere se stessa nella sfera più intima che possa esserci. La sessualità, l’erotismo sono i protagonisti di un divertimento che il più delle volte viene incapsulato in retaggi e stereotipi. Vivere e/o scrivere erotismo vuol dire ballare una danza che tutti conoscono ma che solo pochi praticano. Con erotismo si intende tutto ciò che sta intorno al sesso. Le fantasie, le immagini, le voglie, i desideri, le sensazioni, le emozioni, sono tutti ingredienti principi del mondo erotico. Per toccare ogni elemento di questa realtà bisogna essere liberi di provarli e non rifiutare di ascoltarli o sentirli. La libertà di godere di un orgasmo mentale prima che fisico vuol dire riuscire a vivere l’erotismo.

Essere passionali e sapere di sesso sono le componenti che ruotano intorno alla scrittura erotica. Ogni parola diventa una immagine, ogni periodo diventa un’azione, ogni pagina diventa un’emozione. Narrare l’eros vuol dire guardarlo con la lente di ingrandimento, toccare i suoi contorni e cibarsi del suo contenuto. Nella scrittura erotica non esiste il pudore. Ogni parola, anche la più esplicita, porta con sè un valore tale da raccogliere ciò che si immagina, si percepisce e si sente, in sensazioni mentali e fisiche. Tutto è proteso a sentirsi liberi di viaggiare in un mondo giocoso fatto di libertà e di livelli. Come quando si vede un’onda, si aspetta che ci travolga, che ci sconvolga, ma mentre la vediamo avvicinarsi siamo così elettrizzati ed euforici che ci andiamo incontro e ci buttiamo con il timore di essere trasportati via ma con il desiderio di vivere lo smarrimento, la possibile insicurezza di quello che potrebbe accadere e la spudoratezza di volere quell’ebbrezza che sappiamo ci trascinerà.

Per dare un quadro di scrittura erotica, Pelle di Luna (http://www.patreon.com/pellediluna) vi regala questo stralcio.

Lui non solo aveva capito cosa io volessi, cosa la mia mente e il mio corpo desiderassero. Ma sembrava conoscesse ogni mia piccola voglia, perché si muoveva sul mio corpo come un corso d’acqua che si muove sulla superficie terrestre guidato dalla forza di gravità. Lui era la mia forza di gravità ed io ero il Suo campo di gravitazione. Lui mi portava dove egli stesso decideva. Io seguivo il Suo moto, perché la mia mente e il mio corpo erano inevitabilmente in balia Sua. Lui, portandomi al climax per due volte in due modi differenti, non solo mi aveva esplorata come un viaggiatore fa con un luogo che visita, ma si era appropriato di quello che avevo intimamente nascosto, quella parte di me che chiamavo dark room. La dark room era una dimensione che mi faceva sentire libera di essere e di vivere il piacere e il sesso in modo del tutto disinibito, indipendente e a tratti indecente. La mia lussuria sessuale ed erotica si manifestò ai miei occhi in modo graduale. Non fu una doccia fredda, perché io stessa avevo sempre percepito una sorta di innata predisposizione. Lui, invece, se ne accorse subito. Aveva avuto il sentore, dalle prime battute, che dentro potesse ribollirmi il sangue e ne ebbe conferma appena mi mise le mani addosso e dentro. Lui era un uomo dal temperamento dominante e dal carisma sensuale.

Respiravo a pieni polmoni, mi aveva rubato l’aria insieme ai liquidi che avevo in corpo. Si rialzò e si distanziò da me. Cosa stava facendo? Perché ora l’ossigeno sembrava ancor meno di prima?

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Mon Privè: Il Poliamore!

Quando nel Sesso o nell’Amore si usa il suffisso Poli, che vuole indicare un concetto di molteplicità numerica, non si riesce ad accettare una condizione di riferimento. Se si pensa che l’essere umano è per natura Poligamo forse si accoglierebbe meglio il concetto di Poliamore.

In passato nell’era degli Ominidi si viveva in società promiscue in cui faceva da padrone la competizione per l’accoppiamento. Con il passare del tempo i maschi più deboli capirono che per conquistare una femmina dovevano assicurarle il cibo e di rimando la femmina si rese conto del vantaggio che aveva, per se stessa ed eventuali figli, godere di un partner che provvedeva al mantenimento. Proprio da questo comportamento nacque la Monogamia. Uno status di coppia fissa ad uso e consumo personale, sia per i maschi che per le femmine.

Avere rapporti di tipo affettivo, erotici e sessuali, con più di una persona contemporaneamente, nel rispetto della consensualità fra i partner si definisce Poliamore. La società di riferimento non ammette e non accetta una tale dimensione relazionale proprio perché è incentrata sulla Monogamia, quindi risulta difficile comprendere il diverso e lo si etichetta come sbagliato. Ma dove è scritto che le relazioni erotiche e sentimentali devono seguire un protocollo? Se dovessimo seguire la natura dell’essere umano allora è la Monogamia la condizione diversa.

Il Poliamore ha caratteristiche come l’onestà, il consenso e la libertà di vivere rapporti sessuali e sentimentali alla luce del sole, tutto è indirizzato verso un orientamento relazionale. Poliamore non vuol dire scambismo, dove la parte sessuale predomina ed è la sola componente che smuove la relazione, nel Poliamore esistono rapporti fissi e duraturi con i vari partner. Come in ogni relazione Monogama anche in quella Non Monogamente Etica, cosi viene chiamato il Poliamore, esistono regole per vivere in maniera rispettosa e non certo anarchica i vari rapporti. Vivere il Poliamore non è certo vivere il rapporto con un’altra persona per mancanza di qualcosa nel ‘rapporto di coppia primario’. Ogni rapporto è a sè, ritenendo che affetti, sentimenti e attrazioni non debbano essere limitati alla coppia ‘classica’. Quando si interagisce con altri ci si arricchisce del mondo altrui e ognuno può essere capace di stimolare punti diversi tanto da incitare a vivere in modo più ampio e totalizzante l’interazione. Non tutto ciò che risulta diverso è negativo se lo si guarda da un’altra prospettiva. L’osservazione da un altro lato può risiedere nel poter sviluppare diverse parti di sè sia a livello sessuale che relazionale con i differenti partner. Vivere il Poliamore sicuramente porterebbe a vivere meno tradimenti e meno divorzi. Questo stile relazionale è sicuramente un modo che allontana quel senso di colpa se si frequenta e ci si innamora di un’altra persona. Sempre guardando l’angolazione diversa, il Poliamore fa sentire liberi di poter scegliere nel corso della personale evoluzione cosa fa star bene e poter vivere quella situazione. La Monogamia porta molte volte a compromessi e a sacrificare alcuni aspetti di se stessi pur di adattarsi al concetto di relazione accettata dalla società, senza considerare il peso delle scelte dato che negli anni si cambia non solo caratterialmente ma anche sul piano delle esigenze affettive.

Il Poliamore non è un demone con più teste ma solo un modo di vivere l’amore con più persone, perché contrariamente a quello che si pensa è possibile.