Immagine

Mon Privè: i parchi giochi sessuali

Avete presente quando si apre una porta o una finestra o uno spiraglio da cui si attinge aria o una visone di spazio aperto per un claustrofobico? Quando si cerca di allontanarsi da quel senso di oppressione e costrizione mentale? Questa sensazione sembra essere assunta da persone costrette a seguire regole comportamentali in un paese dalla forte presenza religiosa o da una educazione e mentalità circoscritte a dogmi. Se vi è ben chiara l’immagine attraverso le mie parole allora capirete perchè determinati luoghi aperti e alcuni villaggi turistici vengono percepiti come oasi del sesso in cui la libertà diventa l’unica prerogativa. Esistono dei veri e propri lunapark sessuali, degli eden del sesso. Tutto è permesso sotto la luce del sole o al chiaro di luna. Tutto è lecito, solo una cosa non è contemplata l’astenersi. Esistono spiagge o posti naturali che si vestono di libertà ed espressione sessuale. Un piccolo mondo su misura per chi non vuole sentirsi claustrofobico. Ma questi paradisi trasgressivi o semplicemente giocosi esistono in Italia? Di certo la Francia ne ha uno noto e i maggiori fruitori sono gli italiani. Allora gli italiani sono i più claustrofobici? Immagino che questi luoghi incuriosiscano, ma non penso sia solo la curiosità di vedere qualcosa che non si vive, penso che si voglia andare oltre il proprio recinto prestabilito. Si arriva in un momento della vita che gli abiti che si usano si sentono stretti e magari consumati. Che ci si voglia svestire di ciò che ora si considera superato e che si vuole indossare un’emozione piuttosto che un’altra. Quindi perchè non vivere esperienze al limite del proprio vissuto? Luoghi in cui il naturismo, lo scambismo, l’esibizionismo, il sadismo o le perversioni sono quotidiane, diventano agli occhi del consumatore una dimensione da esplorare. Vivere posti del genere non solo porta a conoscere i propri gusti ma sposta la prospettiva di osservazione. Come in ogni cosa tutto sta nel saper e voler vivere a modo proprio, quindi sfruttare un servizio secondo un piacere individuale e a seconda del carattere. Esiste una spiaggia francese rinomata in cui tutto è permesso a livello sessuale, in cui non si lede il pensiero altrui, in cui le più sfrenate fantasie sessuali sono all’ordine del giorno. Nessuna vergogna e nessuna proibizione. Forse nell’immaginario fatto da freni questi luoghi sono posti di perdizione, in cui la testa non ragiona, in cui tutto è poco lucido, mentre basta pensare che la mente è vigile dato che si gode in ogni istante le emozioni e le sensazioni che riceve. Basta considerare che questi piccoli mondi fanno vivere senza schemi convenzionali le più svariate avventure.

Ci tengo a precisare che queste spiagge o posti all’aperto non vanno confusi con luoghi dove si pratica il nudismo. Il sesso non ha niente a che fare con la voglia di vivere nudi all’aperto. Purtroppo non si fa distinzione perchè non si legge, non ci si informa e perchè è più facile prendere la rettilinea via dell’ignoranza che quella tortuosa del sapere.

Immagine

Mon Privè: I Sexy Shop

Boutique dell’eros, sensual store, tempio dell’amore o semplicemente Sexy Shop, in qualsiasi modo si chiamano non cambia il loro fine, ovvero quello di far godere attraverso accessori. Purtroppo ancora oggi si pensa che chi entra in questi negozi sia un pubblico pervertito, depravato, deviato e poco raccomandabile, dato che al loro interno si trovano oggetti erotici, articoli sessuali o materiale pornografico. Vengono considerati dall’opinione comune luoghi proibiti, peccaminosi, che portano alle tentazioni più sfrenate.

Di solito queste attività commerciali nascevano in punti non visibili a tutti. Prima che si arrivasse ad una moderata libertà, i Sexy Shop erano visti luoghi angusti, lugubri, semiclandestini, che vendevano oggetti di qualità scadente e attiravano in modo specifico il genere maschile che voleva trastullarsi in completa solitudine. Magari avevano questa facciata ma tutto stava nel vivere il sesso come atto o come piacere. L’Italia come paese non mostra neanche ora una propensione a vivere il sesso e il piacere senza considerarli tabù. Risulta ancora un argomento di cui non si può parlare, figuriamoci promuovere ambienti che commercializzano giochi sessuali. Se solo questi negozi venissero visti come spazio in cui si può avere la possibilità di conoscere ancora di più la propria sessualità allora non verrebbero denigrati. Il potere della comunicazione dovrebbe esserci anche in questo caso. Quando ci si reca in un negozio si spera di trovare personale qualificato che possa aiutarci nella scelta di un capo o di qualsiasi articolo, quindi perchè non averlo anche in un Sex Shop?

Oggi i Sexy Shop sono negozi luminosi, con le insegne in vista, con vetrine abbellite e situati in luoghi centrali o facilmente raggiungibili. Il cambiamento lo si è registrato grazie a libri erotici, a serie tv, a documentari, che hanno dato una connotazione diversa al tema sesso e sessualità. L’offerta dei Sexy Shop si è mutata in esperienza e non solo in vendita, c’è una rassicurazione maggiore rispetto a prima, e un desiderio più naturale e meno costruito. Esiste un’offerta e-commerce che raccoglie un numero ampio di persone, perchè toglie dall’imbarazzo e dalla timidezza gran parte di quel pubblico che non ha raggiunto un grado di libertà giusta a disinteressarsi dei giudizi.

I Sexy Shop sono fornitori di sex toys, di abbigliamento sensuale, ma non è detto che tutto deve essere estremo, esistono accessori soft che arricchiscono l’esperienza sessuale. Accrescere e aumentare la propria vita sessuale attraverso l’uso di un completino sexy o di un gioco stuzzicante non fa altro che aprire la mente e liberarsi di quei freni inibitori che ancora emergono nella società.

Se si vedessero i Sexy Shop come un punto di partenza per superare dei limiti sessuali, come spunto per vivere una sessualità più divertente e complice, o ancora come stimolo per mettere alla prova la proprie scelte, allora non solo tutto avrebbe più importanza ma il piacere coprirebbe un valore più vero.

Immagine

Mon Privè: Vanilla VS Kinky

Sesso Vanilla o sesso Vaniglia è come si definisce il sesso tradizionale, il sesso non trasgressivo e non audace, quello conosciuto dall’essere umano sin dalla propria crescita. Il termine Vaniglia viene scelto perchè richiama il gusto più comune del gelato, quello più convenzionale, basico, semplice. Per diverse persone con questa parola si intendono posizioni e pratiche che rientrano nella sfera sessuale accettabile. Ad esempio la posizione del missionario senza alcun uso di oggetti o toys, senza decori e orpelli ma solo l’unione di due corpi nel più classico dei modi. Vaniglia non si riferisce alla dolcezza con cui si fa sesso bensì alla normalità con cui si pratica sesso. Per normalità si vuole intendere la pratica sessuale più usuale che si conosca, nessun esperimento o avventura, nessuna esperienza fuori da schemi. Il sesso Vanilla non deve essere visto come piatto ma semplicemente come non estremo. In altre parole nel sesso Vanilla sono contemplate posizioni varie, qualche attività provocante ma nulla di perverso, sfrontato o temerario. E’ come se il sapore del sesso Vanilla rientrasse sempre nella propria sfera confortevole. Nel sesso la prima cosa che bisogna tener presente è sentirsi a proprio agio con la situazione e con la persona, questo è alla base di ogni rapporto sessuale qualsiasi sia la sua natura. Nessun obbligo e nessuna forzatura ma solo fiducia in qualsiasi sesso si pratica. La noia non deve mai subentrare e Vanilla non è sinonimo di noioso, ma solo di stereotipato o standardizzato.

Il sesso Kinky letteralmente vuol dire sesso perverso. Con questo termine si prevede una sessualità volta a praticare attività estreme, eccentriche. Nel sesso Kinky si parte da una base di sottomissione o dominazione fino ad arrivare a forme aggressive e al limite del pericolo. Il gioco di potere è la formula che più definisce questo sesso ma non è solo l’autorità ad essere la chiave per aprirsi al Kinky, bensì tutto sta nel provare esperienze forti e intense che coinvolgono il corpo ma soprattutto la mente. Il Kinky esplora il mondo sessuale su vari fronti e si estende verso nuovi orizzonti. Approfondire le pratiche è il suo fine, viaggiare verso un piacere più profondo è il suo mantra. Nel sesso Kinky le pratiche arrivano ad essere rischiose e proibite accostando il piacere al dolore e aumentando le connessioni cerebrali. Ogni azione nel Kinky è travolgente, estasiante, e il piacere ha il bisogno di salire sempre un gradino in più rispetto alla fase precedente. Permette di scoprire le proprie zone erogene anche quelle che non sono usuali, quindi porta ad una maggiore conoscenza di se stessi e ad una elevata consapevolezza. Il sesso Kinky raggruppa tutto ciò che è fuori dagli standard, dai modelli, dalla norma.

Non bisogna dire quale sesso sia meglio, se il Vanilla o il Kinky. Non bisogna neanche sentirsi ‘inferiori’ se si pratica quello tradizionale, come non si deve giudicare chi pratica un sesso estremo. Ognuno deve essere libero di scegliere cosa vivere a seconda del proprio desiderio e seguendo il proprio piacere sessuale. Che sia Vanilla o Kinky, che sia classico o moderno, il sesso è espressione di ognuno di noi.

Immagine

Mon Privè: Dirty talking

Con ‘Dirty talking’ si intende letteralmente ‘parlare sporco’. Sicuramente la prima cosa che si pensa è che anche nella sessualità vissuta e giocosa molti vogliono conservare l’essere eleganti e signori, ma il parlare sporco non toglie valore al sentirsi signorile, bensì aumenta il desiderio, la lussuria, la libidine che ognuno prova in un contesto erotico. Tutto va contestualizzato, l’uso del parlare sporco non può e non deve essere usato al di fuori dell’ambito puramente sessuale. Sussurrare all’orecchio parole indecenti e abbastanza esplicite aumenta il battito cardiaco creando una comunicazione verbale durante contesti palesemente lascivi. Parlare sporco è come flirtare o saper comunicare in pubblico, non ci vuole una preparazione specifica ma bisogna avere un vocabolario adatto ed adeguato alle circostanze. Il Dirty talking deve sentire l’atmosfera giusta, non può nascere dal nulla, non può essere casuale, deve legarsi alla situazione, alla persona a cui ci si rivolge. Il finto e il forzato sono ingredienti che non devono esistere, la spontaneità e la complicità sono componenti che devono essere presenti. Purtroppo ogni pratica sessuale, compresa il parlare sporco, per molti non ha esistenza a causa di limitazioni morali. Nel caso specifico il Dirty talking è una fantasia che non deve essere legata o associata alla personalità del partner ma al clima eccitante che si crea con la persona stessa. Il più delle volte si pensa che quello che si dice è riferito al partner come persona umana e quindi considerata come una offesa o un insulto, ma è una valutazione erronea. Arrivare ad apprezzare l’utilizzo di frasi sconce pone i protagonisti della coppia sulla stessa lunghezza d’onda. Nessuno dei partecipanti deve sentirsi inferiore per le parole o il modo il cui si usano. Il comunicare sporco diventa una vera e propria spinta adrenalinica. E’ come stare sulle montagne russe, si viaggia a velocità bassa, poi media, fino ad arrivare ad un livello altissimo di eccitazione, tutto questo grazie alla libertà di espressione sessuale ed erotica. Il Dirty talking è utilizzato spesse volte anche a livello virtuale con l’intento di scaldare i motori del desiderio e di aumentare il piacere dell’attesa dell’incontro. Avere una sintonia del genere non solo stimola il gioco sessuale ma abolisce ogni senso di vergogna e aumenta la confidenza. Trovare le frequenze vocali e comunicative è importante per vivere ogni fantasia o pratica al meglio e in modo naturale. Ispirazione e pratica sono due elementi fondamentali per il Dirty talking, come anche il crearsi un alter ego può essere utile. Di giorno si è se stessi in modo classico, di notte ci si diverte a trasformarsi e impersonare chi si vuole. Chiedere quello che piace in modo aperto e usando termini sporchi può essere un punto di partenza pratico e concreto. Dimenticarsi del ritornello “non si dicono parolacce” è la prima cosa da fare. Dire parolacce può essere visto anche come sfogo, fino a mostrare ed esibire la parte più selvaggia. Il Dirty talking stimola ed eccita il senso dell’udito, un senso molto importante che non deve mai essere sottovalutato. Le frasi eccitanti possono essere prese da racconti o film erotici, facendole proprie possono arricchire il proprio lessico. Grande rilevanza deve essere il tono con cui si pronunciano frasi spinte oltre a trovare un equilibrio tra tenerezza e frasi sporche. Da “ti voglio dentro di me a scopami forte” da “fammi godere a sborrami addosso”.

Per essere liberi, la vergogna, la stupidità, la forzatura, il fingere, non devono essere contemplati in nessun caso nella dimensione sessuale ed erotica di ognuno.

Immagine

Mon Privè: Swingers Club

Con il termine Swinger si intendeva una persona dinamica, vivace, mondana e modaiola. Tempo fa era molto diffuso in tal senso ma oggi viene usato nel mondo sessuale quando si vuole indicare individui dediti a pratiche sessuali particolari. Questo vocabolo lo si attribuisce a persone che introducono nella propria sfera sessuale altri soggetti. Da questo modo di vivere la sessualità nascono i luoghi dal nome Swingers Club. Non sono locali di depravazione, in cui alcool, droga e sesso fanno da padrone fino ad arrivare a superare i limiti della legalità, come possono essere considerati erroneamente dall’immaginario comune. Bensì sono ambienti in cui si conosce e si incontra gente, in cui si fanno chiacchiere piacevoli sorseggiando qualcosa di gradevole, con l’obiettivo di trascorrere una serata all’insegna del divertimento e della spensieratezza, liberi da schemi convenzionali. In questi posti nessuno obbliga a fare sesso, ma di certo nessuno vieta di finire la serata in modo piccante e disinibito. Questi luoghi danno la possibilità di fare sesso in tutta libertà con persone conosciute al momento, ma non è detto che tutto debba essere scontato. Esiste l’occasione ma ciò non toglie che possa non succedere. Non sono locali che sostituiscono le antiche case del piacere, non c’è mercificazione o violenza. Non sono posti in cui trovi il sesso facile tanto da finire di sfogare le voglie represse. Sono ambienti che danno la possibilità di esprimere la propria trasgressione, tutto è consentito nel rispetto della persona. Non esiste prevaricazione e non esiste imposizione, tutto si fonda sulla libertà di godere come meglio si desidera.

Questi locali sono club privè dove si accede esclusivamente come soci affiliati, si entra dopo aver fornito le proprie generalità e aver pagato una quota associativa. Frequentare questi privè risulta essere una vera e propria filosofia di vita, perchè essere Swinger vuol dire vivere in tutta libertà la propria sessualità riuscendo a separare il sesso dal sentimento. Il perbenismo della società vede chi pratica questi locali come individui promiscui con accezione negativa, quasi a definire il loro comportamento deviante e patologico. Per paura di essere giudicati in tal modo, diverse persone che vorrebbero essere Swinger e frequentare questi posti lo nascondo e inibiscono le proprie voglie sentendosi poi frustrati e schiacciati sessualmente.

Gli Swingers Club sono club in cui il comportamento di ogni partecipante si basa su educazione, gentilezza e correttezza. Questi privè hanno due volti: quello del locale in cui si può passare una serata interessante e magari anche seducente, e quello del club in cui si possono vivere forti emozioni a sfondo sessuale. Esistono speciali stanze hot, in cui si può esprime il proprio erotismo in qualsiasi modo si voglia. Sono stanze fornite di accessori erotici e in cui il gioco sessuale si manifesta in ogni sua forma. Passioni e pulsioni più sfrenate, giochi peccaminosi e voglie mai espresse diventano protagonisti di questi club privè. L’assenza di giudizio e il rispetto della volontà sono i comandamenti di questi luoghi.

Spesse volte si demonizzano questi club privè perchè si pensano come luoghi di perdizione, in cui vige la mancanza di rispetto per il proprio corpo, o addirittura in cui le persone smarriscono la ragione. Invece questi ambienti aiutano a portare alla luce desideri sessuali soffocati e infondono sicurezza e determinazione.

Difficile arrivare a padroneggiare con la propria sessualità ma tutto sta nel volerlo e nel non preoccuparsi di sentirsi ‘inadeguati’ o ‘diversi’ in una società che ancora fa difficoltà ad accettare la libertà sessuale.

Immagine

Mon Privè: Feticismo

Il Feticismo ha come oggetto del desiderio qualcosa di inanimato, che può essere una parte del corpo, un indumento intimo, un capo di abbigliamento o manufatti basta che siano inanimati. Il Feticista riversa nell’oggetto la sua eccitazione, il suo piacere, tanto da guardarlo, toccarlo, assaggiarlo, annusarlo, affinché stimoli la sua masturbazione e il suo orgasmo. Provare desiderio o stimolare il piacere con un oggetto risulta essere comune nella maggior parte delle persone ma ciò che distingue il Feticista dall’amatore è il riuscire a godere solo ed esclusivamente del feticcio, dell’oggetto idolatrato o della parte del corpo adorato. Per i Feticisti è difficile avere un orgasmo o raggiungere il climax con il sesso ‘tradizionale/penetrativo’, il loro pensiero sessuale si incentra unicamente nei confronti dell’oggetto del feticismo, sul quale fantasticano e verso il quale abbandonano ogni freno. Provare una venerazione nei confronti di un oggetto piuttosto che di un capo oppure di una parte del corpo, richiede molto impegno personale non solo perchè si vive il sesso fuori da schemi ma perchè si potrebbe essere sempre additato come lo strano o il diverso.

La sete sessuale, ciò che la stimola, il vivere l’espressione massima del piacere, tutto questo è strettamente individuale e nessuno dovrebbe né cercare di capire il perchè si prova l’orgasmo in un modo, né giudicare il modo con cui si pratica il sesso. Gli interessi sessuali sono personali e come tali devono essere rispettati. Solo conoscendoli si potrà evitare di avere preconcetti.

Tanti possono essere i feticci. Magnus Hirschfeld (ricercatore sessuale) diceva già nel 1920: “Dalla testa ai piedi non c’è macchia sul corpo, e dal copricapo alle calzature, non c’è nessuna piega nell’indumento che non possa essere uno stimolo feticistico”.

Il Feticismo, come altre pratiche sessuali, vive purtroppo di pregiudizi e di confusione per chi non lo conosce perchè viene valutato come un disturbo con una dose di perversione sessuale. Essere eccitati dalla sovrastimazione di un unico elemento, qualsiasi esso sia, differenzia il concetto feticistico dall’usuale coinvolgimento sessuale. Ciò che fa la differenza è proprio il focalizzarsi verso il feticcio e non verso il partner o la persona. Gli oggetti diventano caratteristiche con una carica erotica e sessuale molto elevata tanto da indurre il Feticista a concentrare il suo vivere la sessualità in modo univoco. Il Feticismo, come altre pratiche, risulta essere una preferenza sessuale. Ci sono diversi gradi di Feticismo a seconda di quanta importanza si dona all’elemento che crea eccitazione. Diversi sono anche le manifestazioni con cui si è Feticista. Si passa da quello attivo a quello contemplativo con uno sguardo al passivo. I primi due rientrano sempre ad opera del Feticista nell’appropriarsi e nel guardare il feticcio, l’ultimo invece avviene per mano del partner che gli sottopone il feticcio.

Lo psicologo Alfred Binet disse che un pò tutti noi individui siamo più o meno Feticisti, perchè si ha una quantità costante di Feticismo anche nella forma di amore più sana e regolare. La libido viene stimolata anche da caratteristiche fisiche o caratteriali, intellettuali o psicologiche della persona amata.

Quindi, cerchiamo di non ignorare la conoscenza delle varie pratiche sessuali magari non lo sappiamo ma possiamo rientrare anche noi stessi in alcune.

Immagine

Mon Privè: Giochi di ruolo

Il mondo della sessualità è talmente ampio che è limitante pensare di parlare di sesso e porre dei confini prestabiliti e definiti. La mente viaggia di pari passo con la libertà sessuale, quindi se la mente si chiude la sessualità si frena e orbita in un recinto sicuro e protetto fatto di barriere e schemi. Metaforicamente parlando, se si vedesse la sessualità come un parco giochi la propensione a provare le varie giostre su cui salire sarebbe meno repressa. Si sceglierebbe ovviamente il divertimento più congeniale al proprio gusto e alla propria voglia di sperimentare. Si vivrebbe il saggiare un’attrazione allo stesso modo di come quando si mette alla prova il proprio desiderio. Il gioco risponde a varie variabili, la voglia di giocare, il gusto di scegliere il gioco, l’adrenalina che viene fuori dal gioco stesso, l’attitudine al gioco e la disposizione all’ignoto. Temere, escludere e rifiutare il gioco nella sfera sessuale accompagnano la persona verso una condizione di protezione del proprio status portando con il tempo a vivere quella condizione come l’unica e la sola. Al luna park ogni giostra ha il suo grado di pericolo, ciò si ha anche nel sesso. Il gioco sessuale si vede come pericolo per la coppia stessa, per la persona stessa e il più delle volte non si gioca e non si corre alcun pericolo. Ma altre volte si sceglie di giocare in contesti extra e con persone extra, perché l’erotismo lo si vive scindendo l’affettività dalla sessualità. Un comportamento che richiede meno destabilizzazione per la psiche, dato che associare amore a trasgressione propenderebbe ad uno squilibrio.

Se si partisse dall’idea che il desiderio va nutrito e concimato come se fosse un prodotto della natura, allora si capirebbe che il gioco sessuale o erotico è solo il mezzo e lo strumento per raccogliere i frutti di una libera vita sessuale.

I giochi di ruolo sono scenari più o meno conosciuti dove i personaggi diventano protagonisti vestendo i panni di qualcun altro. Creare situazioni più o meno fantasiose, originali e uniche, dipende dalla mente dei partecipanti. Più si ha una mente dominata più il gioco sarà limitante. Sin dalla tenera età i giochi di ruolo erano quelli che portavano i bambini a conoscere se stessi e il loro essere spensierati e liberi di osare spingeva a vivere in modo giocoso la vita. Una volta diventati adulti sembra che tutta quella leggerezza si perda per dare spazio a paura, ansia e preoccupazioni. Provare a calarsi nei panni di un personaggio particolare, o inscenare una dimensione/realtà che non si vive quotidianamente porterebbe a mettersi in gioco e a conoscere il divertimento nella sfera sessuale. Nei giochi di ruolo il travestimento riveste un compito fondamentale. Indossare un capo diverso da quello che si usa abitualmente di solito viene ridicolizzato perché sembra far rivivere quel lato fanciullesco, ma la chiave dei giochi di ruolo dimora proprio nel travestimento sia a livello di abbigliamento che al livello di personalità.

Un noto sessuologo dell’Istituto Evoluzione Sessuale Alberto Caputo dichiara che indossare una ‘maschera’ permette di superare le proprie inibizioni. Si fa parlare la parte di noi che di solito, inconsciamente o per paura delle convenzioni sociali e culturali, per timore di una educazione religiosa, si zittisce. Alimentare lo scenario sessuale con una serie di ruoli inusuali arricchisce la sessualità. Nei giochi di ruolo la parte innovativa e sconosciuta viene messa in gioco e accende la sfera erotica. I giochi di ruolo allenano la mente a ‘comandare’ il piacere. In ogni gioco di ruolo di solito esiste uno sbilanciamento dell’autorità con la conseguente imposizione a seguire la volontà dell’altro.

La psiche abbraccia il desiderio e il desiderio gioca con il piacere.

Immagine

Mon Privè: Cuckoldismo

Cuckoldismo o in italiano Triolismo fa parte di quelle attività sessuali considerate al di fuori della sessualità convenzionale o tradizionale. Questa pratica, come le altre affrontate fino ad ora, non è considerata con matrice patologica. Praticare attività di questa natura porta ad un giovamento e un appagamento che non intaccano negativamente il proprio benessere personale, quindi non si deve assolutamente pensare ad una condizione morbosa o patologica. Liberi da ogni preconcetto, questo modo di vivere la sessualità ha lineamenti giocosi e fantasiosi che amplificano l’intensità della vita erotica e sessuale. Se si osserva da questa prospettiva allora anche l’essere Cuckold ha il suo valore.

Nel Cuckoldismo il piacere deriva dal vedere il proprio partner fare sesso con altri. E’ una tendenza ad assecondare o incitare il tradimento del proprio partner. Potrebbe rientrare nella sfera del BDSM, dato che il partner induce l’altro ad assumere una condizione di sottomissione nel vederlo fare sesso con altri. Il Cuckold da questa situazione eccitante ne trae piacere che manifesta o solo guardando o masturbandosi o partecipando al rapporto sessuale. In questa pratica una sfaccettatura risiede nel pensare da parte del Cuckold che il tradimento viene voluto perché lui stesso non riesce a soddisfare con le sue dimensioni la partner, quindi si pone in una condizione di impotenza. Mettere in pratica questa attività sessuale non vuol dire solo giocare con il rapporto sessuale che esplica il partner, ma ci possono essere delle regole da inserire affinché il Cuckold arrivi a controllare il suo orgasmo. Ad esempio, vietare rapporti completi con la propria partner, o far indossare una cintura di castità al Cuckold per gestire il suo orgasmo, possono essere scherno di umiliazione da parte della partner. Sono esperienze sessuali che smuovono caratteristiche mentali e non solo fisiche. Infatti il Cuckoldismo, in cui si asseconda il tradimento, può essere scatenato dalla voglia del Cuckold di espiare attraverso una sofferenza una colpa latente vissuta all’interno della coppia oppure considerare la partner come oggetto sessuale da prestare a qualcuno affinché ne apprezzi la qualità. Di solito questa esperienza sessuale viene richiesta dal genere maschile ma non è escluso che potrebbe stuzzicare anche il genere femminile. La partner del Cuckold si chiama Sweet. Essere Cuckold vuol dire ritrovare o provare un intenso e profondo desiderio verso la propria partner.

Ciò che ostacola la vita di questa fantasia erotica, come quella di altre in cui c’è il coinvolgimento di più persone, è la gelosia che si insinua incatenando la libertà sessuale. La gelosia deriva da una sensazione di possesso verso la persona, senza considerare che alla base di tutte le pratiche sessuali esiste il desiderio del gioco che dovrebbe annullare qualsiasi forma di gelosia. Chi si avvicina a questa fantasia erotica può avere anche il desiderio di esorcizzare questa gelosia e quindi la paura del tradimento. Chi non è geloso allora vive questa pratica con la giusta dose di esaltazione del proibito e del segreto da condividere.

Vivere nell’ignoranza sessuale porta a considerare i tabù invalicabili.

Immagine

Mon Privè: Lo Scambismo!

Lo Scambismo ha origini antiche. Nell’antica Grecia e nella vetusta Roma la pratica dello scambio di coppia era comune, anche se a volte punibile dalla legge. Non ci sono documenti storici che lo confermano ma sembra che questa attività sessuale fosse comune anche nell’antico impero cinese e nell’antico Egitto. Quindi quando si parla di Scambismo non si sta parlando di qualcosa fuori dal mondo, di una perversione o trasgressione nata oggi, bensì di una usanza che aveva la sua realtà e che ha anche i suoi anni sulle spalle. Negli anni Cinquanta nelle Filippine lo Scambismo prese piede fra le coppie. Negli anni Sessanta negli Stati Uniti e nei Settanta tra le comunità hippie si ha libertà nello scambio fra partner. In quegli anni giornali, riviste, libri adottano il termine Scambismo tanto da farlo diventare popolare. Oggi c’è molta curiosità su questa attività sessuale e in Europa si contano più di 600 club di scambisti. Non è del tutto sdoganato il tabù, anzi viene visto in modo negativo, quasi come se fosse un pericolo per la coppia, e i protagonisti che lo praticano vengono visti come dei ‘libertini’.

Anche per lo Scambismo si parla di pratica consensuale, entrambi i componenti della coppia sono convinti del piacere che ricevono nello scambiarsi il partner. Nessun obbligo, nessuna imposizione e consapevoli di trasformare il godimento al di fuori, in desiderio all’interno della coppia. Lo Scambismo non è un tradimento inteso alla maniera antica, ma una forma di volontà da parte di entrambi, senza gelosia e rancori. Tutto si basa sul gioco, sul vedere il proprio partner desiderato da altri e il divertirsi nel mettere alla prova il proprio piacere. Essere scambista è la massima espressione di sicurezza nella coppia. Con lo Scambismo si arriva a vivere la libertà del gioco sessuale in coppia.

Ci sono vari livelli di Scambismo a seconda di quanto si voglia giocare. Ci sono coppie che preferiscono farlo con persone a loro affini, dove l’attrazione si costruisce magari durante una cena per poi scaldare l’atmosfera in un altro luogo. Altre coppie invece si definiscono ‘convinte’, loro lo fanno in luoghi adatti, club privè, spiagge appropriate, parcheggi di macchine usati per questo fine, insomma hanno un alto grado di esibizionismo. Lo Scambismo è un gioco in cui l’adrenalina si diverte ad arrivare a livelli alti, più la mente rimane concentrata nel gioco più l’imbarazzo iniziale svanisce e il vivere liberamente la sessualità diventa l’unico obiettivo.

Lo Scambismo non ha la finalità di ravvivare la sessualità della coppia. Questa pratica, come le altre, dovrebbe avere il proposito di arricchire già la libertà sessuale che esiste nella coppia, portare ad alti vertici il proprio piacere. Più la coppia è solida più riesce a giocare con consapevolezza e sicurezza. Questi giochi sessuali non dovrebbero essere fatti per il solo senso di curiosità o per soddisfare pulsioni sessuali. La sessualità a volte non ha il valore che si merita. Essa viene vissuta in modo statico e ripetitivo, bensì dovrebbe avere una considerazione primaria. Quando si parla di queste fantasie e nel caso specifico di Scambismo si fanno mille domande. Perché lo ha chiesto? Perché mi vuole tradire? Non gli basto più? Non ha più voglia di me? Tutte domande che seminano dubbi sulla relazione di coppia. Se si vivessero il piacere e le fantasie in modo più sciolto senza mille domande tutto verrebbe preso con il giusto significato. Nulla porta rischi se non la propria testa a viverli come tali. Nello Scambismo l’essere d’accordo è la prerogativa principale, perché altrimenti sarebbe una vera e propria violenza vivere questa esperienza. Di solito lo Scambismo viene associato al Voyeurismo, il partner si eccita quando osserva l’altro nel rapporto sessuale. Questo viene detto anche Cuckoldismo, ma di questo ve ne parlerò nel prossimo capitolo di Mon Privè!

Il fascino del proibito crea eccitazione, infiamma i sensi e rende il piacere ancora più desiderabile.

Immagine

Mon Privè: Il Poliamore!

Quando nel Sesso o nell’Amore si usa il suffisso Poli, che vuole indicare un concetto di molteplicità numerica, non si riesce ad accettare una condizione di riferimento. Se si pensa che l’essere umano è per natura Poligamo forse si accoglierebbe meglio il concetto di Poliamore.

In passato nell’era degli Ominidi si viveva in società promiscue in cui faceva da padrone la competizione per l’accoppiamento. Con il passare del tempo i maschi più deboli capirono che per conquistare una femmina dovevano assicurarle il cibo e di rimando la femmina si rese conto del vantaggio che aveva, per se stessa ed eventuali figli, godere di un partner che provvedeva al mantenimento. Proprio da questo comportamento nacque la Monogamia. Uno status di coppia fissa ad uso e consumo personale, sia per i maschi che per le femmine.

Avere rapporti di tipo affettivo, erotici e sessuali, con più di una persona contemporaneamente, nel rispetto della consensualità fra i partner si definisce Poliamore. La società di riferimento non ammette e non accetta una tale dimensione relazionale proprio perché è incentrata sulla Monogamia, quindi risulta difficile comprendere il diverso e lo si etichetta come sbagliato. Ma dove è scritto che le relazioni erotiche e sentimentali devono seguire un protocollo? Se dovessimo seguire la natura dell’essere umano allora è la Monogamia la condizione diversa.

Il Poliamore ha caratteristiche come l’onestà, il consenso e la libertà di vivere rapporti sessuali e sentimentali alla luce del sole, tutto è indirizzato verso un orientamento relazionale. Poliamore non vuol dire scambismo, dove la parte sessuale predomina ed è la sola componente che smuove la relazione, nel Poliamore esistono rapporti fissi e duraturi con i vari partner. Come in ogni relazione Monogama anche in quella Non Monogamente Etica, cosi viene chiamato il Poliamore, esistono regole per vivere in maniera rispettosa e non certo anarchica i vari rapporti. Vivere il Poliamore non è certo vivere il rapporto con un’altra persona per mancanza di qualcosa nel ‘rapporto di coppia primario’. Ogni rapporto è a sè, ritenendo che affetti, sentimenti e attrazioni non debbano essere limitati alla coppia ‘classica’. Quando si interagisce con altri ci si arricchisce del mondo altrui e ognuno può essere capace di stimolare punti diversi tanto da incitare a vivere in modo più ampio e totalizzante l’interazione. Non tutto ciò che risulta diverso è negativo se lo si guarda da un’altra prospettiva. L’osservazione da un altro lato può risiedere nel poter sviluppare diverse parti di sè sia a livello sessuale che relazionale con i differenti partner. Vivere il Poliamore sicuramente porterebbe a vivere meno tradimenti e meno divorzi. Questo stile relazionale è sicuramente un modo che allontana quel senso di colpa se si frequenta e ci si innamora di un’altra persona. Sempre guardando l’angolazione diversa, il Poliamore fa sentire liberi di poter scegliere nel corso della personale evoluzione cosa fa star bene e poter vivere quella situazione. La Monogamia porta molte volte a compromessi e a sacrificare alcuni aspetti di se stessi pur di adattarsi al concetto di relazione accettata dalla società, senza considerare il peso delle scelte dato che negli anni si cambia non solo caratterialmente ma anche sul piano delle esigenze affettive.

Il Poliamore non è un demone con più teste ma solo un modo di vivere l’amore con più persone, perché contrariamente a quello che si pensa è possibile.