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L’ Influencer

Donna o uomo, qualsiasi sia il sesso hanno la capacità di “Influenzare” i comportamenti di acquisto dei consumatori, di qualsiasi fascia d’età, in ragione del loro carisma e della loro autorevolezza rispetto a tematiche o interessi. Più o meno cosi recita la definizione di “Influencer” che si può trovare nei dizionari di Marketing, ma all’atto pratico cosa effettivamente dovrebbe essere? Perchè i riflettori sono puntati su questa figura? Come mai la nuova tendenza è porre attenzione nell’ emulare quella determinata persona? Ognuno ha peculiarità più o meno intrinseche, ognuno ha passioni e interessi e caratteristiche diverse, e in fin dei conti ognuno influenza a modo proprio. Presentare una determinata moda, promuovere un preciso brand, avere un modo di fare che influenza la scelta di acquistare o meno un preciso oggetto, o un determinato capo o uno specifico cosmetico ormai ha i connotati dell’Influencer. Queste persone diventano punto di rifermento della gente ‘comune’, qualsiasi cosa hanno addosso o di qualsiasi cosa parlino viene percepito come una sorta di guida. Fanno conoscere tendenze o lanciano mode, ognuno si specializza in un argomento, ma è proprio su questo che mi sorge una domanda: per “Influenzare” tante persone bisogna essere qualificati? Conoscere quel prodotto, sapere di quel brand, essere al corrente di quell’oggetto o di quel capo dovrebbe essere la filosofia dell’ Influencer. Affidarsi a queste personalità nel decidere cosa fa o meno al caso nostro dovrebbe essere alla base di un giusto acquisto commerciale.

Questa figura di Influencer digitale, in cui ragazze note sono diventate delle vere e proprie icone di stile come Kim Kardashian, Chiara Ferragni e Nicole Ritchie, sta andando verso una nuova direzione, dal reale si giunge al virtuale. Ormai nel campo della moda e delle Influencer appaiono gli ‘Avatar’, vere e proprie icone virtuali, che hanno una loro storia, una loro dimensione, un loro mondo, ma tutto all’interno di una rappresentazione grafica. Personaggi accattivanti con piccole imperfezioni da renderli ‘veri’, con un proprio branding costruito a tavolino. Queste figure interagiscono con i follower, mostrano la loro vita, condividono la quotidianità, insomma tutto come se fossero Influencer reali. Questo nuova estensione sembra piacere alle aziende perchè prevale la caratteristica del personalizzarli. In altre parole questi Influencer uniscono in maniera esperta la formula ‘Sogno e realtà’. Il fotografo Cameron James Wilson disse: “Se ti ‘influenza’ e ti comunica contenuti interessanti, perchè formalizzarsi sul concetto di realtà?”. Tra le Influencer virtuali famose troviamo @lilmiquela che con i suoi circa un milione e mezzo di follower ha già lavorato con Prada, Diesel, Moncler e Chanel.

“Le aziende che comprendono i social sono quelle che dicono con i loro messaggi: ti vedo, ti ascolto e mi importa di te.” Trey Pennington

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Ad ognuno il suo stile: Giorgio Armani

“Gli abiti tradizionali mi deprimevano. Ho voluto personalizzare la giacca, per armonizzarla maggiormente a chi l’avrebbe indossata, rimuovendone la struttura, facendone una sorta di seconda pelle”. Le parole di Armani fanno pensare al lavoro che fece sulla giacca maschile eliminandone la sovrastruttura, le imbottiture, spostando i bottoni e modificando le spalline, tanto che la giacca scopre il suo lato più informale mantenendo eleganza e classe. Diventa una giacca unisex, rigorosa ma libera da orpelli. Lo stesso lavoro lo fece con la donna, dando alla vita un nuovo concetto di tailleur a pantalone e accostando ad un abito da sera una scarpa bassa o addirittura una scarpa da ginnastica. Creò uno stile casto ma intrigante, formale ma di classe, semplice ma seducente, il suo stile diventa inconfondibile ed impeccabile tanto da ricevere riconoscimenti come il Compasso d’oro alla carriera, il più importante riconoscimento d’Europa nel mondo del design. Con Giorgio Armani l’italianità si diffonde come marchio elegante in tutto il mondo, il Re Italiano della Moda viene scelto su diversi set Hollywoodiani primo fra tutti quello di American Gigolò, dove tutti gli abiti di Richard Gere portano la mano di Armani. Il tratto distintivo del suo stile sono i colori neutri e le linee fluide, la sua firma gioca con capi di abbigliamento che rimandano dal maschile al femminile e viceversa. La donna che veste Armani è una donna che rivendica la sua femminilità ed indipendenza, è una donna emancipata. L’uomo che indossa Armani è un uomo elegante e casual allo stesso tempo, è un uomo romantico. L’abito pantalone di Armani dai tratti maschili e morbido sulla silhouette dona alla donna un aura sexy ed intrigante, ma anche nuova e coinvolgente. La T-shirt blu semplice e lineare regala all’uomo un’aria rilassata ed incurante. Dalla fusione dei colori beige, cipria, marrone, grigio e sabbia si crea una nuova nuance dal nome greige, ed è proprio il talento di Armani che firma questo colore.

“I cretini non sono mai eleganti. Gli intelligenti invece, anche con due stracci addosso sono vestiti logicamente, quindi sono sempre eleganti”. Sono stralci di parole di Giorgio Armani che riassumono il suo pensiero e il suo vivere. Una delle sue lezioni è racchiusa in una frase molto significativa “Less is more. Evitare tutto quello che è evidente, quello che si considera lusso sfrenato, per scoprire un lusso più segreto, più riservato, meno diffuso.” Insomma Lui oltre ad essere il re indiscusso di eleganza, è anche un’icona di stile di vita.

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Ad ognuno il suo stile: Gabrielle Bonheur (Coco) Chanel.

Il tempo che trascorse da bambina in orfanotrofio le regalò da un lato l’attenzione alla semplicità delle forme e dall’altro la propensione al fascino del barocco che è palese per i suoi bijoux. Con gli abiti dalle forme lineari e funzionali, Coco, voleva rendere la donna pratica ed indipendente. L’essenzialità era la parola chiave di tutte le sue creazioni, l’eleganza pratica era la sua firma, la povertà di lusso era il suo mantra, perchè pochi erano gli orpelli e gli ornamenti che bisognava indossare, ma tutto doveva essere di altissima qualità, “prima di uscire guardati allo specchio e levati qualcosa”.

Coco Chanel è stata la donna che con la sua abilità ha creato una svolta nel mondo femminile. Con lei la donna si sentiva libera di esprimersi, si muoveva in maniera agile e disinvolta perchè ciò che indossava non aveva sovrastruttura ma tutto era condito dalla semplicità. Tutti i luoghi e gli ambienti in cui Chanel visse furono d’ispirazione per il suo stile, come i pantaloni da cavallerizza e i cappellini in paglia con ornamenti di fiori e piume che riprendevano l’ambiente equestre. I migliori amici delle donne, lo sappiamo, sono i gioielli e con Coco diventano alla portata di tutti, la sua invenzione della bigiotteria porta ad indossare in ogni momento della giornata collane, bracciali e orecchini in metallo e pietre semipreziose.

“Se siete tristi, truccatevi, mettetevi un pò di rossetto e attaccate” con questa frase l’icona di stile dava al rossetto rosso un’ importanza irresistibile, tanto da diventare il must della vera femme fatale e il tratto distintivo  era dato dal disegno a forma di cuore dei contorni della bocca.

“Una donna senza profumo è una donna senza avvenire” per Chanel il profumo era una sensazione, la sua fragranza era magia, inebriava lasciando ricordi indelebili nella memoria personale e in quella degli altri.

La sua sensibilità, il suo valore nell’inventare si basava nell’emancipare la donna rendendola indipendente, “nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro come un cappotto di cachemire ed un paio di occhiali neri”, la moda doveva essere confortevole e doveva essere creata per assecondare il corpo e non per dominarlo.

All’epoca fece scalpore per il suo modo di vivere lo stile, adesso viene elogiata per l’essere un modello di stile d’eccellenza. La sua eleganza non tramonterà mai, sarà sempre d’ispirazione. Tradizione ed innovazione sono i due elementi che aleggiano nel mondo della moda e lei ne è stata una promotrice. Ciò che apprezzo di lei è stata la sua caparbietà e determinazione a raggiungere ciò che si prefiggeva e questa risolutezza la si può ammirare nelle sue collezioni, creazioni, nel suo lavoro.

“La moda riflette sempre i tempi in cui vive, anche se, quando i tempi sono banali, preferiamo dimenticarlo.”

 

Immagine da Pinterest!