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Il mondo di AlterEgo

Pensate per un attimo di oltrepassare una porta di vetro e di trovarvi in una dimensione in cui il vostro IO diventa espressione del vostro animo. Un animo che può essere di qualsiasi colore, che può indossare qualsiasi stile, dal più elegante al più casual. Un animo capace di giocare con il vostro volto e il vostro corpo. Un animo che si diverte a diventare ciò che vuole. Libero da qualsiasi vincolo e restrizione. Tutto questo succede varcando la soglia di AlterEgo.

Sarebbe banale chiamarlo negozio, perchè è una realtà che ti porta a vestire un altro te stesso. Avete mai provato quella sensazione di guardare dall’esterno voi stessi? Avete mai pensato di essere spettatori e attori di voi stessi nello stesso tempo? AlterEgo vi mette nella condizione di essere liberi di scegliere chi volete apparire. Regala l’aspetto delle emozioni. E ogni volta che indosserete quel look scelto da AlterEgo vivrete lo stesso effetto.

AlterEgo con me si è divertito a sfidare le mie sfumature. Le ha coccolate, le ha avvolte, le ha corteggiate e le ha esibite. Ha avuto il potere di disegnare sfaccettature della mia personalità. Ridendo e scherzando ha puntato alle sensazioni che si provano quando l’espressione cambia ogni volta che il corpo viene abbracciato da un tessuto o viene illuminato da un colore. Ha mostrato un altro IO quando lo stile maschile ha toccato la mia pelle. Ha sfoggiato il mio lato femminile quando ha deciso di gareggiare con il mio gusto. AlterEgo è l’amplificazione del nostro IO attraverso l’accostamento di capi e accessori.

Appena sono entrata l’atmosfera che ho respirato è stata di estrema accuratezza nei dettagli. Ciò che fa uno stile è il dettaglio, dal più semplice al più ricercato. Il potere di mostrare anche solo con un capo la sensazione di un look, nella realtà AlterEgo trova la sua dimora. AlterEgo ti aiuta con semplicità a scoprire te stesso in diversi occasioni. La differenza non la fanno i vestiti che si possono trovare ovunque, ma la fa ciò che si assaggia quando si vive l’idea che AlterEgo propone e suggerisce una volta che si entra nel suo mondo. Il suo messaggio è lontano dal tipico negozio.

“Sii te stesso e se il tuo IO, qualsiasi esso sia, vuole osare, cambiare, provare, sentire, dagli voce”. Questa frase racchiude ciò che è il messaggio di AlterEgo. Non serve fare voli estremi basta fare un viaggio nell’interiorità attraverso l’esteriorità. AlterEgo lo permette!

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Gli Astri e l’eros: il Toro e il suo essere fiamma

Il Toro esprime il suo essere segno di Terra con la predisposizione a privilegiare la componente fisica. Per il Toro l’incontro reale con l’altra persona, il toccarsi fisicamente, il sentire calore carnale, sono tutte forme necessarie affinché lui riesca a vivere l’eros pienamente e in modo gratificante. Il Toro con il suo essere avvolgente e coinvolgente stimola il partner a focosi e passionali incontri. I nati sotto questo segno vengono influenzati a vivere una sessualità costante, non elaborata o fantasiosa ma molto concreta e sempre intensa e profonda. Questo segno è come la fiamma di un camino che arde fino a raggiungere il suo massimo calore, da riscaldare e far ribollire il sangue a chiunque orbita intorno a lui. Una fiamma che non perde mai vigore ma che si alimenta sempre da se stesso e da chi ha accanto.

Il Toro perde la sua focosità quando l’interesse scema. Per lui il coinvolgimento con l’altra persona è importante, da esso dipende il suo essere appassionato e impetuoso. Sa essere selvaggio ma solo se il partner riesce ad accendere il suo desiderio, solo in quel caso diventa un tornado che travolge e stravolge. Il Toro possiede la capacità di resistenza tanto da regalare lunghe sessioni di piacere. Stare al suo passo non è facile ma questa sua caratteristica risveglia anche il più indifferente. Chi è nato sotto questo segno ha una spiccata sensualità nel vivere il sesso. Il sesso per il Toro è preliminari, è ambient, è tenerezza ma con quel pizzico di vigore che porta a fremere.

Questo segno è attratto da temperamenti forti e decisi, capaci di tenergli testa sotto le lenzuola. Non va alla ricerca di posti insoliti, preferisce la comodità dove può dare il meglio di sè. La sua passione deve essere sollecitata e solleticata a livello giusto perchè solo in quel caso il segno del Toro si lascia andare e diventa inarrestabile. La sua sessualità la vive in modo abitudinario ma mai noioso. Non è frettoloso e la sua generosità lo porta a dedicarsi molto. Sa diventare un amante instancabile pronto a soddisfare mostrando le sue doti amatorie. Il suo non è essere esibizionista ma è solo il modo più giusto ed equilibrato per dare e ricevere piacere. Il Toro ha bisogno di coccole prima, durante e dopo, e se risultano stimolanti anche subito dopo l’amplesso sarebbe pronto ad infuocarsi. Il suo essere rassicurante si nota anche nell’eros fino a portare chi è con lui ad abbandonarsi. Il legame per il Toro è fondamentale, una volta trovato non cerca nient’altro ma si dedica in modo indiscutibile ad esso.

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Amore o possesso?

Punto di vista di Le Dritte di Simo

Il desiderio fa fiorire ogni cosa; il possesso rende tutto logoro e sbiadito.
(Marcel Proust)

Quando si intravede una forma di possesso nei confronti di un’altra persona viene quasi spontaneo giustificare questo atteggiamento come gelosia del partner, e se si è gelosi automaticamente la motivazione risiede nell’essere innamorati. Questa logica risulta essere conveniente per chi assume un comportamento del genere, ma se solo si analizzasse in modo approfondito la possessività che nasce in rapporti nuovi o consolidati allora non ci si nasconderebbe dietro ad un ‘sono geloso/a’.

Amare il più delle volte viene confuso o associato con il possedere l’individuo. Sia nei rapporti familiari che di coppia il possesso viene considerato una prerogativa. Io amo te quindi tu appartieni a me, allontanando qualsiasi forma di soggettività. In una relazione ogni protagonista deve sentirsi tale e di conseguenza deve esserci una distanza funzionale tra essi. Stare insieme non deve portare uno dei due o entrambi ad essere considerati oggetti. Si esatto, possedere qualcuno priva quella persona della propria libertà di azione e di pensiero. Un legame sentimentale non è una catena immaginaria, non è un cappio al collo, ma è condividere di comune accordo la propria vita senza mai arrivare a perdere il controllo sul proprio essere. L’amore è incompatibile con il possesso. Non si ama chi si considera proprietà privata. Una relazione non implica un obbligo, bensì si basa su una libertà di scelta. Quindi, se ci si sente forzati per riconoscenza, per generosità, per convenienza, vuol dire che il possesso ha preso il sopravvento. Possedere una persona è sinonimo di insicurezza personale, è equivalente a rubare la libertà altrui facendola passare come forma di affetto.

Le favole finiscono con ‘vissero per sempre felici e contenti’ frase che racchiude in bella vetrina il possesso respingendo qualsiasi attenzione alla persona, qualsiasi affettuosità e qualsiasi forma di legame amoroso. Il possesso è il mostro con mille occhi e mille mani che avvinghia la preda e la soffoca. Non serve vivere forme di possesso estremo, basta anche solo far sentire in colpa la persona per la libertà che prova a mostrare, ricattandola e accusandola di non saper amare. Provate ad immaginare un oggetto in una bella teca trasparente in cui tutti possono ammirarlo ma nessuno può toccare, l’oggetto esiste nel mondo ma non può interagire con il mondo. Provate a pensare agli animali di un circo in cui mostrano il loro lato addomesticato ma non la loro vera natura. Siete sicuri che non state vivendo in una teca o in un circo?

Punto di vista di Spore Poetiche

https://sporepoetiche.wordpress.com/

Nella realtà in cui viviamo, uno dei sinonimi di amore è possesso. A riprova di ciò la cronaca giornaliera fornisce esempi di uomini che, incapaci di accettare la “perdita” della donna “amata”, sfogano il dolore del possesso perduto attraverso crimini violenti e delittuosi.

L’esclusività del compagno/a parrebbe essere prerogativa intrinseca di una relazione. Se non fai, ti comporti, agisci per dimostrare il tuo amore nei miei confronti, allora il tuo sentimento è falso. Chi non ha mai usato simili espressioni o se l’è sentite rivolgere come atto d’accusa dal partner? L’insicurezza si fa imperante, e l’altro diviene la causa delle proprie mancanze.

Una relazione sana, al contrario, si fonda su libertà e rispetto. Bisogni e necessità del partner dovrebbero essere l’occasione per conoscersi e progredire assieme. Un veicolo per raggiungere la complicità e vivere la scoperta dell’intimità come un gioco.

Relazionarsi significa affidarsi all’altro/a senza snaturare il proprio essere; senza riversare sul partner il bisogno che questi si faccia carico del vuoto creato dall’insicurezza; senza creare un legame basato sull’inganno. Relazionarsi è guardare la propria immagine riflessa negli occhi dell’altro/a.

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Mon Privè: Feticismo

Il Feticismo ha come oggetto del desiderio qualcosa di inanimato, che può essere una parte del corpo, un indumento intimo, un capo di abbigliamento o manufatti basta che siano inanimati. Il Feticista riversa nell’oggetto la sua eccitazione, il suo piacere, tanto da guardarlo, toccarlo, assaggiarlo, annusarlo, affinché stimoli la sua masturbazione e il suo orgasmo. Provare desiderio o stimolare il piacere con un oggetto risulta essere comune nella maggior parte delle persone ma ciò che distingue il Feticista dall’amatore è il riuscire a godere solo ed esclusivamente del feticcio, dell’oggetto idolatrato o della parte del corpo adorato. Per i Feticisti è difficile avere un orgasmo o raggiungere il climax con il sesso ‘tradizionale/penetrativo’, il loro pensiero sessuale si incentra unicamente nei confronti dell’oggetto del feticismo, sul quale fantasticano e verso il quale abbandonano ogni freno. Provare una venerazione nei confronti di un oggetto piuttosto che di un capo oppure di una parte del corpo, richiede molto impegno personale non solo perchè si vive il sesso fuori da schemi ma perchè si potrebbe essere sempre additato come lo strano o il diverso.

La sete sessuale, ciò che la stimola, il vivere l’espressione massima del piacere, tutto questo è strettamente individuale e nessuno dovrebbe né cercare di capire il perchè si prova l’orgasmo in un modo, né giudicare il modo con cui si pratica il sesso. Gli interessi sessuali sono personali e come tali devono essere rispettati. Solo conoscendoli si potrà evitare di avere preconcetti.

Tanti possono essere i feticci. Magnus Hirschfeld (ricercatore sessuale) diceva già nel 1920: “Dalla testa ai piedi non c’è macchia sul corpo, e dal copricapo alle calzature, non c’è nessuna piega nell’indumento che non possa essere uno stimolo feticistico”.

Il Feticismo, come altre pratiche sessuali, vive purtroppo di pregiudizi e di confusione per chi non lo conosce perchè viene valutato come un disturbo con una dose di perversione sessuale. Essere eccitati dalla sovrastimazione di un unico elemento, qualsiasi esso sia, differenzia il concetto feticistico dall’usuale coinvolgimento sessuale. Ciò che fa la differenza è proprio il focalizzarsi verso il feticcio e non verso il partner o la persona. Gli oggetti diventano caratteristiche con una carica erotica e sessuale molto elevata tanto da indurre il Feticista a concentrare il suo vivere la sessualità in modo univoco. Il Feticismo, come altre pratiche, risulta essere una preferenza sessuale. Ci sono diversi gradi di Feticismo a seconda di quanta importanza si dona all’elemento che crea eccitazione. Diversi sono anche le manifestazioni con cui si è Feticista. Si passa da quello attivo a quello contemplativo con uno sguardo al passivo. I primi due rientrano sempre ad opera del Feticista nell’appropriarsi e nel guardare il feticcio, l’ultimo invece avviene per mano del partner che gli sottopone il feticcio.

Lo psicologo Alfred Binet disse che un pò tutti noi individui siamo più o meno Feticisti, perchè si ha una quantità costante di Feticismo anche nella forma di amore più sana e regolare. La libido viene stimolata anche da caratteristiche fisiche o caratteriali, intellettuali o psicologiche della persona amata.

Quindi, cerchiamo di non ignorare la conoscenza delle varie pratiche sessuali magari non lo sappiamo ma possiamo rientrare anche noi stessi in alcune.

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Gli Astri e l’eros: l’ardore dell’Ariete!

Fugge dalla monotonia e dallo scontato. Abbraccia la passione considerando che come segno zodiacale l’Ariete è fuoco. Il suo spirito appassionato lo spinge ad avventurarsi in storie che nascono dall’ardore ma che continuano sul piano sentimentale. L’Ariete preferisce condividere la sua sfera sessuale con persone che rivestono un ruolo amoroso con lo stesso, la sua testardaggine si nota anche nell’eros. Chi è nato sotto questo segno è un vero e proprio predatore. In modo elegante adocchia il suo pasto preferito e su di esso riversa tutta la sua umanità e il suo essere sensibile. La carica erotica di questo segno è rinomata per il suo essere energico e resistente oltre che carnale. Nella dimensione sessuale l’Ariete è attore e protagonista e chi diventa suo partner deve tenere il passo e deve essere all’altezza della sua vivacità. Coloro che sono nati sotto questo segno hanno un modo tutto loro di corteggiare e la tenacia è una delle loro armi. I preliminari sono un antipasto in cui l’Ariete non mostra molto la sua appetenza ma appena entra nel vivo dell’incontro sessuale si tuffa in un banchetto di emozioni infuocate. Il suo carattere dominante lo porta anche nella sfera erotica. Non è stimolato a realizzare strabilianti fantasie, come segno zodiacale è molto concreto e pratico, ha bisogno di toccare ciò che desidera, ma ciò non toglie che gli piace anche saggiare nuove cose. La sua passione è lava di vulcano che scorre travolgendo chi incontra con la sua rovente temperatura. L’intensità che mette nei suoi ‘match’ sessuali è unica. L’insoddisfazione per lui e per chi è con lui non è contemplata. L’Ariete è diretto e primitivo nel fare sesso e qualsiasi posizione di comando fa vibrare le sue corde. Giocare a livello mentale non è il suo forte, lui ha bisogno di avere un contatto fisico, il corpo è fondamentale perché attraverso esso l’Ariete guida la sua fiamma interna. Questo segno non soffre di alcuna inibizione, è sicuro di se. Non amando le coccole è in grado di ricominciare da capo, non finisce di gustarsi una prima pietanza che subito ne richiede una seconda. Il suo essere caparbio diventa il suo punto di forza perché non si ferma alla prima difficoltà ma usa la sua determinazione come una caratteristica per conquistare. L’Ariete è quel segno che trasmette la sua resistenza, il suo fervore oltre al suo entusiasmo, a chi diventa suo partner a livello sessuale.

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L’abito che si dovrebbe sempre indossare: la Curiosità!

Alcuni dicono che è la più preziosa compagna di vita, altri la considerano invadenza, la maggior parte la definisce sintomo di intelligenza. La Curiosità è sicuramente una caratteristica personale molto importante. La Curiosità è un sentimento caldo, è una peculiarità passionale. Essa diventa la terapia di vari malesseri, aiuta a vivere avendo uno sguardo più lungo sulle cose. Si tiene lontano da ciò che ritiene freddo, distante e distaccato. La Curiosità è il preludio della libertà. Più si è Curiosi più la mente si apre e comprende concetti che difficilmente si incontrerebbero sul percorso di vita. L’importanza che si cela dietro la Curiosità sta nel porsi le domande per togliere il velo della routine che copre ogni cosa. La mente si allena ad immagazzinare informazioni, a decifrarle in conoscenza e a costruire concetti, esperienze.

Questa Curiosità ha portato a tuffarmi nella scrittura. Questa Curiosità ha creato https://www.patreon.com/pellediluna Questa Curiosità ha dato vita a vivere il Social come divulgatrice, come ‘istigatrice’ alla riflessione. Una Curiosità che ogni giorno si nutre della sua stessa natura. Purtroppo c’è chi la considera un difetto o comunque una cosa da tenere a freno, perché andare in fondo alle cose e a ciò che ti circonda ti porta a specchiarti in quella superficie che riflette una profondità nascosta. La paura di scoprirsi rende codardi. E’ più facile guardare con una benda sugli occhi che ammettere di essere Curiosi.

Secondo la mitologia greca, Zeus regalò a Pandora un vaso, raccomandandole di non aprirlo. Pandora, però, che aveva ricevuto dal dio Ermes il dono della Curiosità, tolse il coperchio al vaso, liberando tutti i mali del mondo. Da questo mito deriva il famoso detto “la Curiosità è femmina”. Se si considera questo mito allora la Curiosità risulterebbe negativa ma in realtà tutto sta nell’obiettivo che si pone la stessa.

La mia Curiosità ha l’obiettivo di sdoganare quelle idee che muovono comportamenti più o meno ripetitivi. Si pone il fine di porre sul piatto della bilancia una visione che prende la mano all’espressione soggettiva. Sicuramente ogni Curiosità vive perché mossa dalla personalità che ognuno possiede. Se si personifica la Curiosità si nota come essa respira attraverso le novità, si alimenta di nozioni, vive di emozioni e desideri.

Ciò che crea Curiosità è sempre qualcosa che va al di fuori del normale pensiero o dei modelli che si hanno ogni volta sotto gli occhi. Ma se quella Curiosità non risponde al proprio carattere difficilmente avrà un riscontro positivo. E’ proprio in quel momento che si fa un passo avanti. Bisogna capire che tutto può stimolare la Curiosità ma serve salire un gradino in più per vivere di quell’interessamento. La Curiosità ha il potere di abbattere il pregiudizio, di cambiare le carte in tavola, di scavare mondi che sembrano lontani, di esplorare realtà che non conosciamo. La Curiosità però trova come nemico la pigrizia, la passività, l’ignoranza. Più ci si interroga più si coltiva la Curiosità.

Non so se il mio Blog, i miei Social, i miei canali erotici destano Curiosità. Di sicuro danno voce a temi che raramente vengono trattati. Sono il megafono di una divulgazione che trova barriere che faticosamente si abbattono. Capovolgono ciò che è il pensiero comune.

Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso (Albert Einstein)

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Mon Privè: Giochi di ruolo

Il mondo della sessualità è talmente ampio che è limitante pensare di parlare di sesso e porre dei confini prestabiliti e definiti. La mente viaggia di pari passo con la libertà sessuale, quindi se la mente si chiude la sessualità si frena e orbita in un recinto sicuro e protetto fatto di barriere e schemi. Metaforicamente parlando, se si vedesse la sessualità come un parco giochi la propensione a provare le varie giostre su cui salire sarebbe meno repressa. Si sceglierebbe ovviamente il divertimento più congeniale al proprio gusto e alla propria voglia di sperimentare. Si vivrebbe il saggiare un’attrazione allo stesso modo di come quando si mette alla prova il proprio desiderio. Il gioco risponde a varie variabili, la voglia di giocare, il gusto di scegliere il gioco, l’adrenalina che viene fuori dal gioco stesso, l’attitudine al gioco e la disposizione all’ignoto. Temere, escludere e rifiutare il gioco nella sfera sessuale accompagnano la persona verso una condizione di protezione del proprio status portando con il tempo a vivere quella condizione come l’unica e la sola. Al luna park ogni giostra ha il suo grado di pericolo, ciò si ha anche nel sesso. Il gioco sessuale si vede come pericolo per la coppia stessa, per la persona stessa e il più delle volte non si gioca e non si corre alcun pericolo. Ma altre volte si sceglie di giocare in contesti extra e con persone extra, perché l’erotismo lo si vive scindendo l’affettività dalla sessualità. Un comportamento che richiede meno destabilizzazione per la psiche, dato che associare amore a trasgressione propenderebbe ad uno squilibrio.

Se si partisse dall’idea che il desiderio va nutrito e concimato come se fosse un prodotto della natura, allora si capirebbe che il gioco sessuale o erotico è solo il mezzo e lo strumento per raccogliere i frutti di una libera vita sessuale.

I giochi di ruolo sono scenari più o meno conosciuti dove i personaggi diventano protagonisti vestendo i panni di qualcun altro. Creare situazioni più o meno fantasiose, originali e uniche, dipende dalla mente dei partecipanti. Più si ha una mente dominata più il gioco sarà limitante. Sin dalla tenera età i giochi di ruolo erano quelli che portavano i bambini a conoscere se stessi e il loro essere spensierati e liberi di osare spingeva a vivere in modo giocoso la vita. Una volta diventati adulti sembra che tutta quella leggerezza si perda per dare spazio a paura, ansia e preoccupazioni. Provare a calarsi nei panni di un personaggio particolare, o inscenare una dimensione/realtà che non si vive quotidianamente porterebbe a mettersi in gioco e a conoscere il divertimento nella sfera sessuale. Nei giochi di ruolo il travestimento riveste un compito fondamentale. Indossare un capo diverso da quello che si usa abitualmente di solito viene ridicolizzato perché sembra far rivivere quel lato fanciullesco, ma la chiave dei giochi di ruolo dimora proprio nel travestimento sia a livello di abbigliamento che al livello di personalità.

Un noto sessuologo dell’Istituto Evoluzione Sessuale Alberto Caputo dichiara che indossare una ‘maschera’ permette di superare le proprie inibizioni. Si fa parlare la parte di noi che di solito, inconsciamente o per paura delle convenzioni sociali e culturali, per timore di una educazione religiosa, si zittisce. Alimentare lo scenario sessuale con una serie di ruoli inusuali arricchisce la sessualità. Nei giochi di ruolo la parte innovativa e sconosciuta viene messa in gioco e accende la sfera erotica. I giochi di ruolo allenano la mente a ‘comandare’ il piacere. In ogni gioco di ruolo di solito esiste uno sbilanciamento dell’autorità con la conseguente imposizione a seguire la volontà dell’altro.

La psiche abbraccia il desiderio e il desiderio gioca con il piacere.

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Conoscere il piacere: l’orgasmo cerebrale!

Non si può parlare di sessualità, di pratiche sessuali, di piacere, di erotismo, senza parlare di orgasmo, ma non di quello tangibile e corporeo indotto da una penetrazione o da una stimolazione fisica, ma di quello mentale e cerebrale. L’erotismo su cui mi soffermo spesso e volentieri, quello che impernia i racconti di Pelle di Luna, quelle pulsioni erotiche che si solleticano e si sollecitano, quei desideri che orbitano e si tuffano in un piacere sensuale, tutto ciò ha un’unica fonte da cui attinge, i Sensi.

L’orgasmo o climax o acme, è l’insieme di reazioni neuro-muscolari di natura involontaria che porta al culmine dell’eccitazione sessuale. Se si conosce alla perfezione l’orgasmo fisico, provocato da qualsiasi sollecitazione fatta al corpo, difficilmente si comprende, addirittura si ignora, l’orgasmo mentale. Quella sensazione massima di piacere che parte dalla testa inondando le zone genitali, come fosse un fiume che scorre e tracima. Sembra qualcosa di fantasy ma in realtà esiste e gli sperimentatori lo chiamano ASMR, ovvero “Autonomous Sensory Meridian Response che vuol dire risposta autonoma del meridiano sensoriale. Quando si parla di vivere la sessualità, il sesso in modo mentale, si deve pensare a quelle sensazioni che la mente stessa avverte, come ad esempio l’effetto di benessere e di euforia nello stesso istante, che porta ad un’esplosione al basso ventre con la presenza di gemiti o respiri affannati.

L’orgasmo mentale è fomentato da pensieri erotici/sessuali, da percezioni uditive o olfattive, ma anche gustative e visive. Tutto viene innescato dal pensiero e dal vagare della mente, questa miccia fa propagare una fiamma in tutto il corpo che incendia senza il bisogno di una masturbazione. Come quello fisico anche l’orgasmo mentale non è frutto di una condizione di comando ma di uno stato di trasporto e di assoluta conoscenza di sè. La mente diventa una calamita per ciò che procura piacere e lo ripropone ogni volta incitando un appagamento diffuso. Ciò che spinge a raggiungere un orgasmo mentale può essere l’osservazione di un’opera d’arte, o l’ascolto di una melodia o perfino essere protagonisti di giochi di ruolo.

I Sensi giocano un ruolo fondamentale nell’orgasmo mentale. In modo del tutto passivo senza essere provocati i Sensi trasportano la mente in una dimensione primordiale, si abbandona il senno e si ritorna a sentire quel benessere che conforta e rende vivi. L’orgasmo cerebrale sembra ricordare l’effetto del miglior stupefacente con l’unica differenza che tutto è naturale. L’esperienza virtuale di solito aiuta a stimolare questo tipo di orgasmo, dato che la concentrazione ha come fulcro la stimolazione dei Sensi.

La scienza non si è espressa a riguardo non escludendo a priori. Ci sono vari schieramenti, ma sicuramente per dare conferma andrebbero eseguiti esami con strumentazioni adatte.

Chi ha provato questo tipo di orgasmo ha ben chiaro la differenza con quello fisico. L’eccitazione e la sensazione di benessere che si provano creano in modo concreto una scossa che si irradia dal cuoio capelluto fino alla punta dei piedi, un’ondata di calore affluisce nella zona genitale, tutto diventa offuscato, il mondo si eclissa, i respiri si trasformano in mugolii, il corpo si bagna di piacere.

Alcuni penseranno che tutto è fantascienza, io rispondo: ‘Provare per credere’!!

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Gli Astri e l’eros: la riservatezza dei Pesci

Il segno zodiacale dei Pesci ha come elemento distintivo nella sfera sessuale la riservatezza. Non è per niente esibizionista o palesemente focoso, tanto da essere erroneamente considerato ‘freddo’. La passione non la centellina quando trova un partner con cui instaura un legame profondo e coinvolgente. Chi è nato sotto questo segno vive la sessualità miscelando il lato spirituale con quello fisico. La sua emotività risulta essere il suo punto debole, per questo si deve fidare completamente prima di lasciarsi andare. Il suo essere cauto affida l’iniziativa agli altri. Vuole essere guidato e preso per mano quando entra nella dimensione erotica, non ha timore di provare pratiche innovative e spingersi oltre il limite convenzionale ma l’importante è avere sicurezza e fiducia in chi lo conduce. Per i Pesci il legame intellettivo è fondamentale, per questo ogni rapporto sessuale non sarà mai occasionale. Quando allenta la sua timidezza e il suo essere esitante si trasforma in passionale e sensuale. La discrezione che caratterizza il segno dei Pesci non dissolve il volere di alcune fantasie sessuali, anzi ha una predilezione per i giochi di ruolo in particolare dove ricopre un ruolo di sottomissione. La mente, il corpo e lo spirito sono i tre elementi che devono fondersi tra di loro quando questo segno orbita libero nella sfera erotica. Quando si sente protetto dal partner si abbandona senza alzare barriere. Dal sesso si aspetta un clima comunicativo e lascivo, pronto a fargli dimenticare se stesso. La sua disponibilità diventa la sua forza, ma solo quando si sente innamorato e corrisposto dello stesso amore. Chi è di questo segno zodiacale vive il sesso come una miscela di diversi ingredienti. Oltre al fisico, allo spirito e alla mente, ciò che lo trasporta e lo rende più o meno fragile o forte sono le sensazioni emotive, spesse volte prorompenti. Sensazioni che possono o compromettere la sua sessualità o salvaguardarla e metterla in auge. A volte non si sente completamente libero di agire perché è molto critico con il suo corpo, considerandolo un’offerta a chi lo chiede quasi come se non gli appartenesse. I Pesci si dedicano molto alle situazioni sensuali più che all’atto sessuale in sè. Preferiscono giochi che fanno godere dell’emozione. A questo segno piace la condivisione e la partecipazione di chi gli è accanto, anche se lui si porta dietro la nomea dell’essere passivo. La sua passività però non è limitante, ma è una sorta di dono di se stessi al partner. La sofferenza per i Pesci è contemplata per il modo di vivere la voluttà come esaltazione viscerale.

Un Pesci non potrà mai fare sesso senza sentimento.

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Oscenità del Giudizio

Lo sguardo di Le Dritte di Simo

Con il termine Giudizio nel linguaggio comune si intende un’affermazione verbale o scritta che non ha il fine della sola constatazione di fatto ma che esprime una valutazione sulle qualità o il merito di una persona o di una cosa. La scuola insegna che i giudizi finali si basano su un rendimento dell’alunno, non certo sul carattere dell’alunno o su come lui stesso vive la vita o come vorrebbe viverla. Dare un giudizio sullo stile di una persona, sul suo vivere la vita, sui comportamenti che assume o sugli atteggiamenti che mostra, ha una derivazione religiosa. Si giudica spesse volte le scelte altrui che non seguono una direzione ‘devota’ e rispettosa della parola di Dio. Tutto ciò che contrasta viene addirittura definito peccaminoso. Quindi chi ammette l’adulterio, il divorzio, l’aborto, oppure chi fa scelte che si distanziano da quelle comune, viene accusato e diventa un bersaglio, facile, da disprezzare e condannare. Ognuno si erge a protettore di una legge sacra. Ma chi sono questi giudici? Perché il loro giudizio viene inteso come verità assoluta? L’importanza che si dona al giudizio supera qualsiasi coscienza e incatena il libero arbitrio. Gli uomini sono portati al giudizio continuo e sono anche timorosi di ricevere giudizio. La severità con cui si giudica travalica ogni limite. L’ansia da giudizio porta l’essere umano a vivere con la sensazione che l’altro lo criticherà e giudicherà qualsiasi cosa faccia, quindi evita di essere sotto il mirino di osservazione sopprimendo purtroppo la sua spontaneità e la sua libertà. Il giudizio è una lama sottile che taglia la comunicazione quotidiana di una persona piano piano e che lacera fino in profondità. Fa sanguinare e paradossalmente quel dolore che si sente lo si trasforma non in forza per migliorarsi ma in remissione e compiacimento verso chi giudica. Il senso di inadeguatezza deriva dalla persona stessa che non si sente all’altezza di una situazione o di un dire. Parte da una sfiducia in se stessi dando l’arma direttamente agli altri. Pone figuratamente e non solo la persona su un gradino inferiore, innalzando ad un livello spudoratamente superiore il cosiddetto giudice. Pensare a quanto si dà importanza a questo o a quel giudizio sulla propria persona potrebbe far reagire, oppure sottomettere. Si è così concentrati a vedere le sottomissioni in altri ambiti e biasimarle, che non ci si accorge di porre se stessi in una condizione di schiavitù nei confronti degli altri. Riflettere e agire sono le uniche azioni da compiere.

Lo sguardo di Spore Poetiche

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Denudarsi: un’azione semplice ma, al contempo, carica di emozioni. Un gesto che, nel momento in cui lo si compie, si ammanta di pensieri contrastanti capaci di soffocare la libertà di cui il gesto è portatore. La nostra società si basa sul giudizio. A prima acchito ciò è positivo. È lo stimolo che ci permette di progredire, di evolvere. Purtroppo però, il giudizio, è usato non per misurare i miglioramenti personali atti all’auto miglioramento, ma bensì per stilare classifiche in cui l’altro è un competitore. Il giudizio diviene, per cui, il metro di misura di una società competitiva. E quando la vita quotidiana si trasforma in una continua gara per surclassare l’altro, il giudizio ha vita facile nell’insinuarsi nella nostra realtà, trasformando intaccando ogni nostra sfera esistenziale. Credo sia capitato a chiunque, almeno una volta nella vita, di essersi sentito/a a disagio nell’istante in cui si apprestava a entrare in intimità con una persona capace di destabilizzargli/le i sensi. Chissà se sarò all’altezza delle sue aspettative, speriamo non noti quel brutto neo che ho sulla schiena, le mie forme/misure lo/la deluderanno? Nell’istante in cui decidiamo di metterci in gioco, svelandoci all’altra persona, il giudizio figlio di una società competitiva si presenta sull’uscio limitando la nostra libertà, soprattutto durante il sesso. Perché? Semplicemente perché il sesso è la forma più prorompente di libertà. I nostri istinti e desideri si manifestano con più ardore proprio nel momento del coito, e nella vertigine dell’amplesso, diveniamo esseri incontrollabili. Può una società in cui controllo e giudizio sono sinonimi, permettere che il caos generatore di libertà, si manifesti nella sua naturale semplicità? Credo di no, e proprio attraverso la condanna di certi atti e pratiche attraverso giudizi netti e taglienti, instilla in noi la paura. Una paura figlia del giudizio perché ci sarà sempre qualcuno/a pronta a criticare il fatto di non essere all’altezza del compito assegnato; di non conformarsi alle regole; di essere troppo alto o troppo basso; di essere gentile nei momenti sbagliati, e cattivo nei momenti meno opportuni; di sentirsi libero/a di godere della propria sessualità; e di qualsiasi altra cosa. Il giudizio è un’arma a doppio taglio perché, da un lato ci impedisce di vivere a pieno la vita seguendo il proprio istinto; e dall’altro la possiamo rivolgere verso gli altri come è stata puntata verso di noi. E se nel momento in cui mi denudo, con l’intento di spogliarmi di ogni inibizione, mi sento giudicato/a da colui a cui mi do, il rapporto che andrà a crearsi in quel momento non sarà un’unione di intenti, ma bensì uno scontro per ottenere una medaglia. La prima faccia della medaglia sarà caratterizzata dal bisogno spasmodico di essere riconosciuto/a – e per ottenerla sarò costretto/a a snaturare il mio essere. La seconda faccia rappresenterà la pura ricerca del piacere personale – un atto egoistico in cui l’altra persona si tramuta in mezzo per raggiungere l’obiettivo. Credo che il giudizio ci privi di quella naturale libertà di cui il sesso è portavoce. Con un continuo bisogno di catalogare ogni nostro gesto e pensiero, il giudizio costruisce attorno a noi gabbie da cui poi facciamo fatica a evadere. E nel mentre ci denudiamo, convinti/e di svelarci all’altro, inconsciamente indossiamo strati su strati di paure e castrazioni.

Un articolo a quattro mani, che pone l’osservazione di due blogger con stili diversi e di sesso diverso, ma con un comune denominatore: la voglia di denunciare e di far riflettere!! Andate a dare uno sguardo anche al blog di Alessandro, merita.