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Voi ed Io: Amicizia tra uomo e donna, esiste?

Per questo tema non potevo che colloquiare con un ragazzo così da vedere in modo netto il pensiero maschile (il suo) e quello femminile (il mio). Lui è Salvio con la sua pagina instagram https://www.instagram.com/salviographicdesigner/

L’argomento che abbiamo affrontato è alquanto complesso. Un concetto quello dell’amicizia tra uomo e donna studiato dalla scienza, trattato in film e telefilm in maniera esplicita. Insomma un dilemma a cui ancora oggi non si ha chiara la risposta. Io e Salvio abbiamo cercato di giungere almeno ad una conclusione scandagliando e riflettendo sul Si e sul No.

Contro il parere di alcuni alla domanda se esiste amicizia tra uomo e donna, la scienza ha risposto in modo categorico dicendo No. L’ Università del Wisconsin con il suo studio è arrivata a dire che ‘gli uomini erano più facilmente attratti dalle amicizie femminili che non viceversa, ma erano anche più propensi a credere che le amiche ricambiassero. Le donne, invece, erano molto più propense a sottovalutare il livello di attrazione che gli amici maschi provavano nei loro confronti, così come risultavano meno propense a provare sentimenti romantici.‘ Questo studio ha messo in evidenza che entrambi i sessi vedono l’attrazione all’interno della loro amicizia come un costo e non come un beneficio, entrambi sono consapevoli che un eventuale risvolto romantico o sessuale potrebbe causare problemi.

Salvio si sofferma sul fatto che l’amicizia è comunque un tipo di legame affettivo ed ha più stadi e più strati. La risposta non è così facile proprio perché bisogna tenere conto di diversi fattori, di varie variabili. Una cosa da non sottovalutare è che il più delle volte non è tanto il provare attrazione fisica o sentimenti passionali, ma è il non accettarli e non ammetterli per paura di rovinare qualcosa che sta per chiamarsi amicizia o che si chiama già amicizia. Può succedere che quel timore di non ammettere un desiderio fisico o romantico possa essere guidato dall’angoscia di non essere ricambiato. La cosa migliore è una totale onestà intellettuale. La differenza di sesso cammina di pari passo con il dare valore all’amicizia o alle relazioni in genere. Uomini e donne hanno una propria visione di quali sono i criteri in un’amicizia o in una relazione amorosa. Quindi anche per questo l’amicizia tra sessi opposti è difficile che esista. Per Salvio un’ amicizia onesta e vera tra uomo e donna non esiste per una questione evolutiva. Dal un punto di vista di evoluzione di genere l’uomo e la donna non sono fatti per essere amici. “Saremmo tutti ipocriti a pensare il contrario, sfido chiunque di noi in tutta onestà ad ammettere che se vediamo una bella ragazza o un bel ragazzo per strada stiamo a pensare: eh si quasi quasi ci divento amico o amica”.

Bisogni, desideri, obiettivi, spesse volte per non dire sempre non coincidono tra i due sessi e creano così una situazione di squilibrio nel rapporto ‘amichevole’. Ecco perché alla base ci deve essere una comunicazione chiara e sincera. Il gesto non verbale di un semplice bacio sulla guancia o di uno sfioramento di mani innesca nell’uomo pensieri di natura sessuale, così dice la scienza, mentre nella donna questi gesti risultano avere poco conto o essere innocui. Ma può capitare il contrario. Oppure quel gesto fatto in maniera così innocente può anche essere la scintilla che accende il desiderio ad entrambi. E se ci fosse una certa antipatia fisica tra uomo e donna tanto da far pensare che potrebbe esserci un rapporto di amicizia? Si, può esistere un’antipatia del genere ma nulla toglie che mentalmente si abbia simpatia e complicità e quindi anche in questo caso dobbiamo rispondere che l’amicizia tra uomo e donna non esiste!

Fra uomo e donna non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia. (Oscar Wilde)

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Voi ed Io: un viaggio alla scoperta e riscoperta della sessualità

Cosa porta un gruppo di ragazzi giovani a creare una pagina instagram e un vero e proprio sito e-commerce dedicato al piacere, alla riscoperta del sesso, a far vivere un’avventura attraverso una Secret Box? Perché guidare, in modo giocoso e spensierato ma consapevole coppie e single, a svestirsi di tabù e vestirsi di complicità persa o solo abbandonata? Queste domande e altre ancora sono uscite fuori durante la piacevole chiacchierata avuta con Mattia, uno dei creatori di https://bookhousex.com/. Questa volta il mio salotto culturale ha ospitato un tema che a mio avviso dovrebbe avere più libertà di vivere senza restrizioni o inibizioni. Il piacere, il desiderio, il sesso visti come esperienza ed avventura e non come abitudine.

Bookhousex nasce dalla mente di alcuni ragazzi che vedendo loro coetanei e non, imbarazzati e poco comunicativi sul tema della sensualità e della sessualità hanno in modo originale ideato, con l’aiuto di sessuologi e designer, un’esperienza in tre step contenuta in una Secret Box. Una scatola delle sorprese che spinge la coppia o l’individuo ad avere maggiore conoscenza di sè e di chi gli sta accanto. La sessualità non sempre è vissuta con libertà e coscienza. Il più delle volte il non detto è più facile da gestire rispetto a ciò che si vuole dire. L’imbarazzo o ancor peggio i tabù non fanno vivere la propria sessualità, il proprio desiderio, o le proprie fantasie in modo libero e disinvolto. Svincolarsi da pregiudizi e soprattutto non lasciare che il cassetto si riempia di mostri silenti ma esprimere le proprie voglie e il proprio piacere, non porta altro che a vivere a 360 gradi la propria intimità sessuale e sensuale. I ragazzi della Bookhousex, con la loro Secret Box e con le loro interviste ad esperti in materia, tracciano una via verso la libertà del desiderio, danno una spinta alla condivisione della fantasia celata, non visibile ma esistente, incoraggiano alla conversazione e alla conoscenza sessuale. Questo loro innovativo progetto non vuole fermarsi ad un isolato ed unico evento ma sperano che aiuti ad arricchire la confidenza sessuale con se stessi e con i partner, che regali continuità a ciò che accende la Secret Box. La sessualità, il sesso in genere viene vissuto, o per cultura e per mentalità, o per paura con poca comunicazione. La comunicazione è la base di ogni relazione, se ci si spoglia di essa la relazione rischia di essere piatta e senza stimoli. Anche per questo il linguaggio erotico contribuisce a rendere la comunicazione efficiente. Abbracciare inoltre altre forme di erotismo regala alla coppia e all’individuo una comunicazione verbale e non, molto proficua che rimarrà nel tempo e porterà ad una consapevolezza maggiore di ciò che è l’eros. Di solito si demonizzano i toys, i giochi o giocattoli sessuali che stimolano ed intensificano il piacere erotico rendendo la sessualità più aperta e giocosa. In questa Secret Box un ruolo di rilievo lo hanno proprio i toys. Il limite lo pone la mente. E’ la mente che muove e smuove. E’ la mente che sollecitata da impulsi, che possono arrivare anche da questi strumenti, regala una scoperta e riscoperta delle proprie emozioni. La sessualità è vivere in modo sincero e libero ciò che piace e ciò che non piace, è sperimentare trovando sintonia con il nostro corpo e con chi ci sta accanto. La sessualità è coraggio. La sessualità è un viaggio, e perché non farlo con un Unboxing?

I ragazzi della BookHousex hanno attivato un codice sconto con il mio nome per coloro che volessero acquistare la Secret Box, il 20% di sconto inserendo LEDRITTEDISIMO20

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Voi ed Io: Il Social, potenzialità e negatività!

Questa volta chi si è seduto sulla poltrona per colloquiare con me è https://www.instagram.com/ant0___.0/ la sincera Antonella, portando con se come argomento il Social, potenzialità e danni che una piattaforma web può creare.

Il Social è un mondo fatto di uomini che con diverse finalità convivono tra di loro. Una realtà che è entrata in maniera predominante nella vita di ognuno. Una realtà che a volte giudica, altre volte influenza, il più delle volte mette a conoscenza. Ad Antonella sta molto a cuore vivere una sana vita Social, se ovviamente questo non apporti negatività. Il lato negativo di cui parla Antonella è quello dato dall’ imitazione, dall’ emulazione da parte di adolescenti verso noti personaggi. Si chiede il perché è così difficile esporre il proprio pensiero, il perché invece è così facile arrivare a fare gesti estremi per essere identici agli altri che ‘spopolano’ sul Social. Antonella si chiede, perché imporsi di cambiare il proprio stile di vita e la propria immagine, perdendo ad esempio peso corporeo con la speranza di sponsorizzare qualche brand di abbigliamento che ti apprezza per un corpo longilineo? In altre parole perché rincorrere il soggettivo pensiero di perfezione dato che qualcuno è diventato ‘popolare’ raggiungendo una effimera ‘fama’ tracciando il percorso? Un percorso spesso finto e poco veritiero. Seguendo prototipi del genere si può giungere ad annullare ed annientare la propria personalità. Antonella racconta che qualcuno sul Social le aveva fatto notare il suo accento napoletano tanto da farle venire i complessi nel parlare. L’importanza di una persona è data dal seguito espresso in K, questo è ciò che il Social insegna alla maggior parte delle persone. Quindi se non sei abbastanza seguito qualsiasi tua caratteristica può risultare un difetto. Qualsiasi cosa che posti o pubblichi, se non sei una persona relativamente conosciuta, può essere vista in modo difettoso tanto da essere rimarcata da coloro che consciamente o inconsciamente apportano danno a chi è già di carattere insicuro. Il Social è un’arma che può distruggere menti fragili che trovano il coraggio cmq di viverlo, e può cancellare il senno per essere qualcuno noto. Antonella insiste su un aspetto fondamentale:“Nessuno è perfetto, mi piacerebbe che le persone dessero più valore alle loro potenzialità concentrandosi su se stessi, invece che copiare la vita di qualcun altro per essere accettati”. Il giudizio verso quelle persone che si palesano per come sono di solito arriva sempre da coloro che si reputano perfetti e si mostrano perfetti. Tutto questo può far avere dei canoni di perfezione completamente errati, perché non seguono la moltitudine. Ciò che dovrebbe fare un Social è sicuramente essere il più realistico possibile, facendoci accostare alla realtà di ognuno e diventare fonte di passioni. Indurre a seguire profili che collimano con i nostri interessi, portandoci ad interagire, senza imitare o copiare, con persone che catturano la nostra attenzione. A volte si vive un mondo web come se non fosse reale, quasi come se si stesse giocando ad un videogioco virtuale, e ci si dimentica che dietro ad ogni profilo non c’è un ‘avatar’ ma c’è un essere umano con difetti, pregi, interessi e stili di vita.

Un pò di attenzione, riguardo e rispetto farebbe del Social una dimensione comunicativa ideale.