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Ottobre e come Vestirsi!

Ogni mese risplende attraverso quello che indossiamo, quindi eccovi il primo articolo che apre le danze al tema il “Mese e come vestirsi”. I mesi scandiscono le stagioni, ma presi singolarmente sono la somma di diversi look e outfit, sono il riflesso di diversi colori e ogni mese porta con se un evento o un’occasione quindi sono l’espressione di quello che indossiamo. Ogni mese sembra diviso in due, la prima decade che richiama il mese precedente, e la seconda parte in cui il mese si manifesta e diventa con gli abiti quasi una personificazione. I mesi hanno anche un sapore personale, vengono sentiti diversamente da persona a persona e di conseguenza ci si veste a seconda delle sensazioni. Altro elemento che influisce è la moda, le tendenze che escono mese dopo mese influenzano il nostro vestire.

Ottobre è il mese dei colori delle foglie, dei colori della frutta del periodo, dei colori cangianti dei tramonti, dei colori della natura, dei colori caldi, ottobre è il mese del rosso e del marrone, del giallo e dell’arancione, del violaceo e del verde, colori forti e decisi, non facili da indossare ma che hanno il potere di avvolgerti in un caldo abbraccio. Durante i primi giorni di ottobre non solo il tempo ma anche i capi che indossiamo sentono la nostalgia dei mesi estivi e quindi sfoggiamo ancora magliette a maniche corte, abiti senza calze e sandali. Non dipende solo dal meteo che cambia e quindi dalle temperature che scendono ma è come se il corpo avesse bisogno di un pò di tempo per abituarsi a coprirsi, è per questo che i primi dieci giorni del mese il nostro look risente del sapore settembrino. Appena passa questa prima decade ottobre si veste di capispalla midi con sotto magliette sottili a collo alto e manica lunga. In questo mese si esibiscono giacche di pelle o ecopelle, blazer di ogni tipo, giubbotti jeans e bomber varsity, gli intramontabili trench, i pantaloni gaucho, le felpe e gli abiti sopra le maglie. Ottobre è il mese che preferisco dell’autunno perchè ha carattere, perchè prende in mano la stagione e perchè ci porta nelle braccia del freddo. È ottobre che ci guida ai primi acquisti di stagione ed è proprio lui che definisce il look dopo l’estate. Si sottovaluta la sua importanza ma a lui si deve dare il merito del tempo che ci serve per prepararci al periodo freddo. Ottobre è il red carpet dei look pre-invernali, degli outfit che osano e azzardano, è il mese degli alberi che si spogliano e lasciano il palcoscenico ai nostri abiti.

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Termalismo: una vera filosofia di vita!

Il Termalismo è una filosofia di vita a cui ci si avvicina e non si abbandona più. Sarà perchè sono stata sempre affascinata dall’antichità, sarà che ne ho fatto la mia laurea, o sarà solo per il prendersi un momento in cui tutto si riequilibra, in cui il corpo e la mente si trovano in uno stesso luogo, in cui entrambi diventano un tutt’uno trasformandosi in benessere totale, sarà per tutto questo, ma vengo rapita da questa filosofia ogni volta che ne ho bisogno. Credo che il vivere il mondo termale in strutture adatte ed adeguate faccia parte del mio essere. Detto in termini semplici, il termalismo visto come cultura che unisce lo studio delle acque al benessere fisico e spirituale per l’uomo non viene amato da tutti, anzi alle volte si ha una superficialità e un disinteresse a capire cosa questi luoghi termali regalino all’essere umano. L’ambiente termale porta il corpo e la mente a parlare tra loro, in silenzio e usando i sensi e le stimolazioni che provengono dalle varie dimensioni in cui si entra. Il culto e la disciplina termale sono tratti caratteristici delle epoche etrusche, ellenistiche e soprattutto romane, i fruitori non facevano altro che usufruire di questi posti per entrare in contatto con il proprio corpo e la propria mente utilizzando i benefici naturali. Si tralascia spesse volte l’importanza di entrare in questi ambienti proprio perchè non si da il giusto valore, ed ecco il motivo di questo mio articolo sull’argomento e sulla mia esperienza ai Bagni di Pisa di San Giuliano Terme.

Una struttura del ‘700 che accoglie con eleganza e cortesia, una struttura che fu dimora estiva del Granduca di Toscana e che oggi ospita un Hotel prestigioso e una Spa di lusso che si estende per tutta la sua superficie con piscine e vasche termali. Le architetture e i marmi ricordano la suggestione del periodo antico. I soffitti sono affrescati e gli arredamenti sono sontuosi e in più vanta una vista spettacolare dei colli adiacenti. Insomma, entrare in questo luogo incantato e magico mi ha fatto respirare e assaporare il valore della pausa, del silenzio, e della disconnessione. Il tatto, la vista, l’udito, il gusto e l’olfatto mi hanno connesso a questo ambiente suggestivo tanto da ricordarmi di fermarmi un attimo e affamare il rapporto con me stessa, allenare e conservare la forma di questo rapporto. La Natural Spa del resort ha avuto riconoscimenti internazionali e con le sue proposte alletta mente e corpo. Un Palazzo che ospitò Mary Shelley, l’autrice di Frankenstein e suo marito Percy Bysshe Shelley, il grande poeta, un viaggio nel tempo e in quel romanticismo ormai passato.

Le terme vengono erroneamente viste come un ozio e quasi come un ‘sonno perpetuo’, ma in realtà dovrebbero essere viste e vissute come fonte di ispirazione e di stimolo per affrontare al meglio le intense giornate quotidiane. Le terme sono luoghi che permettono il recupero della dimensione interiore, e se facessimo come gli antichi romani questi posti porterebbero a crescere e distaccarsi dal caos facendoci immergere in ambienti rilassati che favoriscono le migliori idee.

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Un’ intervista inaspettata

“Gentile responsabile di Le dritte di Simo, mi chiamo Alice e sono la responsabile dei contenuti di Rolling Pandas. Volevo farle i miei complimenti per il suo sito, i nostri lettori ce l’hanno segnalato e per questo vorremmo proporvi un’intervista sul nostro blog.” Queste sono le parole che ho letto appena ho aperto l’email e quando sono andata a scoprire il loro sito sono rimasta più che felice di avere un’opportunità del genere. Essere intervistata dal primo portale italiano di viaggi, che è noto per la sua professionalità, serietà e per essere stato citato da testate giornalistiche come La Stampa, Il Secolo XIX, Cosmopolitan, l’Agenzia di Viaggi Magazine, mi ha inorgoglito. Il tema dell’intervista è ‘la Moda come riflesso della cultura’ e dato che ho sempre visto lo stile come una forma di cultura, eccomi rispondere a Rolling Pandas

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

“Mi Chiamo Simona Iannini, ho conseguito gli studi in Conservazione dei Beni Culturali con indirizzo Archeologico a Pisa, dove son rimasta perchè mi sono sempre sentita come a casa avendo sostituito in modo egregio il ruolo che fece la Calabria fino a 18 anni. Il mio vivere ha in se un pizzico di follia che dona pepe al resto e di sensibilità che regala attenzione anche alle piccole cose. Fin da quando ho avuto una penna in mano lo scrivere racconti ha rappresentato il mio modo di viaggiare, le mie parole sono state sempre lo strumento con cui vedevo nuovi mondi. Un giorno quasi per caso parlando con una mia amica mi son detta perchè non unire la mia penna all’amore per lo stile e la moda? E quindi ecco che due anni fa il mio Blog ha detto la sua prima parola e da quel giorno un susseguirsi di brevi articoli sulla moda, sui diversi stili di vita, su nuove tendenze, su eventi di vario genere, hanno saziato le sue pagine. Le parole che scrivo nel mio Blog sono le ali del mio pensiero e oltre a dare delle ‘dritte’ voglio far riflettere su quello che magari sappiamo già o su cui non siamo a conoscenza. Il mio Blog vuole prendere per mano e far ammirare le novità o solo ciò che sfugge!”

Pensi che lo stile di un paese rispecchi ancora la sua cultura o, in un’era globalizzata, la moda è diventata un linguaggio comune a tutto il mondo?

Siete curiosi di sapere come ho risposto a questa domanda e alle altre?

Continuate a leggere l’intervista integrale su https://blog.rollingpandas.it/blog/la-moda-come-riflesso-della-cultura

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Il Sottobosco è uno stile di vita?

Sottobosco secondo il vocabolario Treccani vuol dire in modo figurativo “il complesso delle persone che operano, in modo più o meno regolare e lecito, all’interno o ai margini di un’attività o di un’organizzazione di vaste proporzioni e dotata di ramificazioni e connessioni in vari settori”.

Volevo iniziare con mettere in chiaro cosa vuol dire il termine Sottobosco che sarà il concetto chiave di questo mio articolo. Un articolo un po diverso dal solito ma che in realtà non si distacca dalla natura del mio Blog, che parla di stili di vita, di nuove tendenze e di ciò con cui vengo a contatto. E in tal senso il Sottobosco è una sorta di stile di vita. Se questo termine lo si collega al mondo social ed in particolare al mondo di Instagram, allora la sua peculiarità di stare ai margini di una attività fa perdere di vista il senso morale dei comportamenti. Sottobosco nel virtuale, nel social, e in questo specifico caso in Instagram, è sinonimo di ‘mostrare chi si è realmente’. Instagram è diventato una sfilata di profili falsi che pur di accaparrarsi un momento di ‘visibilità’, dietro le quinte e quindi nel Sottobosco scalcia e sgomita a suon di doppiogiochisti. Quasi come se fossimo su un ring da boxe, con l’intento di vincere sull’altro sferrando il pugno con più forza e indirizzando quel colpo verso più parti. Molti si difendono nel Sottobosco, in quella micro dimensione che sta dietro la galleria di foto che sono l’interfaccia di questi profili, con una frase che recita “la realtà non è questa, la realtà è quella che viviamo al di fuori del social”. La realtà è ciò che esiste effettivamente e concretamente, e dato che chi parla attraverso un display esiste concretamente ed effettivamente, anche sul social esiste la realtà. Nel Sottobosco ci sono frasi che vengono usate quasi come fossero la riproduzione di un disco rotto “uso Instagram per passatempo e per gioco, per evadere dal quotidiano”, ma se la priorità la si dà al quotidiano allora perchè diventare belve assetate di like e commenti? Perchè trasformarsi in ladri di foto e di caption? Perchè essere bugiardi nei comportamenti facendo la faccia d’angelo con una persona mentre la pugnali alle spalle? Il Sottobosco di cui vi sto parlando è un microcosmo fatto di profili che gravitano su Instagram in maniera palese per chi vive quel Sottobosco, in maniera celata per chi non ha la minima conoscenza della sua esistenza. Come in ogni realtà e dimensione l’educazione e il rispetto devono essere le fondamenta di un rapporto umano, ma in questo Sottobosco queste fondamenta si sgretolano lasciando spazio a cattiveria e ignoranza. Il pubblico fruitore di questo social non vedrà mai la vera faccia di chi si nasconde dietro a foto ritoccate, descrizioni fatte per prendersi il consenso della gente e argomenti studiati a tavolino perchè fanno audiance. Vedrà profili infiocchettati e resi belli, gentilezza e ingenuità, tutto questo perchè non sarebbero altrimenti profili seguiti.

Come nella vita di tutti i giorni e in qualsiasi ambito devi mostrare sempre quello che sei, anche nella vita di un social non devi dimenticare quali sono i capisaldi delle norme di comportamento, altrimenti bisogna assumere che chi si presenta nel Sottobosco è la stessa persona che è nella realtà fisica.

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L’ essere Nerd!

L’essere Nerd all’ inizio era sinonimo di persona, uomo o donna, mingherlina, con occhiali e sempre immersa in maniera totalizzante nei suoi interessi di tecnologia o informatica, fumetti o videogiochi, o interessata a modellini in azione o al fenomeno cosplay. Il suo vivere si è sempre rispecchiato anche nel modo di vestire, un abbigliamento casual, insignificante, non di tendenza, capi dal gusto anonimo e semplici senza fronzoli. Nel tempo la figura di Nerd si è leggermente modificata, non sul suo significato dato che si continuano a chiamare con questo termine tutti quelli che hanno una smisurata conoscenza delle proprie passioni, ma sull’apparenza che non risulta più dimessa. Un Nerd non si è mai vergognato di ciò che è e di ciò che gli piace, il Nerdismo è un atteggiamento mentale, è uno stile di vita. Da qualche anno è nato a New York un movimento dal nome Avant-Nerdismo, una corrente sociale che sottolinea ciò che conta, ovvero l’importanza di quello che si ha in testa, di quello che si pensa, preferibilmente con un pizzico di genialità, l’ idolo di questa corrente è Bill Gates.

Comodità e praticità nel vestire, di questi requisiti si preoccupa un Nerd, non gli interessa di sfoggiare un capo o un accessorio cool, non ha importanza se tutti i giorni porta lo stesso colore di maglietta, la sua attenzione non la ‘spreca’ a scegliere cosa indossare, ma il suo obiettivo è impiegare il proprio tempo a smanettare sul computer, a farsi una scorpacciata di serie tv, a giocare ai videogiochi, a passare ore a leggere fumetti o a sapere tutto di fantasy o fantascienza. Dalla fase iniziale di Nerdismo, in cui il Nerd era quello un pò sfigato e messo da parte dalla società, ora si è passato all’espressione della sua stessa passione, attraverso magliette, gadget, accessori, tanto da diventare anche di moda. Il Nerd di oggi è sempre proiettato alla conoscenza ultra-specializzata di ciò che gli piace ma lo fa, dandone una manifestazione tangibile, anche attraverso l’abbigliamento.

Diverse aziende si sono specializzate in creazioni di capi che rimandano ai maggiori film fantasy, a icone manga, e a tutto il mondo dell’informatica e delle tecnologie. Lo stile Nerd è passato dallo ‘sfigato’ all’essere di tendenza, e i suoi look personificano i beniamini delle passioni che segue. Qualsiasi sia l’oggetto di interesse anche l’abbigliamento ne risente e allora non nascondiamo quel poco di follia che la mente ci riserva!

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Carpisa: un marchio tenace!

“Un vero e proprio sogno che s’avvera, per noi e per i nostri dipendenti. Lo abbiamo chiamato Casacarpisa per comunicare, fin dal nome, il nostro nuovo concetto di azienda, e cioè quasi una seconda casa per i nostri 300 collaboratori”. Così recitavano in una intervista le parole di Maurizio Carlino, amministratore delegato di Kuvera. La sede di Casa Carpisa a Nola è un ampio spazio suddiviso in uffici, mensa, nursey, palestra, solarium, teatro e ping-pong, tutto doveva far sentire a proprio agio, tutto doveva richiamare una vera e propria casa con comfort. La sua origine Campana ha dato le basi per la sua determinazione nell’ affermasi come azienda nazionale ed internazionale di pelletteria e accessori fashion.

Quando entrai la prima volta in un negozio Carpisa la cosa che mi colpì fu l’ampia scelta dei suoi prodotti, minibag, bag di misura media e grande, zainetti, portafogli e valigie di ogni forma e dimensione. Acquistai una borsa per il mare e dopo un anno era già consumata anche se poco utilizzata. Quindi la mia prima esperienza non fu proprio delle migliori, ma la seconda occasione me la diede proprio Carpisa stessa modificando le sue linee, aumentando la sua particolarità e la sua offerta qualità/prezzo. Il valore dell’artigianalità made in Italy viene sottolineato dalla varietà e dai dettagli che a mio avviso fanno sempre la differenza. Di solito il mio essere esigente negli accessori mi ha portato a non trovare sempre quello che cercavo ma ora con Carpisa e con la sua ampia scelta, con il suo essere sempre innovativo, con le sue proposte adatte ad ogni occasione e ad ogni desiderio, ora lo vedo possibile, ora ogni volta che entro in Carpisa ciò che apprezzo è la funzionalità che trovo in ogni suo prodotto e accessorio. Ciò che è cambiato negli anni è stata anche la presenza del marchio Carpisa su ogni prodotto, personalmente non mi entusiasmava la firma su ogni cosa, ora la sua scritta si è limitata notevolmente. Mentre il logo della tartaruga lo trovo molto simbolico anche per quello che rappresenta: tenacia, forza e longevità. Altro elemento distintivo di questo brand sono le continue campagne che propongono linee di pregio come la “Cruz Collection”. Una collezione di borse disegnate dalla sensuale e bellissima attrice Penelope Cruz e da sua sorella Monica Cruz. Un design elegante con pendenti charm, nappe e dettagli metallici. Come la collaborazione con Trudi che presentò il suo personaggio più famoso, il koala, su tutte le proposte, una tra tutte che mi ha colpito è stato l’astuccio portaocchiali che poteva assumere due forme diverse e quindi occupare poco spazio. Come la collezione Funny Pets dedicata agli amanti dei cani e gatti, giovane, divertente e allegra. E ancora, come l’ultima collezione Save the Ocean, con l’obiettivo di sensibilizzare alla salvaguardia dell’ambiente marino.

Insomma Carpisa è un franchising che non solo ti accompagna in ogni viaggio con i suoi accessori ma ti fa viaggiare tra le sue collezioni ogni volta che entri nel suo mondo. Oggi Carpisa è la soluzione ad ogni occasione!!

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La Moda è colore!

Il colore è un potere che influenza direttamente l’anima. (Wassily Kandinsky). Una verità assordante in ogni campo come anche nel campo della Moda. La Moda è colore, è consapevolezza. Di qualsiasi colore si veste la Moda esprime uno stato d’animo diverso, mostra il messaggio dello stilista e l’espressione di chi la indossa. La Moda è una palette di tonalità che variano a seconda delle stagioni e del periodo. I colori hanno un’influenza fondamentale nei look, lo stato d’animo cambia a seconda di come un outfit si tinge. Lo spettro cromatico oltre a dare un effetto all’umore dà anche una simbologia alla Moda. Con quel determinato colore si vuole inviare un’informazione, mostrare un’emozione o solo dare luce. Perchè portiamo un colore rispetto ad un altro? Perchè ci piace un colore rispetto all’ altro, o ne abbiniamo uno e non un altro? E ancora perchè scegliamo colori in base anche al meteo o alle temperature? I colori dei capi di abbigliamento sembrano richiamare ciò che sentiamo e l’umore che abbiamo in quel momento, oltre al gusto personale. Ognuno di noi è attirato dal fascino di un colore o di una nuance, quasi come se ogni colore avesse un magnetismo inconsapevole su ciascuno di noi per diverse ragioni. Una di queste ragioni è come ci sentiamo dopo aver indossato un colore, Quale sensazione o emozione proviamo quando addosso portiamo una sfumatura. Non credo esista un colore che non si possa indossare ma esiste un colore che non indosseremo mai, perché non è nelle nostre corde o perchè non ci fa sentire a nostro agio. Quando apro il mio guardaroba vedo una prevalenza cromatica e questo mi porta a dire che tendo sempre a scegliere colori più o meno basici, ma ultimamente sto osando un pò di più e devo ammettere che il vestire un colore diverso dal solito fa la differenza. Azzardare nei colori da portare addosso è dare quasi una sferzata di personalità. I colori nella Moda si sono evoluti non solo nella scoperta di nuove sfumature ma anche nella luminosità e saturazione tanto da diventare capi vistosi e fluorescenti. Oggi il concetto di colore nella Moda è cambiato visto che non è solo il nero a conferire eleganza e raffinatezza ma anche colori come il rosso, il rosa o il verde, ma anche il blu o il bianco.

I colori padroni di questa stagione sono: il Beige-Nude che va a sostituire il nero nella quotidianità, il Giallo Canarino che preferisce posarsi su tessuti leggeri e fragili, il Marrone Toffee che con quel pizzico di color miele addolcisce capi più strutturati, il Rosso fiammeggiante che si indossa prima o dopo il tramonto, il Bianco Sporty usato per capi tecnici, il Turchese che fa pensare al cielo e fa svolazzare, il Living Coral che dona vivacità alla figura, il Verde Militare che ricorda i toni del sottobosco, il Rosa Pallido che alleggerisce i volumi e per ultimo l’Arancione Cadmio che sottolinea femminilità. E ora non dobbiamo fare altro che tingerci!!



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Un viaggio da Blogger!

Immersa nel mio da fare quotidiano quel giorno il bip del cellulare fu per un invito ad assaggiare e godere le prelibatezze e l’ambiente di un Ristorante-Enoteca della romantica Verona. Non era solo un lunch in uno dei posti più rinomati di Verona, ma era un incontro conoscitivo tra diverse blogger. Un’ occasione che mi avrebbe fatto conoscere persone del mondo virtuale con cui, fino a quel momento, avevo scambiato solo pochi messaggi sul social più in voga, Instagram. L’emozione del primo incontro con gente che vedi solo in foto, la voglia di presentarsi a persone che più o meno conoscono il micro-mondo dei blog, tutto era condensato nel far passare il tempo più in fretta possibile per arrivare a quel fatidico giorno. A questo era unito il desiderio di visitare una delle città medievali più poetiche di sempre. Non ero mai stata nella città di Romeo e Giulietta, non avevo mai percorso quelle strade con sampietrini, tipica pavimentazione che facilitava in epoca antica il passaggio dei carri. Non mi ero mai stupita di quanto una città può essere signorile e regale pur essendo piccola. Non avevo gustato la storia antica di ogni suo angolo e non avevo assaporato la cultura conservatrice delle sue tradizioni, non avevo fatto nulla di tutto ciò fino a quel 6 aprile. L’ incontro con le altre blogger fu davanti all’ Arena, fiore all’occhiello di Verona, e dopo aver fatto due chiacchiere per conoscerci percorremmo la strada ricca di lussuosi negozi che ci fece sbucare in Piazza delle Erbe, lì il Palazzo cardinalizio del 17esimo secolo sede del Ristorante Maffei (http://ristorantemaffei.it/ ) si distingue per la sua eleganza e raffinatezza oltre che per la sua storia. La cortesia del Ristorante l’ho ritenuta un biglietto da visita, ma quello che più mi ha colpito è la conservazione intatta dei resti di muratura di un edificio di epoca romana che si può ammirare scendendo nelle cantine del Ristorante. Proprio fra quei resti si può prenotare un tavolo allestito in modo sofisticato dal nome Romeo e Giulietta, che scelto per una cena intima e romantica ha la capacità, tra una portata e l’altra, di far viaggiare nel tempo, quasi come se una macchina del tempo trasportasse in un epoca diversa. Le opportunità arrivano quando meno te lo aspetti e questa occasione per me è stata non solo un assaggio dell’ alta cucina Veronese in un luogo sontuoso, non è stato solo un vivere persone di diverse parti d’Italia, ma è stato il respirare una cultura nuova, il godere la vita da blogger, il sentire la passione materializzarsi.

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E dopo due anni ancora qui!

Ormai il tempo dei Blog è passato, perchè intraprendere questa strada? Beh è un pò come dire che quel determinato capo è demodè perchè allora indossarlo? La determinazione non mi è mai mancata e non sarebbero state queste voci a farmi cambiare idea e con il mio passo magari lento ed attento, ho cercato di mettere in piedi questa mia passione. Sono stata sempre appassionata di scrittura e sin da bambina ho sempre scritto ovunque mi capitava, sui quaderni, block-notes, sui diari, qualsiasi supporto era adatto a sostenere i miei pensieri. Il Blog lo posso definire come un diario online, in cui scrivo di argomenti vari che ruotano attorno alla Moda, alle Tendenze e allo Stile di Vita, quello che i miei occhi vedono e le mie orecchie ascoltano, ciò di cui vengo a contatto e che voglio far conoscere ad un pubblico, a degli spettatori che per curiosità o interesse leggono le mie parole. Ho sempre giocato con il “verbo” nel raccontare fatti o avvenimenti, ho sempre creduto nella potenza della parola, che se usata in modo adeguato può far apprendere tanto e della persona e di quello di cui si parla. Allora perchè non mettermi a divulgare la mia cifra stilistica indipendentemente dall’avere consensi o meno? Oggi il mio Blog fa due anni ed è una condivisione di contenuti che nel corso del tempo ho reputato importante far conoscere, dettagli che conosco e che possono essere utili. Idee ed esperienze che ho ritenuto adatte ad essere diffuse e farle leggere ad un pubblico diverso rispetto a quello con cui vengo in contatto ogni giorno. Quando decisi di aprirlo la semplicità doveva essere alla base del Blog ma la cosa in cui doveva distinguersi era il mio modo di improntarlo, lo stile del racconto porta chi legge a viaggiare con la mente. Non si può dire mai di essere arrivati al proprio fine ma posso dire che i feedback che mi sono arrivati sono di apprezzamento e gradimento, quindi continuerò su questa direzione con articoli originali e curiosi.

Come ho fatto io aprite quel cassetto e tirate fuori i vostri sogni, fateli vivere e rendeteli reali non c’è bisogno di tanto ma solo di una forte volontà. Vedere il sogno che si concretizza e che pone le basi per spiccare il volo non fa altro che dare forma e modello a qualcosa di fantastico.

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Sojosvision: qualità e stile a prezzo contenuto

Addosso diventano uno schermo contro i raggi del sole ma gli occhiali da sole sono tutt’altro che solo protezione, ormai sono un simbolo di bellezza, un accessorio senza il quale non si riuscirebbe a stare, un prezioso alleato che dona alla fisionomia di ognuno un tono. Gli occhiali da sole regalano al volto un vestito, quasi come se indossandoli il viso si coprisse di un complemento tale da essere sfoggiato e esibito. Gli occhiali da sole sono diventati elemento fondamentale dello Styling che con i diversi modelli definiscono un’attitudine e regalano carattere.

Quando l’azienda https://www.sojosvision.com/ mi ha contatta chiedendomi di scegliere un modello di occhiali creati da loro sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla loro gentilezza e professionalità. Andai sul loro sito e notai che le loro creazioni di tendenza erano svariate e c’era l’imbarazzo della scelta ma uno solo mi colpì e una volta comunicato me lo inviarono subito. Oltre alla celerità nel ricevere il mio regalo ciò che mi colpì una volta aperto il pacchetto postale fu il packaging semplice ed unico che proteggeva al suo interno i miei occhiali, una custodia originale e unica, curata nei minimi dettagli che includeva oltre agli occhiali anche un mini set che conteneva un ricambio di naselli, un mini giravite e alcune viti di ricambio, in più l’occorrente per la pulizia delle lenti. Questa mini descrizione è la premessa per dire che oltre ad essere un’azienda seria, è anche un brand che crea occhiali dalla buona rifinitura e attento ai dettagli. Le lenti sono di buona fattura e schermano dai raggi del sole molto bene. Personalmente la leggerezza della montatura è fondamentale e appena indossati ho subito avuto questa sensazione. La freschezza e la frizzantezza del design, l’essere giovanile e all’ultima moda, sono insieme al prezzo molto contenuto peculiarità che fanno dell’azienda una garanzia.

Scegliere un’azienda rispetto ad un’altra, un modello diverso da un altro di solito è soggettivo ma quando quel marchio ti soddisfa per tante caratteristiche e qualità, allora diventa quasi oggettivo riferirsi a quel brand. Con gli accessori è sempre utile e bello variare e averne tanti e variegati. Avere diversi paia di occhiali da sole porta a trasformare il nostro sguardo ogni volta che ne indossiamo uno, ci dona carisma e mistero e allora perchè non farlo affidandoci ad aziende come la SOJOS. Portare un loro paio di occhiali è come portare un prodotto di qualità a prezzo ridotto! Una loro creazione ci rende liberi di osare e di essere audaci con eleganza.