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La bellezza è sicurezza!

La bellezza è sicurezza. Queste due parole viaggiano sulla stessa lunghezza e si intersecano tra di loro rimandando ad un concetto non banale ma molto importante. In questo articolo voglio riflettere e far riflettere su come una foto semplice e all’ apparenza comune riceva più consensi rispetto ad una foto in cui il soggetto è abbellito. Più volte ho parlato del mondo dei Social e in questo caso voglio riferirmi ad essi proprio per quello che trasmettono attraverso una foto. Facebook e Instagram hanno una vita diversa, nel primo si possono condividere anche contenuti senza l’apporto di foto, ma nel secondo la foto è la protagonista e ciò che fa da cornice è la caption o descrizione di quella determinata foto.

Se dovessimo tralasciare la bellezza di una foto che si vede attraverso la luce, i contrasti, il gioco di filtri e via dicendo, ma dovessimo soffermarci solo ed esclusivamente all’oggetto che raffigura e ritrae quella foto, allora perché affascina e attira di più un’ ambientazione quotidiana, a volte domestica, naturale e semplice senza decori, trucchi o altri abbellimenti? Ho notato che quando mostri la sicurezza di ciò che vivi, di ciò che sei, quando attraverso uno scatto esprimi la consapevolezza di ciò che vuoi trasmettere, quando succede tutto questo i consensi di chi ti segue o anche di chi ti vede per la prima volta aumentano in maniera eccezionale. La bellezza è sinonimo di sicurezza e viceversa, un binomio che ha un potere indescrivibile, la bellezza la si vede e la sicurezza la si sente. La tangibilità di entrambe deriva dalla coscienza di vederle unite. La bellezza di una foto viene sottolineata e attestata dalla luce della sicurezza che si intravede attraverso la posa, il contorno che circonda l’oggetto, attraverso l’espressione e soprattutto attraverso ciò che si indossa, ma non è dato dal capo in sé, dato che tutti potrebbero vestire quel determinato abbigliamento, ma è dato da come lo si indossa e lo si porta. Più la figura che si vede emana sicurezza più quella foto risulta bella in maniera oggettiva. Definire la bellezza come sicurezza vuol dire che quella bellezza è raggiungibile, non è distante, che quella bellezza non deriva da altre cose che si aggiungono ma che scaturisce da un qualcosa di interiore, da qualcosa che è accessibile a tutti basta solo crederci. Un vestito strutturato sarà sicuramente bello a priori ma rimarrà lontano, verrà visto con ammirazione ma con la consapevolezza che quel vestito farà figura anche da solo. Un modesto look attirerà di più perché dietro quel ‘modesto’ si coglierà la sicurezza che la persona diffonde, e lo si vedrà come una possibile conquista. Un pò come la ragazza o il ragazzo della porta accanto, acqua e sapone, cosa porta a preferire più loro che qualcuno artefatto e perfetto all’apparenza? Beh sicuramente la sicurezza di mostrarsi cosi come sono che è sintomo di bellezza.

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Il Sogno è realtà!

Una fiaba di solito inizia con un “C’era una volta” ma questa inizia con “Il sogno divenne realtà”. Quando ho iniziato a scrivere il mio blog ho creato anche una pagina Facebook e un profilo Instagram di “Le Dritte di Simo” e ad oggi su entrambi i canali social ho postato foto con descrizioni di prodotti che le varie aziende mi hanno inviato per provare, di tendenze e mode di stagione, di capi di abbigliamento e accessori che di solito uso e acquisto, di negozi originali e di eventi particolari, di paesaggi che parlano come fanno i look. Ogni foto esprime un momento, una sfumatura, un attimo, un’esperienza. Una foto parla, comunica, racconta e emoziona. La fotografia illumina le varie sfaccettature di ciò che ognuno ha dentro. Le foto fanno da cornice alle parole che sono il quadro e viceversa. Per realizzare il sogno che avevo in mente dovevo trovare un artista che dava importanza alla luce più che alla foto, e quando ho visto le sue foto ho pensato che la realtà riprodotta era gioia artistica, ogni scorcio catturato parlava di una realtà diversa e ogni luce prodotta confessava la bellezza del soggetto. Un luogo, un dettaglio, un ritratto, un abbigliamento diventano una foto, ma la chiave di lettura di quella foto sta nello scintillio che emana lo scatto. Una volta scelto l’ autore delle foto allora dovevo passare allo step successivo e quindi scegliere le diverse forme in cui avrei palesato gli svariati stili che si possono avere e mostrare. Lo stile è come la forma di un diamante, se si pensa che i diamanti hanno diversi tagli e che brillano in modo differente proprio per la loro figura, anche lo stile si comporta allo stesso modo. Ci sono stili più marcati che risplendono per il loro coraggio, altri stili più naturali che riflettono la loro delicatezza e stili più misteriosi che diffondono il loro fascino. Ogni persona può averne uno o possederli tutti ed io attraverso una serie di foto ho voluto immortalare i miei stili. Quasi come in un sogno in cui un pò ti guardi dall’esterno dove in realtà sei tu dall’interno, in questo progetto sono stata sia spettatore che attore. Come in una favola in cui i personaggi indossano una figura o un abito, io ho indossato delle emozioni e ho espresso dei pensieri. In ogni fiaba che si rispetta il fine è di far comprendere una verità e in questo caso la verità è avere il coraggio di mostrare la propria personalità senza nascondere il proprio stile. Viaggiare all’interno della propria indole rivelandola attraverso ciò che si indossa o si esprime. In altre parole un viaggio dell’interiorità attraverso l’esteriorità!!

La foto che mi ritrae a cornice di questo articolo apre le porte al “Sogno è Realtà”. Un vestito con corsetto aderente e gonna vaporosa in tulle con pietre applicate che ricorda le fiabe principesche e che sottolinea uno stile elegante, femminile, sensuale. Appena ho indossato questo look il contrasto dei due capi me li sono sentiti addosso, hanno evidenziato l’essere audace e delicata, la mia natura di Donna si è svelata in questo stile.

Foto di Alessandro Trazzi https://www.instagram.com/_lale_t_/

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L’arte del Selfie!

“Facciamo un selfie? Aspe lo rifaccio”. E’ una tendenza, è una moda, è un modo di essere ormai, è diventato il mondo in cui ci identifichiamo, i selfie o autoscatti sono si ricordi dell’attimo immortalato ma sono  anche comunicazione di qualcosa che vogliamo trasmettere. Ci abbelliamo facendoci aiutare dalla moda del momento o dal beauty per costruirci una personalità da selfie. Un selfie racconta, dice, parla di noi. E’ un veicolo di auto-rappresentazione e di connessione tanto da dire ‘sono qui, sono proprio qui in questo momento’. Il selfie da intimo diventa pubblico quando si testa l’effetto che quello scatto con il proprio look regala a chi lo guarda. In quel momento noi ci vogliamo mostrare al mondo proprio nel modo in cui vogliamo essere visti, scegliendo e selezionando le diverse informazioni dell’ambiente che vogliamo comunicare. Quante volte proviamo a fare una foto e poi la cancelliamo? Quante volte ci sistemiamo e poi ci mettiamo in posa? Scattiamo, guardiamo, cancelliamo e la rifacciamo tutto questo ad oltranza? Fino a quando una volta soddisfatte la sistemiamo con filtri o effetti grafici e condividiamo la percezione di noi il più possibile corrispondente al nostro desiderio in quello scatto. Alcune ‘dritte’ della responsabile fashion di Instagram Eva Chen dicono che per fare un selfie da risultare autentico, bisogna fare stretching con le braccia più in alto che si può, non bisogna mai scattare in controluce dato che la luce deve essere sempre sul viso, in quanto la pelle risulta più bella, bisogna tenere il mento rivolto verso l’alto e infine essere naturali e sorridenti. Gli autoscatti saranno veri e trasmetteranno una reale e ironica espressione di noi stessi.

Susan Bright, critica di fotografia disse: “Storicamente l’autoritratto è sempre stato concepito come rappresentazioni delle emozioni, come esteriorizzazione dei sentimenti intimi (…) quando osserviamo un autoritratto fotografico (..) vediamo piuttosto una dimostrazione di amore di Sè”.

Un selfie o autoscatto moderno può essere anche espressione di arte, come l’esperimento dell’artista e fotografo Patrick Specchio che ha coinvolto i visitatori di una Mostra d’arte contemporanea a entrare in un ascensore, nel quale un grande specchio rifletteva la loro immagine, a scattarsi un autoritratto con una macchina fotografica messa a loro disposizione e gli scatti prodotti sono stati il materiale artistico di “Art in translation: selfie, the 20/20 experience”, un’esposizione fotografica allestita al MoMa di New York!

E allora non ci resta altro che… scattare!!

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Gli occhi del mondo: Instagram

Immediato, veloce, istantaneo, diretto sono tutti sinonimi per definire il Social che raggruppa in se diversi stili usando però un unico mezzo che è la fotografia. Una foto, un’ immagine non è stata mai considerata così rilevante come in questo Social, ogni step viene curato, viene filtrato, ogni foto viene spiegata e promossa, ogni immagine coglie il momento, l’ adesso, il tempo si ferma sull’immagine e le parole parlano per lei, qualsiasi cosa ritrae comunica il volere di chi la condivide, diventa la firma di ognuno, rappresenta la voce silenziosa di ognuno di noi. Il suo nome deriva dall’unione di due concetti che sarebbero l’essere istantaneo quindi espresso dalle foto e l’essere un telegramma dato che alle foto vengono aggiunte brevi descrizioni, tutto questo è Instagram. Il suo mondo è fatto di svariati stili proprio perchè chi gravita in questo spazio virtuale ha una personalità che esprime attraverso le proprie foto, qualsiasi cosa viene immortalata, diventa fruibile a molti, a tanti, è la foto che prende voce ed è con essa che diventi reale, vivo. Ogni foto rappresenta l’attimo e ogni volta che la si guarda si rivive quell’attimo. Instagram diventa una vera galleria d’arte, in cui diverse stanze presentano la loro collezione, in cui gli artisti usano le loro qualità per raccontare loro stessi esponendo il loro stile, ogni quadro/foto è una pagina di vita, è una testimonianza di realtà. Ogni giorno scopri un’opera nuova con sue caratteristiche e una sua storia, ogni giorno puoi seguire l’impronta di un nuovo artista, ogni giorno puoi fare conoscere la tua di galleria. Diventa un mondo da cui trarre idee e ispirazioni, un modello che può essere simile al proprio look oppure completamente opposto. Il bello è proprio viaggiare attraverso le foto e far viaggiare attraverso il nostro stile.

Nel mondo della moda Instagram è visto dai brand uno strumento primario per rilevare la propria particolarità e personalità, Eva Chen, Instagram’s Head of Fashion Partnership, spiega, “Instagram democratizza la moda. Al giorno d’oggi c’è una maggiore connessione con il cliente. Le marche possono diffondere la loro voce e parlare direttamente al loro pubblico. Per questo motivo i designer non pensano più solamente alle persone che assisteranno allo show… ”  Grazie alla tempestività del suo essere Instagram diventa una piattaforma in cui nascono collaborazioni tra persone comuni e aziende di prodotti, creando vere e proprie influencer. Un esempio lo è OVS che attraverso un programma #ovspeople i consumatori pubblicano immagini di se stessi con il capo acquistato inserendo anche l’hashtag e condividendo le loro passioni, dopo due mesi dieci di queste persone vincono la possibilità di partecipare ai canali social della marca. Un rapporto interattivo e costante.

“Una fotografia non è né catturata né presa con la forza. Essa si offre. È la foto che ti cattura.”
(Henri Cartier-Bresson)

 

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Lo stile in un clic

“Fotografare, è riconoscere un fatto nello stesso attimo ed in una frazione di secondo è organizzare con rigore le forme percepite visivamente che esprimono questo fatto e lo significano. È mettere sulla stessa linea di mira la mente, lo sguardo e il cuore”, questo diceva Henri Cartier-Bresson, un noto fotografo francese che nacque il 22 agosto del 1908. Guardare la realtà attraverso un obiettivo era diventata la sua seconda vita. “Per dare un senso al mondo, bisogna sentirsi coinvolti in ciò che si inquadra nel mirino” era ciò che ripeteva sempre. È stato il fotografo per eccellenza perchè come diceva lui stesso “fotografare è un modo di vivere”. “Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso un solo momento” questa era la filosofia dei suoi scatti, che in piccola parte si possono ammirare a San Gimignano fino al 15 di ottobre 2017.

Con il nome fotografia si intende tre elementi distintivi, la tecnica, l’ immagine ed il supporto, e proprio attraverso essa si arriva a cogliere lo stile dell’ oggetto rappresentato, lo scatto rappresenta lo stile di ciò che si guarda e si vede. Il prodotto che compare in una fotografia è il risultato dell’ espressione di chi la scatta, l’ immagine parla di ciò che arriva a chi la fotografa. Tutto ciò che una fotografia comunica lo fa attraverso lo stile di chi l’ ha scattata.

Vari sono i fini della fotografia ma in campo di moda la fotografia fornisce la descrizione visiva di abiti o accessori, ma anche di abbinamenti. Questo tipo di immagini parlano di stili di vita, hanno il potere di essere colte velocemente e richiamano l’ attenzione su quello che il fotografo vuole trasmettere, condividere. La fotografia ha in sè il potere della testimonianza, risulta essere la ‘testimone sul campo’ con un alto valore estetico. Racconta il reale, narra la vita, regala l’essenza.

E dato che questo articolo parla della fotografia non posso non citare il Social della fotografia, Instagram, che ha rivoluzionato il modo in cui viviamo, ha cambiato il modo in cui guardiamo il mondo, ci ha reso un pò ‘stilisti’ del mondo. Ci sono foto che immortalano il momento, ma ci sono foto che spiegano quel momento, come ci sono foto che ti fanno sentire la voglia di viaggiare e ci sono altre foto che ti fanno apprezzare i luoghi in cui vivi, esistono foto che attraverso ciò che indossi esprimono lo stile personale come esistono foto che ti aiutano a capire il tuo stile. Insomma qualsiasi sia la foto esse rappresenta la realtà.

E come diceva Henri Cartier-Bresson “Una fotografia non è né catturata né presa con la forza. Essa si offre. È la foto che ti cattura” !