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To Touch

Essere di una persona vuol dire che le emozioni sono tue ma la chiave che apre la loro serratura è di proprietà di chi hai scelto. Appartenere emotivamente ad una persona non solo fa comprendere chi si è individualmente ma riesce a far cogliere cosa vuol dire legame di appartenenza. Non ha nulla a che fare con il possesso e la gelosia, ma ha tutto a che fare con l’essere profondamente e intensamente legato a quel qualcuno. La mente si incastra con quel qualcuno in maniera perfetta. Il corpo diventa creta nelle mani. Il volere tuo diventa il suo e viceversa. I sensi si mescolano e diventano unici. Un solo olfatto, un solo udito, un solo gusto, una sola vista, un solo tocco. Tutti i sensi rispondono all’incastro delle due menti. All’unione perfetta, alla sintonia assoluta. Essere Sua…

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Sexting!

Negli ultimi anni si è diffusa una nuova moda hot in Italia ma anche nel mondo, lo scambio di foto personali senza veli e messaggi erotici e pornografici sui Social Network. Gli adolescenti sono i più assidui frequentatori del Sexting. Tale termine fonde due parole inglesi Sex, sesso, e Texting, l’invio di messaggi elettronici. I motivi che spingono i giovani a praticare Sexting rispondono il più delle volte al sentirsi più sicuri con l’esposizione del proprio, ad attirare l’attenzione che desiderano su di loro, all’esigenza di apparire. Questo fenomeno però avviene anche fra adulti. E se tra adolescenti il Sexting è visto come un ostentare e spesso anche senza considerare i rischi, tra i più grandi tutto diventa più complesso.

Il Sexting tra adulti, che può avere anche una natura extraconiugale, è dettato dalla voglia di trasgredire che prende il sopravvento. Messaggi più o meno piccanti che portano chi partecipa a creare una relazione intima e privata. La facilità di fare Sexting porta a farlo ovunque ci si trovi e tutte le volte che si vuole o si può. Scambi di parole, immagini, foto, fantasie, che si vestono di erotismo e di accessori hard. Leggere, guardare, digitare diventano comportamenti bollenti. I brividi che si sentono, le emozioni che si provano, il desiderio che cresce, la voglia inebriante che travolge, sono tutte sensazioni che fanno galoppare la mente seguita dal corpo. La risposta a tutto ciò è il volerne sempre di più, di non essere mai sazi e di portare il gioco sempre oltre il limite. Amplificando sembra quasi che il cellulare diventi un sex toys a portata di mano. Il Sexting possiede due facce, due volti. Un aspetto rischioso, quello del materiale privato che lo si dona in pasto alla rete, e un aspetto di sicurezza, quasi come fosse una protezione fisica. Il Sexting essendo un ottimo esercizio mentale e a volte anche creativo, è balsamo per l’autostima. Parole e termini che sono carichi di intensità e passione, pensieri che sono mine vaganti di natura sessuale, o micce che infiammano. Il Sexting affina anche la pratica del corteggiamento, quasi come se fosse l’attesa del piacere da cui si trae appagamento. Un vero e proprio flirt senza impegno, un modo di vivere il presente, di cogliere l’attimo, di godersi quel carpe diem dal sapore hard. Questo modo di relazionarsi può a volte sfociare in dipendenza. Come succede in un gioco d’azzardo l’adrenalina che viene rilasciata regala giovamento e quindi può trasformarsi in assuefazione. Ma può anche far scattare un inaspettato innamoramento e coinvolgere a tal punto da travolgere i sentimenti. Il Sexting non è mera conclusione sessuale ma è un gioco di parti che affinano la tecnica del desiderio e del desiderarsi. Nel Sexting esiste l’uso di un italiano curato atto ad usare vocaboli prettamente erotici o frasi che rimandano all’allusione sessuale. E’ presente un gergo stilistico in cui la punteggiatura diventa un’arma potente, come i puntini di sospensione che possono essere sospiri, silenzi e ancora essere associati ad un ‘dico e non dico’. C’è la voglia di porre maggiore importanza all’espressione descrittiva ad impatto erotico, come il racconto di fantasie sessuale.

A volte ciò che appare diverso viene subito tacciato per qualcosa che non va fatto perché può far male, può far soffrire o addirittura può separare. Non si pensa mai che tutto quello che gira intorno al piacere fisico e mentale sia un arricchimento. L’essere audace può portare ad una sicurezza in se stessi. Parlare apertamente e giocare con l’altro sesso o con un partner può annullare le inibizioni. Buttarsi in chat roventi e torride può accrescere la padronanza del proprio atteggiamento nel relazionarsi. Insomma non tutto è il diavolo in persona ma in particolar modo non lo è il Sexting. Esso può anche servire da collante, da fattore che alimenta una relazione a distanza. Può rendere frizzante un rapporto. Non bisogna demonizzare pratiche, fenomeni, atteggiamenti, comportamenti sessuali bensì bisogna rifuggire da un uso improprio.

Conoscere e vivere il sesso in ogni sua forma porta a vivere se stessi in modo profondo e sano.

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To Touch

Quando arriva è come se tutta la tensione, l’eccitazione accumulate si liberassero in un sospiro trattenuto e carico di desiderio. Come se tutto ciò che prima era offuscato, annebbiato, velato diventasse chiaro, luminoso e rivelato. L’orgasmo è la massima espressione del piacere erotico e sessuale. Fisicamente il corpo avverte delle contrazioni involontarie e una volta che si arriva all’acme quelle contrazioni si allentano rilassandosi. Proprio come avviene quando un fiume rompe gli argini, si distende per tutta la superficie che trova. L’appagamento dato dall’orgasmo non ha eguali. Unisce talmente tante sensazioni che la condizione psicofisica di ogni individuo si sente scaraventata in un’altra dimensione, in un altro mondo. Io mi trovavo…

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To Touch

Cosa succede al nostro corpo quando si perde il controllo? Il controllo lo si può perdere abbandonandosi agli eventi e di conseguenza a chi prende il potere del nostro corpo. Oppure si può perdere il controllo quando tutto ciò che avviene porta il corpo ad una tale eccitazione tanto da non avere la mente lucida per discernere se ciò che si sta per fare è lecito oppure no. Ma nell’erotismo la parola lecito non deve esistere, perché tutto ciò che è piacere, tutto ciò che piace è già caratterizzato dalla parola ammesso. E proprio perché il mio controllo era ormai svanito alzai…

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To Touch

L’ unione di due corpi, in qualsiasi modo essa avvenga, che sia un bacio o il toccare zone erogene, crea tra due persone un legame intimo. Anche se il valore che si può dare è diverso, comunque fa nascere affinità, sintonia, armonia. L’ uno diventa il compositore l’altro diventa lo spartito. Ciò che porta i due corpi a connettersi è dato dall’incastro perfetto. Non esistono corpi perfetti ma esiste un’intesa perfetta. I corpi sembrano tasselli di un puzzle che quando si incastrano combaciano alla perfezione. Ciò deve succedere sempre se si vuole avere padronanza del proprio corpo e di quello dell’altro protagonista. Il mio corpo…

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BDSM: si sa veramente cos’è?

Il più delle volte con i miei articoli sdogano il comune pensiero. Con ciò che scrivo e tratto di solito cerco di immergermi sia nella parte di spettatore che nel ruolo di protagonista. Credo che ponendosi da entrambi i lati si riesce ad osservare in modo totale qualsiasi argomento preso in considerazione. I paraocchi di solito li usano i cavalli perché avendo gli occhi di lato riescono a guardare a 360 gradi, ma con essi si riduce il loro campo visivo. Noi umani non siamo cavalli, non dovremmo coprire la nostra vista. Dovremmo guardare e scegliere, dovremmo osservare e rispettare, dovremmo conoscere e preferire. Il contrario di quello che dovrebbe essere purtroppo aumenta quando al centro dell’osservazione ci sono temi che trattano di sessualità, che parlano di sesso e di mondi sessuali, di erotismo e di immaginario erotico. Una realtà che viene subito additata come perversa e manipolatrice, disequilibrata e fatta di dolore è quella del BDSM. La colpa di questo pensiero non è solo e sempre da attribuire a chi guarda ma anche a chi ne parla. Se si prendono ad esempio storie come 50 sfumature di grigio l’additare che quel mondo sia fatto di disturbi mentali e psichici risulta facile, senza considerare che ciò che si sviluppa come storia è presa dalla fantasia e non dalla realtà. Se si resettassero le informazioni che provengono da fonti non del tutto reali allora si avrebbe la capacità di arrivare ad una conoscenza migliore delle cose.

BDSM è un acronimo che raccoglie pratiche sessuali estreme. Con il termine estremo non si intende strano bensì non comune, caratteristico. B sta per Bondage, pratica sessuale che consiste nel legare. Il termine legare in questa realtà non si riferisce solo all’uso di corde o altri strumenti ma richiama il legame che si crea tra le persone che vivono questa dimensione. D sta per Dominazione ma anche per Disciplina. Nelle varie pratiche seguire una disciplina è molto importante al fine di non essere punito. S sta per Sado, sadismo, la sua caratterizzazione è legata a chi comanda, quindi al dominatore, ma S sta anche per Slave, ovvero schiavo, e anche per Sottomissione. Quindi una sola lettera che raggruppa più significati e più ruoli. M sta per Masochismo. Se si avesse più conoscenza ci si accorgerebbe che tutti noi in un modo o in un altro pratichiamo un pò di dominazione o di sottomissione. Ma già il sentire questa sigla ci fa dire ‘io? mai e poi mai’ quasi a tenersi alla larga. La sigla BDSM è in realtà una sigla che difende la dimensione sessuale consenziente da quella dissenziente. Protegge il sesso dalle offese sessuali o dal vedere il sesso come abuso. Si tende sempre a vedere la sessualità con colori netti e ben precisi, con una forma distinta, ma tutto ciò che è piacere rientra nella sessualità. Non esiste un bisogna o non bisogna, esiste un mi piace o non mi piace. La libertà di espressione dovrebbe essere riconosciuta ma purtroppo non è cosi.

Esiste il BDSM puro e rigoroso. Ed esiste il BDSM “soft“. Chi non ha mai dato una sculacciata per aumentare il piacere? Chi non ha mai coperto un senso per amplificarne un altro? Chi non ha mai dato un morsetto o un pizzicotto per prolungare lo stato di eccitazione? Tutti questi atti sono forme che provengono dal mondo BDSM. Questo mondo non è una sola cosa ma ha tante azioni a diversa intensità e gradazione. E’ come dire che il bacio è uno e solo, il bacio ha diverse forme. C’è a chi piace in un modo a chi in un altro ma si provano tutti i modi partendo dal proprio gusto. Come in ogni dimensione sessuale anche nel BDSM, io aggiungerei maggiormente, la mente è il motore trainante, la mente è la guida. Desiderare in modo del tutto libero ciò che il dominatore desidera rende la sottomessa a livello mentale sullo stesso gradino del dominatore. Si parla di desiderio mentale. Il BDSM non è un contratto scritto, una scheda dove si dà il consenso a determinate pratiche e ad altre no, non è un foglio asettico. Acconsentire a determinate pratiche sessuali è dato dall’eccitazione a farle, il tutto è guidato dal desiderio e dai gusti. In questo mondo la complicità si amplifica, la fiducia accresce. C’è tanta attenzione alla comunicazione. Se una cosa non piace si smette di farla, nessuno giudicherà, nessuno punterà il dito o imporrà qualcosa. Quando non si conoscono i mondi ma si considerano solo perché sono ‘atipici’, sembra che tutto non debba rispondere al rispetto. Ma è sbagliato, è sbagliato l’immaginario sessuale che ognuno suppone di quella realtà. Nella realtà BDSM il godere, il piacere visto come orgasmo non risponde sempre all’atto penetrativo, proprio perché la mente gode di un qualcosa che non è tipicamente del sesso comune. Molti identificano questo modo di fare sesso come doloroso. Se solo si sapesse che a livello neurologico i canali che portano al piacere sono identici a quelli che fanno sentire il dolore, si capirebbe che il dolore non è una cosa negativa nelle pratiche sessuali. Ciò che si sente gradevole e piacevole arriva in modo neurologico attraverso gli stessi canali da cui arriva un qualcosa più intenso e forte e magari doloroso. Quindi non fermiamoci a ciò che è opinione comune ma andiamo in fondo ai mondi. Nel BDSM tutti gli strumenti che si utilizzano hanno un grado di forte e meno forte e ciò è dato anche da come viene utilizzato, dalla forza che si imprime sullo stesso strumento. Chi non ha mai usato una sciarpa o un foulard per legare o bendare? Chi non ha mai provato un pò di calore sul proprio corpo? Nel comune mondo sessuale sembrano cose naturali eppure non si pensa mai che sono pratiche che ricordano il BDSM, fatte solo con espedienti più comuni e con meno vigore.

Dopo tutto questo quadro si è ancora convinti che questo mondo sessuale è così strano, perverso, trasgressivo, e lontano dal sesso?

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To Touch

Quando il corpo prova una eccitazione tale da essere fragorosa come lo scroscio di una cascata di acqua. Quando il corpo prova desiderio da essere travolto in modo impetuoso come il boato di un tuono. Quando il corpo viene attraversato da tremolii che spingono la mente a voler stringere e ingabbiare quelle sensazioni per godere anche del minimo sussulto e farlo durare in eterno. Quando tutto questo accade non si ha la capacità e la lucidità di rimanere impassibili, di avere il controllo di tutto e su tutto. Per questo il mio corpo si trovò ad essere guidato dall’istinto…

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Gender!

Troppi sono gli articoli che portano a confondere le idee, e quindi spetta a noi informarci su cosa abbraccia questo termine, abbiamo il dovere di interpretare il giusto significato dei termini. A volte l’arroganza nel sapere non dà la visione chiara del concetto che si nasconde dietro ogni vocabolo. La lettura di diverse fonti, il discernere ciò che è fazioso da ciò che è imparziale dovrebbero caratterizzare il punto di partenza per comprendere. Andare in fondo alla questione che porta all’esistenza di varie posizioni dovrebbe essere l’arma da usare per arrivare ad una nostra conclusione. Solo questi step possono dare un quadro specifico e descrittivo.

Gender è una parola inglese che significa Genere. Il termine Genere teoricamente fa una distinzione tra due ambiti che appartengono all’essere umano. Da un lato il sesso che è un dato biologico, naturale, è un fattore o una caratteristica a cui non possiamo opporci, nasciamo con un sesso che è determinato dai geni. Dall’altro lato, il genere che non è dettato dalla nascita ma progredisce e si evolve durante la vita. Il genere stabilisce l’identità sessuale di un individuo. Il genere contempla l’influenza culturale, ambientale, sociale, storica, ideologica del luogo dove l’essere cresce e si sviluppa. Il sesso e il genere sono due realtà che non devono necessariamente coincidere, ognuno deve sentirsi libero di esprimersi. Il perché sia nata la teoria Gender, i movimenti contro la teoria Gender, le posizioni di cattolici, religiosi contro la teoria Gender, non fanno altro che far nascere ogni volta un tornado. Creano discussioni e opinioni che non portano a nulla di oggettivo. A mio avviso danno origine a confusione e a prendere le distanze da chi la pensa diversamente o da chi semplicemente accetta il libero pensiero. Tutto sembra rispondere a teorie complottistiche, tutti pensano ad atteggiamenti di corruzione. Ma perché non accettare chi la pensa diversamente da te? Perché non lasciare vivere i desideri di ognuno? Perché non rispettare il pensiero altrui?

Nel campo della Moda la teoria Gender ha diviso la società. Uomini che si truccano e indossano gonne, donne che vestono abiti dal taglio maschile, erano e sono tutt’ora difficile da accogliere. Nel 1984, Jean-Paul Gaultier scandalizzò le passerelle di Parigi presentando la sua iconica collezione Men in Skirts. I modelli della sfilata maschile indossarono gonne di ogni forma e dimensione, da quelle aderenti per l’ufficio a più elaborati strascichi da sera. Gli integralisti gridarono allo scandalo, ma anche oggi purtroppo è così. E’ contro natura, porta ad un fraintendimento dell’essere umano, quale educazione si può impartire ai bambini se tutto questo si accetta? Queste e tante altre accuse vengono mosse da chi vede la teoria Gender come il male. Questo modo di agire non ha a che fare con i gusti, con le preferenze, con le soggettive inclinazioni. Ha a che fare con i canoni che la norma prevede. Non rientri in quelle ‘regole’ allora sei bandito, sei offeso e bistrattato. Quando in Italia comparve la prima gonna-pantalone dello stilista francese Paul Poiret, la jupe-culotte, i giornali parlarono di donne assalite, molestate e ingiuriate per strada perché colpevoli di vestirsi come i maschi. Fatti accaduti negli anni ’10. Oggi anche se ci troviamo negli anni 2000 non mi sembra che le cose siano cambiate.

Per vari secoli le donne e gli uomini hanno indossato vestiti uguali. Le tuniche, le toghe, le stole e le pelli non avevano genere. Non si tratta di cancellare il sesso di appartenenza ma si tratta solo di sentirsi liberi di vestire come si vuole, di essere come ci si sente. Le emozioni, le sensazioni, i sentimenti, ciò che si prova, non rispondono all’essere maschio o femmina, ma rispondono all’essere vivente. Etichette, cliché e stereotipi sono catene invisibili, sono freni alla propria espressione di individuo, di genere.

Percepire il nostro corpo non riguarda solo ed esclusivamente la nostra dimensione biologica. Bisogna considerare il nostro corpo collegato al nostro volere di essere pensante!

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To Touch

Un uomo sicuro di sè e consapevole del suo essere è un uomo che non si fa scappare le occasioni. Un uomo che ha sex appeal, fascino e carisma sa come far capitolare una donna. La Sua mano non solo sottolineava chi era colui che guidava le sensazioni, che comandava i sensi, ma dava la misura di quanto Lui fosse sicuro di ciò che desiderava. Aveva lasciato la strada libera per farmi esprimere. Come un bravo cavallerizzo non aveva mai ceduto le briglia, le aveva tirate e le aveva allentate da bravo maestro. Aveva equilibrato la pressione…

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To Touch

Una Donna sa cosa succede al suo corpo quando esso viene sollecitato. Una Donna conosce bene le sensazioni che fanno vibrare il suo corpo quando esso viene toccato. E’ come se tutto intorno diventasse un contorno sbiadito, un ricordo annebbiato. L’emozione che la fa sentire eccitata, l’eccitazione che sembra infiammarle la carne, tutto è come se si osservasse con la lente di ingrandimento. E’ come se il suo sentire fosse descritto dall’obiettivo di una macchina fotografica. Ed era proprio questo che il mio corpo stava provando, e nulla avrebbe fermato ciò che stavo per fare…

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