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L’abito che si dovrebbe sempre indossare: la Curiosità!

Alcuni dicono che è la più preziosa compagna di vita, altri la considerano invadenza, la maggior parte la definisce sintomo di intelligenza. La Curiosità è sicuramente una caratteristica personale molto importante. La Curiosità è un sentimento caldo, è una peculiarità passionale. Essa diventa la terapia di vari malesseri, aiuta a vivere avendo uno sguardo più lungo sulle cose. Si tiene lontano da ciò che ritiene freddo, distante e distaccato. La Curiosità è il preludio della libertà. Più si è Curiosi più la mente si apre e comprende concetti che difficilmente si incontrerebbero sul percorso di vita. L’importanza che si cela dietro la Curiosità sta nel porsi le domande per togliere il velo della routine che copre ogni cosa. La mente si allena ad immagazzinare informazioni, a decifrarle in conoscenza e a costruire concetti, esperienze.

Questa Curiosità ha portato a tuffarmi nella scrittura. Questa Curiosità ha creato https://www.patreon.com/pellediluna Questa Curiosità ha dato vita a vivere il Social come divulgatrice, come ‘istigatrice’ alla riflessione. Una Curiosità che ogni giorno si nutre della sua stessa natura. Purtroppo c’è chi la considera un difetto o comunque una cosa da tenere a freno, perché andare in fondo alle cose e a ciò che ti circonda ti porta a specchiarti in quella superficie che riflette una profondità nascosta. La paura di scoprirsi rende codardi. E’ più facile guardare con una benda sugli occhi che ammettere di essere Curiosi.

Secondo la mitologia greca, Zeus regalò a Pandora un vaso, raccomandandole di non aprirlo. Pandora, però, che aveva ricevuto dal dio Ermes il dono della Curiosità, tolse il coperchio al vaso, liberando tutti i mali del mondo. Da questo mito deriva il famoso detto “la Curiosità è femmina”. Se si considera questo mito allora la Curiosità risulterebbe negativa ma in realtà tutto sta nell’obiettivo che si pone la stessa.

La mia Curiosità ha l’obiettivo di sdoganare quelle idee che muovono comportamenti più o meno ripetitivi. Si pone il fine di porre sul piatto della bilancia una visione che prende la mano all’espressione soggettiva. Sicuramente ogni Curiosità vive perché mossa dalla personalità che ognuno possiede. Se si personifica la Curiosità si nota come essa respira attraverso le novità, si alimenta di nozioni, vive di emozioni e desideri.

Ciò che crea Curiosità è sempre qualcosa che va al di fuori del normale pensiero o dei modelli che si hanno ogni volta sotto gli occhi. Ma se quella Curiosità non risponde al proprio carattere difficilmente avrà un riscontro positivo. E’ proprio in quel momento che si fa un passo avanti. Bisogna capire che tutto può stimolare la Curiosità ma serve salire un gradino in più per vivere di quell’interessamento. La Curiosità ha il potere di abbattere il pregiudizio, di cambiare le carte in tavola, di scavare mondi che sembrano lontani, di esplorare realtà che non conosciamo. La Curiosità però trova come nemico la pigrizia, la passività, l’ignoranza. Più ci si interroga più si coltiva la Curiosità.

Non so se il mio Blog, i miei Social, i miei canali erotici destano Curiosità. Di sicuro danno voce a temi che raramente vengono trattati. Sono il megafono di una divulgazione che trova barriere che faticosamente si abbattono. Capovolgono ciò che è il pensiero comune.

Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso (Albert Einstein)

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Conoscere il piacere: l’orgasmo cerebrale!

Non si può parlare di sessualità, di pratiche sessuali, di piacere, di erotismo, senza parlare di orgasmo, ma non di quello tangibile e corporeo indotto da una penetrazione o da una stimolazione fisica, ma di quello mentale e cerebrale. L’erotismo su cui mi soffermo spesso e volentieri, quello che impernia i racconti di Pelle di Luna, quelle pulsioni erotiche che si solleticano e si sollecitano, quei desideri che orbitano e si tuffano in un piacere sensuale, tutto ciò ha un’unica fonte da cui attinge, i Sensi.

L’orgasmo o climax o acme, è l’insieme di reazioni neuro-muscolari di natura involontaria che porta al culmine dell’eccitazione sessuale. Se si conosce alla perfezione l’orgasmo fisico, provocato da qualsiasi sollecitazione fatta al corpo, difficilmente si comprende, addirittura si ignora, l’orgasmo mentale. Quella sensazione massima di piacere che parte dalla testa inondando le zone genitali, come fosse un fiume che scorre e tracima. Sembra qualcosa di fantasy ma in realtà esiste e gli sperimentatori lo chiamano ASMR, ovvero “Autonomous Sensory Meridian Response che vuol dire risposta autonoma del meridiano sensoriale. Quando si parla di vivere la sessualità, il sesso in modo mentale, si deve pensare a quelle sensazioni che la mente stessa avverte, come ad esempio l’effetto di benessere e di euforia nello stesso istante, che porta ad un’esplosione al basso ventre con la presenza di gemiti o respiri affannati.

L’orgasmo mentale è fomentato da pensieri erotici/sessuali, da percezioni uditive o olfattive, ma anche gustative e visive. Tutto viene innescato dal pensiero e dal vagare della mente, questa miccia fa propagare una fiamma in tutto il corpo che incendia senza il bisogno di una masturbazione. Come quello fisico anche l’orgasmo mentale non è frutto di una condizione di comando ma di uno stato di trasporto e di assoluta conoscenza di sè. La mente diventa una calamita per ciò che procura piacere e lo ripropone ogni volta incitando un appagamento diffuso. Ciò che spinge a raggiungere un orgasmo mentale può essere l’osservazione di un’opera d’arte, o l’ascolto di una melodia o perfino essere protagonisti di giochi di ruolo.

I Sensi giocano un ruolo fondamentale nell’orgasmo mentale. In modo del tutto passivo senza essere provocati i Sensi trasportano la mente in una dimensione primordiale, si abbandona il senno e si ritorna a sentire quel benessere che conforta e rende vivi. L’orgasmo cerebrale sembra ricordare l’effetto del miglior stupefacente con l’unica differenza che tutto è naturale. L’esperienza virtuale di solito aiuta a stimolare questo tipo di orgasmo, dato che la concentrazione ha come fulcro la stimolazione dei Sensi.

La scienza non si è espressa a riguardo non escludendo a priori. Ci sono vari schieramenti, ma sicuramente per dare conferma andrebbero eseguiti esami con strumentazioni adatte.

Chi ha provato questo tipo di orgasmo ha ben chiaro la differenza con quello fisico. L’eccitazione e la sensazione di benessere che si provano creano in modo concreto una scossa che si irradia dal cuoio capelluto fino alla punta dei piedi, un’ondata di calore affluisce nella zona genitale, tutto diventa offuscato, il mondo si eclissa, i respiri si trasformano in mugolii, il corpo si bagna di piacere.

Alcuni penseranno che tutto è fantascienza, io rispondo: ‘Provare per credere’!!

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Gli Astri e l’eros: la riservatezza dei Pesci

Il segno zodiacale dei Pesci ha come elemento distintivo nella sfera sessuale la riservatezza. Non è per niente esibizionista o palesemente focoso, tanto da essere erroneamente considerato ‘freddo’. La passione non la centellina quando trova un partner con cui instaura un legame profondo e coinvolgente. Chi è nato sotto questo segno vive la sessualità miscelando il lato spirituale con quello fisico. La sua emotività risulta essere il suo punto debole, per questo si deve fidare completamente prima di lasciarsi andare. Il suo essere cauto affida l’iniziativa agli altri. Vuole essere guidato e preso per mano quando entra nella dimensione erotica, non ha timore di provare pratiche innovative e spingersi oltre il limite convenzionale ma l’importante è avere sicurezza e fiducia in chi lo conduce. Per i Pesci il legame intellettivo è fondamentale, per questo ogni rapporto sessuale non sarà mai occasionale. Quando allenta la sua timidezza e il suo essere esitante si trasforma in passionale e sensuale. La discrezione che caratterizza il segno dei Pesci non dissolve il volere di alcune fantasie sessuali, anzi ha una predilezione per i giochi di ruolo in particolare dove ricopre un ruolo di sottomissione. La mente, il corpo e lo spirito sono i tre elementi che devono fondersi tra di loro quando questo segno orbita libero nella sfera erotica. Quando si sente protetto dal partner si abbandona senza alzare barriere. Dal sesso si aspetta un clima comunicativo e lascivo, pronto a fargli dimenticare se stesso. La sua disponibilità diventa la sua forza, ma solo quando si sente innamorato e corrisposto dello stesso amore. Chi è di questo segno zodiacale vive il sesso come una miscela di diversi ingredienti. Oltre al fisico, allo spirito e alla mente, ciò che lo trasporta e lo rende più o meno fragile o forte sono le sensazioni emotive, spesse volte prorompenti. Sensazioni che possono o compromettere la sua sessualità o salvaguardarla e metterla in auge. A volte non si sente completamente libero di agire perché è molto critico con il suo corpo, considerandolo un’offerta a chi lo chiede quasi come se non gli appartenesse. I Pesci si dedicano molto alle situazioni sensuali più che all’atto sessuale in sè. Preferiscono giochi che fanno godere dell’emozione. A questo segno piace la condivisione e la partecipazione di chi gli è accanto, anche se lui si porta dietro la nomea dell’essere passivo. La sua passività però non è limitante, ma è una sorta di dono di se stessi al partner. La sofferenza per i Pesci è contemplata per il modo di vivere la voluttà come esaltazione viscerale.

Un Pesci non potrà mai fare sesso senza sentimento.

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Le Dritte di Simo…ora!

Dopo 5 anni di Le Dritte di Simo posso dire che evolversi e maturare non è solo prerogativa della persona ma è dote anche della scrittura, del modo di esporre, dei temi e degli argomenti trattati.

Le Dritte di Simo ha avuto una crescita personale perché ogni cosa affrontata ha trovato un riscontro, positivo o negativo che sia non importa, ma sicuramente qualcosa nel tempo ha seminato. Le sfumature di chi scrive hanno colorato gli articoli. Il viaggio interiore che ha sempre suggerito Le Dritte di Simo continua, ma su piani diversi. Ora esplora piani che sono considerati tabù da una società ad impronta prettamente cattolica.

Si fa ma non si dice. Si pensa ma non si dice. Perché? Perché qualcuno potrebbe giudicare. Perché qualcuno potrebbe essere infastidito da argomenti che considera fuori luogo. Perché il farsi vedere portatore sano di integrità morale supera qualsiasi desiderio di esprimere il proprio pensiero. Tutto deve seguire uno schema in cui niente deve essere considerato ‘deviante’. La comunità gioca un ruolo di forza nelle scelte di vita, nei comportamenti e negli stili. Se prima Le Dritte di Simo si limitava a mostrare la società da un lato, quello della moda o del social, ora si esibisce come un oratore greco denunciando ciò che è scomodo per raggiungere la libertà personale. Si ha così paura di sentirsi schiavi, anche nella sfera sessuale, che non si riesce a percepire che schiavi lo si è già quando si segue la comunità in cui si vive senza fare o dire.

Cosa si penserà di me se mi espongo dicendo ciò che penso? Come potrò continuare a vivere in armonia se la società mi ‘banna’ da essa stessa? Perché dovrei palesarmi se non facendolo ho l’apprezzamento e l’approvazione della comunità? Domande che l’essere umano si pone di continuo scegliendo ovviamente la strada più facile, quella del celarsi. Diventa quasi morbosa la continua voglia di piacere agli altri, di seguire le linee guida che aprono la porta della società. Sei un bravo discepolo se abbracci pedissequamente la parola della comunità.

Vivere con la continua paura di essere considerato un essere umano non degno della società in cui ci si muove non è vita.

Le Dritte di Simo mostra un mondo in cui il pensiero e la parola hanno un significato, quello che gli dà la persona stessa che pensa e dice. Il viaggio che ora Le Dritte di Simo sta facendo e vuol far fare è spoglio da proibizioni, freni personali e sociali. Un viaggio che si libera da quei modelli che si ripetono abitualmente. Un viaggio che si denuda da qualsiasi opinione precostituita e generalizzata.

La sessualità è il primo argomento che vive di limitazioni. E’ più facile castrarsi che parlarne. E proprio per questo motivo Le Dritte di Simo abbatte ogni muro e ogni preconcetto, scrivendo, mostrando, esponendo, interagendo.

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Mon Privè: Lo Scambismo!

Lo Scambismo ha origini antiche. Nell’antica Grecia e nella vetusta Roma la pratica dello scambio di coppia era comune, anche se a volte punibile dalla legge. Non ci sono documenti storici che lo confermano ma sembra che questa attività sessuale fosse comune anche nell’antico impero cinese e nell’antico Egitto. Quindi quando si parla di Scambismo non si sta parlando di qualcosa fuori dal mondo, di una perversione o trasgressione nata oggi, bensì di una usanza che aveva la sua realtà e che ha anche i suoi anni sulle spalle. Negli anni Cinquanta nelle Filippine lo Scambismo prese piede fra le coppie. Negli anni Sessanta negli Stati Uniti e nei Settanta tra le comunità hippie si ha libertà nello scambio fra partner. In quegli anni giornali, riviste, libri adottano il termine Scambismo tanto da farlo diventare popolare. Oggi c’è molta curiosità su questa attività sessuale e in Europa si contano più di 600 club di scambisti. Non è del tutto sdoganato il tabù, anzi viene visto in modo negativo, quasi come se fosse un pericolo per la coppia, e i protagonisti che lo praticano vengono visti come dei ‘libertini’.

Anche per lo Scambismo si parla di pratica consensuale, entrambi i componenti della coppia sono convinti del piacere che ricevono nello scambiarsi il partner. Nessun obbligo, nessuna imposizione e consapevoli di trasformare il godimento al di fuori, in desiderio all’interno della coppia. Lo Scambismo non è un tradimento inteso alla maniera antica, ma una forma di volontà da parte di entrambi, senza gelosia e rancori. Tutto si basa sul gioco, sul vedere il proprio partner desiderato da altri e il divertirsi nel mettere alla prova il proprio piacere. Essere scambista è la massima espressione di sicurezza nella coppia. Con lo Scambismo si arriva a vivere la libertà del gioco sessuale in coppia.

Ci sono vari livelli di Scambismo a seconda di quanto si voglia giocare. Ci sono coppie che preferiscono farlo con persone a loro affini, dove l’attrazione si costruisce magari durante una cena per poi scaldare l’atmosfera in un altro luogo. Altre coppie invece si definiscono ‘convinte’, loro lo fanno in luoghi adatti, club privè, spiagge appropriate, parcheggi di macchine usati per questo fine, insomma hanno un alto grado di esibizionismo. Lo Scambismo è un gioco in cui l’adrenalina si diverte ad arrivare a livelli alti, più la mente rimane concentrata nel gioco più l’imbarazzo iniziale svanisce e il vivere liberamente la sessualità diventa l’unico obiettivo.

Lo Scambismo non ha la finalità di ravvivare la sessualità della coppia. Questa pratica, come le altre, dovrebbe avere il proposito di arricchire già la libertà sessuale che esiste nella coppia, portare ad alti vertici il proprio piacere. Più la coppia è solida più riesce a giocare con consapevolezza e sicurezza. Questi giochi sessuali non dovrebbero essere fatti per il solo senso di curiosità o per soddisfare pulsioni sessuali. La sessualità a volte non ha il valore che si merita. Essa viene vissuta in modo statico e ripetitivo, bensì dovrebbe avere una considerazione primaria. Quando si parla di queste fantasie e nel caso specifico di Scambismo si fanno mille domande. Perché lo ha chiesto? Perché mi vuole tradire? Non gli basto più? Non ha più voglia di me? Tutte domande che seminano dubbi sulla relazione di coppia. Se si vivessero il piacere e le fantasie in modo più sciolto senza mille domande tutto verrebbe preso con il giusto significato. Nulla porta rischi se non la propria testa a viverli come tali. Nello Scambismo l’essere d’accordo è la prerogativa principale, perché altrimenti sarebbe una vera e propria violenza vivere questa esperienza. Di solito lo Scambismo viene associato al Voyeurismo, il partner si eccita quando osserva l’altro nel rapporto sessuale. Questo viene detto anche Cuckoldismo, ma di questo ve ne parlerò nel prossimo capitolo di Mon Privè!

Il fascino del proibito crea eccitazione, infiamma i sensi e rende il piacere ancora più desiderabile.

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Mon Privè: Il Poliamore!

Quando nel Sesso o nell’Amore si usa il suffisso Poli, che vuole indicare un concetto di molteplicità numerica, non si riesce ad accettare una condizione di riferimento. Se si pensa che l’essere umano è per natura Poligamo forse si accoglierebbe meglio il concetto di Poliamore.

In passato nell’era degli Ominidi si viveva in società promiscue in cui faceva da padrone la competizione per l’accoppiamento. Con il passare del tempo i maschi più deboli capirono che per conquistare una femmina dovevano assicurarle il cibo e di rimando la femmina si rese conto del vantaggio che aveva, per se stessa ed eventuali figli, godere di un partner che provvedeva al mantenimento. Proprio da questo comportamento nacque la Monogamia. Uno status di coppia fissa ad uso e consumo personale, sia per i maschi che per le femmine.

Avere rapporti di tipo affettivo, erotici e sessuali, con più di una persona contemporaneamente, nel rispetto della consensualità fra i partner si definisce Poliamore. La società di riferimento non ammette e non accetta una tale dimensione relazionale proprio perché è incentrata sulla Monogamia, quindi risulta difficile comprendere il diverso e lo si etichetta come sbagliato. Ma dove è scritto che le relazioni erotiche e sentimentali devono seguire un protocollo? Se dovessimo seguire la natura dell’essere umano allora è la Monogamia la condizione diversa.

Il Poliamore ha caratteristiche come l’onestà, il consenso e la libertà di vivere rapporti sessuali e sentimentali alla luce del sole, tutto è indirizzato verso un orientamento relazionale. Poliamore non vuol dire scambismo, dove la parte sessuale predomina ed è la sola componente che smuove la relazione, nel Poliamore esistono rapporti fissi e duraturi con i vari partner. Come in ogni relazione Monogama anche in quella Non Monogamente Etica, cosi viene chiamato il Poliamore, esistono regole per vivere in maniera rispettosa e non certo anarchica i vari rapporti. Vivere il Poliamore non è certo vivere il rapporto con un’altra persona per mancanza di qualcosa nel ‘rapporto di coppia primario’. Ogni rapporto è a sè, ritenendo che affetti, sentimenti e attrazioni non debbano essere limitati alla coppia ‘classica’. Quando si interagisce con altri ci si arricchisce del mondo altrui e ognuno può essere capace di stimolare punti diversi tanto da incitare a vivere in modo più ampio e totalizzante l’interazione. Non tutto ciò che risulta diverso è negativo se lo si guarda da un’altra prospettiva. L’osservazione da un altro lato può risiedere nel poter sviluppare diverse parti di sè sia a livello sessuale che relazionale con i differenti partner. Vivere il Poliamore sicuramente porterebbe a vivere meno tradimenti e meno divorzi. Questo stile relazionale è sicuramente un modo che allontana quel senso di colpa se si frequenta e ci si innamora di un’altra persona. Sempre guardando l’angolazione diversa, il Poliamore fa sentire liberi di poter scegliere nel corso della personale evoluzione cosa fa star bene e poter vivere quella situazione. La Monogamia porta molte volte a compromessi e a sacrificare alcuni aspetti di se stessi pur di adattarsi al concetto di relazione accettata dalla società, senza considerare il peso delle scelte dato che negli anni si cambia non solo caratterialmente ma anche sul piano delle esigenze affettive.

Il Poliamore non è un demone con più teste ma solo un modo di vivere l’amore con più persone, perché contrariamente a quello che si pensa è possibile.

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Gli Astri e l’eros: la prudenza del Capricorno

Il segno zodiacale del Capricorno essendo un segno di terra ha bisogno di concretezza e praticità. Non è solito fare voli da sognatore, si lega alla realtà delle cose che gli accadono e difficilmente si lascia andare a desideri e speranze. Chi è nato sotto questo segno cerca nel partner la stessa tangibilità dell’eros di cui egli stesso è fatto. Ciò che piace al Capricorno è la competizione, se viene provocato trova molto eccitante la sfida ed entra nel gioco divertendosi a competere con chi trova alla sua altezza. E’ ambizioso e per questo molto selettivo, preferisce vivere la sfera sessuale in tutta sicurezza con persone di classe e che hanno una sensualità evidente. Tutti quelli che sono di questo segno sono soliti prefiggersi degli obiettivi che cercano in tutti i modi di raggiungere, non dimenticano mai di avere i piedi per terra e per questo corrono per arrivare al traguardo. La sua libido è attenta, appassionata e quando trova la persona adatta si dedica a lungo a far vivere la lussuria sotto le lenzuola. Il suo carattere un pò ‘freddo’ si scioglie come neve al sole se si sente coinvolto nella relazione, e il suo controllo viene messo da parte per dare spazio e via libera all’improvvisazione. Possiede un’alta considerazione di se stesso e nei rapporti erotici riesce a concentrarsi sul partner ma senza dimenticarsi di sè. La creatività in ambito sessuale non risiede nel Capricorno tanto che si sente una sorta di ‘meccanicità’, ma appena sente la fiducia di chi gli sta accanto il suo comportamento cambia verso la ricerca del piacere a tutti i costi, non disdegnando pratiche e posizioni diverse che sono volte a raggiungere il godimento totale. Per questo segno l’attrazione intellettuale supera quella esteriore, non snobba la bellezza fisica ma punta in particolare a quella cerebrale. Non è propenso ai rapporti brevi o di una notte e via, ma se li vive lo fa con un pò di ‘artificiosità’. La sua tendenza a gestire porta il Capricorno ad essere ‘dominante’ in misura moderata e sempre con rispetto. L’esibizionismo non fa parte della sua natura e non lo tollera neanche da chi gli è accanto, al contrario della curiosità che la trova affascinante. Il Capricorno è prudente in ogni rapporto, osserva a lungo l’eventuale partner, non osa molto e quando arriva ad una decisione lo fa dopo un’attenta analisi. Vive ogni rapporto con estrema fedeltà tenendo comunque gli occhi sospettosi sempre aperti e vispi. Il Capricorno deve riuscire a bilanciare la sua parte egoistica e a volte disinteressata con quella voglia di vivere il sesso in modo meno controllato e più libero.

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Mon Privè: il Voyeurismo!

Per la mia nuova rubrica dal titolo Mon Privè, in cui userò ogni volta la lente d’ingrandimento sui diversi modi di vivere la sessualità e l’erotismo, sui vari mondi erotici che vanno al di là del “canonico” mondo sessuale, il primo argomento oggetto di esplorazione è il Voyeurismo.

“Il Voyeurismo è l’eccitazione sessuale che si prova quando si guardano gli altri nudi o coinvolti in atti sessuali” spiega Jill McDevitt, psicologo e sessuologo. Il Voyeurismo, come tutto ciò che risulta fuori dalla comune sfera sessuale, viene considerato per molti una perversione o una sorta di feticismo, alcuni lo giudicano come una malattia o un disturbo tanto da provvedere con una cura. Quando l’eccitazione o il desiderio sessuale vengono sollecitati da forme cosiddette ‘non comuni’ allora queste pratiche vengono etichettate come anomale, singolari, che fanno eccezione e che non seguono la regola del buon costume della società. Nella sfera sessuale, essendoci ancora molti tabù da superare, si valuta negativa ogni cosa che possiede una fisionomia o un contenuto diverso dal consueto. Se il Voyeurismo ha come base il piacere di guardare altre persone fare sesso, allora in parte guardare video porno, film porno, rientra nella sfera Voyeuristica. Se si considera che la maggior parte degli esseri umani si eccita guardando altre persone intenti in atti sessuali su uno schermo del pc o del telefono o della tv, allora il Voyeurismo non è poi tanto una pratica sessuale così ‘particolare’. Essere Voyeur vuol dire anche eccitarsi vedendo il proprio partner masturbarsi, ascoltare gemiti di piacere, di godimento. Il Voyeurismo, come qualsiasi altra pratica sessuale, per essere ritenuto sano deve essere consensuale, i protagonisti devono sapere. Esistono anche dei luoghi adatti per la realizzazione di esperienze sessuali, dove tutto è condiviso e consensuale. Voyeur vuol dire colui che guarda e non è contemplato alcun contatto fisico con chi si guarda. Non è detto che ciò che si guarda deve essere necessariamente nudo, l’eccitazione è talmente soggettiva che anche il gesto sessuale può essere da sprono del desiderio.

Ho letto che alcuni fanno una distinzione netta tra il Voyeurismo e il Troilismo, il primo lo associano a chi spia senza consenso altrui, il secondo a chi guarda con consenso altrui. Per non farsi mancare niente esiste anche il Candaulismo, in altre parole colui che si eccita guardando il proprio partner durante un rapporto con un’altra persona. Ho letto articoli che demonizzano queste attività sessuali, ma ho letto anche articoli che raggruppano queste pratiche in una vita sessuale libera da preconcetti e dal fantasma della parola ‘inusuale’. Di solito tutto deve essere visto in un recinto, tutto deve essere limitato al comune pensiero, tutto deve avere lucchetti immaginari o chiavi di porte che non devono mai essere aperte. Da quello che ho visto e da quello che ho letto tutto deve seguire un protocollo o dei comandamenti. Ma vivere racchiuso in una bolla non ha connotati patologici? Il vivere è soggettivo, il vivere la sessualità è soggettivo.

Vedere il Voyeur da un’altra prospettiva allontana quell’etichetta negativa che si usa in modo così gratuito, e porta a capire che chi guarda usa maggiormente come senso la vista. Trae dagli occhi il piacere, è attento ad ogni dettaglio. Colui che prova piacere si limita ad osservare senza toccare, come quando si osserva un’opera d’arte. Gode attraverso la vista delle immagini che lo pervadono. La vista è il collante tra ciò che si guarda e l’io erotico. Il Voyeurismo viene praticato da due soggetti, uno attivo ed uno passivo. Il primo è colui a cui piace guardare, il secondo è colui che piace essere guardato. La brutta fama che questa attività sessuale possiede viene dal non riuscire a capire che tutto quello che si fa è consensuale. Come esiste chi si eccita nel guardare, esiste anche chi si eccita nel farsi guardare o spiare, quindi non bastoniamo sempre questi atti sessuali come malattie o disagi, ma cerchiamo di usare la testa. Perché il sesso non è solo legato al fisico ma il sesso è testa.

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Una illusoria popolarità!

Nello scrivere questo articolo voglio partire da un tema che pesa in modo particolare sulla maggior parte degli esseri umani. Un argomento che sembra avere i connotati di una ‘patologia’ da quando i Social sono diventati il metro di misura di accettazione. Il desiderio impellente, prepotente di sentirsi accettati, amati e ben voluti dagli altri, guida il comportamento e l’atteggiamento umano. Andare alla ricerca sfrenata e a volte incomprensibile di essere considerati a qualsiasi prezzo e di avere un riconoscimento sociale viene considerato un traguardo da raggiungere, tanto da mettere in secondo piano ciò che si è e ciò che si vuole veramente. Piacere a tutti i costi diventa l’unico obiettivo di vita. Non deludere le aspettative degli altri diventa una missione tale da non riuscire ad accorgersi che ogni azione svilisce la propria persona. Il bisogno incontrollato dell’approvazione altrui porta a rispondere in modo positivo a tutte le prospettive degli altri. Non ci si chiede mai cosa sia importante per se stessi, cosa fa star bene, non ci si cura di ciò che si è ma solo di ciò che può piacere di noi. Si perde il giusto confine tra noi e gli altri. A volte si calpesta anche il rispetto verso la propria persona e verso alcuni valori pur di mettere davanti le esigenze altrui. Si arriva ad elemosinare consensi e gradimenti e se qualcosa non piace si aggiusta il tiro per essere sempre in linea con l’opinione altrui. La paura e il timore di perdere le relazioni sociali influenza il dire e il mostrarsi. E’ più facile deformare la propria persona per non deludere gli altri, rispetto a correre il rischio di farsi vedere per quello che si è. Questo modo di agire porta ad atteggiamenti ipocriti che pur di piacere ostenta bontà, umiltà, buoni sentimenti, devozione, amicizia, affinché tutto capeggi una gratificazione altrui.

Perché mai scegliere la strada dell’essere diretti, schietti e scomodi, se mascherando il proprio essere se stesso con piccoli accorgimenti si ha come ricompensa un’approvazione sociale? Perché vestirsi o seguire le tendenze altrui è più gratificante rispetto ad avere uno stile personale? Perché accettare qualsiasi decisione sociale è più appagante rispetto ad affrontare lo stare soli con la propria scelta?

Mancanza di stima, mancanza di amor proprio, mancanza di coerenza personale, queste mancanze vengono rivestite dall’essere d’accordo con l’opinione sociale e comune. Risultare impopolare fa molta più paura che declinare la propria persona verso i bisogni altrui. Relazionarsi seguendo la propria testa e il proprio volere è molto più difficile che assecondare gli altri. Chi ha atteggiamenti del genere riesce a tessere svariate relazioni sociali che in apparenza funzionano molto bene, ma che a lungo andare portano ad un deterioramento della propria personalità a vantaggio dell’altrui giudizio. Alcune volte succede che molti si nascondono alle spalle di chi non ha nulla da perdere, pur di conservare la propria popolarità evitano di esprimersi e di parlare in modo diretto delegando chi ha più coraggio a mostrarsi senza timore. Parlare di argomenti lineari e comuni a molte persone porta più consensi rispetto ad intavolare temi difficili da maneggiare. Pubblicare sul Social l’ultima citazione dell’autore in voga, postare le foto della famiglia felice simile a quella del ‘mulino bianco’, esibire l’amore con foto di coppie, ostentare la silhouette più in forma, tutto questo equivale al gioco della continua ricerca di popolarità. Pur di piacere ci si ‘vende’. Pur di essere accettati non si da il giusto peso al proprio volere. Pur di essere circondati da persone e non perdere il loro benestare non si valuta in modo reale ciò che si è.

Negli anni mi sono sempre domandata perché la mia persona veniva vista da lontano, quasi come quando si osserva un qualcosa con il binocolo. Si guarda attraverso lo strumento l’oggetto o il soggetto, lo si osserva da ogni punto di vista ma non lo si tocca. Si sente la presenza in maniera chiara e netta, non passa per nulla inosservato, ma non si dice niente. Perché? Perché tutto quello che muove il soggetto non è il risultato del raccogliere consensi, ma il solo e semplice vivere per quello che si è e non per quello che gli altri si aspettano che sia.

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Gli Astri e l’eros: il mostrarsi del Sagittario

Si conoscevano da tempo, sin dall’elementari. Il suo essere amici non solo era frutto del carattere ma era influenzato dal segno zodiacale. Essere nati sotto il segno del Sagittario voleva dire mostrare il suo lato amichevole, gentile e rispettoso, e appena sentiva lo stimolo rivelava la sua vena più passionale. A livello erotico Il suo essere Sagittario spingeva verso lidi profondi, ma il palesarsi diventava reale solo se avvertiva benessere. Una volta trovato il punto d’incontro, che aveva i lineamenti della lealtà, della sincerità, della fiducia, il segno aiutava dando il suo contributo. Si lanciava in atteggiamenti libidinosi, ma sempre con regale licenziosità. Scavare all’interno della sfera erotica era sempre uno studio accorto e giocoso. L’atto sessuale per il suo essere Sagittario aveva un doppio volto: poteva essere fisico e poteva rispondere ai più alti valori del sentimento. Le due facce possedevano una cosa in comune, in altre parole tutto nasceva dallo spirito d’amicizia e dal sapore confidenziale.

Il segno del Sagittario avendo come figura il centauro, una figura mitologica con il corpo diviso a due: una parte umana ed una animale, unisce le pulsioni sessuali più primitive a quelle più umane. La natura del Sagittario in rapporto all’eros lo definisce un amante focoso ma con quel giusto gusto per i sentimenti più intensi. Quando il suo grado di amicizia sale di livello avviene l’esibizione del suo interesse. Una sorta di viaggio avventuroso mosso da una sete di conoscenza più intima sia a livello fisico che a livello sentimentale. L’essere disinibito e naturale, una volta trovata la chiave di lettura del rapporto tanto agognato, viene dettato dal suo essere Sagittario. Il bisogno di voler appagare il suo spirito curioso risulta rispondere ad un andamento lento. Ma la lentezza non è data dalla poca capacità bensì dall’analisi interessata di vivere esperienze per nulla scontate ma sempre eccitanti. La voglia di avventura che caratterizza il segno porta a rafforzare il legame e a rendere tutto spontaneo, divertente e libero da rimorsi. L’attenzione con cui esplora il suo desiderio, il trasporto con cui vive il rapporto, l’entusiasmo che mette in ogni relazione, la sensibilità con cui dimostra il suo coinvolgimento, la sensualità che ogni suo gesto porta con se quando mostra il suo lato più sessuale, tutto questo definisce il segno del Sagittario come un compagno presente, attivo e complice. Però non bisogna dimenticare che se non si sente a proprio agio, se percepisce freddezza da chi desidera, se avverte una certa formalità, allora si allontana.