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Mon Privè: Giochi di ruolo

Il mondo della sessualità è talmente ampio che è limitante pensare di parlare di sesso e porre dei confini prestabiliti e definiti. La mente viaggia di pari passo con la libertà sessuale, quindi se la mente si chiude la sessualità si frena e orbita in un recinto sicuro e protetto fatto di barriere e schemi. Metaforicamente parlando, se si vedesse la sessualità come un parco giochi la propensione a provare le varie giostre su cui salire sarebbe meno repressa. Si sceglierebbe ovviamente il divertimento più congeniale al proprio gusto e alla propria voglia di sperimentare. Si vivrebbe il saggiare un’attrazione allo stesso modo di come quando si mette alla prova il proprio desiderio. Il gioco risponde a varie variabili, la voglia di giocare, il gusto di scegliere il gioco, l’adrenalina che viene fuori dal gioco stesso, l’attitudine al gioco e la disposizione all’ignoto. Temere, escludere e rifiutare il gioco nella sfera sessuale accompagnano la persona verso una condizione di protezione del proprio status portando con il tempo a vivere quella condizione come l’unica e la sola. Al luna park ogni giostra ha il suo grado di pericolo, ciò si ha anche nel sesso. Il gioco sessuale si vede come pericolo per la coppia stessa, per la persona stessa e il più delle volte non si gioca e non si corre alcun pericolo. Ma altre volte si sceglie di giocare in contesti extra e con persone extra, perché l’erotismo lo si vive scindendo l’affettività dalla sessualità. Un comportamento che richiede meno destabilizzazione per la psiche, dato che associare amore a trasgressione propenderebbe ad uno squilibrio.

Se si partisse dall’idea che il desiderio va nutrito e concimato come se fosse un prodotto della natura, allora si capirebbe che il gioco sessuale o erotico è solo il mezzo e lo strumento per raccogliere i frutti di una libera vita sessuale.

I giochi di ruolo sono scenari più o meno conosciuti dove i personaggi diventano protagonisti vestendo i panni di qualcun altro. Creare situazioni più o meno fantasiose, originali e uniche, dipende dalla mente dei partecipanti. Più si ha una mente dominata più il gioco sarà limitante. Sin dalla tenera età i giochi di ruolo erano quelli che portavano i bambini a conoscere se stessi e il loro essere spensierati e liberi di osare spingeva a vivere in modo giocoso la vita. Una volta diventati adulti sembra che tutta quella leggerezza si perda per dare spazio a paura, ansia e preoccupazioni. Provare a calarsi nei panni di un personaggio particolare, o inscenare una dimensione/realtà che non si vive quotidianamente porterebbe a mettersi in gioco e a conoscere il divertimento nella sfera sessuale. Nei giochi di ruolo il travestimento riveste un compito fondamentale. Indossare un capo diverso da quello che si usa abitualmente di solito viene ridicolizzato perché sembra far rivivere quel lato fanciullesco, ma la chiave dei giochi di ruolo dimora proprio nel travestimento sia a livello di abbigliamento che al livello di personalità.

Un noto sessuologo dell’Istituto Evoluzione Sessuale Alberto Caputo dichiara che indossare una ‘maschera’ permette di superare le proprie inibizioni. Si fa parlare la parte di noi che di solito, inconsciamente o per paura delle convenzioni sociali e culturali, per timore di una educazione religiosa, si zittisce. Alimentare lo scenario sessuale con una serie di ruoli inusuali arricchisce la sessualità. Nei giochi di ruolo la parte innovativa e sconosciuta viene messa in gioco e accende la sfera erotica. I giochi di ruolo allenano la mente a ‘comandare’ il piacere. In ogni gioco di ruolo di solito esiste uno sbilanciamento dell’autorità con la conseguente imposizione a seguire la volontà dell’altro.

La psiche abbraccia il desiderio e il desiderio gioca con il piacere.

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Gli Astri e l’eros: la riservatezza dei Pesci

Il segno zodiacale dei Pesci ha come elemento distintivo nella sfera sessuale la riservatezza. Non è per niente esibizionista o palesemente focoso, tanto da essere erroneamente considerato ‘freddo’. La passione non la centellina quando trova un partner con cui instaura un legame profondo e coinvolgente. Chi è nato sotto questo segno vive la sessualità miscelando il lato spirituale con quello fisico. La sua emotività risulta essere il suo punto debole, per questo si deve fidare completamente prima di lasciarsi andare. Il suo essere cauto affida l’iniziativa agli altri. Vuole essere guidato e preso per mano quando entra nella dimensione erotica, non ha timore di provare pratiche innovative e spingersi oltre il limite convenzionale ma l’importante è avere sicurezza e fiducia in chi lo conduce. Per i Pesci il legame intellettivo è fondamentale, per questo ogni rapporto sessuale non sarà mai occasionale. Quando allenta la sua timidezza e il suo essere esitante si trasforma in passionale e sensuale. La discrezione che caratterizza il segno dei Pesci non dissolve il volere di alcune fantasie sessuali, anzi ha una predilezione per i giochi di ruolo in particolare dove ricopre un ruolo di sottomissione. La mente, il corpo e lo spirito sono i tre elementi che devono fondersi tra di loro quando questo segno orbita libero nella sfera erotica. Quando si sente protetto dal partner si abbandona senza alzare barriere. Dal sesso si aspetta un clima comunicativo e lascivo, pronto a fargli dimenticare se stesso. La sua disponibilità diventa la sua forza, ma solo quando si sente innamorato e corrisposto dello stesso amore. Chi è di questo segno zodiacale vive il sesso come una miscela di diversi ingredienti. Oltre al fisico, allo spirito e alla mente, ciò che lo trasporta e lo rende più o meno fragile o forte sono le sensazioni emotive, spesse volte prorompenti. Sensazioni che possono o compromettere la sua sessualità o salvaguardarla e metterla in auge. A volte non si sente completamente libero di agire perché è molto critico con il suo corpo, considerandolo un’offerta a chi lo chiede quasi come se non gli appartenesse. I Pesci si dedicano molto alle situazioni sensuali più che all’atto sessuale in sè. Preferiscono giochi che fanno godere dell’emozione. A questo segno piace la condivisione e la partecipazione di chi gli è accanto, anche se lui si porta dietro la nomea dell’essere passivo. La sua passività però non è limitante, ma è una sorta di dono di se stessi al partner. La sofferenza per i Pesci è contemplata per il modo di vivere la voluttà come esaltazione viscerale.

Un Pesci non potrà mai fare sesso senza sentimento.

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Mon Privè: il Voyeurismo!

Per la mia nuova rubrica dal titolo Mon Privè, in cui userò ogni volta la lente d’ingrandimento sui diversi modi di vivere la sessualità e l’erotismo, sui vari mondi erotici che vanno al di là del “canonico” mondo sessuale, il primo argomento oggetto di esplorazione è il Voyeurismo.

“Il Voyeurismo è l’eccitazione sessuale che si prova quando si guardano gli altri nudi o coinvolti in atti sessuali” spiega Jill McDevitt, psicologo e sessuologo. Il Voyeurismo, come tutto ciò che risulta fuori dalla comune sfera sessuale, viene considerato per molti una perversione o una sorta di feticismo, alcuni lo giudicano come una malattia o un disturbo tanto da provvedere con una cura. Quando l’eccitazione o il desiderio sessuale vengono sollecitati da forme cosiddette ‘non comuni’ allora queste pratiche vengono etichettate come anomale, singolari, che fanno eccezione e che non seguono la regola del buon costume della società. Nella sfera sessuale, essendoci ancora molti tabù da superare, si valuta negativa ogni cosa che possiede una fisionomia o un contenuto diverso dal consueto. Se il Voyeurismo ha come base il piacere di guardare altre persone fare sesso, allora in parte guardare video porno, film porno, rientra nella sfera Voyeuristica. Se si considera che la maggior parte degli esseri umani si eccita guardando altre persone intenti in atti sessuali su uno schermo del pc o del telefono o della tv, allora il Voyeurismo non è poi tanto una pratica sessuale così ‘particolare’. Essere Voyeur vuol dire anche eccitarsi vedendo il proprio partner masturbarsi, ascoltare gemiti di piacere, di godimento. Il Voyeurismo, come qualsiasi altra pratica sessuale, per essere ritenuto sano deve essere consensuale, i protagonisti devono sapere. Esistono anche dei luoghi adatti per la realizzazione di esperienze sessuali, dove tutto è condiviso e consensuale. Voyeur vuol dire colui che guarda e non è contemplato alcun contatto fisico con chi si guarda. Non è detto che ciò che si guarda deve essere necessariamente nudo, l’eccitazione è talmente soggettiva che anche il gesto sessuale può essere da sprono del desiderio.

Ho letto che alcuni fanno una distinzione netta tra il Voyeurismo e il Troilismo, il primo lo associano a chi spia senza consenso altrui, il secondo a chi guarda con consenso altrui. Per non farsi mancare niente esiste anche il Candaulismo, in altre parole colui che si eccita guardando il proprio partner durante un rapporto con un’altra persona. Ho letto articoli che demonizzano queste attività sessuali, ma ho letto anche articoli che raggruppano queste pratiche in una vita sessuale libera da preconcetti e dal fantasma della parola ‘inusuale’. Di solito tutto deve essere visto in un recinto, tutto deve essere limitato al comune pensiero, tutto deve avere lucchetti immaginari o chiavi di porte che non devono mai essere aperte. Da quello che ho visto e da quello che ho letto tutto deve seguire un protocollo o dei comandamenti. Ma vivere racchiuso in una bolla non ha connotati patologici? Il vivere è soggettivo, il vivere la sessualità è soggettivo.

Vedere il Voyeur da un’altra prospettiva allontana quell’etichetta negativa che si usa in modo così gratuito, e porta a capire che chi guarda usa maggiormente come senso la vista. Trae dagli occhi il piacere, è attento ad ogni dettaglio. Colui che prova piacere si limita ad osservare senza toccare, come quando si osserva un’opera d’arte. Gode attraverso la vista delle immagini che lo pervadono. La vista è il collante tra ciò che si guarda e l’io erotico. Il Voyeurismo viene praticato da due soggetti, uno attivo ed uno passivo. Il primo è colui a cui piace guardare, il secondo è colui che piace essere guardato. La brutta fama che questa attività sessuale possiede viene dal non riuscire a capire che tutto quello che si fa è consensuale. Come esiste chi si eccita nel guardare, esiste anche chi si eccita nel farsi guardare o spiare, quindi non bastoniamo sempre questi atti sessuali come malattie o disagi, ma cerchiamo di usare la testa. Perché il sesso non è solo legato al fisico ma il sesso è testa.

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Una illusoria popolarità!

Nello scrivere questo articolo voglio partire da un tema che pesa in modo particolare sulla maggior parte degli esseri umani. Un argomento che sembra avere i connotati di una ‘patologia’ da quando i Social sono diventati il metro di misura di accettazione. Il desiderio impellente, prepotente di sentirsi accettati, amati e ben voluti dagli altri, guida il comportamento e l’atteggiamento umano. Andare alla ricerca sfrenata e a volte incomprensibile di essere considerati a qualsiasi prezzo e di avere un riconoscimento sociale viene considerato un traguardo da raggiungere, tanto da mettere in secondo piano ciò che si è e ciò che si vuole veramente. Piacere a tutti i costi diventa l’unico obiettivo di vita. Non deludere le aspettative degli altri diventa una missione tale da non riuscire ad accorgersi che ogni azione svilisce la propria persona. Il bisogno incontrollato dell’approvazione altrui porta a rispondere in modo positivo a tutte le prospettive degli altri. Non ci si chiede mai cosa sia importante per se stessi, cosa fa star bene, non ci si cura di ciò che si è ma solo di ciò che può piacere di noi. Si perde il giusto confine tra noi e gli altri. A volte si calpesta anche il rispetto verso la propria persona e verso alcuni valori pur di mettere davanti le esigenze altrui. Si arriva ad elemosinare consensi e gradimenti e se qualcosa non piace si aggiusta il tiro per essere sempre in linea con l’opinione altrui. La paura e il timore di perdere le relazioni sociali influenza il dire e il mostrarsi. E’ più facile deformare la propria persona per non deludere gli altri, rispetto a correre il rischio di farsi vedere per quello che si è. Questo modo di agire porta ad atteggiamenti ipocriti che pur di piacere ostenta bontà, umiltà, buoni sentimenti, devozione, amicizia, affinché tutto capeggi una gratificazione altrui.

Perché mai scegliere la strada dell’essere diretti, schietti e scomodi, se mascherando il proprio essere se stesso con piccoli accorgimenti si ha come ricompensa un’approvazione sociale? Perché vestirsi o seguire le tendenze altrui è più gratificante rispetto ad avere uno stile personale? Perché accettare qualsiasi decisione sociale è più appagante rispetto ad affrontare lo stare soli con la propria scelta?

Mancanza di stima, mancanza di amor proprio, mancanza di coerenza personale, queste mancanze vengono rivestite dall’essere d’accordo con l’opinione sociale e comune. Risultare impopolare fa molta più paura che declinare la propria persona verso i bisogni altrui. Relazionarsi seguendo la propria testa e il proprio volere è molto più difficile che assecondare gli altri. Chi ha atteggiamenti del genere riesce a tessere svariate relazioni sociali che in apparenza funzionano molto bene, ma che a lungo andare portano ad un deterioramento della propria personalità a vantaggio dell’altrui giudizio. Alcune volte succede che molti si nascondono alle spalle di chi non ha nulla da perdere, pur di conservare la propria popolarità evitano di esprimersi e di parlare in modo diretto delegando chi ha più coraggio a mostrarsi senza timore. Parlare di argomenti lineari e comuni a molte persone porta più consensi rispetto ad intavolare temi difficili da maneggiare. Pubblicare sul Social l’ultima citazione dell’autore in voga, postare le foto della famiglia felice simile a quella del ‘mulino bianco’, esibire l’amore con foto di coppie, ostentare la silhouette più in forma, tutto questo equivale al gioco della continua ricerca di popolarità. Pur di piacere ci si ‘vende’. Pur di essere accettati non si da il giusto peso al proprio volere. Pur di essere circondati da persone e non perdere il loro benestare non si valuta in modo reale ciò che si è.

Negli anni mi sono sempre domandata perché la mia persona veniva vista da lontano, quasi come quando si osserva un qualcosa con il binocolo. Si guarda attraverso lo strumento l’oggetto o il soggetto, lo si osserva da ogni punto di vista ma non lo si tocca. Si sente la presenza in maniera chiara e netta, non passa per nulla inosservato, ma non si dice niente. Perché? Perché tutto quello che muove il soggetto non è il risultato del raccogliere consensi, ma il solo e semplice vivere per quello che si è e non per quello che gli altri si aspettano che sia.

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Gli Astri e l’eros: il mostrarsi del Sagittario

Si conoscevano da tempo, sin dall’elementari. Il suo essere amici non solo era frutto del carattere ma era influenzato dal segno zodiacale. Essere nati sotto il segno del Sagittario voleva dire mostrare il suo lato amichevole, gentile e rispettoso, e appena sentiva lo stimolo rivelava la sua vena più passionale. A livello erotico Il suo essere Sagittario spingeva verso lidi profondi, ma il palesarsi diventava reale solo se avvertiva benessere. Una volta trovato il punto d’incontro, che aveva i lineamenti della lealtà, della sincerità, della fiducia, il segno aiutava dando il suo contributo. Si lanciava in atteggiamenti libidinosi, ma sempre con regale licenziosità. Scavare all’interno della sfera erotica era sempre uno studio accorto e giocoso. L’atto sessuale per il suo essere Sagittario aveva un doppio volto: poteva essere fisico e poteva rispondere ai più alti valori del sentimento. Le due facce possedevano una cosa in comune, in altre parole tutto nasceva dallo spirito d’amicizia e dal sapore confidenziale.

Il segno del Sagittario avendo come figura il centauro, una figura mitologica con il corpo diviso a due: una parte umana ed una animale, unisce le pulsioni sessuali più primitive a quelle più umane. La natura del Sagittario in rapporto all’eros lo definisce un amante focoso ma con quel giusto gusto per i sentimenti più intensi. Quando il suo grado di amicizia sale di livello avviene l’esibizione del suo interesse. Una sorta di viaggio avventuroso mosso da una sete di conoscenza più intima sia a livello fisico che a livello sentimentale. L’essere disinibito e naturale, una volta trovata la chiave di lettura del rapporto tanto agognato, viene dettato dal suo essere Sagittario. Il bisogno di voler appagare il suo spirito curioso risulta rispondere ad un andamento lento. Ma la lentezza non è data dalla poca capacità bensì dall’analisi interessata di vivere esperienze per nulla scontate ma sempre eccitanti. La voglia di avventura che caratterizza il segno porta a rafforzare il legame e a rendere tutto spontaneo, divertente e libero da rimorsi. L’attenzione con cui esplora il suo desiderio, il trasporto con cui vive il rapporto, l’entusiasmo che mette in ogni relazione, la sensibilità con cui dimostra il suo coinvolgimento, la sensualità che ogni suo gesto porta con se quando mostra il suo lato più sessuale, tutto questo definisce il segno del Sagittario come un compagno presente, attivo e complice. Però non bisogna dimenticare che se non si sente a proprio agio, se percepisce freddezza da chi desidera, se avverte una certa formalità, allora si allontana.

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Sesso vs Amore

Di solito prima di affrontare un argomento, prima di riflettere su un determinato tema, mi informo, mi aggiorno, cerco di toccare ogni strato, di suonare ogni corda del ragionamento. Studio per arrivare all’elaborazione del concetto, e proprio quando cerco materiale capto se il tema è ostico oppure semplice, se è stato trattato oppure tralasciato. L’ argomento di cui parlerò in questo articolo è stato analizzato, psicanalizzato, sviscerato, sezionato in ogni sua sfumatura, proprio perché risulta una questione sempre attuale e trattata da più angolazioni tanto da essere considerata ogni volta reale.

Amore e Sesso. Due facce di una stessa medaglia? Due volti separati e distinti? Non si riesce mai a capire se l’uno vive senza l’ altro o l’ altro è contorno o cornice dell’uno. Per molti la risposta è semplice: non esiste Sesso senza Amore. Ma per alcuni, che non sono neanche pochi, il Sesso fine a se stesso è contemplato come espressione di sessualità. E’ quella parte che rappresenta le fantasie più stuzzicanti, quella esaltazione del piacere erotico. Sesso e Amore sembrano in continua lotta tra di loro. Il più delle volte l’Amore viene considerato l’estinzione del Sesso, perché tutto è visto da un punto di vista meno audace o meno trasgressivo dato l’ingrediente principe del sentimento. Separare le due sfere porta a trattare le due dimensioni come se non possano convivere, ma entrambe hanno facoltà di coesistere. Il Sesso è carnalità, è giocosità, è bramosia, è passione. Spogliare l’Amore da tutto questo non fa altro che far vivere la vita di coppia o una qualsiasi relazione in modo carezzevole e delicato. Ma alla passione non si comanda, davanti al desiderio non si scappa e vivere le sensazioni attraverso i sensi non si deve rinunciare. Il Sesso senza cuore è un soddisfacimento momentaneo, appaga ma non è durevole, è un impulso fisico. Il Sesso può essere considerato come il profilo di un’opera d’arte, la sagoma, la figura, che compiace la vista, ma per soddisfare la mente si deve avere una conoscenza chiara dell’opera in questione. Esplorare l’opera nella sua interezza non solo rende nitidi i contorni ma porta l’opera stessa alla sua più totale comprensione. L’eros deve scorrere tra le radici dell’ Amore ma deve irrorare anche i rami del Sesso. L’affettività non dipende dalla durata della relazione, essa esiste a prescindere, il legame nasce senza chiedersi quanto tempo durerà ma sa che quel tempo scandisce le lancette del Sesso e dell’Amore. Amare il Sesso è come fare Sesso con Amore. Entrambi i mondi hanno espressioni diverse, vivono di sfumature diverse, basta solo capire come ognuno le interpreta pur mantenendo salda la loro natura di essere. Sembrano due contrasti che possono in qualsiasi momento entrare in conflitto, ma ci sono momenti che si fondono e si intrecciano e in quei casi bisogna cogliere tutto. Dare senso e valore ad ogni gesto anche a quello prettamente sessuale rende il Sesso connesso all’Amore. Due strade capaci di camminare insieme in quel labirinto emotivo ma anche impulsivo. Vivere la sessualità con il Sesso ha connotati limitati e arricchisce un solo aspetto della vita. Viverla con la voglia del Sesso mossa da un piacere intenso e profondo che lega in modo emozionale valorizza la sessualità stessa. Il Sesso sta al corpo come la mente sta all’Amore. Un corpo senza mente è istinto, una mente senza corpo è povera. Il Sesso e l’Amore non sono due percorsi che si contrappongono ma si sovrappongono dando vita ad una sessualità carnale e mentale.

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Gli Astri e l’eros: la continua provocazione dello Scorpione

Essere del segno dello Scorpione nella sfera sessuale vuol dire possedere generosità, devozione e un pizzico di romanticismo. La sessualità che viene vissuta dallo Scorpione è caratterizzata dal senso di lasciarsi andare ad esperienze molto intense. Ogni incontro con l’eros diventa sempre un viaggio nella passione fino ad entrare nelle profondità del desiderio. Questo segno alimenta la sua voglia sessuale attraverso la provocazione. Provocare è la sua attività preferita e prediletta. Una provocazione che a volte risulta essere anche sfacciata con gesti o con doppi sensi. Il suo fine ha sempre quei connotati che solleticano e sollecitano la sfera erotica. Il suo essere provocatorio cerca di continuo una risposta attiva senza la quale rischia di annoiarsi tanto da non riuscire a stimolare a sufficienza la sua eccitazione. Questo segno ha bisogno di persone ricettive che riescano a sostenere i suoi ritmi a volte molto sostenuti. I suoi comportamenti non devono mai essere giudicati dato che la sua libertà di espressione racchiude anche atteggiamenti fuori luogo. Lo Scorpione non fa mai niente che va contro la sua natura ecco perché in campo sessuale il dolore e il piacere, il negativo e il positivo camminano insieme. Il suo vivere in modo drammatico lo si percepisce anche nell’ erotismo, tutto sembra seguire una direzione ma è pronto a fuggire al primo segnale di disinteresse. La passione che vivono i nati sotto questo segno zodiacale non solo è estrema ma è anche inquieta. Tutta la sua cupidigia ha tinte torride e sensuali, è capace di stare in apnea tra la paura e il desiderio con occhi sognanti di piacere e cuore ebbro di attesa. Lo Scorpione è in grado di far vivere esperienze senza freni, scatenato nel vivere la sessualità in modo profondo e prepotente nell’essere amante del piacere totale. Vivere in modo intenso l’eros porta il segno ad attendere il momento giusto e adatto, non ha fretta anzi si concede quando la sua fantasia è stimolata per bene e quando avverte che la sua vorace fame potrà essere soddisfatta. Coloro che hanno questo segno non amano le situazioni scontate o frettolose, preferiscono godersi ogni momento dall’inizio alla fine. Il durante, il come, lo Scorpione, lo sceglie insieme al partner ma non disdegna di prendere l’iniziativa anche per quanto riguarda l’esplicarsi di pratiche non banali ma sempre nuove e vivaci. Questo segno è un amante dello sperimentare le diverse facce dell’erotismo, diventa un vero e proprio acrobata delle fantasie. Lo Scorpione è il segno che per eccellenza vede e vive il sesso come un lanciarsi e un lasciarsi andare a sfrenati incontri di pura passione e privi di tabù.

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Il pudore si spoglia!

Il pudore è silenzioso, non si sente e non si ascolta. Il pudore non è rumoroso ma a volte porta dei tumulti interni che limitano e frenano quella libertà che scalpita. Nel sesso e nella sessualità avere un eccessivo pudore non fa altro che creare una fissazione verso la ‘purezza’ e porta a colpevolizzare la ricerca del piacere. Demonizzare pratiche o fantasie, disdegnare lingerie sexy, rincorrere una cultura ed una educazione troppo chiusa, tutto questo può far trasformare in ansia qualcosa che dovrebbe essere vissuto con leggerezza e con la massima libertà. Quando qualcosa di nuovo incontra la nostra strada o situazioni diverse si affacciano alla nostra finestra si può rispondere con disagio, paura, timore, insicurezza, magari anche in modo goffo, ma se quella vergogna lascia il posto ad una sana audacia allora ne gioverà anche la propria autostima e la propria sicurezza, soprattutto in ambito sessuale. Il troppo pudore frena la praticità di ogni essere umano. Vergognarsi di indossare un abbigliamento ‘osé’, limitarsi di vestire in modo provocante o provocatorio, con il tempo inibisce ogni libertà di essere. Siamo talmente tante tonalità di schizzi di colore che non ci si può frenare perché l’essere pudici è la nostra catena alla cultura ricevuta. Il pudore nasce dall’adolescenza, il nostro corpo avverte un essere più consapevole e su quella sensazione bisognerebbe lavorare. Le troppe inibizioni, il vedere le cose sempre bianche o nere senza alcuna sfumatura soprattutto nella sfera erotica e sessuale, possono dare origine a rapporti o relazioni con reti di confine invalicabili, e con il tempo vivere la propria sessualità o la propria vita in modo incompleto. A volte mi chiedo se nascere in un paese come l’Italia abbia contribuito a vedere tutto con un velo di vergogna, di eccessiva castità. Mi guardo intorno e vedo tanti freni, scorgo lo sguardo oltre il confine e percepisco libertà di vivere, libertà di essere, voglia di essere liberi. La vita è come una palestra, ogni attrezzo diventa facile e comprensibile se lo si usa nella maniera giusta, ogni movimento diventa più fluido se lo si sente e se il corpo diventa amico e complice appropriandosene. Quindi perché non esercitarsi e sudare scostando quel velo pudico che diverse volte è imposto dalla società? Nei rapporti intimi l’essere pudico può essere da ostacolo. In questi rapporti si condivide la parte più interiore ed emozionale con l’altra persona, si porta alla luce la propria natura autentica senza filtri e senza orpelli. Se si soffoca, se si reprime per senso di inadeguatezza si rischia di non riuscire ad essere naturali, e magari far nascere delle frustrazioni che possono recare sofferenza alla comunicazione o alla relazione stessa. Non riuscire a mostrarsi, non giocare con il proprio corpo, non dedicarsi al benessere sessuale personale, può nascondere un non accettarsi, essere ancorati a tabù può aumentare il proprio essere pudico. Uno spauracchio continuo che non dovrebbe essere trascurato perché può insorgere anche in altri momenti di vita e minare la qualità della stessa. Spesse volte ci si vergogna di un proprio difetto, o si ha paura di perdere la propria integrità o dignità, ma nascondersi dietro il sipario della pudicizia non aiuta, anzi non fa altro che affossare più in profondità parte della propria persona. Non vergognarsi, non essere pudici, essere disinibiti e sfacciati non vuol dire mancare di eleganza o di amor proprio, non è sinonimo di essere scandalosi o indecenti, ma è solo essere disinvolti e spontanei con il proprio corpo e con il contesto in cui si vuole denudare la propria libertà.

Raccontarsi senza pudore è come farsi accarezzare dai raggi del sole, è come giocare a piedi nudi sulla sabbia, è come farsi sfiorare l’anima.

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Un abbraccio caldo e molto chic!

Quando si sceglie un capo di abbigliamento si pensa sempre alla forma del corpo. Quanti articoli si leggono dal titolo ‘scegliere il capo in base alla forma del corpo’ oppure ‘la forma a pera, a mela, a clessidra veste…’. Insomma tutto sembra rispondere al profilo del corpo. E se partissimo da come il nostro corpo si sente con quel determinato abito o vestito? E se considerassimo il nostro riflesso allo specchio, quando vestiamo un capo di abbigliamento, in modo obiettivo senza farci influenzare da canoni, prototipi o dicerie? Se avessimo la mente sgombra da ogni regola e dettami che impongono il più delle volte l’adattamento del nostro corpo ad uno stile che magari non corrisponde a ciò che è meglio per noi? Rispondendo Si a tutte queste domande si riuscirebbe a non stare dietro alle forme o ai contorni, ma a come ci sentiamo e ci vediamo. Saremmo anche in grado di valutare se quell’abito risponde alle nostre esigenze, ai nostri desideri.

Partendo da questa premessa il capo di abbigliamento su cui voglio soffermarmi è il cappotto vestaglia. Tutti gli abiti si interpretano, si rivisitano, si creano e il cappotto vestaglia è uno di questi abiti. La cintura a corredo del cappotto sembra un accessorio ma ha il potere di regalare quel senso di comfort che si sente quando si usa la vestaglia da camera. La sensazione di essere avvolti e di sentirsi al sicuro come a casa rende questo stile di cappotto ancora più unico. Questo tipo di cappotto porta il nome di Doglietta apparso nei primi dell’ 800 e creato con tessuti pregiati. Le linee morbide e delicate del cappotto vestaglia lo rendono adatto ad ogni occasione, perché non solo diventano complici di uno stile elegante ma incorniciano uno stile casual e informale. Gli ingredienti principali che il cappotto vestaglia deve avere sono: l’essere confortevole, l’essere caldo e l’essere chic. Il mix di questi elementi lo rendono il capospalla per eccellenza. Il cappotto vestaglia riveste un ruolo strategico dato che la cintura in vita lo rende versatile. Se la cintura non si allaccia allora la figura si mostrerà in modo lineare dando quel tocco di scioltezza e naturalezza, se invece la si annoda allora la silhouette si sentirà cingere in un abbraccio e metterà in evidenza ancora di più la persona. L’inverno può essere freddo e gelido ma vestire capi che rimandano al calore di casa o ad un calore più intimo sicuramente allieterà quella sensazione da brividi. Il cappotto vestaglia è uno dei capi di abbigliamento più sofisticati che si possa indossare durante il periodo invernale.

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Gli Astri e l’eros: la Vergine e il suo essere meticoloso!

La Vergine ha una propensione a dare e a donarsi in modo completo. Nella sfera erotica si dedica al piacere del partner senza però dimenticare il suo. Dona ma pretende che i suoi sforzi siano ripagati. E’ un segno che sa cosa vuole, è chiaro in quello che vuole. L’intensità con cui agisce, che contraddistingue questo segno, la si nota perché non passa in osservato. Ogni dettaglio ha il suo giusto valore, la Vergine non lascia nulla al caso. Le attenzioni particolari le riversa nell’approccio iniziale, nei preliminari. Non si dedica mai a qualcosa in cui non crede. Un pregio in una relazione può essere il suo abbandonarsi al desiderio in modo totalizzante ma questo può rendere chi è nato sotto questo segno anche vulnerabile. Bilanciare il suo modo di dare con il bisogno di ricevere non è sempre facile ma la Vergine cerca di riuscirci senza farsi troppo male. E’ capace di mettere in conto i rischi e le possibili delusioni senza perdere mai la sua tempra. La sensualità della Vergine è ben nascosta e deve essere saputa stimolare. A volte la sua rigidità viene presa con un significato quasi di distacco sulle cose e sulle persone, ma in realtà è solo un mascherare ciò che è la sua carica erotica e scatenata. La comunicazione per la Vergine è molto importante, ma non solo quella verbale ma anche quella gestuale. Comunicare stando zitti e attraverso solo un’espressione, un atteggiamento, uno sguardo. La Vergine vive il sesso non come un arrivo ma come un percorso. E’ un segno meticoloso e si gode ogni momento nella sua totalità. Si prende i suoi tempi ma solo per fare tutto al meglio delle sue possibilità. L’ attenzione non cala in nessuna occasione, è sempre presente. Il segno eroticamente predilige i sensi del tatto e del gusto, sono importanti in ogni fase dell’approccio sessuale. Il controllo della Vergine risulta quasi un marchio del segno, un simbolo, ma il suo controllo ha un suo esistere anche a livello erotico tanto da diventare una sorta di godimento accurato. La Vergine non sopporta la svogliatezza e il non dare importanza o il giusto valore a ciò che la circonda.

Nell’eros ogni segno può trovare una caratteristica personale magari amplificata oppure sentita in modo diverso. Non è detto che se una peculiarità di una persona nel quotidiano risponda ad un certo rigore e sia di una certa sfaccettatura allora debba esserlo anche nell’ambito sessuale. Nella sfera erotica tutto può essere visto con occhi diversi e vissuto con il solo obiettivo del piacere e non del farsi piacere.

Per questo la Vergine si dedica in modo diligente a godere e far godere, solo per il gusto del desiderio.