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Il Made in Italy: due realtà che con orgoglio portano questo marchio!

Made in Italy è un’ espressione che compare su prodotti d’ eccellenza, prodotti che sottolineano la progettualità, l’ idealizzazione e l’ artigianalità esclusivamente italiana. Il Made in Italy sembra una dicitura atta a richiamare una realtà in cui tutto ciò che gravita risponde a regole di qualità, innovazione, raffinatezza, fantasia, cura dei dettagli e capacità di durare nel tempo. Ogni nazione racchiude nella parola Made i propri tratti distintivi, una sorta di biglietto di identità e da visita, e questi tratti sono caratteristiche che risaltano nei prodotti tanto da definirli esclusivi. Il marchio Made in Italy rappresenta creatività e maestria, ecco perché in tutto il mondo questo marchio ha un valore inestimabile, e possedere un prodotto Made in Italy rende orgogliosi e vanitosi, quasi come se tutti fossero disposti a fare piccoli sacrifici pur di essere in grado di acquistare un articolo di produzione italiana. E proprio per pavoneggiarci ancora di più il Made in Italy è stato classificato il terzo marchio al mondo per notorietà, secondo alla Coca Cola e alla Visa.

In questo mese ho potuto provare personalmente cosa si intende Made in Italy grazie a due aziende di settori diversi e di regioni diverse che mi hanno inviato i loro prodotti di punta. Ciò che le accomuna sono elementi basilari come la serietà e la professionalità, l’ area geografica in cui sono nate, il Sud, e la passione che trasferiscono in ogni loro prodotto. Il marchio Made in Italy che queste due aziende esibiscono con un alone di gloria lo esprimono nella dedizione e operosità che mettono nella cura delle materie prime. La prima azienda che in ordine di contatto mi ha inviato i suoi prodotti nasce nel Salento e prende il nome dal paese in cui è sbocciata, Diso, da qui I SANTI DI DISO. Un’ azienda che con i suoi prodotti cosmetici e nutraceutici personifica il forte legame con il territorio in cui sorge. Quando ho provato i loro cosmetici, che sono costituiti da elementi naturali senza alcuna ingerenza di sostanze chimiche, la mia pelle ha assaporato e si è goduta la mediterraneità dell’ Italia, odori, profumi e consistenza hanno amplificato i miei sensi e trasportato in quella terra dove i colori della natura si esaltano e diventano i protagonisti indiscussi.

L’ altra azienda che incarna l’impronta del Made in Italy è SLim ITALIA. Una realtà aziendale che si trova in un paese della Sicilia, Gela, e che firma con il tratto distintivo della italianità ogni prodotto che crea. Ogni loro accessorio risponde a leggerezza, dinamicità e originalità oltre che a modernità, passando per la comodità. Quando ho ricevuto il loro zaino antifurto multiaccessoriato ho subito notato l’attenzione nei dettagli e nel rendere chi lo riceve il più soddisfatto possibile, non si tratta solo di puntare all’ unicità ma di interessarsi, con i loro oggetti, all’appagamento totale nell’ utilizzo.

Quando si acquista un prodotto Made in Italy non si compra solo il prodotto ma tutta la storia e la personalità di ciascuna azienda italiana!

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La scelta di un Brand rispetto ad un altro

Vi siete mai chiesti quale sia la motivazione principale che ci porta a scegliere un brand rispetto ad un altro? Vi siete mai soffermati a pensare perchè acquistiamo una firma piuttosto che un’altra? Io ho notato che chi ha chiaro ciò di cui ha bisogno e soprattutto conosce lo stile che più si addice al suo carattere e alla sua personalità, allora è cosciente del perchè predilige un brand e non un altro. È pur vero che di un’azienda si può preferire un accessorio ma non un capo di abbigliamento, un capo intimo ma non la linea cosmetica, oppure di un determinato marchio ci può piacere un solo prodotto creato per una precisa stagione. In questi casi non è il brand che fa da padrone ma è lo stile di quell’articolo che decreta la nostra scelta. Altre volte invece si favorisce un brand perchè la promozione, la maggiore commercializzazione, influenza il modo di vestire e quindi anche lo stile da indossare. Altro parametro da non sottovalutare che fa primeggiare una marca invece che un’altra è la disponibilità economica, se in quel preciso momento non si può acquistare un capo o un accessorio di un brand non lo si fa perchè non si vuole, ma perchè il prezzo è talmente esoso che si ripiega in quello più raggiungibile. Quando siamo davanti ad una domanda del tipo “dimmi il tuo brand preferito” la mente viaggia e subito immagina magliette, abiti, borse, scarpe che possediamo o che vorremo possedere di quel particolare marchio, e la risposta è dettata da ciò che per noi rappresenta quella firma. Il valore di un brand non si vede dalla grandezza del logo o dalla sua esagerata distribuzione, ma dalla qualità delle materie prime e dalla serietà dell’ azienda. Questi elementi a mio parere dovrebbero portare a scegliere un marchio invece che un altro, ma il più delle volte si nota che è la popolarità a dettare legge. L’unicità dovrebbe essere un requisito importante nella predilezione dei marchi, ma spesse volte sfoggiare la marca che va più di tendenza, o avere un capo che è in voga, fa acquistare un brand anziché l’altro. Ogni brand ha un proprio carattere, non scegliamolo perchè tutti lo fanno o perchè risulta più famoso, ma preferiamolo perchè lui ci seduce, ci emoziona, e con lui troviamo una relazione.

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I Social Network: tra realtà e finzione!

Realtà o finzione? Questa domanda me la pongo soprattutto quando una persona o un personaggio si interfaccia attraverso un display, quando esso stesso comunica e interagisce attraverso uno schermo, certo questo può accadere anche nella realtà ma è più usato chiederselo nel virtuale. Alle volte sembra prassi rispondere a questa domanda con un “ma io non faccio vedere tutta me stessa, io uso una maschera, perchè voglio tenere intatta la mia privacy”. Mostrare come si è attraverso un Social non vuol dire violare la propria privacy, anche nella vita reale la si dovrebbe proteggere, ma vuol dire non usare artifizi, trucchi, essere semplicemente quello che si è. Non esibire alcuni lati del proprio carattere non è sinonimo di creare una figura ad hoc che non corrisponde al vero. Certo, con il tempo il confine tra i due mondi potrebbe confondersi, il personaggio che appare sui Social potrebbe confondersi con quello che è nella realtà, ed è proprio lì la base su cui metto il focus. Se una persona si presenta per quella che è non creerà mai confusione ma rimarrà tale e quale a quella che è in natura. Nella realtà c’è la rincorsa alla carriera, a superare i propri limiti, a crearsi un ruolo di prestigio o comunque di rilievo, e a mio avviso l’ambizione sana non ha mai fatto del male. Sui Social c’è la gara a quanti like prende un post, a quanti seguaci e messaggi si hanno, c’è una continua rincorsa a raggiungere e superare il prossimo, e questo dietro ad un display è più facile farlo inventandosi una vita finta o una realtà apposta. Il detto non è tutto oro quel che luccica sembra corrispondere ad un vademecum dei Social. L’ostentazione ha confini labili, è facile essere esibizionisti se non si fa vedere il proprio essere, si fa sfoggio della felicità, dell’essere sempre perfetti anche di prima mattina, del mostrare sempre giornate interessanti e molto impegnative in maniera cosi semplice che si può cadere nell’essere oggetto di invidia. Con il tempo il fine principale dei Social si è perso o è rimasto solo nella mente di alcuni, il fine ultimo era ed è sempre stato la condivisione e non lo sfoggio di una dimensione fatta di orpelli. Uno dei maggiori Social più in voga in questo momento è Instagram, dove la finzione è rasente alla follia. Ci si inventano finte collaborazioni con aziende, ci si inventa la partecipazione ad un evento o addirittura un viaggio pagato da un’agenzia. Insomma pur di far risplendere la propria vita sui Canali Social tutto sembra essere diventato lecito. Pur di far vedere che l’erba del nostro giardino è sempre più verde allora si nasconde l’essere vero. Non voglio fare tutta un’erba un fascio, ma i Social Network oltre ad essere strumento che accorcia le distanze tra persone, è un campo in cui ci si mette in gioco. O che lo si faccia in maniera ludica o che lo si faccia perchè ci si crede, la base con cui lo si fa deve essere sana, onesta e proficua. Se si vuole stare sui Social bisogna ricordarsi che ‘si è quello che si mostra di essere’, quindi se ci manifestiamo finti allora si è finti altrimenti si è reali! Non bisognerebbe perdere l’occasione di farci conoscere così come siamo, esporci senza sovrastrutture, non si dovrebbe preparare a tavolino una vita patinata e formale. Decidiamo noi di salire sul palcoscenico ma facciamolo senza imitare o fingere.

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Anche in estate la città deve vestirsi di gusto!

Se si dice che l’abito non fa il monaco io dico che il luogo invita a vestirsi in maniera adatta e consona, un pò come fanno le stagioni che fanno scoprire e fanno coprire. E proprio su questo aspetto mi voglio soffermare. Che sia inverno o estate quando si passeggia o si cammina in città il buon gusto non deve mai mancare. Non credo sia solo un fatto di temperatura ciò che porta ad indossare look non adeguati alla city durante i periodi estivi, ma credo sia un vedere questa stagione come un ‘tutto è lecito’. Se in pieno inverno si vedesse indossare un paio di infradito mentre si passeggia in città sicuramente si rimarrebbe interdetti e la stessa cosa può accadere in estate incontrando ‘look da spiaggia’. Nella stagione estiva andare in giro per la città, andare alla scoperta di angoli nascosti o solo andare a fare shopping, richiede cmq un’accortezza nello stile da sfoggiare, non si parla di agghindarsi ma solo di porre attenzione a cosa si indossa. Il caldo torrido non deve essere il motivo per cui si sceglie di mettere qualsiasi capo pur di stare freschi e di sudare il meno possibile, anche in questo periodo il galateo e un minimo di contegno devono essere sempre elementi da considerare fondamentali. Basta poco per perdere credibilità quindi perchè rischiare? Copricostume e caftani non fanno parte dei capi da città, anche il nome stesso riporta a località di mare, quindi si possono sostituire con abiti di lino o completi in cotone prediligendo come colore tonalità chiare. Micro shorts o gonne inguinali risultano abiti succinti quindi non adatti alla vita da città, come anche top a fascia o maglie con le spalle completamente nude, alternativa a questi capi possono essere pinocchietto o bermuda sotto il ginocchio, gonne lunghe o ad un altezza media e magliette leggere o bluse. E ancora la canottiera a costine, tipo alla Marlon Brando in un noto film “Un tram”, non si addice alla città magari basta solo metterci sopra un blazer di lino e tutto diventa più elegante. Altro capo da considerare poco pertinente alla città è il bikini indossato al posto della lingerie, non si porta nei mesi invernali perchè farlo nei mesi estivi? Semplici accorgimenti che ripagano in stile ed eleganza. Non sono dogmi da seguire, non sono comandamenti da osservare ma sono banali linee guida da prendere per non scivolare in volgarità e cattivo gusto.

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Bianca come il latte o nera come il carbon?

” Quel vestito di quel colore ti donerà molto con l’abbronzatura” Perchè la compera di un capo in questa stagione deve rispondere alla tendenza abbronzatura? E se l’abbronzatura non fosse pìu di moda? E se si rinunciasse ad avere quel colore da tintarella che sembra sia l’unica ragione dell’estate? E ciò non vuol dire rinunciare al mare e a questa stagione tanto amata da tutti, ma non fare di quella tinta uno status da esibire. Avere un aspetto naturale e sano sembra essere non consono al periodo, quella sete di colore che ogni anno caratterizza la maggior parte delle persone diventa un obiettivo da raggiungere. E se sfoggiare la pelle abbronzata non rispondesse più ai canoni di bellezza? Io penso che sarebbe l’unica cosa verso cui molte persone andrebbero controcorrente, e mostrerebbero ugualmente quel vezzo a cui non si può fare a meno. La scelta di un costume sembra essere guidata dal fattore abbronzatura, ridurre il costume in spiaggia attorcigliandolo, togliendo le spalline o slacciandolo diventa quasi un rituale per chi vede tutto in funzione del colorito. Ostentare la tintarella vuol dire anche vantarsi di essere stati in vacanza, da diventare quasi un must per molte persone. Sarebbe inammissibile per alcune scuole di pensiero presentarsi in spiaggia completamente bianchi e quindi ecco il culto di lampade e docce solari, che si usano anche tutto l’anno per avere la pelle di un nero selvaggio. Si è passati dagli anni in cui l’abbronzatura era di moda agli anni in cui venne demonizzata. Si è sempre pensato per retaggio che avere una pelle colorata fosse il biglietto da vista del ceto popolare, dato che passavano la maggior parte della loro vita a lavorare sotto il sole, e anche per questo si differenziava dal ceto nobiliare che non aveva bisogno di lavorare. Quando poi l’abbronzatura la si vide anche come momento di relax allora ci si esponeva al sole ma colorandosi sempre in maniera soft e stabilendo sempre una sorta di bon ton dell’abbronzatura. Anche se la tendenza è cambiata rispetto a qualche anno fa sulla tintarella si vede questa forma di vivere il sole, la stagione o la vacanza come un modo per raggiungere l’ambito colore, quasi alle volte “ghettizzando’ chi non la pensa in questo modo. Il fenomeno dello scurimento della pelle non avrà mai fine e in merito mi viene da dire ” meglio un raggio di sole in meno che una ruga in più”!!

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Chogan una realtà tutta da scoprire!

Non l’avevo mai sentita nominare, non avevo letto alcuna notizia su di lei, non sapevo neanche della sua esistenza e quando ho letto l’email della consulente Francesca Chiola in cui chiedeva di darle i miei contatti perché l’azienda era interessata a farmi provare i suoi prodotti, allora solo in quel momento ho scoperto chi è Chogan. Una realtà aziendale nata nel 2013 a Barletta che porta sul mercato prodotti di profumeria e cosmesi ma che con il tempo ha allargato i suoi orizzonti, entrando a far parte del settore Network Marketing proponendo e diversificando le sue proposte come gioielli, abbigliamento, integratori alimentari e molto altro. Insomma un grande negozio in cui ogni reparto presenta una tipologia di prodotti diversi e di buona qualità. Ciò che mi è saltato subito all’occhio di questa azienda è la passione che mette e che instilla nei suoi rappresentanti, oltre a puntare sul pregio dei suoi prodotti. Una volta dato il mio contatto telefonico, la consulente Francesca mi ha inviato tutti i cataloghi dell’azienda e mi ha dato libera scelta su tutte le linee che offrono, dalla linea di abbigliamento a quella degli accessori, dalla linea cosmetica a quella della profumeria, dalla linea home alla linea hi-tech, dalla linea make-up alla linea oli, avevo l’imbarazzo della scelta, e di prodotti ne dovevo prendere tre e quindi mi sono messa a guardare tutto e alla fine ho scelto tre prodotti di svariati settori. Un mondo quello di Chogan in cui ti tuffi e staresti ore e ore a mirare tutto ciò che propone, un mondo in cui ti gusti ogni piccolo oggetto di natura diversa, un mondo in cui raggruppa sotto un unico nome tipologie di prodotti di buon valore. Dopo aver deciso cosa facesse al caso mio e cosa avesse attirato il mio interesse al di sopra di tutto, ho comunicato a Francesca i tre oggetti e neanche il tempo di ringraziare che già aveva fatto l’ordine e li aveva messi in spedizione. Professionalità e esperienza sono state due caratteristiche che ho notato subito e in due giorni lavorativi ho ricevuto il pacco. La realtà Chogan oltre a puntare alla qualità e alla varietà punta anche al prezzo, contenuto e non esagerato, adatto a tutte le tasche. Un aspetto non da poco è la proposta dei loro profumi che ad un costo modico si ispirano e riprendono le fragranze dei più importanti e costosi brand. Fin quando non si viene a contatto con determinate realtà non si può giudicare o parlarne a priori, io ho visto con occhi e toccato con mano un mondo che neanche sapevo esistesse!!