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Il vegan: uno stile di vita!

Quando pensiamo al vegan attribuiamo questo temine direttamente al cibo ma essere vegan è uno stile di vita, è dare attenzione a ciò che non è di origine animale, mettere in primo piano tutto ciò che non proviene dal mondo animale. E più passano gli anni più ogni settore crea un piccolo angolo che si dedica a questa filosofia di vita. Come quest’anno alla London Fashion Week Festival, che si è tenuta a settembre, si è messo al bando le pellicce. Le scelte etiche delle aziende che hanno partecipato rispondevano all’uso di tessuti non provenienti da esseri viventi, su capi semplici come abiti, pantaloni e magliette fino ad arrivare ad accessori come scarpe e cappelli. Nello specifico, in questo nuovo stile di intendere la moda, nelle scarpe viene usata l’Alcatara per la tomaia, la microfibra per la fodera, la gomma Vibram per le suole, e il cotone al 100 per 100 per i lacci. C’è un tipo di seta che viene chiamata seta cruelty free che deriva dall’India e recupera i bozzoli lasciati a terra dai bachi che vengono riusati e ritessuti come fossero una fibra corta. Insomma tutto finalizzato al massimo rispetto dell’ambiente e degli animali. Vegano alle volte sembra essere un termine di tendenza senza considerare che a mio avviso è uno stile di vita, è uno stato d’animo, è sentire la finalità e viverla. Vivere la moda vegan è usare al posto della lana materiali come velluto, flanella, ciniglia, al posto della seta tessuti come il lino, juta, canapa e cotone, e al posto della pelle la viscosa e il bambù. La natura ha sempre sprigionato fascino in tutta la sua interezza e così succede anche nell’abbigliamento e nella moda vegan, i prodotti naturali si mostrano nella loro armonia sottolineando la filosofia che c’è dientro ad una singola parola. Alcuni stilisti che portano avanti questo stile di pensiero sono Stella McCartney, Elisabetta Lanfranchi, Armani, Renzo Rosso creando linee totalmente eco. Invece tra i marchi ‘comuni’ troviamo Bershka, Oysho e Pull and Bear e diverse collezioni del marchio Zara. Di solito questo modo di vivere la moda la si sente molto all’estero quindi se volessimo acquistare un capo vegan possiamo dare un’occhiata al mondo internet. Vegan è uno stile di essere, non ci si diventa perchè fa tendenza, quindi qualunque sia il motivo che porta a vivere questo stile facciamolo con consapevolezza. E non ci dimentichiamo di guardare le etichette!

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Moda e Spiaggia: amiche o nemiche?

Moda e Spiaggia? Se penso a queste due parole, che sono anche due realtà, mi viene da dire che la spiaggia diventa una passerella, un tappeto rosso, si sfoggia l’ultimo costume di tendenza, si indossa la borsa vista nell’ultima sfilata, si esibisce un make up con le nuance della stagione, ci si abbellisce con accessori all’ultimo grido. In altre parole la Moda e la Spiaggia si mescolano e diventano un unico palcoscenico. Salgono sul palco diversi stili, alcuni fanno la differenza altri sembrano una sorta di omologazione. Il look si sceglie anche in base al posto in cui si va. Ci sono luoghi “da isola deserta” dove ti godi il mare e la sabbia, dove tutto intorno è allo stato quasi selvaggio e dove ovviamente non ci sono comfort e quindi si opta per uno stile più pratico e minimal. In questi posti sei a contatto con l’essenza della natura e si ha un rapporto quasi fraterno con la spiaggia e il mare, ciò si rispecchia molto anche in quello che si indossa, in cui predominano i colori della natura, dal blu al verde, dal sabbia al color della terra. Poi troviamo Spiagge dove la Moda fa da padrone, diventa l’attrice principale, la protagonista della battigia. I luoghi da jet set in cui è d’obbligo in alcuni casi anche un dress-code. Si diventa quasi decoro del posto dove si va, come se noi stessi facessimo parte dell’allestimento del luogo. Vari lidi diventano precursori di Moda, vetrine dove farsi ammirare e da cui prendere spunto. La Moda e la Spiaggia si parlano in maniera intima, quasi ad essere due amiche complici. In modo interscambiabile l’una chiacchiera e alle volte grida, l’altra ascolta e alle volte tace. In alcuni siti una può prendere il sopravvento sull’altra, ma il più delle volte la bellezza della natura neutralizza il sorpasso. L’ equilibrio dove sta? Beh, credo che stia nel giusto bilanciamento. Mostriamoci al meglio in spiaggia, viviamo e godiamo di essa, ma senza affanno, senza andare alla ricerca di superare chi vediamo accanto a noi, cerchiamo di essere noi stessi anche se il costume che indossiamo, la borsa che portiamo e i sandali che calziamo non sono di tendenza. “La moda è quella che viene suggerita e che spesso è meglio evitare, lo stile invece quello che ciascuno ha e deve conservare nell’arco della sua vita” (Giorgio Armani)

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Un secolo e non sentirlo: la Tuta o Jumpsuit

Ernesto Michahelles era uno scultore, un pittore, un fotografo, un disegnatore, un architetto, un inventore e un orafo Toscano. Insomma era un’artista e per la sua sensibilità alle linee e alle forme sintetiche ideò un capo di tutto rispetto, la Tuta o come si chiama nel gergo modaiolo Jumpsuit. Michahelles, chiamato Thayaht, nel giugno del 1919 disegnò questo capo che ebbe grande successo per la sua comodità e praticità ogni volta che lo si indossava. Semplice, libero da orpelli e sovrastrutture, unico e completo, per la sua creazione non necessitava di tanto lavoro, e diventò un capo anche dal costo contenuto. Era talmente facile da creare che in quegli anni venne presentato un cartamodello con precise e poche istruzioni per riprodurre la Tuta. Questo abbigliamento per la sua vestibilità venne usato anche da Picasso. La Tuta fu un capo talmente apprezzato che la contessa Rucellai organizzò un ballo in onore nella sua dimora con l’obbligo del dress code, in altre parole “tutti in tuta”. La versatilità di questo indumento era una caratteristica non da poco, tanto che l’essere unisex divenne una nota positiva.

La Tuta porta sulle sue spalle un secolo di storia e oggi in maniera più preponderante rispetto a prima risulta essere un abbigliamento dalle mille sfaccettature. La si può usare a lavoro, durante una passeggiata con le amiche, o ancora in una serata dandogli un tocco più elegante, ad esempio abbinandoci un paio di scarpe con il tacco. Scivola addosso con facilità lasciando intravedere la sinuosità del corpo che la indossa. Sexy al punto giusto, elegante nei suoi dettagli. Un capo di abbigliamento che sta bene a tutti facendo attenzione come al solito a non indossare modelli che non sono adatti alla propria persona. Non tutto ciò che fa tendenza può essere indossato da tutti, ma tutto può essere modificato su noi stessi e sul nostro corpo a seconda del nostro stile. Ci sono Tute lunghe e corte ma in entrambi i casi una sola regola esiste quella di indossarle. Che siano audaci, eleganti, graffianti o sofisticate, che siano sportive, casual o all’ultima moda, il nostro armadio almeno una la deve contenere. Magari giochiamo sul tessuto o sul modello, indossiamole con o senza t-shirt, con o senza giacca, ma sentiamoci libere ogni volta che ne portiamo una!

 

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Vedo, non vedo!

Ho sempre trovato interessanti, seducenti, provocanti e molto sexy i capi di abbigliamento che hanno un effetto ‘rarefatto’, leggero e sottile, quasi come un velo. Il senso della vista e del tatto si accentuano ogni volta che si indossano trasparenze e tessuti quasi impalpabili. La volgarità non è contemplata perchè essa risiede in chi vede  quella visibilità una nota di cattivo gusto. Immaginare qualcosa che è coperto a metà diventa una sorta di gioco mentale. La mente viaggia e ciò che si indossa diventa di particolare importanza, qualsiasi cosa si porta, qualsiasi sia il capo trasparente che copre il nostro corpo regala alla mente un modello tutto suo. La seduzione a portata di sguardo diventa un’ arma di eleganza e di potere, chi decide di vestire con tessuti sottili e trasparenti, con ricami che fanno intravedere la propria figura, ha un alto livello di sicurezza di se stessa, sa ciò che vuole e ciò che vuole trasmettere. Molti sono stati gli stilisti che si sono divertiti a disegnare capi dall’aria leggera, tra pizzi e veli, tra ricami e plissettature, si sono dedicati a palesare le forme e a nascondere l’essenziale. Il vedo e non vedo alcune volte è molto esplicito e a non tutti può piacere una visibilità ‘eccessiva’, ma sono convinta che ognuno sa quanto vuole osare e quale sensazione provare, quindi penso che qualsiasi sia il giudizio della gente, ci si debba vestire senza cercare di piacere ma sentendosi libere e padroni. Questi sono due elementi che nei capi nude devono essere alla base. La nudità velata è simbolo di sicurezza e di personalità. Avete mai pensato alla trasparenza come ad un mezzo con cui tutto diventa cristallino? Se vado con la mente ad una fiaba mi viene in mente Cenerentola, la sua scarpetta era trasparente, era elegante e luccicava e una volta calzata tutto diventò nitido e chiaro, questo è il vedo e non vedo, un’ emozione che quando la indossi diventa chiara e palpabile.

 

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Ad ognuno il suo stile: Giorgio Armani

“Gli abiti tradizionali mi deprimevano. Ho voluto personalizzare la giacca, per armonizzarla maggiormente a chi l’avrebbe indossata, rimuovendone la struttura, facendone una sorta di seconda pelle”. Le parole di Armani fanno pensare al lavoro che fece sulla giacca maschile eliminandone la sovrastruttura, le imbottiture, spostando i bottoni e modificando le spalline, tanto che la giacca scopre il suo lato più informale mantenendo eleganza e classe. Diventa una giacca unisex, rigorosa ma libera da orpelli. Lo stesso lavoro lo fece con la donna, dando alla vita un nuovo concetto di tailleur a pantalone e accostando ad un abito da sera una scarpa bassa o addirittura una scarpa da ginnastica. Creò uno stile casto ma intrigante, formale ma di classe, semplice ma seducente, il suo stile diventa inconfondibile ed impeccabile tanto da ricevere riconoscimenti come il Compasso d’oro alla carriera, il più importante riconoscimento d’Europa nel mondo del design. Con Giorgio Armani l’italianità si diffonde come marchio elegante in tutto il mondo, il Re Italiano della Moda viene scelto su diversi set Hollywoodiani primo fra tutti quello di American Gigolò, dove tutti gli abiti di Richard Gere portano la mano di Armani. Il tratto distintivo del suo stile sono i colori neutri e le linee fluide, la sua firma gioca con capi di abbigliamento che rimandano dal maschile al femminile e viceversa. La donna che veste Armani è una donna che rivendica la sua femminilità ed indipendenza, è una donna emancipata. L’uomo che indossa Armani è un uomo elegante e casual allo stesso tempo, è un uomo romantico. L’abito pantalone di Armani dai tratti maschili e morbido sulla silhouette dona alla donna un aura sexy ed intrigante, ma anche nuova e coinvolgente. La T-shirt blu semplice e lineare regala all’uomo un’aria rilassata ed incurante. Dalla fusione dei colori beige, cipria, marrone, grigio e sabbia si crea una nuova nuance dal nome greige, ed è proprio il talento di Armani che firma questo colore.

“I cretini non sono mai eleganti. Gli intelligenti invece, anche con due stracci addosso sono vestiti logicamente, quindi sono sempre eleganti”. Sono stralci di parole di Giorgio Armani che riassumono il suo pensiero e il suo vivere. Una delle sue lezioni è racchiusa in una frase molto significativa “Less is more. Evitare tutto quello che è evidente, quello che si considera lusso sfrenato, per scoprire un lusso più segreto, più riservato, meno diffuso.” Insomma Lui oltre ad essere il re indiscusso di eleganza, è anche un’icona di stile di vita.

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Ad ognuno il suo stile: Gabrielle Bonheur (Coco) Chanel.

Il tempo che trascorse da bambina in orfanotrofio le regalò da un lato l’attenzione alla semplicità delle forme e dall’altro la propensione al fascino del barocco che è palese per i suoi bijoux. Con gli abiti dalle forme lineari e funzionali, Coco, voleva rendere la donna pratica ed indipendente. L’essenzialità era la parola chiave di tutte le sue creazioni, l’eleganza pratica era la sua firma, la povertà di lusso era il suo mantra, perchè pochi erano gli orpelli e gli ornamenti che bisognava indossare, ma tutto doveva essere di altissima qualità, “prima di uscire guardati allo specchio e levati qualcosa”.

Coco Chanel è stata la donna che con la sua abilità ha creato una svolta nel mondo femminile. Con lei la donna si sentiva libera di esprimersi, si muoveva in maniera agile e disinvolta perchè ciò che indossava non aveva sovrastruttura ma tutto era condito dalla semplicità. Tutti i luoghi e gli ambienti in cui Chanel visse furono d’ispirazione per il suo stile, come i pantaloni da cavallerizza e i cappellini in paglia con ornamenti di fiori e piume che riprendevano l’ambiente equestre. I migliori amici delle donne, lo sappiamo, sono i gioielli e con Coco diventano alla portata di tutti, la sua invenzione della bigiotteria porta ad indossare in ogni momento della giornata collane, bracciali e orecchini in metallo e pietre semipreziose.

“Se siete tristi, truccatevi, mettetevi un pò di rossetto e attaccate” con questa frase l’icona di stile dava al rossetto rosso un’ importanza irresistibile, tanto da diventare il must della vera femme fatale e il tratto distintivo  era dato dal disegno a forma di cuore dei contorni della bocca.

“Una donna senza profumo è una donna senza avvenire” per Chanel il profumo era una sensazione, la sua fragranza era magia, inebriava lasciando ricordi indelebili nella memoria personale e in quella degli altri.

La sua sensibilità, il suo valore nell’inventare si basava nell’emancipare la donna rendendola indipendente, “nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro come un cappotto di cachemire ed un paio di occhiali neri”, la moda doveva essere confortevole e doveva essere creata per assecondare il corpo e non per dominarlo.

All’epoca fece scalpore per il suo modo di vivere lo stile, adesso viene elogiata per l’essere un modello di stile d’eccellenza. La sua eleganza non tramonterà mai, sarà sempre d’ispirazione. Tradizione ed innovazione sono i due elementi che aleggiano nel mondo della moda e lei ne è stata una promotrice. Ciò che apprezzo di lei è stata la sua caparbietà e determinazione a raggiungere ciò che si prefiggeva e questa risolutezza la si può ammirare nelle sue collezioni, creazioni, nel suo lavoro.

“La moda riflette sempre i tempi in cui vive, anche se, quando i tempi sono banali, preferiamo dimenticarlo.”

 

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Shhh…La T-shirt ha qualcosa da dire!

“Per un messaggio forte la T-shirt è come un manifesto, la pagina di un libro, un muro di una strada, la prima pagina di un giornale” queste sono le parole di Maria Grazia Chiuri durante un’ intervista, prima donna designer nella storia della Maison Dior. Si è presentata con idee chiare e ben precise su cosa voleva trasmettere attraverso il suo lavoro ed ecco entrare sulle passerelle della moda una serie di T-shirt dal gusto femminista, le frasi scritte sulle magliette hanno il sapore di rivoluzione, urlano attraverso le lettere scritte nero su bianco il loro preciso messaggio. La T-shirt è un evergreen, rimane un capo intramontabile che può variare modello e colore ma non varia la sua utilità e praticità e allora perchè non usarla come megafono per comunicare messaggi ad alta voce? Proprio questo ha fatto la designer usando la maglietta come slogan, ha voluto unire la moda ad una tematica importante ovvero quella dei diritti delle donne. La bellezza di queste T-shirt sta nel fatto che oltre a comunicare messaggi certi inviano stati d’animo o pensieri particolari. Si usa una semplice scritta per rappresentare una riflessione, un’idea, un concetto, un modo di essere. Con il ritorno di capi di abbigliamento con scritte, con messaggi, la moda non rimane solo moda ma diventa storia, svago, sogni, ogni abito parla e lo fa in maniera decisa e prorompente. Magari con l’ arrivo della festa della donna un’ idea potrebbe essere quella di indossare e sfoggiare una T-shirt con una riflessione femminista, come quella con cui uscì in sfilata la prima donna dirigente creativa del brand Dior, la dicitura a caratteri cubitali fu “We should all be feminists” “Dobbiamo essere tutti femminista”! Maglia che venne indossata da varie celebrità come la cantante Rihanna con una giacca, boyfriend jeans e stivaletti o dalla musa di Dior l’ attrice Jennifer Lawrence con una giacca nera. Le donne si rendono conto che l’importante è star bene con se stesse e che possono portare quello che preferiscono, quindi perchè non vestire una maglietta che manda un proposito chiaro e condividerlo?

 

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Parola d’ordine? …Love Style

Romantica o sensuale, sentimentale o passionale, dolce o provocatrice, in qualsiasi stato d’animo si trascorre quel giorno ognuno di noi lo sentirà proprio. Qualsiasi cosa si organizzi, in qualsiasi luogo si festeggi, due saranno gli elementi principe di quel giorno, l’ Amore e lo Stile. Entrambi muoveranno le fila del look che si sfoggerà per quella occasione, due ingredienti che insieme a gusto e personalità determineranno l’outfit da indossare per la ricorrenza più rossa del calendario. Mai come quest’anno il cuore è stato il simbolo per eccellenza, il leit motif più ricorrente, presente sulle passerelle dei migliori stilisti da Burberry Prorsum a Stella McCartney, da Moschino alla giovane Charlotte Olympia. Quindi perchè non esibirlo su una maglia o su un vestito o attraverso un accessorio? L’unico accorgimento da tenere presente è sempre lo stesso in ogni occasione, quello di trovare il giusto equilibrio tra la propria personalità o il proprio Stile e il mood della serata a cuore. Quel giorno la mente viaggerà e toccherà diversi pensieri e cercherà di realizzare ogni desiderio, quindi perchè non iniziare da ciò che ci rappresenta e da ciò che vestiremo? Elegante o bon ton, sexy o comoda, ironica o intima, qualsiasi sia l’elemento distintivo o la peculiarità del look che si sceglie quel giorno e quella sera, tutto deve avere una parola d’ ordine: Love Style, lo Stile che l’ Amore vestirà per quell’occasione. L’abito e l’outfit farà da apertura alla serata, sarà il nostro biglietto di presentazione e sarà lui il seduttore. Lo Stile dovrà colpire dritto al cuore, la chiave giusta per non sbagliare è sentirsi a proprio agio e perchè no anche mettere un pizzico di pepe. Sicurezza e raffinatezza cammineranno insieme, e se si vuole osare perchè non trovare il giusto equilibrio tra uno Stile classico ed uno moderno il tutto condito dalla giusta femminilità? L’ Amore svolazzerà da una parte ad un’ altra così come lo Stile abbraccerà e ci farà conoscere dettagli importanti. Facciamoci avvolgere da questa atmosfera e dipingiamo questo giorno di rosso!

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Lo zodiaco si veste: l’ Acquario

Libertà, leggerezza, spirito allegro e curioso, sono le caratteristiche principali dell’ Acquario che si mostrano anche nel suo stile. Il suo look risulta il più cool tra i vari segni zodiacali, e il suo vestire è caratterizzato dalla novità. Il desiderio maggiore per ognuno di noi quando facciamo shopping è avere una carta di credito senza fondo, se si considera che simbolicamente l’ Acquario viene raffigurato con un vaso che non si riempie mai, quindi senza fondo, allora questo segno è il promotore di questa teoria, anche perchè la sua tendenza fissa nel settore della moda risulta alquanto dispendiosa e costosa. È un segno che insiste ad avere una cosa se gli entra in testa fino a spendere un vero e proprio patrimonio. Un segno zodiacale in continua evoluzione, sempre a provare, creare e cambiare idea. Il suo stile è sempre all’ avanguardia, ricercato ed elegante, non passa inosservato, è originale ed unico, il suo vestire rappresenta la sua visione del futuro. Diversificare è il suo mantra, ogni giorno deve essere un giorno in cui può esibire il suo ultimo acquisto, in cui sfoggiare il suo capo migliore, in cui sentirsi a suo agio con quel determinato abbigliamento di tendenza. Il suo stile passa da stravagante a folle, e risulta essere più  mentale che portabile. La nota caratterizzante è il suo estro e il suo essere geniale, e lo evidenzia ogni volta che si veste o che sceglie di abbinare un capo ad un accessorio. Ha inventiva e si denota dai suoi outfit. La sua determinazione la si vede nel portare avanti ciò che si prefigge, e se per l’ Acquario quella determinata mise è ormai fuori tempo sarà pure di moda ma non certo la indosserà. La sua idea di moda è trascendentale e questo suo modo di essere può dividere anche i critici più severi. I suoi colori passano da quelli basici ai più eccentrici e particolari. Uno su tutti nato sotto questo segno è lo stilista Christian Dior, rivoluzionario e raffinato.

 

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Un’icona di stile: la pelle nera!

Nel 1930 Greta Garbo riempiva le sale cinematografiche con il suo fascino, comparendo nel film evento “Anna Christie” avvolta in un indimenticabile impermeabile di pelle nera cerata. Sfrontatezza e mistero sono i due ingredienti che vedendola mi vengono subito da dire, poi guardando la sua persona in alcune immagini di quel tempo con quel soprabito in pelle lucida, gli elementi che mi saltano all’occhio sono charme e consapevolezza di se stessa. Seduzione, eleganza, sicurezza, carisma sono le prime caratteristiche che la pelle nera dona quando la si indossa, la sua anima rock è evidente, più nascosta risulta la sua delicatezza che a mio avviso è presente, perchè con fare morbido ti fascia e si adagia al tuo corpo avvolgendolo. Lo spirito aggressivo sottolineato dal semplice chiodo in pelle è ormai un must, rimane tutt’ora uno dei capi cult che viene riproposto in varie versioni in maniera ciclica ma ogni volta attrae e vorremo averne sempre uno nuovo nel nostro armadio. Oltre al solito total black ora lo possiamo trovare in vari colori, proprio ieri ne ho visto uno rosa e devo dirvi che non era proprio niente male, una sfumatura soft su un capo dai connotati strong.

Negli anni ’50 la pelle nera era considerata sintomo di ribellione e la si vede legata alla musica come espressione di un look sfrontato e di uno stile irriverente. E’ Yves Saint Laurent che inserisce nelle sue collezioni questo materiale che si adatta perfettamente sia a donna che a uomo, la donna si veste di decisione, l’uomo indossa determinazione. Diventa un capo di abbigliamento che viene indossato indipendentemente dalla stagione. Dai capispalla alle gonne, dai blouson ai pantaloni, dalle scarpe alle borse, la pelle diventa icona di stile senza tempo e senza seguire regole precise. Stilisti come Krizia, Dior, Versace e Gucci fanno di questo materiale una tendenza, diventa espressività graffiante e intensità femminile per le donne, mentre per gli uomini audacia prorompente.

La pelle incarna uno stile forte e magnetico, usciamo dagli schemi, osiamo e giochiamo, chissà che la nostra sicurezza non si rafforzi attraverso il nostro look?! Mi viene in mente un film in cui vestire questo materiale aveva creato sicurezza nella protagonista, Grease o di una serie tv, Happy Days, in cui un chiodo in pelle era il simbolo della personalità dell’ indimenticabile Fonzie. Perchè non prendere spunto?!