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To Touch

Quando arriva è come se tutta la tensione, l’eccitazione accumulate si liberassero in un sospiro trattenuto e carico di desiderio. Come se tutto ciò che prima era offuscato, annebbiato, velato diventasse chiaro, luminoso e rivelato. L’orgasmo è la massima espressione del piacere erotico e sessuale. Fisicamente il corpo avverte delle contrazioni involontarie e una volta che si arriva all’acme quelle contrazioni si allentano rilassandosi. Proprio come avviene quando un fiume rompe gli argini, si distende per tutta la superficie che trova. L’appagamento dato dall’orgasmo non ha eguali. Unisce talmente tante sensazioni che la condizione psicofisica di ogni individuo si sente scaraventata in un’altra dimensione, in un altro mondo. Io mi trovavo…

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To Touch

Cosa succede al nostro corpo quando si perde il controllo? Il controllo lo si può perdere abbandonandosi agli eventi e di conseguenza a chi prende il potere del nostro corpo. Oppure si può perdere il controllo quando tutto ciò che avviene porta il corpo ad una tale eccitazione tanto da non avere la mente lucida per discernere se ciò che si sta per fare è lecito oppure no. Ma nell’erotismo la parola lecito non deve esistere, perché tutto ciò che è piacere, tutto ciò che piace è già caratterizzato dalla parola ammesso. E proprio perché il mio controllo era ormai svanito alzai…

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Non è solo una ‘Parola’!

La parola ha un ruolo importante nelle relazioni. Qualsiasi sia la relazione, da quella lavorativa, a quella amichevole o sentimentale, passando dalla relazione semplicemente conoscitiva, la parola, il linguaggio verbale risulta essere il primo attore. Non bisogna considerare solo l’uso delle parole adatte affinché gli altri possano capire, ma è importante trovare le parole che personificano quel determinato ambiente in cui ci si trova. E se le parole vengono fraintese, la colpa è nostra o del nostro interlocutore? A volte la comunicazione ha diverse interpretazioni che seguono un personale background. Proprio per difendersi da una comprensione sbagliata si deve cercare di conoscere bene l’ambiente dell’argomento, il momento in cui si comunica, e riuscire a trovare la chiave giusta per comunicare. Il linguaggio verbale riveste un compito importante quando esso non è supportato dal linguaggio paraverbale. Come nella scrittura, in cui non esiste neanche quello non verbale che invece è caratterizzato dai gesti, dalla mimica, dall’espressione, insomma dal corpo. Per questo nelle relazioni virtuali bisogna avere oltre che più pazienza anche maggiore concentrazione nello scegliere le parole calzanti. Un paragone che potrebbe rendere l’idea è proprio dato dalla parola calzante. Una parola è come una scarpa. Quando si sceglie una scarpa essa stessa non può avere difetti, perché nel reggere il corpo deve calzare bene, non deve essere stretta, o piccola, o scomoda, non deve essere larga, o grande, non deve far scivolare il piede. Insomma la scarpa ha il compito di tenere in perfetto equilibrio il corpo, allo stesso modo di come la parola deve mantenere pertinente e ben bilanciata la comunicazione. Un vocabolo può avere diversi significati e dipende dal contesto in cui si usa quel vocabolo. Le parole possono esprimere più significati ma sempre legati fra loro da qualche elemento in comune. La parola si veste a seconda di quale sia l’habitat in cui deve entrare. Siamo noi i burattinai, siamo noi che tiriamo le fila delle marionette ben selezionate. Oltre alla formalità della parola, un elemento distintivo è anche il valore che si dà alla parola stessa in quello sfondo in cui si sta colloquiando. La parola è usata per colpire, per far male, oppure per attrarre, per affascinare. Può essere utilizzata per eccitare, per provocare. La parola può ferire ma anche coccolare. La parola può essere lama che lacera ma può essere piuma che seduce. La parola è come un abito da sera, si indossa in relazione alla serata a cui si partecipa, ma lo stesso abito si può usare a volte in diversi ambienti togliendogli o aggiungendogli decori e ornamenti, come la parola può far immaginare tutto e niente. Se avessimo chiaro quale sia il peso di una parola, detta o scritta, ci accorgeremmo che il suo potere può cambiare l’opinione, può influenzare, può trascinare, può creare tumulti e guerriglie, o solo disapprovazione. Ma quando sei padrone della parola e dei suoi molteplici significati allora sei tu a dare e a togliere autorità alla parola.

La parola è una cosa profonda, in cui per l’uomo d’intelletto son nascoste inesauribili ricchezze.
(Gabriele D’Annunzio)

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To Touch

L’ unione di due corpi, in qualsiasi modo essa avvenga, che sia un bacio o il toccare zone erogene, crea tra due persone un legame intimo. Anche se il valore che si può dare è diverso, comunque fa nascere affinità, sintonia, armonia. L’ uno diventa il compositore l’altro diventa lo spartito. Ciò che porta i due corpi a connettersi è dato dall’incastro perfetto. Non esistono corpi perfetti ma esiste un’intesa perfetta. I corpi sembrano tasselli di un puzzle che quando si incastrano combaciano alla perfezione. Ciò deve succedere sempre se si vuole avere padronanza del proprio corpo e di quello dell’altro protagonista. Il mio corpo…

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BDSM: si sa veramente cos’è?

Il più delle volte con i miei articoli sdogano il comune pensiero. Con ciò che scrivo e tratto di solito cerco di immergermi sia nella parte di spettatore che nel ruolo di protagonista. Credo che ponendosi da entrambi i lati si riesce ad osservare in modo totale qualsiasi argomento preso in considerazione. I paraocchi di solito li usano i cavalli perché avendo gli occhi di lato riescono a guardare a 360 gradi, ma con essi si riduce il loro campo visivo. Noi umani non siamo cavalli, non dovremmo coprire la nostra vista. Dovremmo guardare e scegliere, dovremmo osservare e rispettare, dovremmo conoscere e preferire. Il contrario di quello che dovrebbe essere purtroppo aumenta quando al centro dell’osservazione ci sono temi che trattano di sessualità, che parlano di sesso e di mondi sessuali, di erotismo e di immaginario erotico. Una realtà che viene subito additata come perversa e manipolatrice, disequilibrata e fatta di dolore è quella del BDSM. La colpa di questo pensiero non è solo e sempre da attribuire a chi guarda ma anche a chi ne parla. Se si prendono ad esempio storie come 50 sfumature di grigio l’additare che quel mondo sia fatto di disturbi mentali e psichici risulta facile, senza considerare che ciò che si sviluppa come storia è presa dalla fantasia e non dalla realtà. Se si resettassero le informazioni che provengono da fonti non del tutto reali allora si avrebbe la capacità di arrivare ad una conoscenza migliore delle cose.

BDSM è un acronimo che raccoglie pratiche sessuali estreme. Con il termine estremo non si intende strano bensì non comune, caratteristico. B sta per Bondage, pratica sessuale che consiste nel legare. Il termine legare in questa realtà non si riferisce solo all’uso di corde o altri strumenti ma richiama il legame che si crea tra le persone che vivono questa dimensione. D sta per Dominazione ma anche per Disciplina. Nelle varie pratiche seguire una disciplina è molto importante al fine di non essere punito. S sta per Sado, sadismo, la sua caratterizzazione è legata a chi comanda, quindi al dominatore, ma S sta anche per Slave, ovvero schiavo, e anche per Sottomissione. Quindi una sola lettera che raggruppa più significati e più ruoli. M sta per Masochismo. Se si avesse più conoscenza ci si accorgerebbe che tutti noi in un modo o in un altro pratichiamo un pò di dominazione o di sottomissione. Ma già il sentire questa sigla ci fa dire ‘io? mai e poi mai’ quasi a tenersi alla larga. La sigla BDSM è in realtà una sigla che difende la dimensione sessuale consenziente da quella dissenziente. Protegge il sesso dalle offese sessuali o dal vedere il sesso come abuso. Si tende sempre a vedere la sessualità con colori netti e ben precisi, con una forma distinta, ma tutto ciò che è piacere rientra nella sessualità. Non esiste un bisogna o non bisogna, esiste un mi piace o non mi piace. La libertà di espressione dovrebbe essere riconosciuta ma purtroppo non è cosi.

Esiste il BDSM puro e rigoroso. Ed esiste il BDSM “soft“. Chi non ha mai dato una sculacciata per aumentare il piacere? Chi non ha mai coperto un senso per amplificarne un altro? Chi non ha mai dato un morsetto o un pizzicotto per prolungare lo stato di eccitazione? Tutti questi atti sono forme che provengono dal mondo BDSM. Questo mondo non è una sola cosa ma ha tante azioni a diversa intensità e gradazione. E’ come dire che il bacio è uno e solo, il bacio ha diverse forme. C’è a chi piace in un modo a chi in un altro ma si provano tutti i modi partendo dal proprio gusto. Come in ogni dimensione sessuale anche nel BDSM, io aggiungerei maggiormente, la mente è il motore trainante, la mente è la guida. Desiderare in modo del tutto libero ciò che il dominatore desidera rende la sottomessa a livello mentale sullo stesso gradino del dominatore. Si parla di desiderio mentale. Il BDSM non è un contratto scritto, una scheda dove si dà il consenso a determinate pratiche e ad altre no, non è un foglio asettico. Acconsentire a determinate pratiche sessuali è dato dall’eccitazione a farle, il tutto è guidato dal desiderio e dai gusti. In questo mondo la complicità si amplifica, la fiducia accresce. C’è tanta attenzione alla comunicazione. Se una cosa non piace si smette di farla, nessuno giudicherà, nessuno punterà il dito o imporrà qualcosa. Quando non si conoscono i mondi ma si considerano solo perché sono ‘atipici’, sembra che tutto non debba rispondere al rispetto. Ma è sbagliato, è sbagliato l’immaginario sessuale che ognuno suppone di quella realtà. Nella realtà BDSM il godere, il piacere visto come orgasmo non risponde sempre all’atto penetrativo, proprio perché la mente gode di un qualcosa che non è tipicamente del sesso comune. Molti identificano questo modo di fare sesso come doloroso. Se solo si sapesse che a livello neurologico i canali che portano al piacere sono identici a quelli che fanno sentire il dolore, si capirebbe che il dolore non è una cosa negativa nelle pratiche sessuali. Ciò che si sente gradevole e piacevole arriva in modo neurologico attraverso gli stessi canali da cui arriva un qualcosa più intenso e forte e magari doloroso. Quindi non fermiamoci a ciò che è opinione comune ma andiamo in fondo ai mondi. Nel BDSM tutti gli strumenti che si utilizzano hanno un grado di forte e meno forte e ciò è dato anche da come viene utilizzato, dalla forza che si imprime sullo stesso strumento. Chi non ha mai usato una sciarpa o un foulard per legare o bendare? Chi non ha mai provato un pò di calore sul proprio corpo? Nel comune mondo sessuale sembrano cose naturali eppure non si pensa mai che sono pratiche che ricordano il BDSM, fatte solo con espedienti più comuni e con meno vigore.

Dopo tutto questo quadro si è ancora convinti che questo mondo sessuale è così strano, perverso, trasgressivo, e lontano dal sesso?

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To Touch

Quando il corpo prova una eccitazione tale da essere fragorosa come lo scroscio di una cascata di acqua. Quando il corpo prova desiderio da essere travolto in modo impetuoso come il boato di un tuono. Quando il corpo viene attraversato da tremolii che spingono la mente a voler stringere e ingabbiare quelle sensazioni per godere anche del minimo sussulto e farlo durare in eterno. Quando tutto questo accade non si ha la capacità e la lucidità di rimanere impassibili, di avere il controllo di tutto e su tutto. Per questo il mio corpo si trovò ad essere guidato dall’istinto…

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Gender!

Troppi sono gli articoli che portano a confondere le idee, e quindi spetta a noi informarci su cosa abbraccia questo termine, abbiamo il dovere di interpretare il giusto significato dei termini. A volte l’arroganza nel sapere non dà la visione chiara del concetto che si nasconde dietro ogni vocabolo. La lettura di diverse fonti, il discernere ciò che è fazioso da ciò che è imparziale dovrebbero caratterizzare il punto di partenza per comprendere. Andare in fondo alla questione che porta all’esistenza di varie posizioni dovrebbe essere l’arma da usare per arrivare ad una nostra conclusione. Solo questi step possono dare un quadro specifico e descrittivo.

Gender è una parola inglese che significa Genere. Il termine Genere teoricamente fa una distinzione tra due ambiti che appartengono all’essere umano. Da un lato il sesso che è un dato biologico, naturale, è un fattore o una caratteristica a cui non possiamo opporci, nasciamo con un sesso che è determinato dai geni. Dall’altro lato, il genere che non è dettato dalla nascita ma progredisce e si evolve durante la vita. Il genere stabilisce l’identità sessuale di un individuo. Il genere contempla l’influenza culturale, ambientale, sociale, storica, ideologica del luogo dove l’essere cresce e si sviluppa. Il sesso e il genere sono due realtà che non devono necessariamente coincidere, ognuno deve sentirsi libero di esprimersi. Il perché sia nata la teoria Gender, i movimenti contro la teoria Gender, le posizioni di cattolici, religiosi contro la teoria Gender, non fanno altro che far nascere ogni volta un tornado. Creano discussioni e opinioni che non portano a nulla di oggettivo. A mio avviso danno origine a confusione e a prendere le distanze da chi la pensa diversamente o da chi semplicemente accetta il libero pensiero. Tutto sembra rispondere a teorie complottistiche, tutti pensano ad atteggiamenti di corruzione. Ma perché non accettare chi la pensa diversamente da te? Perché non lasciare vivere i desideri di ognuno? Perché non rispettare il pensiero altrui?

Nel campo della Moda la teoria Gender ha diviso la società. Uomini che si truccano e indossano gonne, donne che vestono abiti dal taglio maschile, erano e sono tutt’ora difficile da accogliere. Nel 1984, Jean-Paul Gaultier scandalizzò le passerelle di Parigi presentando la sua iconica collezione Men in Skirts. I modelli della sfilata maschile indossarono gonne di ogni forma e dimensione, da quelle aderenti per l’ufficio a più elaborati strascichi da sera. Gli integralisti gridarono allo scandalo, ma anche oggi purtroppo è così. E’ contro natura, porta ad un fraintendimento dell’essere umano, quale educazione si può impartire ai bambini se tutto questo si accetta? Queste e tante altre accuse vengono mosse da chi vede la teoria Gender come il male. Questo modo di agire non ha a che fare con i gusti, con le preferenze, con le soggettive inclinazioni. Ha a che fare con i canoni che la norma prevede. Non rientri in quelle ‘regole’ allora sei bandito, sei offeso e bistrattato. Quando in Italia comparve la prima gonna-pantalone dello stilista francese Paul Poiret, la jupe-culotte, i giornali parlarono di donne assalite, molestate e ingiuriate per strada perché colpevoli di vestirsi come i maschi. Fatti accaduti negli anni ’10. Oggi anche se ci troviamo negli anni 2000 non mi sembra che le cose siano cambiate.

Per vari secoli le donne e gli uomini hanno indossato vestiti uguali. Le tuniche, le toghe, le stole e le pelli non avevano genere. Non si tratta di cancellare il sesso di appartenenza ma si tratta solo di sentirsi liberi di vestire come si vuole, di essere come ci si sente. Le emozioni, le sensazioni, i sentimenti, ciò che si prova, non rispondono all’essere maschio o femmina, ma rispondono all’essere vivente. Etichette, cliché e stereotipi sono catene invisibili, sono freni alla propria espressione di individuo, di genere.

Percepire il nostro corpo non riguarda solo ed esclusivamente la nostra dimensione biologica. Bisogna considerare il nostro corpo collegato al nostro volere di essere pensante!

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To Touch

Un uomo sicuro di sè e consapevole del suo essere è un uomo che non si fa scappare le occasioni. Un uomo che ha sex appeal, fascino e carisma sa come far capitolare una donna. La Sua mano non solo sottolineava chi era colui che guidava le sensazioni, che comandava i sensi, ma dava la misura di quanto Lui fosse sicuro di ciò che desiderava. Aveva lasciato la strada libera per farmi esprimere. Come un bravo cavallerizzo non aveva mai ceduto le briglia, le aveva tirate e le aveva allentate da bravo maestro. Aveva equilibrato la pressione…

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Ad ogni sport equivale un volere e un fisico!

Qualsiasi sport si pratichi non è frutto solo di passione ma è anche di come si preferisce il proprio fisico. Ci sono sportivi che non vogliono massa muscolare, non vogliono apparire massicci e quindi scelgono sport in cui il peso viene controllato e in cui il corpo risulta senza volume muscolare come i podisti. I cosiddetti runners. Ogni kg perso per loro è un guadagno sul tempo al km. Quindi più si ha un fisico asciutto, con una massa muscolare in grado di sostenere lo sforzo, più si avranno risultati. Nella corsa la parte superiore del corpo risulta molto esile in quanto l’impegno di forza è quasi nullo. Quindi il fisico di un runner è longilineo, molto asciutto con gambe toniche ma sottili e poco muscolose. Sicuramente chi ama questo sport non può con tale fisico eseguire attività sportive in cui le fasce muscolari richiedono un volume maggiore. Ed ecco perché ogni sport ha la propria corporatura. Il sentirsi bene in quella forma fa scegliere lo sport da praticare. Il tennis per i suoi continui scatti, per i colpi alla pallina, per l’utilizzo della racchetta, sviluppa anche in volume i muscoli delle braccia, delle gambe, degli addominali e dei glutei. Se solo si pensa al fisico di Serena Williams si ha l’idea del tennista con il corpo atletico e muscoloso. La sua muscolatura ha contribuito al suo successo. Ma proprio perché ognuno si deve sentire bene nel proprio corpo durante lo sport che pratica, esiste una fazione di atleti tennisti che propendono a mantenere il proprio fisico con poca muscolatura per essere in linea con i canoni degli sponsor. La Sharapova in un’ intervista disse: “Voglio essere sempre più magra e avere sempre meno cellulite. Credo che sia quello che vogliono tutte…Non sollevo più di due chili: è noioso e troppo faticoso.”. Dalle sue parole si evidenzia un vivere il tennis in modo opposto a come lo vive la Williams che invece disse: “Alla fine ho capito che devi imparare ad accettare quello che sei e ad amarti per chi sei. Ora sono davvero contenta del tipo di corpo che ho, e ne sono molto orgogliosa. Ovviamente va bene per me”. Due modi di vedersi completamente diversi pur facendo lo stesso sport. Ci sono diversi tennisti che fanno fatica ad accettare il proprio fisico massiccio, ma il tennis richiede quel fisico. Come essere runner richiede un fisico snello. O come chi pratica nuoto richiede arti molto lunghi, spalle larghe, fianchi stretti e piedi grandi che aumentano la propulsione. O ancora come coloro che si dedicano al sollevamento pesi necessitano di un fisico tozzo con sistema cardiovascolare in grado di sopportare improvvisi aumenti della pressione sanguigna.

Ognuno deve essere consapevole del proprio sentire. Ognuno deve avere la capacità di mettere in equilibrio il proprio corpo con l’attività sportiva che intraprende. Non tutti i fisici sono adatti ai vari sport. Non si può passare da uno sport ad un altro con facilità mantenendo l’idea di un modello di fisico ben preciso. Una Serena Williams non potrà mai diventare una Carla Fracci o viceversa. Tutto ciò che esterniamo deve passare dal nostro essere coscienti di quello che siamo e vogliamo essere fisicamente. E di conseguenza le nostre scelte sportive seguiranno anche il nostro volere strutturale.

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To Touch

Ci sono uomini che hanno tocchi leggeri. Altri uomini che toccano come se ti volessero scoprire. Poi ci sono quelli che sembrano ti vogliano chiedere il permesso. E infine c’è il tocco. Quel tocco che in modo pretenzioso ti reclama. Quel toccarti che non solo ti manda vibrazioni ma ti accompagna verso uno stato di stordimento. Tutto si offusca. Quasi fossi vittima di un incantesimo. Quasi ti sentissi in trance. Hai la consapevolezza di ciò che ti sta accadendo intorno ma

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