Se si dice che l’abito non fa il monaco io dico che il luogo invita a vestirsi in maniera adatta e consona, un pò come fanno le stagioni che fanno scoprire e fanno coprire. E proprio su questo aspetto mi voglio soffermare. Che sia inverno o estate quando si passeggia o si cammina in città il buon gusto non deve mai mancare. Non credo sia solo un fatto di temperatura ciò che porta ad indossare look non adeguati alla city durante i periodi estivi, ma credo sia un vedere questa stagione come un ‘tutto è lecito’. Se in pieno inverno si vedesse indossare un paio di infradito mentre si passeggia in città sicuramente si rimarrebbe interdetti e la stessa cosa può accadere in estate incontrando ‘look da spiaggia’. Nella stagione estiva andare in giro per la città, andare alla scoperta di angoli nascosti o solo andare a fare shopping, richiede cmq un’accortezza nello stile da sfoggiare, non si parla di agghindarsi ma solo di porre attenzione a cosa si indossa. Il caldo torrido non deve essere il motivo per cui si sceglie di mettere qualsiasi capo pur di stare freschi e di sudare il meno possibile, anche in questo periodo il galateo e un minimo di contegno devono essere sempre elementi da considerare fondamentali. Basta poco per perdere credibilità quindi perchè rischiare? Copricostume e caftani non fanno parte dei capi da città, anche il nome stesso riporta a località di mare, quindi si possono sostituire con abiti di lino o completi in cotone prediligendo come colore tonalità chiare. Micro shorts o gonne inguinali risultano abiti succinti quindi non adatti alla vita da città, come anche top a fascia o maglie con le spalle completamente nude, alternativa a questi capi possono essere pinocchietto o bermuda sotto il ginocchio, gonne lunghe o ad un altezza media e magliette leggere o bluse. E ancora la canottiera a costine, tipo alla Marlon Brando in un noto film “Un tram”, non si addice alla città magari basta solo metterci sopra un blazer di lino e tutto diventa più elegante. Altro capo da considerare poco pertinente alla città è il bikini indossato al posto della lingerie, non si porta nei mesi invernali perchè farlo nei mesi estivi? Semplici accorgimenti che ripagano in stile ed eleganza. Non sono dogmi da seguire, non sono comandamenti da osservare ma sono banali linee guida da prendere per non scivolare in volgarità e cattivo gusto.
fashion
Carpisa: un marchio tenace!
“Un vero e proprio sogno che s’avvera, per noi e per i nostri dipendenti. Lo abbiamo chiamato Casacarpisa per comunicare, fin dal nome, il nostro nuovo concetto di azienda, e cioè quasi una seconda casa per i nostri 300 collaboratori”. Così recitavano in una intervista le parole di Maurizio Carlino, amministratore delegato di Kuvera. La sede di Casa Carpisa a Nola è un ampio spazio suddiviso in uffici, mensa, nursey, palestra, solarium, teatro e ping-pong, tutto doveva far sentire a proprio agio, tutto doveva richiamare una vera e propria casa con comfort. La sua origine Campana ha dato le basi per la sua determinazione nell’ affermasi come azienda nazionale ed internazionale di pelletteria e accessori fashion.
Quando entrai la prima volta in un negozio Carpisa la cosa che mi colpì fu l’ampia scelta dei suoi prodotti, minibag, bag di misura media e grande, zainetti, portafogli e valigie di ogni forma e dimensione. Acquistai una borsa per il mare e dopo un anno era già consumata anche se poco utilizzata. Quindi la mia prima esperienza non fu proprio delle migliori, ma la seconda occasione me la diede proprio Carpisa stessa modificando le sue linee, aumentando la sua particolarità e la sua offerta qualità/prezzo. Il valore dell’artigianalità made in Italy viene sottolineato dalla varietà e dai dettagli che a mio avviso fanno sempre la differenza. Di solito il mio essere esigente negli accessori mi ha portato a non trovare sempre quello che cercavo ma ora con Carpisa e con la sua ampia scelta, con il suo essere sempre innovativo, con le sue proposte adatte ad ogni occasione e ad ogni desiderio, ora lo vedo possibile, ora ogni volta che entro in Carpisa ciò che apprezzo è la funzionalità che trovo in ogni suo prodotto e accessorio. Ciò che è cambiato negli anni è stata anche la presenza del marchio Carpisa su ogni prodotto, personalmente non mi entusiasmava la firma su ogni cosa, ora la sua scritta si è limitata notevolmente. Mentre il logo della tartaruga lo trovo molto simbolico anche per quello che rappresenta: tenacia, forza e longevità. Altro elemento distintivo di questo brand sono le continue campagne che propongono linee di pregio come la “Cruz Collection”. Una collezione di borse disegnate dalla sensuale e bellissima attrice Penelope Cruz e da sua sorella Monica Cruz. Un design elegante con pendenti charm, nappe e dettagli metallici. Come la collaborazione con Trudi che presentò il suo personaggio più famoso, il koala, su tutte le proposte, una tra tutte che mi ha colpito è stato l’astuccio portaocchiali che poteva assumere due forme diverse e quindi occupare poco spazio. Come la collezione Funny Pets dedicata agli amanti dei cani e gatti, giovane, divertente e allegra. E ancora, come l’ultima collezione Save the Ocean, con l’obiettivo di sensibilizzare alla salvaguardia dell’ambiente marino.
Insomma Carpisa è un franchising che non solo ti accompagna in ogni viaggio con i suoi accessori ma ti fa viaggiare tra le sue collezioni ogni volta che entri nel suo mondo. Oggi Carpisa è la soluzione ad ogni occasione!!
Chogan una realtà tutta da scoprire!
Non l’avevo mai sentita nominare, non avevo letto alcuna notizia su di lei, non sapevo neanche della sua esistenza e quando ho letto l’email della consulente Francesca Chiola in cui chiedeva di darle i miei contatti perché l’azienda era interessata a farmi provare i suoi prodotti, allora solo in quel momento ho scoperto chi è Chogan. Una realtà aziendale nata nel 2013 a Barletta che porta sul mercato prodotti di profumeria e cosmesi ma che con il tempo ha allargato i suoi orizzonti, entrando a far parte del settore Network Marketing proponendo e diversificando le sue proposte come gioielli, abbigliamento, integratori alimentari e molto altro. Insomma un grande negozio in cui ogni reparto presenta una tipologia di prodotti diversi e di buona qualità. Ciò che mi è saltato subito all’occhio di questa azienda è la passione che mette e che instilla nei suoi rappresentanti, oltre a puntare sul pregio dei suoi prodotti. Una volta dato il mio contatto telefonico, la consulente Francesca mi ha inviato tutti i cataloghi dell’azienda e mi ha dato libera scelta su tutte le linee che offrono, dalla linea di abbigliamento a quella degli accessori, dalla linea cosmetica a quella della profumeria, dalla linea home alla linea hi-tech, dalla linea make-up alla linea oli, avevo l’imbarazzo della scelta, e di prodotti ne dovevo prendere tre e quindi mi sono messa a guardare tutto e alla fine ho scelto tre prodotti di svariati settori. Un mondo quello di Chogan in cui ti tuffi e staresti ore e ore a mirare tutto ciò che propone, un mondo in cui ti gusti ogni piccolo oggetto di natura diversa, un mondo in cui raggruppa sotto un unico nome tipologie di prodotti di buon valore. Dopo aver deciso cosa facesse al caso mio e cosa avesse attirato il mio interesse al di sopra di tutto, ho comunicato a Francesca i tre oggetti e neanche il tempo di ringraziare che già aveva fatto l’ordine e li aveva messi in spedizione. Professionalità e esperienza sono state due caratteristiche che ho notato subito e in due giorni lavorativi ho ricevuto il pacco. La realtà Chogan oltre a puntare alla qualità e alla varietà punta anche al prezzo, contenuto e non esagerato, adatto a tutte le tasche. Un aspetto non da poco è la proposta dei loro profumi che ad un costo modico si ispirano e riprendono le fragranze dei più importanti e costosi brand. Fin quando non si viene a contatto con determinate realtà non si può giudicare o parlarne a priori, io ho visto con occhi e toccato con mano un mondo che neanche sapevo esistesse!!
Un viaggio da Blogger!
Immersa nel mio da fare quotidiano quel giorno il bip del cellulare fu per un invito ad assaggiare e godere le prelibatezze e l’ambiente di un Ristorante-Enoteca della romantica Verona. Non era solo un lunch in uno dei posti più rinomati di Verona, ma era un incontro conoscitivo tra diverse blogger. Un’ occasione che mi avrebbe fatto conoscere persone del mondo virtuale con cui, fino a quel momento, avevo scambiato solo pochi messaggi sul social più in voga, Instagram. L’emozione del primo incontro con gente che vedi solo in foto, la voglia di presentarsi a persone che più o meno conoscono il micro-mondo dei blog, tutto era condensato nel far passare il tempo più in fretta possibile per arrivare a quel fatidico giorno. A questo era unito il desiderio di visitare una delle città medievali più poetiche di sempre. Non ero mai stata nella città di Romeo e Giulietta, non avevo mai percorso quelle strade con sampietrini, tipica pavimentazione che facilitava in epoca antica il passaggio dei carri. Non mi ero mai stupita di quanto una città può essere signorile e regale pur essendo piccola. Non avevo gustato la storia antica di ogni suo angolo e non avevo assaporato la cultura conservatrice delle sue tradizioni, non avevo fatto nulla di tutto ciò fino a quel 6 aprile. L’ incontro con le altre blogger fu davanti all’ Arena, fiore all’occhiello di Verona, e dopo aver fatto due chiacchiere per conoscerci percorremmo la strada ricca di lussuosi negozi che ci fece sbucare in Piazza delle Erbe, lì il Palazzo cardinalizio del 17esimo secolo sede del Ristorante Maffei (http://ristorantemaffei.it/ ) si distingue per la sua eleganza e raffinatezza oltre che per la sua storia. La cortesia del Ristorante l’ho ritenuta un biglietto da visita, ma quello che più mi ha colpito è la conservazione intatta dei resti di muratura di un edificio di epoca romana che si può ammirare scendendo nelle cantine del Ristorante. Proprio fra quei resti si può prenotare un tavolo allestito in modo sofisticato dal nome Romeo e Giulietta, che scelto per una cena intima e romantica ha la capacità, tra una portata e l’altra, di far viaggiare nel tempo, quasi come se una macchina del tempo trasportasse in un epoca diversa. Le opportunità arrivano quando meno te lo aspetti e questa occasione per me è stata non solo un assaggio dell’ alta cucina Veronese in un luogo sontuoso, non è stato solo un vivere persone di diverse parti d’Italia, ma è stato il respirare una cultura nuova, il godere la vita da blogger, il sentire la passione materializzarsi.

E dopo due anni ancora qui!
Ormai il tempo dei Blog è passato, perchè intraprendere questa strada? Beh è un pò come dire che quel determinato capo è demodè perchè allora indossarlo? La determinazione non mi è mai mancata e non sarebbero state queste voci a farmi cambiare idea e con il mio passo magari lento ed attento, ho cercato di mettere in piedi questa mia passione. Sono stata sempre appassionata di scrittura e sin da bambina ho sempre scritto ovunque mi capitava, sui quaderni, block-notes, sui diari, qualsiasi supporto era adatto a sostenere i miei pensieri. Il Blog lo posso definire come un diario online, in cui scrivo di argomenti vari che ruotano attorno alla Moda, alle Tendenze e allo Stile di Vita, quello che i miei occhi vedono e le mie orecchie ascoltano, ciò di cui vengo a contatto e che voglio far conoscere ad un pubblico, a degli spettatori che per curiosità o interesse leggono le mie parole. Ho sempre giocato con il “verbo” nel raccontare fatti o avvenimenti, ho sempre creduto nella potenza della parola, che se usata in modo adeguato può far apprendere tanto e della persona e di quello di cui si parla. Allora perchè non mettermi a divulgare la mia cifra stilistica indipendentemente dall’avere consensi o meno? Oggi il mio Blog fa due anni ed è una condivisione di contenuti che nel corso del tempo ho reputato importante far conoscere, dettagli che conosco e che possono essere utili. Idee ed esperienze che ho ritenuto adatte ad essere diffuse e farle leggere ad un pubblico diverso rispetto a quello con cui vengo in contatto ogni giorno. Quando decisi di aprirlo la semplicità doveva essere alla base del Blog ma la cosa in cui doveva distinguersi era il mio modo di improntarlo, lo stile del racconto porta chi legge a viaggiare con la mente. Non si può dire mai di essere arrivati al proprio fine ma posso dire che i feedback che mi sono arrivati sono di apprezzamento e gradimento, quindi continuerò su questa direzione con articoli originali e curiosi.
Come ho fatto io aprite quel cassetto e tirate fuori i vostri sogni, fateli vivere e rendeteli reali non c’è bisogno di tanto ma solo di una forte volontà. Vedere il sogno che si concretizza e che pone le basi per spiccare il volo non fa altro che dare forma e modello a qualcosa di fantastico.
Sojosvision: qualità e stile a prezzo contenuto
Addosso diventano uno schermo contro i raggi del sole ma gli occhiali da sole sono tutt’altro che solo protezione, ormai sono un simbolo di bellezza, un accessorio senza il quale non si riuscirebbe a stare, un prezioso alleato che dona alla fisionomia di ognuno un tono. Gli occhiali da sole regalano al volto un vestito, quasi come se indossandoli il viso si coprisse di un complemento tale da essere sfoggiato e esibito. Gli occhiali da sole sono diventati elemento fondamentale dello Styling che con i diversi modelli definiscono un’attitudine e regalano carattere.
Quando l’azienda https://www.sojosvision.com/ mi ha contatta chiedendomi di scegliere un modello di occhiali creati da loro sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla loro gentilezza e professionalità. Andai sul loro sito e notai che le loro creazioni di tendenza erano svariate e c’era l’imbarazzo della scelta ma uno solo mi colpì e una volta comunicato me lo inviarono subito. Oltre alla celerità nel ricevere il mio regalo ciò che mi colpì una volta aperto il pacchetto postale fu il packaging semplice ed unico che proteggeva al suo interno i miei occhiali, una custodia originale e unica, curata nei minimi dettagli che includeva oltre agli occhiali anche un mini set che conteneva un ricambio di naselli, un mini giravite e alcune viti di ricambio, in più l’occorrente per la pulizia delle lenti. Questa mini descrizione è la premessa per dire che oltre ad essere un’azienda seria, è anche un brand che crea occhiali dalla buona rifinitura e attento ai dettagli. Le lenti sono di buona fattura e schermano dai raggi del sole molto bene. Personalmente la leggerezza della montatura è fondamentale e appena indossati ho subito avuto questa sensazione. La freschezza e la frizzantezza del design, l’essere giovanile e all’ultima moda, sono insieme al prezzo molto contenuto peculiarità che fanno dell’azienda una garanzia.
Scegliere un’azienda rispetto ad un’altra, un modello diverso da un altro di solito è soggettivo ma quando quel marchio ti soddisfa per tante caratteristiche e qualità, allora diventa quasi oggettivo riferirsi a quel brand. Con gli accessori è sempre utile e bello variare e averne tanti e variegati. Avere diversi paia di occhiali da sole porta a trasformare il nostro sguardo ogni volta che ne indossiamo uno, ci dona carisma e mistero e allora perchè non farlo affidandoci ad aziende come la SOJOS. Portare un loro paio di occhiali è come portare un prodotto di qualità a prezzo ridotto! Una loro creazione ci rende liberi di osare e di essere audaci con eleganza.
I vestiti parlano di noi al nostro posto
Lo ripeterò all’infinito perchè ne sono fortemente convinta, “I vestiti parlano per noi, parlano di noi e parlano di noi al nostro posto”. Indossiamo capi e abiti per forma, colore, modello e stile, li scegliamo a seconda di qual’è la nostra natura, e li portiamo a seconda di qual’è il nostro carattere. Dietro l’abbigliamento che vestiamo si cela la nostra personalità e il rapporto che abbiamo con gli altri e la società. Ci siamo mai chiesti perchè portiamo un colore o un altro? Perchè preferiamo uno stile rispetto ad un altro? O ancora, perchè ci piace una fantasia ad una stampa o viceversa? La risposta può essere che lo facciamo per scelta e gusto, ma sia l’uno che l’altro sono mossi dal nostro carattere. Ogni volta che ci vestiamo associamo a quell’abito una parte di noi stessi, tanto che ogni espressione di Sè dialoga con gli altri, c’è chi ha un’ espressione più evidente e marcata, e c’è chi ne ha una più timida e riservata, ma qualsiasi sia essa comunicherà. L’abbigliamento e gli accessori sono il mezzo ideale per dare manifestazione dei propri Sè, e proprio per questo il nostro guardaroba diventa il contenitore per eccellenza da cui si può costruire il quadro d’insieme dei nostri Sè. Quello che noi indossiamo viene considerato un’ estensione del Sè che porta all’esterno tutto ciò che siamo all’interno, comunicando alcuni aspetti che sono propri del nostro carattere. Il libero arbitrio è lo strumento con il quale esprimiamo ciò che siamo, vogliamo e scegliamo, per questo il nostro vestire deve avere la libertà dell’essere. Il vestito comunica e parla diverse lingue quindi perchè non farci caso? Diversi studi parlano di Psicologia della moda e del vestire e attraverso la scelta di un capo o di un altro si può risalire a quello che siamo. Il detto che dice “L’abito non fa il monaco” a mio parere, e secondo quello che ho detto fino ad ora, non è del tutto vero. Quell’abito scelto e indossato mostra in evidenza ciò che siamo e che vogliamo dire quindi magari non soffermiamoci solo al vestito andiamo oltre ma consideriamo che ciò che portiamo addosso è il prolungamento della nostra natura. Ci sono studi che interpretano il “dentro” di un guardaroba, e attraverso questi si può risalire a cosa si dà più importanza e perchè. Dal colore dei capi o dai modelli dei vestiti che si ha in un armadio si può osservare alcuni lati del nostro carattere, difetti che nascondiamo e cambiamenti che non vogliamo fare!
Mostra il tuo vestire e ti dirò la tua natura!
Lo stile del Carnevale!
Lo stile del Carnevale ha origini al tempo degli Antichi Romani. Durante i festeggiamenti dei Saturnali era previsto l’utilizzo delle maschere, le quali maschere impedivano il riconoscimento delle persone e questo dava la possibilità di lasciarsi andare a qualsiasi genere di sfrenatezza. Questa tradizione sopravvisse anche nel Medioevo, quando i riti propiziatori prevedevano il rogo di un fantoccio di cartapesta.
Il Carnevale firma con i suoi costumi e le sue maschere uno stile goliardico e folcloristico. Le maschere italiane rappresentano vizi e virtù del popolo, ma anche della classe borghese e nobile. Il Carnevale per eccellenza che incarna l’essenza del gioco e del piacere è sempre stato quello di Venezia. In una città così unica e particolare questa ricorrenza non poteva altro che portare ad immergersi in una continua rappresentazione di teatrale allegria e giocosità. Un mondo fatto di balli, scherzi, galà esclusivi e romantici incontri. Il suo stile diventa l’impronta del Carnevale elegante e di classe. Il Carnevale è un fifty-fifty, se da una parte si veste dei giganti carri di cartapesta, dall’altra si decora di maschere e figuranti con costumi che fanno a gara. A Carnevale ogni vestito vale? Si, io direi anche che ogni oggetto, ogni capo, ogni accessorio può diventare una maschera se il tutto viene indossato con spirito divertente e malizioso. Lo stile Carnevalesco lo si porta con personalità anche se si sceglie di vestire un costume già fatto e confezionato. La creatività dona quel tocco in più alla maschera, è la nota di sè che ogni personalità fa sentire. Due sono i fini del mascherarsi, nascondere una parte del proprio io e mettere in evidenza un’altra parte di noi stessi, che di solito si cela ma che in quel momento si esterna dando vita a fantasie inespresse. I piu timidi scelgono di travestirsi di super eroi, i bambini e alcuni adulti si vestono di quei personaggi preferiti che popolano le loro fantasie, altri sentono il bisogno di mascherarsi con costumi che accentuano una caratteristica del proprio carattere. Ma qualunque sia la maschera, l’obiettivo principale resta quello di abbandonarsi al piacere del momento allontanandosi dal carattere abituale di ogni giorno, o quello di fuggire da regole che ci si impone di seguire rendendoci disinibiti.
La Fiaba ha la sua realtà!
Le favole hanno sempre una fine e l’epilogo di questo percorso dal nome “Sogno è Realtà” si conclude con questo scatto che a parer mio racconta il mio animo fiabesco. Ho sempre avuto una propensione alle fiabe sia nel leggerle sia nel guardarle, ciò che mi sembrava surreale diventava reale, ciò che era distante dalla dimensione oggettiva si trasformava in possibile nella misura soggettiva. La fantasia crea una realtà parallela ma essa stessa può essere vissuta, in maniera occasionale e unica, e quando lo si fa la mente si apre a nuove storie ed esperienze. Come ho fatto io quando ho scoperto la storia del Ponte della Maddalena o meglio conosciuto come Ponte del Diavolo in località Borgo a Mozzano in provincia di Lucca.
La costruzione di questo Ponte, la cui forma rappresenta la classica struttura a ‘ schiena d’asino’, era stata affidata a S.Giuliano l’Ospitaliere che alla fine si rese conto di non riuscire a terminare il lavoro per la scadenza prevista. La sua disperazione si palesò una sera. Seduto sulla sponda del Serchio pensava al disonore che gli avrebbe dato il non riuscire a finire in tempo utile il lavoro iniziato, quando gli apparve il diavolo che gli propose un patto. Il diavolo avrebbe terminato in quella stessa notte, al posto suo, la realizzazione del Ponte in cambio dell’anima di colui che avrebbe attraversato per primo il Ponte. Confermato il patto, il diavolo finì la costruzione mentre il costruttore pentito si confessò con un prete che gli suggerì di far passare sul Ponte per primo un animale, cosi fece e il diavolo adirato per la beffa si gettò dal Ponte e non si fece più vedere.
Che sia leggenda o meno ciò che resta è la magnificenza di questa opera architettonica, una struttura che ogni qual volta la si guarda si rimane rapiti. Nella fantasia del nome viene sottolineato il suo stile e la sua natura suggestiva. Nella realtà delle cose esiste immaginazione e fantasia, nelle fiabe o racconti irreali esiste un mondo reale.
Il Sogno di un’epoca e la Realtà di indossarla.
Il fascino del mistero ha sempre attirato molte persone e nel progetto che ho creato dal nome “Sogno è Realtà”, in cui mostro i diversi stili di un soggetto in questo caso io stessa, il lato nascosto l’ho voluto sottolineare all’aperto. Sembra un controsenso ma in realtà ogni uomo vive dentro e fuori, e il non detto può entrare in equilibrio con ciò che è evidente. Dovevo scegliere dei posti adatti per esibire questo lato “segreto” e uno di essi non poteva che essere la mia splendida Pisa? La città che tanto tempo fa mi ha adottato e mi ha fatto sentire a casa, il luogo in cui tutto sembra a misura d’ uomo e dove la storia ti saluta ogni volta che guardi una Sua piazza o una Sua architettura, come la magica e sognante Piazza dei Miracoli.
Ogni abbigliamento che si indossa ha in sè un significato simbolico e porta anche un messaggio, e proprio questa premessa serve per allacciarmi alla scelta di questo look che mostro nella foto a cornice dell’ articolo. Ho sempre avuto un debole per un secolo in particolare e quel secolo è il Medioevo. Nel periodo Medievale, come la storia ci insegna, il settore del tessile conobbe un fermento notevole, tessuti di pregio venivano importati, abbigliamento di lusso o comunque fatti di materiali pregiati spopolavano nel guardaroba delle classi nobiliari, la qualità dei vestiti aumentò anche per le fasce di popolazione meno agiate per l’utilizzo di strumenti di precisione nella sartoria. Gli abiti di quel periodo avevano un forma ed uno stile particolare e mi hanno sempre affascinato, l’uso del mantello, che serviva per identificare il rango sociale di chi lo portava, velava la figura tanto da non capire le forme o la fisicità di chi lo indossava. Il mantello era un capo che copriva da far passare inosservato, anche se da un lato era un abbigliamento che attirava gli sguardi perchè la curiosità di vedere chi si celava sotto era vivida. Ogni vestito che si mette addosso ha anche una dimensione interiore, è un contenitore di emozione, un deposito di ricordi. Quando ho indossato questo stile è come se avessi viaggiato nel tempo e mi fossi catapultata nella Pisa del XII secolo. Gli echi di quel tempo passato non potevano che venir fuori davanti al Battistero di Pisa, il più grande d’Europa, la cui particolarità consiste nell’avere un’acustica particolare dovuta alla struttura della sua cupola.
Che sia un abito di un altro secolo, che sia un capo che richiama un’ altra epoca o moda, qualsiasi sia il suo stile addosso ad ognuno parlerà la lingua di quella persona!
