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Un secolo e non sentirlo: la Tuta o Jumpsuit

Ernesto Michahelles era uno scultore, un pittore, un fotografo, un disegnatore, un architetto, un inventore e un orafo Toscano. Insomma era un’artista e per la sua sensibilità alle linee e alle forme sintetiche ideò un capo di tutto rispetto, la Tuta o come si chiama nel gergo modaiolo Jumpsuit. Michahelles, chiamato Thayaht, nel giugno del 1919 disegnò questo capo che ebbe grande successo per la sua comodità e praticità ogni volta che lo si indossava. Semplice, libero da orpelli e sovrastrutture, unico e completo, per la sua creazione non necessitava di tanto lavoro, e diventò un capo anche dal costo contenuto. Era talmente facile da creare che in quegli anni venne presentato un cartamodello con precise e poche istruzioni per riprodurre la Tuta. Questo abbigliamento per la sua vestibilità venne usato anche da Picasso. La Tuta fu un capo talmente apprezzato che la contessa Rucellai organizzò un ballo in onore nella sua dimora con l’obbligo del dress code, in altre parole “tutti in tuta”. La versatilità di questo indumento era una caratteristica non da poco, tanto che l’essere unisex divenne una nota positiva.

La Tuta porta sulle sue spalle un secolo di storia e oggi in maniera più preponderante rispetto a prima risulta essere un abbigliamento dalle mille sfaccettature. La si può usare a lavoro, durante una passeggiata con le amiche, o ancora in una serata dandogli un tocco più elegante, ad esempio abbinandoci un paio di scarpe con il tacco. Scivola addosso con facilità lasciando intravedere la sinuosità del corpo che la indossa. Sexy al punto giusto, elegante nei suoi dettagli. Un capo di abbigliamento che sta bene a tutti facendo attenzione come al solito a non indossare modelli che non sono adatti alla propria persona. Non tutto ciò che fa tendenza può essere indossato da tutti, ma tutto può essere modificato su noi stessi e sul nostro corpo a seconda del nostro stile. Ci sono Tute lunghe e corte ma in entrambi i casi una sola regola esiste quella di indossarle. Che siano audaci, eleganti, graffianti o sofisticate, che siano sportive, casual o all’ultima moda, il nostro armadio almeno una la deve contenere. Magari giochiamo sul tessuto o sul modello, indossiamole con o senza t-shirt, con o senza giacca, ma sentiamoci libere ogni volta che ne portiamo una!

 

Immagine da Pinterest!

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Vedo, non vedo!

Ho sempre trovato interessanti, seducenti, provocanti e molto sexy i capi di abbigliamento che hanno un effetto ‘rarefatto’, leggero e sottile, quasi come un velo. Il senso della vista e del tatto si accentuano ogni volta che si indossano trasparenze e tessuti quasi impalpabili. La volgarità non è contemplata perchè essa risiede in chi vede  quella visibilità una nota di cattivo gusto. Immaginare qualcosa che è coperto a metà diventa una sorta di gioco mentale. La mente viaggia e ciò che si indossa diventa di particolare importanza, qualsiasi cosa si porta, qualsiasi sia il capo trasparente che copre il nostro corpo regala alla mente un modello tutto suo. La seduzione a portata di sguardo diventa un’ arma di eleganza e di potere, chi decide di vestire con tessuti sottili e trasparenti, con ricami che fanno intravedere la propria figura, ha un alto livello di sicurezza di se stessa, sa ciò che vuole e ciò che vuole trasmettere. Molti sono stati gli stilisti che si sono divertiti a disegnare capi dall’aria leggera, tra pizzi e veli, tra ricami e plissettature, si sono dedicati a palesare le forme e a nascondere l’essenziale. Il vedo e non vedo alcune volte è molto esplicito e a non tutti può piacere una visibilità ‘eccessiva’, ma sono convinta che ognuno sa quanto vuole osare e quale sensazione provare, quindi penso che qualsiasi sia il giudizio della gente, ci si debba vestire senza cercare di piacere ma sentendosi libere e padroni. Questi sono due elementi che nei capi nude devono essere alla base. La nudità velata è simbolo di sicurezza e di personalità. Avete mai pensato alla trasparenza come ad un mezzo con cui tutto diventa cristallino? Se vado con la mente ad una fiaba mi viene in mente Cenerentola, la sua scarpetta era trasparente, era elegante e luccicava e una volta calzata tutto diventò nitido e chiaro, questo è il vedo e non vedo, un’ emozione che quando la indossi diventa chiara e palpabile.

 

Immagine da Pinterest!

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Quando i negozi hanno un’anima: Myò!

Quante volte entriamo in alcuni negozi e gli ambienti li sentiamo quasi asettici, il personale mostra una gentilezza di circostanza e gli abiti non dicono quasi niente, e alla fine usciamo e ci domandiamo il perchè c’eravamo entrati. I negozi, o come si chiamavano un tempo, le botteghe sono luoghi in cui si definisce la propria personalità e il proprio stile, si entra per acquistare un capo che ci rappresenti, che ci accompagni e che diventi il nostro alleato, che sorrida insieme a noi e che ci faccia sorridere, che ci renda impeccabili e che parli per noi. Insomma il negozio deve essere il luogo delle nostre speranze, in cui la sinergia del nostro gusto e i consigli di chi lo gestisce deve dare vita ad un look adatto a noi, deve essere la nostra lampada di Aladino dove si possono esprimere i desideri.

L’entrata sembra quella di una casetta, una volta varcata ti ritrovi davanti ad un vero e proprio salottino, con due comode poltrone e un tavolino, le pareti colorate di una tinta tenue presentano supporti di legno dove gli abiti sono appesi in bella vista, qualche quadro che ricorda la moda degli anni 30 e specchi che riflettono il tutto, un tutto illuminato da lampade e dalla luce naturale che entra attraverso i vetri delle finestre e delle vetrine. Così come in una casa anche qui passi da una stanza ad un’ altra, dove trovi un altro piccolo boudoir in cui puoi accomodarti e ammirare i capi e gli accessori ai lati della stanza, in fondo a questa saletta ci sono due angoli decorati con tende che danno la possibilità di provare i capi. Chi ti ospita in questa dimensione sono due Donne che hanno fatto della loro passione un lavoro. Ti supportano nella scelta del tuo look e ti accolgono in quella che per loro è casa, ti fanno sentire a proprio agio e ti suggeriscono dal capo di abbigliamento fino agli accessori. Tra una chiacchiera e una prova, tra una risata e un cambio d’abito, tra un sorso di te e un giro di camerino, ti ritrovi ad esaudire i tuoi desideri. Un vero e proprio Salotto dell’ Abbigliamento, in cui scopri nuovi stili e nuovi look, in cui i vestiti ti parlano e dialogano con il tuo corpo, in cui la professionalità e la familiarità si uniscono e creano un mondo incantato. In questo mondo puoi trovare abiti di altri tempi, puoi provarti l’ultimo modello della collezione di uno stilista o ammirare un modello vintage, puoi innamorarti di un paio di scarpe particolari o farti abbracciare da un completo all’ultimo grido. Insomma una volta entrata difficilmente ne vorrai uscire, di sicuro ci ritornerai e diventerà il luogo in cui la magia si tocca con mano. Myò Abbigliamento Donna a Pisa!!

 

 

 

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Un accessorio che scandisce lo stile: Welly Merck!

Quando si pensa ad un orologio si immaginano due lancette che scandiscono le ore, i minuti e i secondi ma dietro questo termine esiste un accessorio che diventa quasi fondamentale per la sua finalità, rendere reale e concreto ciò che è astratto e invisibile. La magia di un paese come la Svizzera la si può toccare, ammirare e indossare quando si tratta di orologi e nel caso specifico sono venuta a contatto con un’ azienda che fa del lusso uno stile a portata di polso. Mi sono sempre chiesta come mai gli orologi svizzeri avessero questo fascino e quando l’ho ricevuto ho avuto la mia risposta. Un materiale resistente, un design elegante, una qualità unica sono le caratteristiche che ho colto subito, mentre la leggerezza del modello, l’aspetto rifinito nei dettagli e il meccanismo che c’è dietro al suo scandire il tempo, tutto questo l’ho scoperto indossandolo.

“Gli orologi sono rispetto al tempo ciò che un dizionario è rispetto al linguaggio”
(Jordi Doce), il poeta- scrittore con questa frase vedeva l’orologio come la comprensione del tempo così come un dizionario è da supporto alla decifrazione del linguaggio. Le lancette danno la misura del tempo che scorre ma la lavorazione dà l’essenza dell’arte dell’orologeria. Welly Merck (https://www.wellymerck.com/) è un marchio che regala tutto questo e con le sue creazioni firma lo stile nell’attimo in cui lo si indossa. I loro progetti viaggiano insieme al tempo e si allineano con esso in evoluzione e modernità. I loro modelli sono di tendenza e trasformano ogni look in un vestito elegante e di classe. Le loro realizzazioni denotano raffinatezza, perfezione e cura. La storia di questo brand è legata alla coppia Welly e Merck che superando le ostilità e i sacrifici della vita hanno fatto del tempo una risorsa preziosa.

“Welly Merck accentua l’individualità con cinturini intercambiabili, vetro zaffiro e tocchi personalizzati” la rivista GQ ha racchiuso in poche parole l’anima di questa azienda!

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Happy Birthday to you!

Un anno? E si, il primo Aprile 2017 è comparso questo blog, la mia sfida, nata per caso, suggerita da una mia amica. Tutto è quasi nato per gioco, non avevo la minima idea di come strutturarlo, di cosa avrei parlato, di come sarebbe apparso alla gente, ma una cosa la sapevo, di una sola cosa ero sicura, avrei fatto parlare me stessa attraverso la scrittura, attraverso il mio modo di narrare, avrei dato voce a tutto ciò che mi circonda e di cui vengo in contatto.

Io vivo di sensi e di emozioni, di certezze e di sicurezze personali, ma anche di timidi interrogativi. Il mio vivere ha in se un pizzico di follia che dona pepe al resto e di sensibilità che regala attenzione anche alle piccole cose.

Ed eccomi qui a “festeggiare” il primo anno di vita di questo blog. Un blog in cui ogni articolo è un breve racconto di vita di moda, di prodotti che utilizzo o di cui ho sentito parlare, di stile di vita, di look personale, di tendenze modaiole, di eventi a cui ho partecipato, di come vedo e vivo io la moda, di cosa è per me lo stile. Sono stata sempre attirata da ciò che si chiama “Moda”, sin da piccola dicevo che avrei voluto fare la stilista, ma ahimè ho dovuto fare i conti con la mia poca inclinazione al disegno, e quindi mi sono data una chance nella scrittura. Ho sempre viaggiato e fantasticato con le parole, per me i termini sono le ali del mio pensiero, con le espressioni trasmetto le emozioni che provo. Non so se in questo anno ci sono riuscita, ma sicuramente ho sentito la piacevole sensazione nel provarci.

Il blog non vuole avere connotati presuntuosi, ma vuole solo entrare in punta di piedi e far riflettere su quello che magari sappiamo già o su cui non siamo a conoscenza, vuole prendere per mano e far ammirare le novità o solo ciò che ci sfugge, vuole guidare verso mondi inesplorati o verso voglie inespresse.

Con questo blog vi voglio condurre nelle variegate esteriorità attraverso i meandri dell’interiorità. Piccole favole reali, brevi visite di luoghi di vita sono il motore di questo blog. Un mondo che vi faccio toccare con mano, vedere con la mente, annusare con le emozioni, ascoltare con l’immaginazione e gustare con la realtà! Se tutto questo vi intriga, se volete che vi accompagni nel mio mondo, allora continuate a seguirmi, fatevi abbracciare dalle mie “Dritte”.

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Parola d’ordine? …Love Style

Romantica o sensuale, sentimentale o passionale, dolce o provocatrice, in qualsiasi stato d’animo si trascorre quel giorno ognuno di noi lo sentirà proprio. Qualsiasi cosa si organizzi, in qualsiasi luogo si festeggi, due saranno gli elementi principe di quel giorno, l’ Amore e lo Stile. Entrambi muoveranno le fila del look che si sfoggerà per quella occasione, due ingredienti che insieme a gusto e personalità determineranno l’outfit da indossare per la ricorrenza più rossa del calendario. Mai come quest’anno il cuore è stato il simbolo per eccellenza, il leit motif più ricorrente, presente sulle passerelle dei migliori stilisti da Burberry Prorsum a Stella McCartney, da Moschino alla giovane Charlotte Olympia. Quindi perchè non esibirlo su una maglia o su un vestito o attraverso un accessorio? L’unico accorgimento da tenere presente è sempre lo stesso in ogni occasione, quello di trovare il giusto equilibrio tra la propria personalità o il proprio Stile e il mood della serata a cuore. Quel giorno la mente viaggerà e toccherà diversi pensieri e cercherà di realizzare ogni desiderio, quindi perchè non iniziare da ciò che ci rappresenta e da ciò che vestiremo? Elegante o bon ton, sexy o comoda, ironica o intima, qualsiasi sia l’elemento distintivo o la peculiarità del look che si sceglie quel giorno e quella sera, tutto deve avere una parola d’ ordine: Love Style, lo Stile che l’ Amore vestirà per quell’occasione. L’abito e l’outfit farà da apertura alla serata, sarà il nostro biglietto di presentazione e sarà lui il seduttore. Lo Stile dovrà colpire dritto al cuore, la chiave giusta per non sbagliare è sentirsi a proprio agio e perchè no anche mettere un pizzico di pepe. Sicurezza e raffinatezza cammineranno insieme, e se si vuole osare perchè non trovare il giusto equilibrio tra uno Stile classico ed uno moderno il tutto condito dalla giusta femminilità? L’ Amore svolazzerà da una parte ad un’ altra così come lo Stile abbraccerà e ci farà conoscere dettagli importanti. Facciamoci avvolgere da questa atmosfera e dipingiamo questo giorno di rosso!

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Lo stile dell’Occhio D’oro!

Da non molto sta andando in onda una nuova serie tv “The assassination of Gianni Versace” che ripercorre si il suo assassinio ma anche la sua patinata vita e da questo vorrei allacciarmi al suo genio e alla sua introduzione della maglia di metallo Oroton nella Moda. Questo tessuto era usato dai celti, dai romani, e nel medioevo era considerato protettivo per gambe e altre parti del corpo. Un tessuto molto costoso, quindi ad uso solo di pochi e la sua fattura gli dava un peso considerevole da usare solo in casi particolari. Successivamente scompare dalle scene riapparendo lo scorso secolo con Paco Rabanne definito da Chanel “Quest’uomo non è un sarto, è un metallurgico!” Fino ad arrivare negli anni ’80 con il cultore del metal mesh Gianni Versace. Insieme ad un artigiano tedesco inventa Oroton, interpreta il principio degli anelli interconnessi di una rete metallica, non si interconnettono l’uno con l’altro ma si uniscono in quattro punti in dischi rigidi creando un tessuto malleabile e flessibile, una vera scoperta che porta questo tessuto ad adattarlo al corpo rendendolo sexy e sfavillante. Negli ultimi anni ’90 i suoi abiti metallici si arricchiscono di ricami e applicazioni, insomma la donna sulle passerelle diventa luminosa e scintillante, sensuale e magnetica. Questo tessuto dona determinazione e consapevolezza di se, sicurezza e personalità sono gli elementi che appaiono appena lo si vede indossare, dà l’idea del vestiario che portava la coraggiosa Giovanna D’arco. Versace per questa introduzione nella Moda vinse il premio “Occhio d’Oro” per il miglior Womenswear Designer. Gli abiti in maglia cotta in Oroton sembrano maglie di metallo fluido, il corpo sembra ricoperto di argento liquido, una nuova femminilità si mostra attraverso questo tessuto. I disegni che si presentano su questo intreccio impreziosiscono la lavorazione base e rendono armonioso e scivoloso il capo, emanando fascino e attrazione. La maglia metallica definisce uno stile ammaliante e seducente, disegna le forme del corpo e dona alla donna un potere irresistibile. Insomma Gianni Versace ha infranto regole e barriere e mescolato culture, uno stilista innovativo e pieno di contrasti.

 

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Un capo che prende vita ogni anno che passa: il Jeans!

Il suo termine deriva dalla parola Genes, che stava ad indicare in francese la città di Genova. Il tessuto originario era un misto di cotone e lino molto robusto usato dalla Marina Militare Genovese nel 1500. Il fustagno, così era chiamato il tessuto, venne prodotto in Lombardia e in Francia a Nemis, e proprio da questa città derivò il successivo nome Denim. La sua nascita è attribuibile a Levis Strauss e Davis Jacob. Infatti nel 1800 Strauss aprì un negozio di abiti da lavoro utilizzando questo tessuto e dopo si associò a Jacob, sarto, che inventò i rivetti, in altre parole delle borchie che fissavano le tasche ai pantaloni così da impedire che gli attrezzi da lavoro cadessero o rovinassero il tessuto. La nascita ufficiale dei Jeans risale al 1873. Queste pillole di storia danno una sorta di vissuto a quello che ormai è e sarà un capo intramontabile. Gli stilisti ne hanno creato e continuano a creare infinite varianti, si sbizzarriscono nel decorarlo e nel modificarlo e più lo fanno più aumenta il fascino e la bellezza di questo tessuto. A zampa di elefante, attillati, con le borchie, eleganti e con tessuti preziosi, e ancora a vita alta, larghi, strappati o con orli scuciti, i Jeans conservano le caratteristiche di praticità e sex appeal in qualsiasi forma si presentano. Il Jeans è considerato il simbolo di diverse generazioni, si passa da quello che indossava James Dean o Elvis Presley grazie ai quali lo si può associare al rock and roll e al divismo on the road, a quello delle proteste e ribellioni giovanili degli anni ’60 e ’70, fino ad arrivare all’ importanza simbolica di adesso.

“Ho detto spesso che avrei voluto inventare io i blue jeans: il capo più spettacolare, più pratico, più rilassante e informale che esista” Yves Saint Laurent.

Jeans vuol dire moda, vuol dire glamour, vuol dire cool, ma anche trendy e chic, insomma i Jeans hanno in sè diverse anime e le esprimono ogni volta che li indossiamo. Un capo di abbigliamento che non si può non amare, il suo charme acquista ancora più valore quando lo abbiniamo a tutto il resto, che sia una scarpa elegante o che sia una t-shirt basica. Più passa il tempo, più lo si usa e lo si lava, più la “vecchiaia” lo rende di tendenza. Acquistiamoli e portiamoli come se fossero parta di noi, facciamo si che il nostro stile parli attraverso i Jeans, perchè i Jeans sono vita!

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Lo shopping del Venerdì Nero!

Il nome potrebbe far pensare ad un film horror, a qualcosa di misterioso o inquietante, ma ciò che caratterizza il colore di questo venerdì è il pesante e congestionato traffico che si verifica nei negozi sia fisici che in rete per acquistare l’oggetto o il prodotto che fa gola ad un prezzo super scontato. Il nero in questo caso risulta essere un colore positivo, un colore che rappresenta in ambito commerciale buoni profitti, in quanto sui libri contabili dei commercianti in epoca antica le annotazioni passavano dal colore rosso che rappresentavano le perdite al colore nero che simboleggiavano i guadagni. Il Black Friday rappresenta da un lato il giorno dopo il ‘Giorno del Ringraziamento’ e dall’altro il giorno dell’inizio dello shopping natalizio in cui, per incentivare e favorire le compere, si propongono sconti speciali. E perchè non approfittare di questa occasione? Perchè non cogliere la palla al balzo e farci prendere dalla passione dello shopping del Venerdì Nero? Uno shopping scontato dall’abbigliamento all’elettronica, dalla casa ai giocattoli, dalla cosmesi agli accessori. Un vero e proprio tuffo nel mondo delle offerte che possono farci risparmiare fino al 70% – 80% nell’acquisto di un desiderato articolo.

In un solo giorno ti ubriachi di shopping passando da Amazon, Zalando, H&M, Zara, Sephora, Kiko fino ad arrivare a MediaWorld, Euronics, Unieuro. Un Venerdì da vivere all’insegna di cliccate online o di visite nei negozi preferiti, un intero giorno in cui si cercano idee per regali natalizi, in cui si compra l’abito per la stagione, in cui si prova l’ultimo modello di scarpe, in cui si rifornisce il nostro beauty case. In un solo giorno diventiamo gli amanti dello shopping ed esperti delle grandi occasioni scontate. Il Venerdì Nero sarà allegro e sorridente, solare e felice, soddisfacente e completo, insomma non avrà un solo colore ma avrà un mix di colori che rispecchierà lo stato d’animo dello shopping.

E se abbiamo ancora qualche centesimo a disposizione non dimentichiamoci del Cyber Monday, il lunedì successivo al Venerdì Nero in cui la tecnologia, i negozi di elettronica online offrono prodotti super scontati.

Per un giorno godiamoci l’energia dello shopping e facciamoci travolgere dalla sua magia!!

 

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Un graffiante stile

“Vieni sul mio cuore innamorato, mio bel gatto: trattieni gli artigli e lasciami sprofondare nei tuoi occhi belli, misti d’agata e metallo.” (Charles Baudelaire)

Una frase che riporta alla bellezza felina, a ciò che nasconde la profondità dell’ essere gatto attraverso gli occhi, che sono il mezzo di comunicazione più potente. Ti parla con gli occhi e dialoga con le movenze. Lo stile felino, sensuale e determinato, delicato e deciso, individualista e di carattere, elegante e raffinato, accattivante ed intrigante, è uno stile che risponde alla creazione di molti outfit e collezioni di diversi stilisti. Se si parla di ‘animalier’, il cui termine racchiude in sè tutte le stampe di matrice animale, si parla spesso e volentieri di quello del gatto o del felino in generale. Non a caso attraverso il fumetto Catwoman il fascino di questo stile sottolinea una personalità prorompente e misteriosa, profonda ed intensa. Indossare un capo ‘animalier’ non è per tutti ma dona quel tocco di grinta in più sia all’ outfit sia alla propria personalità. Non è facile neanche abbinarlo, ma basta un pizzico di dimestichezza, sentirsi a proprio agio e tutto risulta semplice. Se manca il gusto può scadere nel trash ma basta un tocco di qualità e diventa chic. Ognuno di noi comunica con ciò che indossa e in particolar modo questo stile, che non passa certamente inosservato, dichiara una netta divulgazione di noi stessi. Noi non siamo solo uno stile ma racchiudiamo diverse sfumature di stili, così come rispondiamo a diverse caratteristiche. Lo stile felino si può racchiudere in una frase “La moda dice pure io, lo stile dice solo io”.

Il gatto sin dai tempi antichi era considerato ‘sacro’ , ha ispirato poeti, scrittori e pittori, ha accompagnato grandi artisti rimanendo al loro fianco. Un esempio di questo nel mondo della moda è dato da Karl Otto Lagerfeld, stilista, fotografo e regista tedesco, che con la sua collezione ha dedicato un ruolo da protagonista al suo felino Choupette. Il gatto Choupette a volte ha la forma di un cappuccio, altre volte si trasforma in disegno, viaggia da una città all’altra e finisce addosso passando da una persona all’altra, accompagna il suo padrone o semplicemente si fa vedere da solo. Vi consiglio se volete vedere la sua collezione di andare sul suo sito https://www.karl.com/it  Se volete acquistare, Zalando ha una vasta scelta di capi e accessori di questo stilista.

“La donna seduce come un gatto, il gatto seduce come una donna” (Stephanie Hochet)

Immagine in copertina è la mia Lady Daphne!