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Pitti bimbo: la moda a portata di bimbo

Prende il nome dal maestoso Palazzo rinascimentale di Firenze, residenza del Granducato di Toscana, abitata dai Medici, dagli Asburgo-Lorena e dai Savoia. La Sala Bianca, con il suo stucco bianco pastello e gli undici lampadari in cristallo di Boemia, si presenta elegante e raffinata oltre che accogliente, scenario sin dagli anni ’50 di eventi di moda. È Pitti Immagine l’ azienda italiana che lavora nella promozione dell’industria e del design della moda. L’innovazione, l’indipendenza, la ricerca e la competenza sono elementi caratteristici di questa agenzia, ed essa stessa usa ognuno di essi come requisito per la creazione di fiere ed eventi di moda.

A giugno, a Firenze, Pitti Bimbo ha presentato la collezione autunno/inverno 2017-2018. Brand, marchi, firme, aziende di moda in quell’ occasione ti trasportano in un viaggio in cui il fascino del gioco ne fa da padrone, in un mondo del lusso per neonati, kids e teen, il mondo Bimbo diventa a portata di sguardo e di mano. La bellezza di vedere bimbi sfilare con gioia e innocenza, l’ eleganza del loro portamento nell’ indossare capi di abbigliamento innovativi e sempre più trendy, l’ incanto di quegli abiti in miniatura che fanno sognare, tutto questo è Pitti Bimbo. L’unione dei tanti espositori e dei piccoli modelli, l’ armonia tra i vari stili presentati e i volti sorridenti dei bimbi per il piacere di rappresentarli, l’ equilibrio tra la serietà dell’ evento e l’ ilarità dei protagonisti, la sinergia della moda con il gioco, tutto questo risulta essere Pitti Bimbo.

Dolcezza, tenerezza, felicità, semplicità, divertimento, simpatia, preparazione, comunicatività, allegria, questi e altri sono gli ingredienti del mondo Bimbo, in cui grazie a Pitti Bimbo ti tuffi e vai alla scoperta di idee e sogni, guardi il mondo con gli occhi di un bambino e ne assapori il gusto. In questo evento si ammira come i bambini conservino le loro peculiarità e ricordano al grande di essere stato bimbo.

 

foto da http://www.pittimmagine.com/corporate/fairs/bimbo.html

 

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Lo zodiaco si veste: la Vergine

Dal carattere pratico e con i piedi piantati a terra, dal fare unico e sicuro, dall’ essere semplice e poco incline a seguire le tendenze, il segno zodiacale della Vergine non ama apparire ma comunque quando indossa qualcosa non passa inosservato. Il suo lato energico e sempre strong porta questo segno ad essere forte in ogni situazione così come risulta deciso in quello che sceglie di portare addosso. Scegliere un capo o un accessorio per questo segno vuol dire metterlo, usarlo, utilizzarlo, la sua ordinarietà non porta ad avere un look anonimo, il suo perfezionismo lo si può notare nei colori e nella comodità dei tessuti che decide di vestire. Essere di questo segno porta a prendere la vita di petto in modo determinato e senza orpelli, si decora del suo essere risoluto in ogni decisione.

Questo segno sembra circondarsi più di tecnologia e di passioni, che di accessori per abbellirsi o di capi di abbigliamento per sfoggiare il proprio essere, anzi quelli che possiede sono molto sobri e discreti, comodi e pratici. Lo stile è minimal ma sempre perfetto. Essendo un segno di terra chi è di questo segno è concreto e tutto ciò di cui si circonda parla di lei persona. Dalle sneakers ai sandali flat, dalle gonne lunghe ai jeans, dalle t-shirt ai top, la Vergine detta il suo look con precisione e consapevolezza. Il segno è indipendente e proprio questo forte lato lo porta a non seguire le mode senza però togliere niente al suo fascino.

Sia la donna che l’uomo di questo segno hanno come caratteristica principale l’essenza e non l’apparire.

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Lo stile in un clic

“Fotografare, è riconoscere un fatto nello stesso attimo ed in una frazione di secondo è organizzare con rigore le forme percepite visivamente che esprimono questo fatto e lo significano. È mettere sulla stessa linea di mira la mente, lo sguardo e il cuore”, questo diceva Henri Cartier-Bresson, un noto fotografo francese che nacque il 22 agosto del 1908. Guardare la realtà attraverso un obiettivo era diventata la sua seconda vita. “Per dare un senso al mondo, bisogna sentirsi coinvolti in ciò che si inquadra nel mirino” era ciò che ripeteva sempre. È stato il fotografo per eccellenza perchè come diceva lui stesso “fotografare è un modo di vivere”. “Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso un solo momento” questa era la filosofia dei suoi scatti, che in piccola parte si possono ammirare a San Gimignano fino al 15 di ottobre 2017.

Con il nome fotografia si intende tre elementi distintivi, la tecnica, l’ immagine ed il supporto, e proprio attraverso essa si arriva a cogliere lo stile dell’ oggetto rappresentato, lo scatto rappresenta lo stile di ciò che si guarda e si vede. Il prodotto che compare in una fotografia è il risultato dell’ espressione di chi la scatta, l’ immagine parla di ciò che arriva a chi la fotografa. Tutto ciò che una fotografia comunica lo fa attraverso lo stile di chi l’ ha scattata.

Vari sono i fini della fotografia ma in campo di moda la fotografia fornisce la descrizione visiva di abiti o accessori, ma anche di abbinamenti. Questo tipo di immagini parlano di stili di vita, hanno il potere di essere colte velocemente e richiamano l’ attenzione su quello che il fotografo vuole trasmettere, condividere. La fotografia ha in sè il potere della testimonianza, risulta essere la ‘testimone sul campo’ con un alto valore estetico. Racconta il reale, narra la vita, regala l’essenza.

E dato che questo articolo parla della fotografia non posso non citare il Social della fotografia, Instagram, che ha rivoluzionato il modo in cui viviamo, ha cambiato il modo in cui guardiamo il mondo, ci ha reso un pò ‘stilisti’ del mondo. Ci sono foto che immortalano il momento, ma ci sono foto che spiegano quel momento, come ci sono foto che ti fanno sentire la voglia di viaggiare e ci sono altre foto che ti fanno apprezzare i luoghi in cui vivi, esistono foto che attraverso ciò che indossi esprimono lo stile personale come esistono foto che ti aiutano a capire il tuo stile. Insomma qualsiasi sia la foto esse rappresenta la realtà.

E come diceva Henri Cartier-Bresson “Una fotografia non è né catturata né presa con la forza. Essa si offre. È la foto che ti cattura” !

 

 

 

 

 

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Quando lo stile di una città ti fa viaggiare nel tempo

Quando una città si veste di epoca, quando una cittadina si cala in un’ atmosfera antica, quando le strade indossano il sapore dell’antico, allora lo stile che rappresenta e di cui è portavoce ti porta ad immergerti in un mondo dal carattere unico e raro. Come unici e rari sono i pezzi che caratterizzano questo stile, artigianali e antiquati sono gli oggetti che decorano questo stile. Quello stile che indossa un piccolo borgo ligure ogni anno e che si trasforma in una preziosa Soffitta in cui si raccolgono mobili d’ epoca, oggetti di modernariato, bigiotteria di grande pregio, quadri, pizzi e tovaglie, e ancora oggetti più ricercati dall’ interesse collezionistico. Sarzana diventa una città che prende i connotati per un periodo dell’ anno, Agosto, di un vero mercato dell’antiquariato a cielo aperto, che con naturalezza e spontaneità assume i contorni di un bazar orientale. Oggetti di valore per la bellezza e rarità, oggetti che rispondono a più di 50 anni di vita, oggetti che richiamano la loro fattura manuale, tutti questi oggetti ricoprono le viuzze caratteristiche e antiche di questa cittadina fortificata.

È la seconda volta che mi reco in questo luogo in occasione di questo evento, ed è come se aprissi una porta di una Soffitta, e nell’entrare rimanessi stupita di quanta bellezza può esistere e di cosa si può celare alla conoscenza quotidiana. Un armadio pieno di tante cose conservate nel tempo, dalle più antiche alle più pregiate, dalle più strane alle più originali, da suppellettili vintage ad arnesi di ogni genere. L’elemento comune e caratterizzante di ogni bancarella che incontro è il suo stile retrò, l’odore dell’ antico, la consistenza dell’ usato al tatto. Il fascino ti porta indietro negli anni, guardandolo e ammirando un oggetto è come se quell’età in cui è stato utilizzato o a cui si riferisce ti salutasse. Tutto intorno sembra parlarti di altri tempi, ed insieme alla città, insieme alle stradine abbellite ed adornate, riecheggiano gli usi e i costumi di un tempo, la finezza e l’eleganza di anni ormai passati, le usanze e le consuetudini di un periodo demodé.

In un ambiente del genere ti senti alcune volte fuori luogo, perchè è talmente tanto lontano da te che ti è difficile immedesimarti, ma basta specchiarti in uno specchio antico e pregiato e la tua anima si riflette in quell’atmosfera, si fonde in essa e sorride con essa. Si vive in anni diversi da quelli che si ammirano in questo evento ma ne vale la pena, perchè un tuffo nel passato risveglia uno stile singolare. Come questa Soffitta insegna, fai del tuo stile un pezzo unico!!

 

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Sul mio blog!

“Va oltre, va al di là, non segue mode ne cliché, parla di tendenze si, ma in maniera tutta sua, originale e profonda e guardando altre sfaccettature rispetto all’ approccio standard e convenzionale, senza fermarsi alla superficiale apparenza. Qualunque tema affronta (mai banale) risulta sempre essere una perla preziosa, che disquisisce di classe e charme e moda in modo aperto e senza peli sulla lingua, spaziando e dando punti di riflessione che sono oltre la moda stessa. Ogni articolo, che sia corto ed essenziale senza essere ‘tirato via’ o lungo e strutturato, senza essere noioso, è una chicca. Affronta argomenti che riguardano lo stile ma uno stile legato a ciò che ognuno si porta dentro, scrive di temi vari che denotano ricerca e studio, preparazione e acume nell’esprimerlo. In altre parole ha i connotati di una blogger originale, che non si improvvisa e che ha tanto ancora da raccontare e trasmettere”

Sono parole, parole dette e scritte da una persona che voleva far arrivare il suo messaggio a me, a me che sono quella blogger di cui parla, a me che per una scommessa con un’ amica si è detta perchè non farlo? Perchè non mettersi in gioco e far conoscere quel mio lato più modaiolo e di tendenza? Perchè non sfidare me stessa in questa avventura? E così eccomi qui dopo un tot di articoli scritti, dopo solo tre mesi di vita di questo blog, dopo diversi canali aperti per far sentire la mia voce, alcune volte assordante, altre volte discordante ma sempre in ogni occasione sincera, eccomi qui a leggere e sorridere, a meravigliarmi e compiacermi, il tutto grazie a questo attestato di stima e di apprezzamento su ciò che per me era una sfida e che ora è diventato espressione di me.

Moda e look, tendenza e apparenza, immagine e stile, abbigliamento e modi di essere, aspetto e comportamento, esteriorità ed interiorità, tutto questo lo condenso in parole a volte in immagini, e spesso in ‘Dritte’. Cosa sia per me tutto questo può essere espresso in quanto segue: ” mi piace scrivere, mi piace trasmettere attraverso le parole ciò che sono io e ciò che per me è moda, è fascino, è glamour, è comportamento, è portamento, la mia immaginazione e acutezza mi porta a vedere oltre la semplice esteriorità, mi piace arrivare attraverso le parole e mi inorgoglisco se ci riesco, mi arricchisco del bello che offrono gli altri e tendo a farne tesoro per raggiungere i miei obiettivi, con queste mio blog faccio parlare quella parte di me socialmente connessa e desiderosa di esprimersi e condividere”

“La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti. La moda è nel cielo,nella strada, la moda ha a che fare con le idee, il nostro modo di vivere, che cosa sta accadendo.”
(Coco Chanel)

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Kids e il loro vestire

“I bambini sono degli enigmi luminosi” (Pennac)

Quando ero bambina apprezzavo lo stile che la mia mamma aveva scelto per me, seguiva la moda del momento ma senza andare oltre il limite, in altre parole vestivo abitini adatti all’ età, non indossavo vestiti che potevano farmi sembrare adulta. Ricordo ancora con gioia, la stessa gioia che avevo ogni volta che lo portavo, un vestitino in velluto blu, liscio senza ricami o applicazioni solo con una piccola cintura in vita, mi sentivo la più bella del reame, e lo sfoggiavo con sicurezza. I vestiti dei bimbi hanno il fascino della miniatura, ti incantano per il loro modo di coprire quel piccolo corpicino rendendolo grande, ti attirano a soffermarti sui migliaia abbinamenti che puoi creare accoppiandoci soprattutto accessori. Non a caso ogni bimba da piccolina quando gioca con le proprie bambole tende sempre a divertirsi con vestiti e piccoli accessori. L’innocenza dei bimbi e la genuinità del loro essere piccoli la si nota anche attraverso la scelta dei colori o dei piccoli capi di abbigliamento. Negli anni i bimbi cambiano, e con loro anche il modo di vedere un determinato capo addosso, tutte le caratteristiche che connotano i bambini si trasferiscono sulla scelta di come vestire, l’istintività, la concretezza, l’ idealizzazione, l’ essere influenzati, l’ essere al centro, tutti questi tratti fanno cambiare e valorizzano il loro stile e le loro scelte di come far parlare loro stessi.

Nella moda bimbi, i maggiori stilisti si sbizzarriscono sugli stili da proporre. Valerie Toyomura-Provot ha trasformato il brand della suocera, Marie-Sophie Ragueneau, in Baby&Taylor, un marchio di maglieria per bambini, tutto in tessuti naturali, una filosofia che si avvicina molto alla natura della fibra e che dà un valore aggiunto alla composizione di un capo o di un accessorio. Buho di Ines Surinyach, è una linea bambino che si ispira alla positività e alla solarità attraverso tessuti leggeri e dai colori tenui, quasi richiamano la sensazione di viaggi e paesaggi. Gabriella Lundblad è una disigner che disegna oltre i modelli anche le stampe sull’abbigliamento bambino, trasformando le sue collezioni in vere opere d’arte. Lo stile Bapribap (Pappa! oh Pappa!) è lo stile di Annica Öjermark Haque, una donna che per caso si dedicò alla moda bimbo usando un tessuto decorato con la cera, una stampa che si trova in Africa. E un ultimo stile che sta andando molto di moda è la moda genitore-figlio, in altre parole una mini-me, come la nuova collezione di Missoni, in cui madre e figlia portano lo stesso capo, abbigliamento coloratissimo e vivace e divertente.

Un adulto deve portare con se l’ anima di essere stato bimbo, ne trarrà giovamento anche nel proprio stile!

 

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Lo zodiaco si veste: il Leone

A stagione iniziata entra il Leone, uno dei segni zodiacali dell’estate, un segno di fuoco, ed è proprio per questo tratto distintivo che sembra essere dotato di un proprio splendore. Questa luce si riflette in questo segno attraverso l’ottimismo nei confronti della vita. Proprio perché dominato dal Sole, la luce che cerca e che arriva ad avere si rispecchia nel suo modo di vestire, nel suo look, nel suo stile. L’ entusiasmo che lo caratterizza lo si nota attraverso la scelta dei capi e degli accessori. Il suo colore predominante ricorda la luce del Sole e le sue tonalità, come il giallo, l’oro, l’arancione o il rosso, e il bianco, ma non disdegna neanche colori pastello. Uno stile deciso, uno stile personalizzato, uno stile corrispondente al suo carattere, che punta su accessori come gioielli che illuminano la sua personalità e scarpe che presentano notevoli altezze. Il suo look è fatto di tessuti preziosi, abiti che richiamano la sartoria.

Il Leone come si sa è considerato il re della foresta, ed è proprio questa sua propensione che rende la sua immagine esuberante. Un vestirsi raffinato e di gusto, un’ eleganza sobria e confortevole. Icona che rappresenta questo segno di terra è stata Coco Chanel, che proprio per il suo carattere si è imposta con il suo essere femminile e come nuova figura fondamentale del Fashion Design. Altra grande stilista nata sotto questo segno zodiacale era Laura Biagiotti, “la Regina del Cachemire” come è stata definita negli anni ’80 dal New York Times. I suoi capi di abbigliamento vestivano le donne rendendole delle bambole. Una donna dallo stile personalizzato, tirava fuori la personalità di chi indossava le sue creazioni. Un Leone che esibiva la sua natura.

Essere Leone è come indossare una luce chiara!

 

Credits: Getty Images

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Tatuare il proprio stile

Mi sono sempre piaciuti, li ho sempre apprezzati, li ho sempre visti come arte e come un vestirsi di arte, non ne ho ancora sul mio corpo ma forse uno piccolo a breve lo indosserò. La loro storia è affascinante, come ogni favola ognuno sembra risultare un sogno a se. Un pò come quando si ha il sogno di indossare un abito, quando si decide di farlo, di averlo e tenerselo per tutta la vita diventa un simbolo da portare dietro in ogni istante. Diventa un’ anima che cammina con te, come può essere un accessorio o un capo di abbigliamento. Proprio come un vestito può variare per la forma, per i colori, per il significato che gli si dà. La scrittrice Sylvia Plath diceva :“Indossa il tuo cuore sulla tua pelle in questa vita”. Il cuore un pò lo si indossa anche quando ci si veste, o quando si sceglie di portare un accessorio, cosi è anche per il tatuaggio, per quell’ inchiostro che colora la tua pelle, per quel disegno che rappresenta una storia. Si dice che un tatuaggio è per tutta la vita, un tatuaggio è un modo di esprimere se stessi come quando si porta un determinato look. Il tatuaggio parla di te, tu stesso fai parlare il tatuaggio, si crea un legame, un intreccio profondo in maniera spontanea e naturale. Ci si veste di esso e diventa il segno distintivo di te stesso. Il tatuaggio ha fatto moda, è diventato stile, ha trasformato ognuno in una trama, un racconto con un suo contenuto.

Due anni fa usciva sulle passerelle della Fashion Week di Milano il tattoo dress, erano capi sottili e trasparenti che aderivano al corpo da farlo sembrare tutto tatuato. Un corpo del tutto privo di tatuaggi con i vestiti di Dsquared2, il marchio dei gemelli disigner Dean e Dan Caten, si trasformava in una tela di colori e disegni, modelli muscolosi con indosso canotte e shorts dai colori accesi, con abiti dai quali spuntavano tutine aderenti color carne interamente ricoperte di stampe dal mood ‘hipster’ che creavano l’ effetto tattoo. Sul web invece il trend fece scatenare l’acquisto di t-shirt con maniche tatuate, gli stilisti portarono questo tattoo style in chiave fashion.

Diversi sono gli stili dei tattoo, diverso è il significato che si basa su ogni stile, un pò come lo stile di un abito che prende il suo significato dall’ epoca in cui lo si colloca. Si passa da uno stile Old school, con l’utilizzo di disegni piatti e linee nette a colore nero, ad uno stile New school, con colori vivaci, da uno stile giapponese ad uno tribale, dal realistico al lettering, in cui le parole sostituisco o integrano il disegno, insomma qualsiasi sia la scelta esso diventerà l’ anima del tuo stile.

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Indossare il profumo!

“Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell’ apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l’ aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente non c’è modo di opporvisi.”…. “Gli uomini possono chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non possono sottrarsi al profumo. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l’amore dall’odio. Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.” (da Il Profumo di Patrick Suskind). Una caratteristica di questo libro è la scoperta del protagonista verso ciò che di solito è scontato, a cui di solito non diamo la giusta importanza e rilevanza, un senso che ha un ruolo primario, il senso dell’olfatto che fa scoprire sensazioni ed emozioni che i vocaboli della lingua comune non sono sufficienti a descrivere. Il protagonista trovandosi davanti alle vetrine delle rinomate profumerie parigine si accorge dell’essenza che crea un profumo. Un profumo è identità, un profumo identifica una persona, un profumo è la tua essenza.

Il profumo porta a riconoscere una persona, rende quella persona reale, alle volte lo si considera sottinteso ma in realtà il profumo è la prima cosa che serve per dare una connotazione viva di quel determinato individuo. La scelta di un profumo è personale, diventa come la scelta di un vestito, lo indossi perché vuoi esprime te stessa, scegli una precisa fragranza perché ti rappresenta. Il profumo, sin dall’ antichità, ha sempre giocato un ruolo di primo piano sia nelle pratiche religiose mettendo in rapporto la persona con gli dei attraverso gli aromi impiegati con i riti sacri, quanto nell’arte più profana della seduzione come arma invisibile del piacere donando un carattere particolare a chi lo indossa. La fragranza di un profumo è importante come la preziosità di un gioiello. Ciò che accentua la fragranza è soprattutto il calore: ecco perché si consiglia di applicarla sulla parte interna del polso, ai lobi delle orecchie, sulla nuca, alle tempie, fra i seni, nell’incavo del braccio e delle ginocchia, zone in cui il sangue arriva più in superficie e quindi più calde.

Girando per le profumerie i profumi sono esposti in scaffali dedicati o in piccole teche, come gioielli di pregio, la loro essenza si sente attraverso la loro bottiglia e una volta sul nostro corpo ognuno sente il proprio stile. Qualsiasi sia la fragranza essa risplende per ognuno di noi e su ognuno di noi come un diamante riflette la sua luce.

 

 

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Goth: una moda o un modo di essere?

Quando la moda diventa espressione di uno stile di vita, di uno stato d’ animo, di un essere invece che apparire, quando la moda è l’ anima di ognuno, quando la moda diventa parte dell’ identità di ogni persona, allora vuole dire che TU sei la moda, il TUO essere è moda, essa diventa la continuazione di TE. Tutto questo si amplifica quando lo stile è l’ espressività di un piacere, di un gusto per un qualcosa di specifico, di una passione per un determinato modo di vestire, di una attitudine per un definito genere.

La moda che risponde a queste caratteristiche può essere la moda gotica o moda goth, una moda che si suddivide in sottocategorie la cui tendenza è quella di usare il colore nero. La categoria su cui voglio soffermarmi è quella Romantic Goth che traeva ispirazione dalla caratteristiche della letteratura gotica, si metteva in risalto la delicatezza e la profondità dell’ animo insieme ad una inquietudine e passione interiore e tutto questo si trasmetteva in quello che si indossava. Questo filone di moda, che fa riferimento soprattutto alla moda vittoriana, è rappresentato da uno stile elegante e raffinato, dall’uso di lacci, di corsetti e vestiti multistrato. Il principale colore è il nero, ma sono presenti anche il bordeaux, il viola, il grigio, il bianco ed il blu. Gonne dalla linea ampia, lunghe spesso con merletti e pizzo, camicie castigate ma scollate e calze a rete. Oltre all’ età vittoriana, il look si rifà anche all’ età medioevale e rinascimentale. Le scarpe sono allacciate con lacci e il modello richiama sempre gli stivali alti o bassi che siano.

Opposto a questo stile romantico esiste un’ altra categoria che è il Fetish Goth, uno stile basato sull’estetica feticista e BDSM. Capi in PVC, gomma, latex, tutti abiti che aderiscono come una seconda pelle. Questo mondo che prima apparteneva ad un sottobosco proibito ora è d’ ispirazione di diversi stilisti, dai corsetti di Dolce & Gabbana alle calzature di John Galliano. Zana Bayne è la stilista per eccellenza di questo stile, con i suoi body in pelle, le imbracature per petto e collo, i bustier, gli accessori in stile bondage che arricchiscono i look (https://it.pinterest.com/ledrittedisimo/moda-goth).

Questo tipo di moda, di look, di stile, è un pensiero, dipende da chi lo indossa e da come viene rielaborato e interiorizzato, la musica oltre alla letteratura gioca un ruolo fondamentale, trasmette il mondo interiore, l’ anima di questo mondo e la trasferisce sul look. Una moda da scoprire e da far emergere attraverso l’essere!

 

Immagine da Pinterest.