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Ti voglio Bene Mom!

Cosa regalarLe? Ogni anno è sempre un dilemma riuscire a trovare il regalo giusto, un qualcosa che possa esprimere tutto il nostro affetto per Lei, che possa essere unico come rappresenta Lei per noi, che possa parlare di Lei ma anche di noi. Riuscire insomma a soddisfare il suo gusto con il nostro. Questa festa ricorre ogni anno e darle voce è far parlare i nostri sentimenti e la nostra interiorità che si tramuta in ‘oggetto’ che custodirà come la cosa più preziosa. Cosa scegliere tra tante proposte? Si può partire da quello che ci colpisce, da quello che le serve, da quello che pensiamo faccia al caso suo, o semplicemente da quello che rispecchia al meglio il nostro volerLe bene.

Passeggiando tra le vie del centro i negozi si abbelliscono per l’ evento, firmano la festa con le loro offerte, si vestono di dolcezza. Le frasi e le immagini che si vedono hanno i colori della gioia e dell’affetto. Ti invitano ad entrare, a guardare e magari ad essere affascinate da uno piuttosto che dall’ altro prodotto. Il fascino di questo acquisto risiede in quello che proviamo noi per la persona a cui lo si fa. Non è retorica dire che Lei è unica, non è comune ringraziarLa per tutto ciò che fa, non è superfluo dire quanto le vogliamo bene, ma tutto questo si può esternarlo con questo regalo, che sia piccolo o grande basta che parli di noi e del nostro cuore.

Una vasta gamma di articoli esposti dai vari negozi possono dare il suggerimento adeguato per raccontare il rapporto con Lei. Un gioiello, qualsiasi sia, fa brillare ciò che è il nostro sentimento per Lei! Un accessorio potrebbe accompagnarLa in qualsiasi occasione! Un prodotto cosmetico o un prodotto beauty o di make-up possono far dire “mi piace coccolarti come tu facevi con me”! Un oggetto di arredamento o di casa raffigurerebbe la nostra presenza nella Sua vita! O ancora un viaggio, una giornata di relax, un massaggio, un’ esperienza personale direbbe “goditi un momento della vita” !

Che sia Stroili o Pandora, Carpisa o O’bag, Sephora, Erbolario o Bottega Verde, Kartell o Millefiori Milano, ricorderemo alla nostra Mamma cosa è per noi!

 

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Indossare l’ uomo!

Uno stile? La voglia di sapere come ci si può sentire? Il desiderio che può essere espressione di un lato maschile presente in noi? O solo la semplice curiosità di sapere come potremo apparire? Rispondere a tali domande penso non sia semplice, ci vuole coraggio alcune volte nell’ indossare i panni che non sono propri, un taglio di abito che è distante dalla natura fisiologica, un look che può esaltare non tanto la figura stessa ma la personalità. Non è facile riuscire a vestire uno stile maschile, non è affatto semplice credere in noi stessi quando l’ abbigliamento che ci copre non rientra nelle nostre corde innate. La moda richiama questa impronta, rievoca una caratteristica che da voce a quella parte di ognuno di noi sopita o che non riesce a fuoriuscire, un lato che in alcune occasioni, in alcuni momenti della nostra vita vogliamo sfoggiare. Non è prepotente in tutti questo lato maschile, può non essere presente in alcuni, o può essere solamente silenzioso capace solo di apprezzare ma non farselo proprio.

Cosa prova un uomo a vestire la propria tenuta? Cosa vuole dire quando indossa uno specifico indumento? Come vuole esprimere il proprio essere? Possono essere domande di una donna quando vuole vestire gli abiti di un uomo oppure possono essere i principi dello stile maschile. Una cosa certa, i vestiti dal taglio maschile sono adattabili a qualsiasi corpo ma solo la parte interiore li porta con la consapevolezza fondamentale. Essere se stessi nonostante si appare diverse, piacersi e sentirsi fascinose pur avendo una mise ‘virile’, guardarsi e comportarsi come la propria indole vuole, essere eleganti anche con capi che non fanno risaltare le naturali forme del proprio corpo.

Mi piacciono i pantaloni con taglio maschile, mi piacciono le camice con colli importanti e linea dritta, scarpe stringate ed eleganti, e le giacche che cadono sul corpo da far parlare le movenze ed il fisico più che il pezzo di abbigliamento. Vestire maschio non è solo una toilette ma diventa uno stato d’animo, un essere e un voler essere. La propria femminilità può essere vista anche attraverso uno stile maschile, il sentirsi a proprio agio va al di là della distinzione tra look femminile e look maschile. Sentirsi sicure in questo tipo di abbigliamento porta a liberare la mente da alcuni canoni e ad esprimere se stessi.

L’ attrazione verso un capo maschile non si deve attribuire ad alcune scelte, e paradossalmente è più difficile tirar fuori ciò che si ha dentro mettendosi addosso vestiti dal carattere dissimile dalla nostra moda abituale. Lo stile è anche questo, riuscire a portare con personalità abiti non propri!

La collezione di Manila Grace richiama molto lo stile mascolino, una firma dal carattere deciso!

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Pelle di seta

Quando una tecnica diventa uno stile ed una moda allora io di solito, essendo curiosa di natura, mi informo e magari provo. Proprio così è stato. Chiacchierando con la mia amica-estetista sono venuta a conoscenza di questo metodo made Brazil che è diventato un must a Manhattan ed ormai diffuso a livello mondiale. Sia donne che uomini o per esigenze proprie o per vanità o per cultura o per estetica o per sentirsi a proprio agio fanno del loro corpo non solo una figura da vestire ma anche un simbolo da curare. È proprio questo fa la Skin’s, il termine tradotto alla lettera vuol dire ‘pelle di’ ma per la sua rivoluzionaria efficacia si potrebbe aggiungere  ‘pelle di seta’ , cura la pelle, la mette a nudo e la coccola. Un metodo facile, creativo e divertente per chi lo esegue, comodo, veloce e piacevole per chi lo riceve.

Quando mi avvicino alle nuove tendenze lo faccio a passi di danza, non mi butto a capo fitto ma cerco di farle mie fino a diventare la mia consuetudine. Così ho fatto per questo brazilian style, che ormai è diventato un modo di vestire il proprio corpo, di portare la propria pelle a indossare la morbidezza e la delicatezza. Radicalmente ritrovi te stessa e allo stesso tempo ti vesti di seta! Brazilian Waxing è una tecnica estetica che contribuisce alla bellezza di ognuno!

Che sia la cosmesi o che sia l’abbigliamento a rendere il nostro corpo bello, che sia la moda o lo stile a renderci affascinanti, che siano le tendenze o il look a sentirci noi stessi, sarà sempre la nostra interiorità a guidare!

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Audrey Hepburn, Una donna Lo stile!

“La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall’ aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’ amore.” Una delle sue frasi più celebri, ed una delle verità più forti. Tutto deriva da dentro, da ciò che custodisci dentro di te, da come vuoi vestire la tua anima, da come vuoi dar luce al tuo IO, gli occhi sono la finestra della tua interiorità, sono il riflesso della tua essenza, sono lo specchio della tua persona. 

Il suo atteggiamento era consapevole di quello che era, il suo stile esprimeva la determinazione del suo animo, la sua sicurezza nascondeva sensibilità e fragilità, la sua bellezza era sinonimo di spiritualità, la sua eleganza risiedeva nel suo portamento, la sua bravura era sintomo di conoscenza. Chi di noi non si è mai fatta rapire dalla sue dolci movenze, dalla sua figura esile e delicata, dai suoi occhi che parlavano e dal suo apparire che andava oltre l’estetica? Quando i miei occhi si soffermano su di lei vedo tutto questo e immagino a come poteva essere nel sua quotidianità, al di fuori dei riflettori, lontano dalla mondanità, quali fossero i suoi principi e cosa vedeva in se stessa. A queste domande mi rispondo con alcune sue frasi:

“Niente è impossibile. Il mondo stesso dice ‘Io sono possibile!’”

“Ricordati, se mai dovessi aver bisogno di una mano che ti aiuti, che ne troverai una alla fine del tuo braccio… Nel diventare più maturo scoprirai che hai due mani. Una per aiutare te stesso, l’altra per aiutare gli altri.” 

“Io credo nel rosa.
Io credo nel baciare, baciare un sacco.
Io credo che ridere sia il modo migliore per bruciare calorie.
Io credo nell’essere forti quando tutto sembra andare male.
Io credo che le ragazze felici siano le più carine,
Io credo che domani sarà un altro giorno,
Ed io credo nei miracoli.”

“La bellezza di una donna aumenta con il passare degli anni.
La bellezza di una donna non risiede nell’ estetica, ma la vera bellezza in una donna è riflessa nella propria anima. È la preoccupazione di donare con amore, la passione che essa mostra.”

Pensieri, idee, espressioni che parlano di Lei, che incarnano la sua essenza, che fanno di Lei un’ icona di stile, di eleganza, raffinatezza, gentilezza, altruismo, fascino, talento. Ci insegna molto il suo abbigliamento perché va al di là del semplice indossare, del banale apparire, ma condensa in sé l’essere persona, l’ essere Donna, l’essere viva, l’essere realtà!

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Lui sceglierà te!

Maggio, un mese a me particolarmente caro dato che sono nata in questo periodo. È l’ultimo mese della primavera ma rappresenta il mese in cui inizia la stagione dei matrimoni, in cui si celebrano le nozze, in cui si aprono le danze alle cerimonie importanti, in cui si festeggiano le dichiarazioni d’ amore, e in cui un tempo si vedeva sbocciare il fiore per antonomasia più bello, la rosa. Proprio questo mese risulta essere il più gettonato dalle coppie per organizzare la propria festa all’ aperto sfruttando la gradevole temperatura primaverile.

Per la protagonista di questo evento lo stile da scegliere è fondamentale, è l’ abito che accompagnerà la particolarità di questo giorno, che sottolineerà le emozioni che si proveranno, che farà della sposa il personaggio principale, che raffigurerà l’ io interiore.

Tante sono le riviste, gli articoli che danno ‘dritte’ su come scegliere l’abito da sposa, su quali sono i dogmi per dire che quel determinato vestito sarà perfetto, su cosa seguire e cosa no per decidere che quello stile ti appartiene. Il mondo dei matrimoni sembra quasi un mondo a sé, appena prendi la decisione di sposarti sembra che entri in un luogo fatato, con le sue idee, i suoi principi, i suoi comandamenti, ti ingloba in questo vortice e ti trasporta e sballotta in un luogo stregato.

Vi voglio raccontare la mia storia e di come ho scelto la mia seconda pelle, perché per me è stato proprio cosi è stato lui a scegliere me, le mie forme e la mia persona. Il momento di decidere quale stile avrei indossato quel giorno era arrivato, avevo sfogliato talmente tante riviste e visto talmente tanti modelli di firme diverse che ho resettato tutto e mi sono detta come volevo apparire, come volevo ‘firmare’ quel giorno memorabile, come volevo essere per me stessa. Ho pensato al periodo in cui mi sarei sposata e ho scelto il tessuto, ho pensato alla mia figura, a me fisicamente e ho scelto il modello, ho pensato a come volevo far vedere la mia anima e ho scelto il colore, ho pensato a chi sono e cosa mi sento io e ho scelto gli ornamenti. È stato difficile trovarlo? No, a dire il vero il primo atelier in cui sono entrata è stato quello che poi ho scelto, anche se ho voluto fare il confronto con altri due, il primo vestito che ho indossato è diventato la mia seconda me. Non avevo idea di che marca fosse, rispondeva a tutto ciò che mi ero prefissata e mi vestiva come se lo avessi sempre portato. Fù un Fiò Couture di Fiorella Dell’ Acqua in mikado di seta color avorio.

Guadate dentro di voi e sarà lui a scegliervi!!

 

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Un villaggio che diventa parte di te: il mondo outlet!

Qualsiasi termine si voglia affiancare alla parola outlet esso rimarrà sempre la personificazione di un mondo fashion. Se si pensa all’ etimologia del termine allora si deve pensare ad un mercato, perché questo è il suo significato letterale, o anche a punto vendita. È un’ aggregazione di più punti vendita che vivono in uno stesso luogo e che offrono i loro prodotti a prezzi più bassi rispetto a quelli venduti dal singolo esercizio commerciale. Gli outlet hanno delle loro precise caratteristiche ed il bello risiede nella loro architettura. Si presentano come mini villaggi con le sembianze di borgo medievale per alcuni, di centri più moderni per altri, di piccole realtà fuori dal contesto urbano di grandi dimensioni e curate nei minimi dettagli per tutti.

Chi di noi non è mai stato in un outlet? Chi di noi non ha mai portato con se parte di quel villaggio così incantato? Chi di noi entrando in quel mondo non si è abbandonato in quell’ atmosfera tanto da perdere la cognizione del tempo? Chi di noi non ha scoperto di avere una resistenza maggiore di quella che si credeva? Chi di noi non vorrebbe ritornarci? Diverse domande che hanno una sola ed unica risposta uguale per tutti!! Questo è l’effetto outlet, ti porta a vivere un’ altra dimensione non lontana dalla realtà, ti trasporta nel mondo della moda, del fashion, ti dà il benvenuto aprendoti le porte di diversi mondi, ti fa conoscere chi lo abita, ti accompagna anche quando vai via perché ti porti con te parte di esso.

Ogni volta che cammino per le stradine di questi affascinanti villaggi è come se diventassi  Alice nel paese delle meraviglie, mi perdo nei sentieri che mi portano lontano e mi fanno vedere diversi mondi. Mondi in cui mi addentro e quasi per magia vengo rapita da ciò che mi offrono. Il mio sguardo scorre da un capo ad un altro, da una marca ad un’ altra, da un outfit all’ altro. La mia mente elabora, crea la mia prossima mise per un’ occasione oppure per la quotidianità. Tutto diventa possibile da attuare, tutto ciò che si sceglie diventa parte di te.

Oggi l’ outlet-village che ho visitato è stato Shopinn Brugnato 5Terre  in Liguria, un centro molto rifinito con marchi conosciuti e altri un po’ meno, dall’aria moderna e da uno stile tutto personale anche perché ospita mostre di arte contemporanea, eventi e laboratori, grazie a due spazi predisposti l’ Art Gallery e l’Art Factory. Essere outlet è anche questo, sinonimo di arte e cultura.

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Qualsiasi colore sei tu!

Se penso a questi anni di vita che ho vissuto e a quante volte mi sono truccata allora posso si e no contarle sulle dita di una mano. Non è stata avversione o non saperlo fare, ma più che altro, oltre ad una piccolissima componente di pigrizia, ciò che mi ha portato a non ‘dipingere’ il mio viso è stato non riuscirmi a vedere. Ogni volta che per una determinata occasione mi truccavo optavo sempre per colori tenui, per nuance che si avvicinavano al mio incarnato, per un trucco ‘invisibile’. Quasi come se non volessi mettere niente tra me e il mondo esterno, mi sono sempre sentita a mio agio da questo punto di vista e non ho mai avuto la voglia di portare il trucco ad essere una valorizzazione del mio essere.

Il trucco sin dall’ antichità era visto come espressione di cura per l’estetica o sinonimo di regalità, anche se una Regina lo definì una prova di maleducazione, un mezzo volgare. Indipendentemente dalle culture o dalla mentalità l’ interiorità di ognuno può essere anche espressa attraverso un maquillage. In molti il trucco è diventato ormai parte della personalità, rappresenta anche una finestra sullo stile di ognuno che può cambiare a seconda del proprio umore. In altre parole il trucco non è fine a se stesso, penso che sia una forma d’arte e come in tutte le arti ciascuno ci si deve sentire dentro.

Il make up diventa con il tempo una caratterizzazione della persona, un elemento intrinseco della persona stessa che attraverso questo si distingue dagli altri. Alcune volte può risultare anche un gioco con se stessa, ci si può truccare per immaginarsi diva, sexy, bellicosa, semplice, dolce, alla moda, e così via. Resta comunque il fatto che il trucco enfatizza un aspetto che nasce dall’interno puntando su caratteristiche che non sono solo fisiche ma anche psicologiche.

Pur non truccandomi apprezzo chi lo fa e la combinazione dei tre fattori, ovvero l’interiorità, il colorito e l’abbigliamento dovrebbero camminare di pari passo. Quindi o che sia audace o che sia sobrio il trucco è creazione di se stessi.

 

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Giocando tra le marche

Ed eccomi qui a parlare della mia passione di sempre, di quell’ hobby che quando ho deciso di intraprendere all’età di 12 anni poi diventò parte integrante di me stessa. Ricordo ancora i giorni in cui rientravo a casa da scuola mangiavo uno yogurt e andavo a fare corso di tennis, nessun sacrificio ma solo gioia e soddisfazione mi regalava imparare. Monica Seles, era lei la tennista a cui mi sono ispirata a livello tecnico ma anche per quanto riguarda l’ abbigliamento. Negli anni ’90 la moda era diversa rispetto ad oggi, si può dire che i vestiti avevano un taglio più comodo e così anche i completini da tennis sembravano di qualche taglia più grande. I colori erano l’intramontabile bianco e nero ma in aggiunta c’ era quel fucsia e rosa che la Seles portava sempre, proprio in suo onore ricordo che un gonnellino a pieghe di colore rosa della Fila aveva un posto di riguardo nel mio armadio. Appunto la Fila era il suo sponsor, che oggi vediamo essersi adeguata allo stile stretch e a colori più sgargianti pur mantenendo sempre il bianco, il blu e il rosso come tonalità base.

Non ero un’ amante di vestitini o gonnellini ma optavo più per tute e pantaloni basic abbinandoli a canottiere o a classiche polo, immancabili erano le giacche. Cosi come la Fila rappresenta un marchio di vecchia data anche la Lotto risulta essere un’ azienda datata, entrambi hanno simboleggiato l’ italian-style. E per ambedue ero una fedele acquirente.

Dopo quasi vent’ anni ho ripreso in mano la racchetta ed eccomi a scegliere tra le tante marche e firme cosa indossare. C’ è l’imbarazzo della scelta, dalla griffe più conosciuta e garantita, come la Nike, l’ Adidas, l’ Asics, a quella di nicchia come la Joma o a quella relativamente più giovane come l’ Under Harmour. Un abbigliamento, qualsiasi sia il marchio, che si indirizza sempre più verso il tech, ovvero verso un prodotto con tecnologia avanzata che può essere nel tessuto traspirante o nel favorire i movimenti quando lo si veste, dal design sempre più innovativo e particolare e da uno stile sempre più vario.

Personalmente scelgo la marca che mi sta meglio, dai tessuti più morbidi e traspiranti, mentre per le fantasie e i colori mi faccio guidare dal mio umore e dalla voglia di cambiare look. Così come nel tennis si usa una strategia di gioco anche nella scelta della firma o del capo di abbigliamento si può scegliere un metodo, l’importante o che si giochi sul campo o tra le marche è sentirsi se stessi.

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Sfogliando se stessi

Immaginatevi una bimba con i capelli neri, gli occhi castani e profondi, con un corpicino armonioso e morbido, una bimba con il sorriso sulle labbra e la curiosità innata, una bimba bambolina che aveva carattere, tanto da prendere il suo unico ‘schiaffettino’ della sua vita dalla mamma perché pretendeva che le scarpe dovessero essere allacciate come desiderava lei altrimenti non sarebbe uscita. Una bimba determinata che doveva decidere lei come vestirsi pur seguendo le dritte della sua mamma. Questo carattere risoluto con il tempo le ha portato sicurezza e fiducia in se stessa. E con la stessa fermezza sceglieva il suo stile che con gli anni è cambiato, prendendo spunto da quelle riviste, sfogliando quelle pagine modaiole, guardando quelle immagini colorate e figurandosi come poteva stare.

Ogni singola pagina era una potenziale Simo, ogni capo o accessorio era un possibile acquisto, e se non poteva essere quello stesso per incapacità economica allora ripiegava su uno simile o cambiava genere, ogni combinazione era un’ eventuale immagine di se stessa. Quelle riviste erano fogli di carta colorati e disegnati e scritti ma in realtà incarnavano fantasia, sogni, desideri e voglie.

Cosmopolitan, Vanity Fair, Glamour, Marie Claire, Grazia, Vogue, Elle, Moda Divas, Gioia, Tu Style, queste principali riviste sono state cibo per i miei occhi, hanno appagato la mia fame, dato piacere al mio animo e hanno dato un contributo al mio stile. Sono servite a capire alcuni principi della moda, a non essere troppo integralista, ad avere il coraggio di mostrarsi per come si desidera, ad imitare un look, sono state utili quando non si aveva proprio idea di cosa vestire, insomma sono state il mezzo per sfogliare me stessa.

Che non sia proprio quella pagina a rispecchiarvi o che sia quello specifico look che potrebbe parlare per voi, perché non darvi una chance attraverso questi magazine?

 

 

 

 

 

 

 

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A spasso per le strade del web

Ed eccomi qui a raccontarvi cosa faccio ogni mattina prima di iniziare la mia giornata. Mi ritaglio un pò di tempo per un viaggio fra le strade del web entrando nei vari negozi e prendendo spunto dalle nuove offerte, dagli ultimi arrivi, dalle tendenze del momento, dalla presentazione del capo o dell’accessorio. Un po’ come quando ogni giorno apri l’armadio e scegli cosa indossare, così io apro le vetrine dei miei negozi preferiti e mi faccio ispirare per il mio prossimo outfit oppure solo per ciò di cui ho bisogno.

Comprare on-line ormai è diventata una consuetudine, sia perché le proposte sono varie e diverse ma anche perché economicamente parlando sono più vantaggiose. Alcune volte le offerte sono talmente tante che non riesci a decidere, ecco che in quel caso io stilo un elenco di priorità. Prima di tutto cosa mi serve, subito dopo il budget di cui dispongo, e terzo se quel determinato oggetto mi può star bene. Quest’ ultimo punto frena molte persone a comprare in rete, non potendo vederselo addosso o comunque non riuscendo neanche a toccarlo con mano si abbandona l’ idea dell’ acquisto conveniente e si ritorna alla vecchia strada. Una strada che anche io non sostituirò completamente ma che non prediligerò più come prima. È vero che a seconda del negozio che scegli ciò che compri non lo avrai nello stesso giorno, è vero anche che se non dovesse andare bene i tempi per cambiarlo allungano il momento in cui lo si potrà avere. Come per il negozio fisico ci sono elementi positivi e negativi anche per i negozi on-line esistono negatività e positività, resta a noi decidere quale prendere in considerazione e quale lasciare in secondo piano.

La mia passeggiata sul web ha una propria cronologia che non risponde a criteri ben precisi ma più che altro a come si presentano i vari negozi.

Il primo negozio è Amazon buyvip  (https://it.buyvip.com, che sfortunatamente chiude il 31 maggio di quest’ anno riportando le sue proposte e offerte direttamente al sito di origine ovvero il famosissimo Amazon (https://www.amazon.it). Si può trovare di tutto, dai migliori brand fashion ai prodotti più particolari, suddivisi in macro-categorie e anche in una sezione outlet. Il secondo negozio che esploro è Privalia (https://it.privalia.com) un fashion outlet con varie proposte di marchi famosi. Il successivo è Zalando (https://www.zalando.it) dove oltre ad un assortimento di firme si può prendere spunto sui vari stili. Questi sono i principali, ma alcune volte entro anche in Yoox (https://www.yoox.com) e Saldi Privati (https://www.saldiprivati.com). Senza considerare le altre mie passioni come l’arredamento casa che mi fa entrare in Dalani (https://www.dalani.it), e il tennis che mi fa aprire le porte di Tennis-Point (https://www.tennis-point.it) o TennisWarehouse (https://www.tenniswarehouse-europe.com).

Insomma cercare il proprio stile e rispondere ai propri bisogni richiede tempo e pazienza, ma porta anche tanta soddisfazione e benessere.