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Il Sogno di un’epoca e la Realtà di indossarla.

Il fascino del mistero ha sempre attirato molte persone e nel progetto che ho creato dal nome “Sogno è Realtà”, in cui mostro i diversi stili di un soggetto in questo caso io stessa, il lato nascosto l’ho voluto sottolineare all’aperto. Sembra un controsenso ma in realtà ogni uomo vive dentro e fuori, e il non detto può entrare in equilibrio con ciò che è evidente. Dovevo scegliere dei posti adatti per esibire questo lato “segreto” e uno di essi non poteva che essere la mia splendida Pisa? La città che tanto tempo fa mi ha adottato e mi ha fatto sentire a casa, il luogo in cui tutto sembra a misura d’ uomo e dove la storia ti saluta ogni volta che guardi una Sua piazza o una Sua architettura, come la magica e sognante Piazza dei Miracoli.

Ogni abbigliamento che si indossa ha in sè un significato simbolico e porta anche un messaggio, e proprio questa premessa serve per allacciarmi alla scelta di questo look che mostro nella foto a cornice dell’ articolo. Ho sempre avuto un debole per un secolo in particolare e quel secolo è il Medioevo. Nel periodo Medievale, come la storia ci insegna, il settore del tessile conobbe un fermento notevole, tessuti di pregio venivano importati, abbigliamento di lusso o comunque fatti di materiali pregiati spopolavano nel guardaroba delle classi nobiliari, la qualità dei vestiti aumentò anche per le fasce di popolazione meno agiate per l’utilizzo di strumenti di precisione nella sartoria. Gli abiti di quel periodo avevano un forma ed uno stile particolare e mi hanno sempre affascinato, l’uso del mantello, che serviva per identificare il rango sociale di chi lo portava, velava la figura tanto da non capire le forme o la fisicità di chi lo indossava. Il mantello era un capo che copriva da far passare inosservato, anche se da un lato era un abbigliamento che attirava gli sguardi perchè la curiosità di vedere chi si celava sotto era vivida. Ogni vestito che si mette addosso ha anche una dimensione interiore, è un contenitore di emozione, un deposito di ricordi. Quando ho indossato questo stile è come se avessi viaggiato nel tempo e mi fossi catapultata nella Pisa del XII secolo. Gli echi di quel tempo passato non potevano che venir fuori davanti al Battistero di Pisa, il più grande d’Europa, la cui particolarità consiste nell’avere un’acustica particolare dovuta alla struttura della sua cupola.

Che sia un abito di un altro secolo, che sia un capo che richiama un’ altra epoca o moda, qualsiasi sia il suo stile addosso ad ognuno parlerà la lingua di quella persona!

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Ad ognuno il suo stile: Valentino

Amante delle stoffe e dei tessuti, persona garbata e di classe, la sua finezza la si nota in Lui e nelle sue creazioni, uomo dall’animo delicato e raffinato, sempre posato e tranquillo, sembra alle volte provenire da un altro secolo proprio per la leggiadria che emana il suo essere. Sin dalla giovane età Valentino si appassionò di Moda tanto da vederla ovunque, come successe in un viaggio in Spagna mentre era a teatro in cui il colore rosso dei vestiti delle attrici lo fulminò tanto da considerarli dei gerani e da quel momento nacque il “Rosso Valentino“, un colore cangiante fra le tonalità dell’arancio e quelle del rosso vero e proprio. La paternità di questo colore dà la misura di quanto importante era il suo ruolo da stilista, che ci fece vedere il rosso con occhi diversi. Il suo rosso indossato dalle donne è un rosso che abbraccia la vita, che esprime passione, che profuma di amore e che rende eroine. Ogni volta che lo si guarda o lo si porta si varca la porta della sua dimensione. Valentino si è guadagnato nel tempo riconoscimenti di ogni tipo ma uno fra tutti rimane “Uomo di Moda e di Pace” datogli durante una conferenza mondiale dal Parlamento europeo, perchè in una sua sfilata presentò un lungo abito bianco che riportava la scritta “Pace” in 14 lingue diverse, evento risalente al periodo della Guerra del Golfo e con il suo vestito volle inviare un messaggio chiaro e una posizione decisa. Lui viene soprannominato dagli americani “The Chic” e acclamato “l’ Ultimo Imperatore della Moda“, titoli che li indossa molto bene per il suo essere sempre impeccabile. Valentino è sempre stato lo stilista che ha dato lustro e bellezza a donne importanti come principesse, ha reso ancora più belle le donne già belle. I suoi vestiti sono gioielli che incarnano eleganza e sensualità, ricercatezza e finezza, sciccheria e signorilità. Una delle sue frasi più celebri è “io creo sempre per le persone romantiche“, il romanticismo lo caratterizza e lo si nota anche dall’amore per il plissè e il drappeggio e per i riferimenti al mondo dell’arte, come Klimt, Hoffmann e i pittori del Rinascimento. Per Lui nell’armadio di una donna non deve mai mancare un paio di pantaloni in cotone ecrù ben tagliati. Mentre un uomo elegante dovrebbe indossare camicie celesti per il giorno e bianche per la sera e un cappotto di cammello. Per Lui l’eleganza è “Essere fedeli a uno stile e cambiarlo solo leggermente col passare degli anni e della moda.”

 

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Il vegan: uno stile di vita!

Quando pensiamo al vegan attribuiamo questo temine direttamente al cibo ma essere vegan è uno stile di vita, è dare attenzione a ciò che non è di origine animale, mettere in primo piano tutto ciò che non proviene dal mondo animale. E più passano gli anni più ogni settore crea un piccolo angolo che si dedica a questa filosofia di vita. Come quest’anno alla London Fashion Week Festival, che si è tenuta a settembre, si è messo al bando le pellicce. Le scelte etiche delle aziende che hanno partecipato rispondevano all’uso di tessuti non provenienti da esseri viventi, su capi semplici come abiti, pantaloni e magliette fino ad arrivare ad accessori come scarpe e cappelli. Nello specifico, in questo nuovo stile di intendere la moda, nelle scarpe viene usata l’Alcatara per la tomaia, la microfibra per la fodera, la gomma Vibram per le suole, e il cotone al 100 per 100 per i lacci. C’è un tipo di seta che viene chiamata seta cruelty free che deriva dall’India e recupera i bozzoli lasciati a terra dai bachi che vengono riusati e ritessuti come fossero una fibra corta. Insomma tutto finalizzato al massimo rispetto dell’ambiente e degli animali. Vegano alle volte sembra essere un termine di tendenza senza considerare che a mio avviso è uno stile di vita, è uno stato d’animo, è sentire la finalità e viverla. Vivere la moda vegan è usare al posto della lana materiali come velluto, flanella, ciniglia, al posto della seta tessuti come il lino, juta, canapa e cotone, e al posto della pelle la viscosa e il bambù. La natura ha sempre sprigionato fascino in tutta la sua interezza e così succede anche nell’abbigliamento e nella moda vegan, i prodotti naturali si mostrano nella loro armonia sottolineando la filosofia che c’è dientro ad una singola parola. Alcuni stilisti che portano avanti questo stile di pensiero sono Stella McCartney, Elisabetta Lanfranchi, Armani, Renzo Rosso creando linee totalmente eco. Invece tra i marchi ‘comuni’ troviamo Bershka, Oysho e Pull and Bear e diverse collezioni del marchio Zara. Di solito questo modo di vivere la moda la si sente molto all’estero quindi se volessimo acquistare un capo vegan possiamo dare un’occhiata al mondo internet. Vegan è uno stile di essere, non ci si diventa perchè fa tendenza, quindi qualunque sia il motivo che porta a vivere questo stile facciamolo con consapevolezza. E non ci dimentichiamo di guardare le etichette!

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Ad ognuno il suo stile: Tomas Maier

I vestiti che indossiamo hanno un messaggio introspettivo, alle volte neanche ci rendiamo conto dell’importanza dei capi e di cosa c’è dietro ad un abito creato da uno stilista. Ecco che con Tomas Maier il vestito parla di eleganza e sobrietà, è il risultato di ricerca estetica interiore. Lui crea con consapevolezza e padronanza eccellente, ogni suo abito o accessorio racconta di artigianalità e di bellezza sartoriale. Uno stilista che ha la preferenza nel vestire persone con un profondo senso dei valori senza il bisogno di esibirli, non segue le tendenze ma dona al capo un valore intrinseco. Con le sue idee dice che in un guardaroba devono esserci due categorie di indumenti, quelli basic a prezzi abbordabili ma di buona qualità e quelli di altissima fattura che devono essere conservati nel tempo, per entrambe le categorie la personalità di ognuno deve essere presente perchè è quello che fa la differenza. Per Maier il tessuto di cui è fatto l’abito e il dettaglio sartoriale che lo contraddistingue sono due fattori basilari e di rilevanza. Lui è un creativo che dedicò il suo ingegno a case come Guy Laroche, Sonia Rykiel, Revillon ed Hermès, fino ad essere il Direttore di Bottega Veneta. Per lui i ‘dettagli sono tutto’ e ha sempre sostenuto che ‘la bellezza è fatta di precisione’. Da architetto mancato, bibliofilo e collezionista d’arte unisce precisione e creatività tanto da portare la Maison a livelli altissimi. Il cliente deve essere al centro di ogni creazione, qualsiasi idea che gli passa per la mente la proietta sugli ipotetici fruitori. Porta Bottega Veneta a ribaltare la visione e a rendere speciale ogni prodotto. Per Lui qualsiasi prodotto deve mantenere la sua verità e realtà. Non ama i loghi estesi e predica il non logo dicendo che ‘le tue iniziali sono abbastanza’. È convinto che ogni stilista deve dare ad ogni donna un motivo concreto per comprare un’altra borsa dato che ne ha già tante. Per Lui ogni idea e ogni creazione è una sfida. Pochi sanno che realizza una sua collezione di beachwear, di costumi da bagno in cui il dettaglio regala una nota di raffinatezza. Chi sceglie di vestire Tomas Maier antepone la propria personalità alla moda!

 

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È l’età a guidare il nostro stile?

Gli anni passano, la moda cambia, le priorità diventano altre e Noi? Noi siamo uguali? Il nostro abbigliamento e il nostro stile è rimasto tale e quale come era a vent’anni? Penso che come ad ogni età si fanno esperienze diverse che insegnano e fanno maturare, la stessa cosa può succedere con i vestiti, un capo che prima indossavamo, oggi lo potremo considerare demodè o addirittura inadeguato. A vent’anni sembra che tutto sia permesso, il look può passare da un’estremo ad un’altro a seconda di come vanno le mode, si può essere semplici e accattivanti con un semplice abito o eleganti e audaci con un pantalone e una maglietta. A vent’anni non si guardano le lunghezze o in generale lo scoprirsi, giusto o sbagliato che sia a quell’età tutto è lecito, tutto diventa ammissibile. A trent’anni ci si rende conto che si cambia, ognuno cambia il modo di vedere le cose e magari cambia il dare importanza alle cose e di conseguenza ne risente il proprio look. Ancora più marcato risulta il cambiamento allo step degli ‘anta’, non solo perchè sia ha l’esperienza giusta per prendere le redini della propria vita ma anche perchè sarebbe ridicolo, a mio avviso, vestirsi come ci si vestiva in età giovanile. Ma quindi è l’età che guida il nostro stile o siamo noi che guardiamo oltre? Fattori come avere un bel fisico, sentirsi giovani, non dimostrare la propria età, non sono il lascia passare per dire “ok metto tutto, posso indossare qualsiasi capo”, ma sono caratteristiche per cui bisogna essere fieri. Lo stile si crea e con il tempo si definisce. Ogni stile prende forma a seconda delle nostro sentire e del nostro essere, quindi non si può essere uguali ad ogni età. La raffinatezza e la classe, l’accuratezza e il gusto, non dipendono dall’età ma dalla persona. A vent’anni si può essere più leggeri, spensierati, insomma mostrare uno stile più sfacciato e non curarsi di essere appariscente. A trent’anni si diventa più consapevoli di scegliere come mostrarsi e lo stile mette le sue basi solide. Ai quaranta invece lo stile si delinea e diventa la nostra interfaccia. Diventa più discreto, non esagerato, più tenue e rispettoso. Teniamo presente però che non si eliminano le scollature, le trasparenze o gli abiti che palesano il corpo, ma si gioca più sulla misura e sull’equilibrio, insomma sul giusto peso.

“A ciascun periodo della vita è stata data la sua opportunità, in modo che l’irruenza dei giovani, la serietà dell’età di mezzo e la maturità della vecchiaia abbiano ciascuna la sua caratteristica naturale, che deve essere apprezzata a suo tempo.”  (Cicerone)

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Moda e Spiaggia: amiche o nemiche?

Moda e Spiaggia? Se penso a queste due parole, che sono anche due realtà, mi viene da dire che la spiaggia diventa una passerella, un tappeto rosso, si sfoggia l’ultimo costume di tendenza, si indossa la borsa vista nell’ultima sfilata, si esibisce un make up con le nuance della stagione, ci si abbellisce con accessori all’ultimo grido. In altre parole la Moda e la Spiaggia si mescolano e diventano un unico palcoscenico. Salgono sul palco diversi stili, alcuni fanno la differenza altri sembrano una sorta di omologazione. Il look si sceglie anche in base al posto in cui si va. Ci sono luoghi “da isola deserta” dove ti godi il mare e la sabbia, dove tutto intorno è allo stato quasi selvaggio e dove ovviamente non ci sono comfort e quindi si opta per uno stile più pratico e minimal. In questi posti sei a contatto con l’essenza della natura e si ha un rapporto quasi fraterno con la spiaggia e il mare, ciò si rispecchia molto anche in quello che si indossa, in cui predominano i colori della natura, dal blu al verde, dal sabbia al color della terra. Poi troviamo Spiagge dove la Moda fa da padrone, diventa l’attrice principale, la protagonista della battigia. I luoghi da jet set in cui è d’obbligo in alcuni casi anche un dress-code. Si diventa quasi decoro del posto dove si va, come se noi stessi facessimo parte dell’allestimento del luogo. Vari lidi diventano precursori di Moda, vetrine dove farsi ammirare e da cui prendere spunto. La Moda e la Spiaggia si parlano in maniera intima, quasi ad essere due amiche complici. In modo interscambiabile l’una chiacchiera e alle volte grida, l’altra ascolta e alle volte tace. In alcuni siti una può prendere il sopravvento sull’altra, ma il più delle volte la bellezza della natura neutralizza il sorpasso. L’ equilibrio dove sta? Beh, credo che stia nel giusto bilanciamento. Mostriamoci al meglio in spiaggia, viviamo e godiamo di essa, ma senza affanno, senza andare alla ricerca di superare chi vediamo accanto a noi, cerchiamo di essere noi stessi anche se il costume che indossiamo, la borsa che portiamo e i sandali che calziamo non sono di tendenza. “La moda è quella che viene suggerita e che spesso è meglio evitare, lo stile invece quello che ciascuno ha e deve conservare nell’arco della sua vita” (Giorgio Armani)

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Vedo, non vedo!

Ho sempre trovato interessanti, seducenti, provocanti e molto sexy i capi di abbigliamento che hanno un effetto ‘rarefatto’, leggero e sottile, quasi come un velo. Il senso della vista e del tatto si accentuano ogni volta che si indossano trasparenze e tessuti quasi impalpabili. La volgarità non è contemplata perchè essa risiede in chi vede  quella visibilità una nota di cattivo gusto. Immaginare qualcosa che è coperto a metà diventa una sorta di gioco mentale. La mente viaggia e ciò che si indossa diventa di particolare importanza, qualsiasi cosa si porta, qualsiasi sia il capo trasparente che copre il nostro corpo regala alla mente un modello tutto suo. La seduzione a portata di sguardo diventa un’ arma di eleganza e di potere, chi decide di vestire con tessuti sottili e trasparenti, con ricami che fanno intravedere la propria figura, ha un alto livello di sicurezza di se stessa, sa ciò che vuole e ciò che vuole trasmettere. Molti sono stati gli stilisti che si sono divertiti a disegnare capi dall’aria leggera, tra pizzi e veli, tra ricami e plissettature, si sono dedicati a palesare le forme e a nascondere l’essenziale. Il vedo e non vedo alcune volte è molto esplicito e a non tutti può piacere una visibilità ‘eccessiva’, ma sono convinta che ognuno sa quanto vuole osare e quale sensazione provare, quindi penso che qualsiasi sia il giudizio della gente, ci si debba vestire senza cercare di piacere ma sentendosi libere e padroni. Questi sono due elementi che nei capi nude devono essere alla base. La nudità velata è simbolo di sicurezza e di personalità. Avete mai pensato alla trasparenza come ad un mezzo con cui tutto diventa cristallino? Se vado con la mente ad una fiaba mi viene in mente Cenerentola, la sua scarpetta era trasparente, era elegante e luccicava e una volta calzata tutto diventò nitido e chiaro, questo è il vedo e non vedo, un’ emozione che quando la indossi diventa chiara e palpabile.

 

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Ad ognuno il suo stile: Giorgio Armani

“Gli abiti tradizionali mi deprimevano. Ho voluto personalizzare la giacca, per armonizzarla maggiormente a chi l’avrebbe indossata, rimuovendone la struttura, facendone una sorta di seconda pelle”. Le parole di Armani fanno pensare al lavoro che fece sulla giacca maschile eliminandone la sovrastruttura, le imbottiture, spostando i bottoni e modificando le spalline, tanto che la giacca scopre il suo lato più informale mantenendo eleganza e classe. Diventa una giacca unisex, rigorosa ma libera da orpelli. Lo stesso lavoro lo fece con la donna, dando alla vita un nuovo concetto di tailleur a pantalone e accostando ad un abito da sera una scarpa bassa o addirittura una scarpa da ginnastica. Creò uno stile casto ma intrigante, formale ma di classe, semplice ma seducente, il suo stile diventa inconfondibile ed impeccabile tanto da ricevere riconoscimenti come il Compasso d’oro alla carriera, il più importante riconoscimento d’Europa nel mondo del design. Con Giorgio Armani l’italianità si diffonde come marchio elegante in tutto il mondo, il Re Italiano della Moda viene scelto su diversi set Hollywoodiani primo fra tutti quello di American Gigolò, dove tutti gli abiti di Richard Gere portano la mano di Armani. Il tratto distintivo del suo stile sono i colori neutri e le linee fluide, la sua firma gioca con capi di abbigliamento che rimandano dal maschile al femminile e viceversa. La donna che veste Armani è una donna che rivendica la sua femminilità ed indipendenza, è una donna emancipata. L’uomo che indossa Armani è un uomo elegante e casual allo stesso tempo, è un uomo romantico. L’abito pantalone di Armani dai tratti maschili e morbido sulla silhouette dona alla donna un aura sexy ed intrigante, ma anche nuova e coinvolgente. La T-shirt blu semplice e lineare regala all’uomo un’aria rilassata ed incurante. Dalla fusione dei colori beige, cipria, marrone, grigio e sabbia si crea una nuova nuance dal nome greige, ed è proprio il talento di Armani che firma questo colore.

“I cretini non sono mai eleganti. Gli intelligenti invece, anche con due stracci addosso sono vestiti logicamente, quindi sono sempre eleganti”. Sono stralci di parole di Giorgio Armani che riassumono il suo pensiero e il suo vivere. Una delle sue lezioni è racchiusa in una frase molto significativa “Less is more. Evitare tutto quello che è evidente, quello che si considera lusso sfrenato, per scoprire un lusso più segreto, più riservato, meno diffuso.” Insomma Lui oltre ad essere il re indiscusso di eleganza, è anche un’icona di stile di vita.

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Quando i negozi hanno un’anima: Myò!

Quante volte entriamo in alcuni negozi e gli ambienti li sentiamo quasi asettici, il personale mostra una gentilezza di circostanza e gli abiti non dicono quasi niente, e alla fine usciamo e ci domandiamo il perchè c’eravamo entrati. I negozi, o come si chiamavano un tempo, le botteghe sono luoghi in cui si definisce la propria personalità e il proprio stile, si entra per acquistare un capo che ci rappresenti, che ci accompagni e che diventi il nostro alleato, che sorrida insieme a noi e che ci faccia sorridere, che ci renda impeccabili e che parli per noi. Insomma il negozio deve essere il luogo delle nostre speranze, in cui la sinergia del nostro gusto e i consigli di chi lo gestisce deve dare vita ad un look adatto a noi, deve essere la nostra lampada di Aladino dove si possono esprimere i desideri.

L’entrata sembra quella di una casetta, una volta varcata ti ritrovi davanti ad un vero e proprio salottino, con due comode poltrone e un tavolino, le pareti colorate di una tinta tenue presentano supporti di legno dove gli abiti sono appesi in bella vista, qualche quadro che ricorda la moda degli anni 30 e specchi che riflettono il tutto, un tutto illuminato da lampade e dalla luce naturale che entra attraverso i vetri delle finestre e delle vetrine. Così come in una casa anche qui passi da una stanza ad un’ altra, dove trovi un altro piccolo boudoir in cui puoi accomodarti e ammirare i capi e gli accessori ai lati della stanza, in fondo a questa saletta ci sono due angoli decorati con tende che danno la possibilità di provare i capi. Chi ti ospita in questa dimensione sono due Donne che hanno fatto della loro passione un lavoro. Ti supportano nella scelta del tuo look e ti accolgono in quella che per loro è casa, ti fanno sentire a proprio agio e ti suggeriscono dal capo di abbigliamento fino agli accessori. Tra una chiacchiera e una prova, tra una risata e un cambio d’abito, tra un sorso di te e un giro di camerino, ti ritrovi ad esaudire i tuoi desideri. Un vero e proprio Salotto dell’ Abbigliamento, in cui scopri nuovi stili e nuovi look, in cui i vestiti ti parlano e dialogano con il tuo corpo, in cui la professionalità e la familiarità si uniscono e creano un mondo incantato. In questo mondo puoi trovare abiti di altri tempi, puoi provarti l’ultimo modello della collezione di uno stilista o ammirare un modello vintage, puoi innamorarti di un paio di scarpe particolari o farti abbracciare da un completo all’ultimo grido. Insomma una volta entrata difficilmente ne vorrai uscire, di sicuro ci ritornerai e diventerà il luogo in cui la magia si tocca con mano. Myò Abbigliamento Donna a Pisa!!

 

 

 

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Ad ognuno il suo stile: Oscar de La Renta

“Cammina come se ci fossero tre uomini dietro di te” questa frase la diceva a tutte le sue clienti. Tra le principali fruitrici del suo stile c’erano first lady, dive del cinema e donne del jet set internazionale. Con le sue creazioni le donne si sentivano eleganti, sexy, sensuali, ogni volta che indossavano un suo abito si sentivano la bellezza scorrere sulla pelle. È vero che quando si parla di bellezza tutto risponde a canoni soggettivi ma nel caso delle collezioni di Oscar de La Renta si parla di meritata oggettività, proprio per questo era scelto dalle donne che ricoprivano un ruolo importante nella società. Lui fu lo stilista degli abiti che ricordano i colori tropicali della Repubblica Domenicana, isola in cui nacque, nel suo stile confluiscono la costruzione sartoriale e la vivacità dei colori latini. Il suo estro era finalizzato a rendere la donna femminile usando i bellissimi tessuti d’Europa e i brillanti colori latinoamericani. Oltre agli abiti creò anche una linea di accessori, una linea cosmetica, ed una per la home, insomma il suo nome ha toccato diversi settori. Viene considerato uno dei Big del panorama fashion grazie alla sua firma fatta di stampe, applicazioni, colori accesi, pizzo chantilly, lavorazioni fitte e talvolta complesse, e di intrecci minuziosi, tutto questo innalza il suo stile fino a farlo diventare unico, intramontabile, inconfondibile e senza sbavature. I vestiti de La Renta sono abiti da red carpet, dei piccoli gioielli che si adagiano al corpo di ogni lady. Sontuosità, eleganza, raffinatezza, femminilità, romanticismo possono essere solo termini ma tutti rappresentano l’espressione dei suoi abiti. Il suo marchio era passare dalla delicatezza femminile alla esuberante sensualità. Non eccedeva e la sua sobrietà era sempre apprezzata. Ogni donna quando indossa un suo vestito non passa mai inosservata tanto da sentirsi più sicura di se. Oscar de La Renta aveva il potere di far sentire una donna preziosa ed era considerato, una volta provate le sue creazioni, “lo stilista di fiducia”. Le sue perle erano gli abiti da sera ma quando doveva disegnare l’abito da sposa di una sua cliente si superava in classe e ricercatezza. In altre parole con Lui il sogno diventava realtà!

 

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