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To Touch

Il corpo sente il minimo tocco. Appena viene sfiorato esso reagisce. Appena viene toccato esso risponde. Ogni risposta è diversa da persona a persona, perché è diversa la mente di ogni persona. La mente riceve lo stimolo, lo elabora e lo rimanda al corpo in modi di agire. Non c’è una regola che stabilisce come si deve reagire, perché ognuno sente in modo differente. Il tocco può dare gli strumenti per capire il corpo, per riconoscere parti del nostro corpo, per slegare i nodi che tengono legato il nostro corpo. Non è facile sentire il nostro corpo ma se ponessimo attenzione ad ogni piccolo brivido che la nostra carne percepisce allora avremo la capacità di conoscerci.

Il Suo tocco nel mio…

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Gli Astri e l’eros: il Leone e la sua sessualità spettacolare!

Gran parte delle persone legge l’oroscopo. Una fetta ci crede, un’altra non ci crede. Ma c’è chi lo fa per curiosità e chi vuole sentirsi al sicuro, quasi come se l’oroscopo esista per dare quella ‘protezione’ che non tutto è dovuto da noi ma è frutto di qualcos’altro. Il segno zodiacale corrisponde al mese in cui siamo nati e anche se non si crede a quello che giornalmente è un oroscopo, si può credere a come un eventuale segno influenzi alcune peculiarità caratteriali di ognuno di noi. Il segno zodiacale accomuna diverse persone e non si valuta il comportamento dal segno ma lo si delinea da un punto di vista più ampio attribuendo qualità e modi di essere in maniera generica. Se si vede il segno zodiacale come un elemento in più che ci contraddistingue dagli altri nati in un mese differente, allora si può non solo associare ad esso dei tratti specifici ma anche condividerli con altri nati sotto quello stesso segno. A volte si fugge da ciò che non ha basi scientifiche o provate, e a volte ci si rifugia in ciò che pensiamo possa facilitare la comprensione di ciò che ci accade. Un pò il segno zodiacale regala questi effetti.

Con questo articolo do inizio ad una serie di articoli che prenderanno come protagonista i segni zodiacali e il loro vivere l’eros. La sfera sessuale cambia da persona a persona ma cambia anche per attitudini, preferenze e gusti. Se la si vede da un punto di vista astrale, essa può raggruppare comportamenti che sono solo di quel segno preso in considerazione.

Un vero mattatore della scena è il Leone, il cui range va dal 23 luglio al 23 agosto. Il Leone è un segno di fuoco perché è rappresentato e dominato dal Sole nel suo massimo splendore. Questo fuoco lo trasmette anche nell’eros. Ha la capacità di infiammarsi in modo repentino e infiammare chiunque faccia entrare nella sua dimensione. L’eros per il Leone è come l’acqua per chi attraversa un deserto. La sua fame la trasferisce nel suo completo abbandono al gioco e al divertimento sessuale. Il carisma che contraddistingue il Leone lo usa come arma di seduzione nell’ambito sessuale. Il Leone diventa il protagonista indiscusso del palcoscenico erotico. Tutto quello che si prefigge ottiene perché il suo fascino parla per lui. La passione che scorre nelle vene di chi è nato sotto il segno del Leone può diventare nell’eros una vera esperienza epica. Il Leone durante il sesso vive uno stato estatico. Un’elevazione della mente percepita a volte come estraniata dal corpo. E il vigore che diffonde lo rende un perfetto amante. Un segno da caratteristiche chiare e nette, che si mostra senza nascondere la sua natura dominante. Nel sesso cerca una spalla adeguata a reggere il suo essere fiero e sicuro, e da qui si spiega la continua selettività nella scelta del partner. Segue un pò la filosofia del meglio far da solo che con qualcuno non adatto. Forse il lato più affascinante del Leone a livello erotico è il suo essere raffinato pur mantenendo un’indole ferina.

Il segno del Leone vive l’eros come una realtà cinematografica!

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Seta e pizzo: due volti di una Donna!

La seta è morbida come le forme di una Donna. Il pizzo è un ricamo semplice e complesso come il carattere di una Donna. Insieme i due tessuti possono rappresentare i volti di una Donna. Entrambi mixandosi richiamano una miscela di colori dell’essere Donna. Possono sembrare a prima vista stoffe lineari ed essenziali, ma hanno una caratteristica predominante, quella dell’unicità. Ogni trama è a sè. Ogni intreccio di filato ha una sua forma. All’apparenza tutto è uguale, tutto sembra simile, ma scavando ogni ordito è singolare, cosi come lo è ogni Donna. La seta e il pizzo possiedono lucentezza e prerogativa di pregio.

Il pizzo è lussuoso, sexy, romantico. Il pizzo delinea una forma, un disegno, un rilievo della cucitura che si sente al tatto. Allo stesso modo il carattere di una Donna può risaltare in tutta la sua sostanza. Il pizzo risulta un tessuto che mostra e non mostra, che mette in evidenza ma velando. Il pizzo stimola fantasie che anticipano il piacere. Un Donna come il pizzo può alludere senza dire, può dire senza scoprirsi, può sedurre mostrando il suo stile.

La seta per la sua produzione naturale ricorda la natura della Donna, una natura accogliente e avvolgente. La seta è un tessuto che riflette la luce in modo inimitabile tanto che riesce ad assorbire le tinture offrendo tante sfumature. Così è una Donna che con la sua consapevolezza riesce a vestirsi di tante nuance. La seta è liscia e delicata, come la pelle di una Donna. La seta sembra sfuggire al tatto, è scivolosa ma fa bramare il tocco stesso. Anche la Donna a volte è inafferrabile ma porta a desiderarla ancor di più.

Capi di abbigliamento che fanno incontrare sia il pizzo che la seta diventano sciccheria, eleganza e incanto. La Donna ha in sè tutti questi requisiti. L’abbinamento e l’accoppiata di questi due tessuti rendono il capo raffinato e apprezzato. Anche solo un dettaglio di una delle due stoffe accostato all’altra firma il capo come abbigliamento di classe. Entrambi i tessuti sono capricciosi così come la Donna, con quel pizzico di stravaganza che la rende originale. Le linee scivolose della seta si intrecciano con le onde increspate del pizzo e creano la combo perfetta per capi ricercati e sofisticati, mantenendo essenzialità. Proprio come la Donna che è un cocktail di ingredienti chic, accurati, fini e distinti. La seta e il pizzo sono due facce, due nature che insieme danno vita a ciò che è la Donna. Indossando un capo in cui entrambi fanno da padrone, la Donna mostra il suo essere impalpabile e malleabile, ma anche rigoroso e prezioso. Entrambi i tessuti raccontano la storia di ogni Donna ogni volta che toccano la sua pelle.

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To Touch

Erotico è chi sa di essere mosso da impulsi più o meno evidenti. Erotico è prendere e donare piacere nello stesso tempo. Erotico è qualsiasi stimolo che porta ad essere cosciente la mente che guida e il corpo che agisce. E sono proprio la mente e il corpo i due protagonisti che rendono la sfera sessuale erotica. E’ ciò che si sceglie di indossare o come si porta che diventa erotico. Sono i comportamenti e le azioni che si compiono che delineano l’erotismo. E in quel momento, in quel preciso istante mi sentivo erotica perché…

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La mia linea di lingerie grazie alle mani di LiLy Lingerie!

Avete presente quando sentite dentro la voglia di vivere un’altra sfumatura di voi? Quando tutto quello che volete è arricchirvi del desiderio della vista di quella ombreggiatura? Ecco, per dare linfa vitale a questa traccia dovevo immergermi nel suo chiaroscuro. E così ho fatto. La lingerie per me è stata sempre un richiamo all’essere seducente. I tessuti come la seta, il raso, il pizzo, il tulle, usati per l’intimo hanno avuto su di me sempre un enorme fascino. L’intimo donna con i suoi diversi capi mi ha sempre attratta. Delinea la femminilità e dipinge la sensualità. Incornicia l’essere Donna nella sua unicità. Regala al corpo femminile una consapevolezza audace. Per questo non potevo non dar seguito al bisogno di indossare lingerie fatta apposta su di me. Una linea di abbigliamento intimo creata per me, sul mio corpo e sul mio essere. Capi dai tessuti e dai colori che prediligo. Per fare ciò dovevo cercare le persone giuste. Dovevo cercare chi sa maneggiare la lingerie. Chi sa cosa vuol dire esaltare le peculiarità di una Donna attraverso un capo intimo. Chi sa essere di ampie vedute pur avendo esperienza di anni e anni alle spalle tanto da essere matura nella propria artigianalità. La mia idea era creare una sorta di sinergia tra ciò che la mia mente suggeriva al mio corpo di indossare e chi avrebbe reso concreto il tutto. La ricerca doveva rispondere non solo a trovare un accordo ma soprattutto ad instaurare fiducia tra me e l’artigiano.

Quando scrissi a loro lo feci senza aspettative. Speravo di aver scelto bene ma non pensavo che il loro modo di essere potesse collimare in modo ineccepibile con il mio. Loro sarebbero state le mani, io sarei stata il corpo, ed entrambi saremmo stati una unione di menti. Quando entrai nel laboratorio artigianale a Castelfiorentino di Anna e Lisa ciò che mi accolse fu il sorriso. Entrambe molto ospitali. Laboratorio colmo di tessuti e capi confezionati. Sulle spalle una esperienza di 30 anni, lavorando sempre per conto terzi. Il loro è stato un lavoro da dietro le quinte. I loro prodotti erano da collante con il mondo esterno. Non figuravano loro ma entravano in scena i loro capi presentati da altri. I capi di intimo donna artigianali hanno la caratteristica principale di coccolare l’anima più intima e nascosta. Ogni capo di lingerie risulta come un’emozione intrinseca. E dato che per Anna e Lisa le loro creazioni dovevano entrare in empatia con ogni Donna che le avrebbe indossate, ad ottobre 2020 fecero nascere il loro marchio. Diedero vita al loro logo. Produssero capi di lingerie con il proprio gusto e trasferirono in loro non solo la passione ma anche la loro anima. Tutto ciò che creano passa per diversi step di lavorazione. Anna e Lisa scelgono i tessuti, tutti esclusivamente made in Italy. Stoffe di alta qualità. Ideano il capo e 15 sarte le aiutano a renderlo reale. Ricontrollano e rivedono il prodotto finale ed lo mostrano sul loro sito https://www.lilylingerie.it/

Cura dei dettagli, qualità pregiata, professionalità rara, disponibilità esemplare. Tutto questo mi ha portato a scegliere loro come artigiane della mia linea di lingerie.

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To Touch

Quando arriva è come se tutta la tensione, l’eccitazione accumulate si liberassero in un sospiro trattenuto e carico di desiderio. Come se tutto ciò che prima era offuscato, annebbiato, velato diventasse chiaro, luminoso e rivelato. L’orgasmo è la massima espressione del piacere erotico e sessuale. Fisicamente il corpo avverte delle contrazioni involontarie e una volta che si arriva all’acme quelle contrazioni si allentano rilassandosi. Proprio come avviene quando un fiume rompe gli argini, si distende per tutta la superficie che trova. L’appagamento dato dall’orgasmo non ha eguali. Unisce talmente tante sensazioni che la condizione psicofisica di ogni individuo si sente scaraventata in un’altra dimensione, in un altro mondo. Io mi trovavo…

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To Touch

Cosa succede al nostro corpo quando si perde il controllo? Il controllo lo si può perdere abbandonandosi agli eventi e di conseguenza a chi prende il potere del nostro corpo. Oppure si può perdere il controllo quando tutto ciò che avviene porta il corpo ad una tale eccitazione tanto da non avere la mente lucida per discernere se ciò che si sta per fare è lecito oppure no. Ma nell’erotismo la parola lecito non deve esistere, perché tutto ciò che è piacere, tutto ciò che piace è già caratterizzato dalla parola ammesso. E proprio perché il mio controllo era ormai svanito alzai…

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Non è solo una ‘Parola’!

La parola ha un ruolo importante nelle relazioni. Qualsiasi sia la relazione, da quella lavorativa, a quella amichevole o sentimentale, passando dalla relazione semplicemente conoscitiva, la parola, il linguaggio verbale risulta essere il primo attore. Non bisogna considerare solo l’uso delle parole adatte affinché gli altri possano capire, ma è importante trovare le parole che personificano quel determinato ambiente in cui ci si trova. E se le parole vengono fraintese, la colpa è nostra o del nostro interlocutore? A volte la comunicazione ha diverse interpretazioni che seguono un personale background. Proprio per difendersi da una comprensione sbagliata si deve cercare di conoscere bene l’ambiente dell’argomento, il momento in cui si comunica, e riuscire a trovare la chiave giusta per comunicare. Il linguaggio verbale riveste un compito importante quando esso non è supportato dal linguaggio paraverbale. Come nella scrittura, in cui non esiste neanche quello non verbale che invece è caratterizzato dai gesti, dalla mimica, dall’espressione, insomma dal corpo. Per questo nelle relazioni virtuali bisogna avere oltre che più pazienza anche maggiore concentrazione nello scegliere le parole calzanti. Un paragone che potrebbe rendere l’idea è proprio dato dalla parola calzante. Una parola è come una scarpa. Quando si sceglie una scarpa essa stessa non può avere difetti, perché nel reggere il corpo deve calzare bene, non deve essere stretta, o piccola, o scomoda, non deve essere larga, o grande, non deve far scivolare il piede. Insomma la scarpa ha il compito di tenere in perfetto equilibrio il corpo, allo stesso modo di come la parola deve mantenere pertinente e ben bilanciata la comunicazione. Un vocabolo può avere diversi significati e dipende dal contesto in cui si usa quel vocabolo. Le parole possono esprimere più significati ma sempre legati fra loro da qualche elemento in comune. La parola si veste a seconda di quale sia l’habitat in cui deve entrare. Siamo noi i burattinai, siamo noi che tiriamo le fila delle marionette ben selezionate. Oltre alla formalità della parola, un elemento distintivo è anche il valore che si dà alla parola stessa in quello sfondo in cui si sta colloquiando. La parola è usata per colpire, per far male, oppure per attrarre, per affascinare. Può essere utilizzata per eccitare, per provocare. La parola può ferire ma anche coccolare. La parola può essere lama che lacera ma può essere piuma che seduce. La parola è come un abito da sera, si indossa in relazione alla serata a cui si partecipa, ma lo stesso abito si può usare a volte in diversi ambienti togliendogli o aggiungendogli decori e ornamenti, come la parola può far immaginare tutto e niente. Se avessimo chiaro quale sia il peso di una parola, detta o scritta, ci accorgeremmo che il suo potere può cambiare l’opinione, può influenzare, può trascinare, può creare tumulti e guerriglie, o solo disapprovazione. Ma quando sei padrone della parola e dei suoi molteplici significati allora sei tu a dare e a togliere autorità alla parola.

La parola è una cosa profonda, in cui per l’uomo d’intelletto son nascoste inesauribili ricchezze.
(Gabriele D’Annunzio)

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BDSM: si sa veramente cos’è?

Il più delle volte con i miei articoli sdogano il comune pensiero. Con ciò che scrivo e tratto di solito cerco di immergermi sia nella parte di spettatore che nel ruolo di protagonista. Credo che ponendosi da entrambi i lati si riesce ad osservare in modo totale qualsiasi argomento preso in considerazione. I paraocchi di solito li usano i cavalli perché avendo gli occhi di lato riescono a guardare a 360 gradi, ma con essi si riduce il loro campo visivo. Noi umani non siamo cavalli, non dovremmo coprire la nostra vista. Dovremmo guardare e scegliere, dovremmo osservare e rispettare, dovremmo conoscere e preferire. Il contrario di quello che dovrebbe essere purtroppo aumenta quando al centro dell’osservazione ci sono temi che trattano di sessualità, che parlano di sesso e di mondi sessuali, di erotismo e di immaginario erotico. Una realtà che viene subito additata come perversa e manipolatrice, disequilibrata e fatta di dolore è quella del BDSM. La colpa di questo pensiero non è solo e sempre da attribuire a chi guarda ma anche a chi ne parla. Se si prendono ad esempio storie come 50 sfumature di grigio l’additare che quel mondo sia fatto di disturbi mentali e psichici risulta facile, senza considerare che ciò che si sviluppa come storia è presa dalla fantasia e non dalla realtà. Se si resettassero le informazioni che provengono da fonti non del tutto reali allora si avrebbe la capacità di arrivare ad una conoscenza migliore delle cose.

BDSM è un acronimo che raccoglie pratiche sessuali estreme. Con il termine estremo non si intende strano bensì non comune, caratteristico. B sta per Bondage, pratica sessuale che consiste nel legare. Il termine legare in questa realtà non si riferisce solo all’uso di corde o altri strumenti ma richiama il legame che si crea tra le persone che vivono questa dimensione. D sta per Dominazione ma anche per Disciplina. Nelle varie pratiche seguire una disciplina è molto importante al fine di non essere punito. S sta per Sado, sadismo, la sua caratterizzazione è legata a chi comanda, quindi al dominatore, ma S sta anche per Slave, ovvero schiavo, e anche per Sottomissione. Quindi una sola lettera che raggruppa più significati e più ruoli. M sta per Masochismo. Se si avesse più conoscenza ci si accorgerebbe che tutti noi in un modo o in un altro pratichiamo un pò di dominazione o di sottomissione. Ma già il sentire questa sigla ci fa dire ‘io? mai e poi mai’ quasi a tenersi alla larga. La sigla BDSM è in realtà una sigla che difende la dimensione sessuale consenziente da quella dissenziente. Protegge il sesso dalle offese sessuali o dal vedere il sesso come abuso. Si tende sempre a vedere la sessualità con colori netti e ben precisi, con una forma distinta, ma tutto ciò che è piacere rientra nella sessualità. Non esiste un bisogna o non bisogna, esiste un mi piace o non mi piace. La libertà di espressione dovrebbe essere riconosciuta ma purtroppo non è cosi.

Esiste il BDSM puro e rigoroso. Ed esiste il BDSM “soft“. Chi non ha mai dato una sculacciata per aumentare il piacere? Chi non ha mai coperto un senso per amplificarne un altro? Chi non ha mai dato un morsetto o un pizzicotto per prolungare lo stato di eccitazione? Tutti questi atti sono forme che provengono dal mondo BDSM. Questo mondo non è una sola cosa ma ha tante azioni a diversa intensità e gradazione. E’ come dire che il bacio è uno e solo, il bacio ha diverse forme. C’è a chi piace in un modo a chi in un altro ma si provano tutti i modi partendo dal proprio gusto. Come in ogni dimensione sessuale anche nel BDSM, io aggiungerei maggiormente, la mente è il motore trainante, la mente è la guida. Desiderare in modo del tutto libero ciò che il dominatore desidera rende la sottomessa a livello mentale sullo stesso gradino del dominatore. Si parla di desiderio mentale. Il BDSM non è un contratto scritto, una scheda dove si dà il consenso a determinate pratiche e ad altre no, non è un foglio asettico. Acconsentire a determinate pratiche sessuali è dato dall’eccitazione a farle, il tutto è guidato dal desiderio e dai gusti. In questo mondo la complicità si amplifica, la fiducia accresce. C’è tanta attenzione alla comunicazione. Se una cosa non piace si smette di farla, nessuno giudicherà, nessuno punterà il dito o imporrà qualcosa. Quando non si conoscono i mondi ma si considerano solo perché sono ‘atipici’, sembra che tutto non debba rispondere al rispetto. Ma è sbagliato, è sbagliato l’immaginario sessuale che ognuno suppone di quella realtà. Nella realtà BDSM il godere, il piacere visto come orgasmo non risponde sempre all’atto penetrativo, proprio perché la mente gode di un qualcosa che non è tipicamente del sesso comune. Molti identificano questo modo di fare sesso come doloroso. Se solo si sapesse che a livello neurologico i canali che portano al piacere sono identici a quelli che fanno sentire il dolore, si capirebbe che il dolore non è una cosa negativa nelle pratiche sessuali. Ciò che si sente gradevole e piacevole arriva in modo neurologico attraverso gli stessi canali da cui arriva un qualcosa più intenso e forte e magari doloroso. Quindi non fermiamoci a ciò che è opinione comune ma andiamo in fondo ai mondi. Nel BDSM tutti gli strumenti che si utilizzano hanno un grado di forte e meno forte e ciò è dato anche da come viene utilizzato, dalla forza che si imprime sullo stesso strumento. Chi non ha mai usato una sciarpa o un foulard per legare o bendare? Chi non ha mai provato un pò di calore sul proprio corpo? Nel comune mondo sessuale sembrano cose naturali eppure non si pensa mai che sono pratiche che ricordano il BDSM, fatte solo con espedienti più comuni e con meno vigore.

Dopo tutto questo quadro si è ancora convinti che questo mondo sessuale è così strano, perverso, trasgressivo, e lontano dal sesso?

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Gender!

Troppi sono gli articoli che portano a confondere le idee, e quindi spetta a noi informarci su cosa abbraccia questo termine, abbiamo il dovere di interpretare il giusto significato dei termini. A volte l’arroganza nel sapere non dà la visione chiara del concetto che si nasconde dietro ogni vocabolo. La lettura di diverse fonti, il discernere ciò che è fazioso da ciò che è imparziale dovrebbero caratterizzare il punto di partenza per comprendere. Andare in fondo alla questione che porta all’esistenza di varie posizioni dovrebbe essere l’arma da usare per arrivare ad una nostra conclusione. Solo questi step possono dare un quadro specifico e descrittivo.

Gender è una parola inglese che significa Genere. Il termine Genere teoricamente fa una distinzione tra due ambiti che appartengono all’essere umano. Da un lato il sesso che è un dato biologico, naturale, è un fattore o una caratteristica a cui non possiamo opporci, nasciamo con un sesso che è determinato dai geni. Dall’altro lato, il genere che non è dettato dalla nascita ma progredisce e si evolve durante la vita. Il genere stabilisce l’identità sessuale di un individuo. Il genere contempla l’influenza culturale, ambientale, sociale, storica, ideologica del luogo dove l’essere cresce e si sviluppa. Il sesso e il genere sono due realtà che non devono necessariamente coincidere, ognuno deve sentirsi libero di esprimersi. Il perché sia nata la teoria Gender, i movimenti contro la teoria Gender, le posizioni di cattolici, religiosi contro la teoria Gender, non fanno altro che far nascere ogni volta un tornado. Creano discussioni e opinioni che non portano a nulla di oggettivo. A mio avviso danno origine a confusione e a prendere le distanze da chi la pensa diversamente o da chi semplicemente accetta il libero pensiero. Tutto sembra rispondere a teorie complottistiche, tutti pensano ad atteggiamenti di corruzione. Ma perché non accettare chi la pensa diversamente da te? Perché non lasciare vivere i desideri di ognuno? Perché non rispettare il pensiero altrui?

Nel campo della Moda la teoria Gender ha diviso la società. Uomini che si truccano e indossano gonne, donne che vestono abiti dal taglio maschile, erano e sono tutt’ora difficile da accogliere. Nel 1984, Jean-Paul Gaultier scandalizzò le passerelle di Parigi presentando la sua iconica collezione Men in Skirts. I modelli della sfilata maschile indossarono gonne di ogni forma e dimensione, da quelle aderenti per l’ufficio a più elaborati strascichi da sera. Gli integralisti gridarono allo scandalo, ma anche oggi purtroppo è così. E’ contro natura, porta ad un fraintendimento dell’essere umano, quale educazione si può impartire ai bambini se tutto questo si accetta? Queste e tante altre accuse vengono mosse da chi vede la teoria Gender come il male. Questo modo di agire non ha a che fare con i gusti, con le preferenze, con le soggettive inclinazioni. Ha a che fare con i canoni che la norma prevede. Non rientri in quelle ‘regole’ allora sei bandito, sei offeso e bistrattato. Quando in Italia comparve la prima gonna-pantalone dello stilista francese Paul Poiret, la jupe-culotte, i giornali parlarono di donne assalite, molestate e ingiuriate per strada perché colpevoli di vestirsi come i maschi. Fatti accaduti negli anni ’10. Oggi anche se ci troviamo negli anni 2000 non mi sembra che le cose siano cambiate.

Per vari secoli le donne e gli uomini hanno indossato vestiti uguali. Le tuniche, le toghe, le stole e le pelli non avevano genere. Non si tratta di cancellare il sesso di appartenenza ma si tratta solo di sentirsi liberi di vestire come si vuole, di essere come ci si sente. Le emozioni, le sensazioni, i sentimenti, ciò che si prova, non rispondono all’essere maschio o femmina, ma rispondono all’essere vivente. Etichette, cliché e stereotipi sono catene invisibili, sono freni alla propria espressione di individuo, di genere.

Percepire il nostro corpo non riguarda solo ed esclusivamente la nostra dimensione biologica. Bisogna considerare il nostro corpo collegato al nostro volere di essere pensante!