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Mon Privè: Lo Scambismo!

Lo Scambismo ha origini antiche. Nell’antica Grecia e nella vetusta Roma la pratica dello scambio di coppia era comune, anche se a volte punibile dalla legge. Non ci sono documenti storici che lo confermano ma sembra che questa attività sessuale fosse comune anche nell’antico impero cinese e nell’antico Egitto. Quindi quando si parla di Scambismo non si sta parlando di qualcosa fuori dal mondo, di una perversione o trasgressione nata oggi, bensì di una usanza che aveva la sua realtà e che ha anche i suoi anni sulle spalle. Negli anni Cinquanta nelle Filippine lo Scambismo prese piede fra le coppie. Negli anni Sessanta negli Stati Uniti e nei Settanta tra le comunità hippie si ha libertà nello scambio fra partner. In quegli anni giornali, riviste, libri adottano il termine Scambismo tanto da farlo diventare popolare. Oggi c’è molta curiosità su questa attività sessuale e in Europa si contano più di 600 club di scambisti. Non è del tutto sdoganato il tabù, anzi viene visto in modo negativo, quasi come se fosse un pericolo per la coppia, e i protagonisti che lo praticano vengono visti come dei ‘libertini’.

Anche per lo Scambismo si parla di pratica consensuale, entrambi i componenti della coppia sono convinti del piacere che ricevono nello scambiarsi il partner. Nessun obbligo, nessuna imposizione e consapevoli di trasformare il godimento al di fuori, in desiderio all’interno della coppia. Lo Scambismo non è un tradimento inteso alla maniera antica, ma una forma di volontà da parte di entrambi, senza gelosia e rancori. Tutto si basa sul gioco, sul vedere il proprio partner desiderato da altri e il divertirsi nel mettere alla prova il proprio piacere. Essere scambista è la massima espressione di sicurezza nella coppia. Con lo Scambismo si arriva a vivere la libertà del gioco sessuale in coppia.

Ci sono vari livelli di Scambismo a seconda di quanto si voglia giocare. Ci sono coppie che preferiscono farlo con persone a loro affini, dove l’attrazione si costruisce magari durante una cena per poi scaldare l’atmosfera in un altro luogo. Altre coppie invece si definiscono ‘convinte’, loro lo fanno in luoghi adatti, club privè, spiagge appropriate, parcheggi di macchine usati per questo fine, insomma hanno un alto grado di esibizionismo. Lo Scambismo è un gioco in cui l’adrenalina si diverte ad arrivare a livelli alti, più la mente rimane concentrata nel gioco più l’imbarazzo iniziale svanisce e il vivere liberamente la sessualità diventa l’unico obiettivo.

Lo Scambismo non ha la finalità di ravvivare la sessualità della coppia. Questa pratica, come le altre, dovrebbe avere il proposito di arricchire già la libertà sessuale che esiste nella coppia, portare ad alti vertici il proprio piacere. Più la coppia è solida più riesce a giocare con consapevolezza e sicurezza. Questi giochi sessuali non dovrebbero essere fatti per il solo senso di curiosità o per soddisfare pulsioni sessuali. La sessualità a volte non ha il valore che si merita. Essa viene vissuta in modo statico e ripetitivo, bensì dovrebbe avere una considerazione primaria. Quando si parla di queste fantasie e nel caso specifico di Scambismo si fanno mille domande. Perché lo ha chiesto? Perché mi vuole tradire? Non gli basto più? Non ha più voglia di me? Tutte domande che seminano dubbi sulla relazione di coppia. Se si vivessero il piacere e le fantasie in modo più sciolto senza mille domande tutto verrebbe preso con il giusto significato. Nulla porta rischi se non la propria testa a viverli come tali. Nello Scambismo l’essere d’accordo è la prerogativa principale, perché altrimenti sarebbe una vera e propria violenza vivere questa esperienza. Di solito lo Scambismo viene associato al Voyeurismo, il partner si eccita quando osserva l’altro nel rapporto sessuale. Questo viene detto anche Cuckoldismo, ma di questo ve ne parlerò nel prossimo capitolo di Mon Privè!

Il fascino del proibito crea eccitazione, infiamma i sensi e rende il piacere ancora più desiderabile.

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Vi presento Pelle di Luna (su Patreon)

I periodi di passaggio fanno emergere in superficie sfumature che seguono poi un loro percorso netto e definito. Di solito si parte dalla superficie per scavare in profondità, ma questa volta si ha un viaggio diverso, dal fondo si risale in superficie. Come quando si preleva dalle profondità del mare una scoperta o un tesoro inaspettato, la rivelazione di quello che viene a galla diventa la nuova visione del percorso da quel momento in poi.

Così è successo a me.

Fu quel libro che mi aiutò a portare tutto alla luce del sole. Un libro dalle tinte intense e profonde, cangianti e concise. Un racconto di una sensualità non sfacciata ma delicata ed elegante, impalpabile ma che esiste ed è presente. Non più di 115 pagine di libro in cui l’erotismo svolazza con la stessa leggerezza di un battito d’ali di farfalla. Un titolo che accarezza i sensi in modo leggiadro. Seta di Baricco mi ha portato a vedere cosa era nascosto in me, un qualcosa che esisteva ma era velato. Con lui ho tolto la patina trasparente che offuscava la percezione della consapevolezza e sicurezza erotica.

Ho camminato per arrivare a scrivere ciò che in fondo sapevo già di essere, una donna libera di esprimere se stessa nella sfera più intima che possa esserci. La sessualità, l’erotismo sono i protagonisti di un divertimento che il più delle volte viene incapsulato in retaggi e stereotipi. Vivere e/o scrivere erotismo vuol dire ballare una danza che tutti conoscono ma che solo pochi praticano. Con erotismo si intende tutto ciò che sta intorno al sesso. Le fantasie, le immagini, le voglie, i desideri, le sensazioni, le emozioni, sono tutti ingredienti principi del mondo erotico. Per toccare ogni elemento di questa realtà bisogna essere liberi di provarli e non rifiutare di ascoltarli o sentirli. La libertà di godere di un orgasmo mentale prima che fisico vuol dire riuscire a vivere l’erotismo.

Essere passionali e sapere di sesso sono le componenti che ruotano intorno alla scrittura erotica. Ogni parola diventa una immagine, ogni periodo diventa un’azione, ogni pagina diventa un’emozione. Narrare l’eros vuol dire guardarlo con la lente di ingrandimento, toccare i suoi contorni e cibarsi del suo contenuto. Nella scrittura erotica non esiste il pudore. Ogni parola, anche la più esplicita, porta con sè un valore tale da raccogliere ciò che si immagina, si percepisce e si sente, in sensazioni mentali e fisiche. Tutto è proteso a sentirsi liberi di viaggiare in un mondo giocoso fatto di libertà e di livelli. Come quando si vede un’onda, si aspetta che ci travolga, che ci sconvolga, ma mentre la vediamo avvicinarsi siamo così elettrizzati ed euforici che ci andiamo incontro e ci buttiamo con il timore di essere trasportati via ma con il desiderio di vivere lo smarrimento, la possibile insicurezza di quello che potrebbe accadere e la spudoratezza di volere quell’ebbrezza che sappiamo ci trascinerà.

Per dare un quadro di scrittura erotica, Pelle di Luna (http://www.patreon.com/pellediluna) vi regala questo stralcio.

Lui non solo aveva capito cosa io volessi, cosa la mia mente e il mio corpo desiderassero. Ma sembrava conoscesse ogni mia piccola voglia, perché si muoveva sul mio corpo come un corso d’acqua che si muove sulla superficie terrestre guidato dalla forza di gravità. Lui era la mia forza di gravità ed io ero il Suo campo di gravitazione. Lui mi portava dove egli stesso decideva. Io seguivo il Suo moto, perché la mia mente e il mio corpo erano inevitabilmente in balia Sua. Lui, portandomi al climax per due volte in due modi differenti, non solo mi aveva esplorata come un viaggiatore fa con un luogo che visita, ma si era appropriato di quello che avevo intimamente nascosto, quella parte di me che chiamavo dark room. La dark room era una dimensione che mi faceva sentire libera di essere e di vivere il piacere e il sesso in modo del tutto disinibito, indipendente e a tratti indecente. La mia lussuria sessuale ed erotica si manifestò ai miei occhi in modo graduale. Non fu una doccia fredda, perché io stessa avevo sempre percepito una sorta di innata predisposizione. Lui, invece, se ne accorse subito. Aveva avuto il sentore, dalle prime battute, che dentro potesse ribollirmi il sangue e ne ebbe conferma appena mi mise le mani addosso e dentro. Lui era un uomo dal temperamento dominante e dal carisma sensuale.

Respiravo a pieni polmoni, mi aveva rubato l’aria insieme ai liquidi che avevo in corpo. Si rialzò e si distanziò da me. Cosa stava facendo? Perché ora l’ossigeno sembrava ancor meno di prima?

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Mon Privè: Il Poliamore!

Quando nel Sesso o nell’Amore si usa il suffisso Poli, che vuole indicare un concetto di molteplicità numerica, non si riesce ad accettare una condizione di riferimento. Se si pensa che l’essere umano è per natura Poligamo forse si accoglierebbe meglio il concetto di Poliamore.

In passato nell’era degli Ominidi si viveva in società promiscue in cui faceva da padrone la competizione per l’accoppiamento. Con il passare del tempo i maschi più deboli capirono che per conquistare una femmina dovevano assicurarle il cibo e di rimando la femmina si rese conto del vantaggio che aveva, per se stessa ed eventuali figli, godere di un partner che provvedeva al mantenimento. Proprio da questo comportamento nacque la Monogamia. Uno status di coppia fissa ad uso e consumo personale, sia per i maschi che per le femmine.

Avere rapporti di tipo affettivo, erotici e sessuali, con più di una persona contemporaneamente, nel rispetto della consensualità fra i partner si definisce Poliamore. La società di riferimento non ammette e non accetta una tale dimensione relazionale proprio perché è incentrata sulla Monogamia, quindi risulta difficile comprendere il diverso e lo si etichetta come sbagliato. Ma dove è scritto che le relazioni erotiche e sentimentali devono seguire un protocollo? Se dovessimo seguire la natura dell’essere umano allora è la Monogamia la condizione diversa.

Il Poliamore ha caratteristiche come l’onestà, il consenso e la libertà di vivere rapporti sessuali e sentimentali alla luce del sole, tutto è indirizzato verso un orientamento relazionale. Poliamore non vuol dire scambismo, dove la parte sessuale predomina ed è la sola componente che smuove la relazione, nel Poliamore esistono rapporti fissi e duraturi con i vari partner. Come in ogni relazione Monogama anche in quella Non Monogamente Etica, cosi viene chiamato il Poliamore, esistono regole per vivere in maniera rispettosa e non certo anarchica i vari rapporti. Vivere il Poliamore non è certo vivere il rapporto con un’altra persona per mancanza di qualcosa nel ‘rapporto di coppia primario’. Ogni rapporto è a sè, ritenendo che affetti, sentimenti e attrazioni non debbano essere limitati alla coppia ‘classica’. Quando si interagisce con altri ci si arricchisce del mondo altrui e ognuno può essere capace di stimolare punti diversi tanto da incitare a vivere in modo più ampio e totalizzante l’interazione. Non tutto ciò che risulta diverso è negativo se lo si guarda da un’altra prospettiva. L’osservazione da un altro lato può risiedere nel poter sviluppare diverse parti di sè sia a livello sessuale che relazionale con i differenti partner. Vivere il Poliamore sicuramente porterebbe a vivere meno tradimenti e meno divorzi. Questo stile relazionale è sicuramente un modo che allontana quel senso di colpa se si frequenta e ci si innamora di un’altra persona. Sempre guardando l’angolazione diversa, il Poliamore fa sentire liberi di poter scegliere nel corso della personale evoluzione cosa fa star bene e poter vivere quella situazione. La Monogamia porta molte volte a compromessi e a sacrificare alcuni aspetti di se stessi pur di adattarsi al concetto di relazione accettata dalla società, senza considerare il peso delle scelte dato che negli anni si cambia non solo caratterialmente ma anche sul piano delle esigenze affettive.

Il Poliamore non è un demone con più teste ma solo un modo di vivere l’amore con più persone, perché contrariamente a quello che si pensa è possibile.

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Mon Privè: il Voyeurismo!

Per la mia nuova rubrica dal titolo Mon Privè, in cui userò ogni volta la lente d’ingrandimento sui diversi modi di vivere la sessualità e l’erotismo, sui vari mondi erotici che vanno al di là del “canonico” mondo sessuale, il primo argomento oggetto di esplorazione è il Voyeurismo.

“Il Voyeurismo è l’eccitazione sessuale che si prova quando si guardano gli altri nudi o coinvolti in atti sessuali” spiega Jill McDevitt, psicologo e sessuologo. Il Voyeurismo, come tutto ciò che risulta fuori dalla comune sfera sessuale, viene considerato per molti una perversione o una sorta di feticismo, alcuni lo giudicano come una malattia o un disturbo tanto da provvedere con una cura. Quando l’eccitazione o il desiderio sessuale vengono sollecitati da forme cosiddette ‘non comuni’ allora queste pratiche vengono etichettate come anomale, singolari, che fanno eccezione e che non seguono la regola del buon costume della società. Nella sfera sessuale, essendoci ancora molti tabù da superare, si valuta negativa ogni cosa che possiede una fisionomia o un contenuto diverso dal consueto. Se il Voyeurismo ha come base il piacere di guardare altre persone fare sesso, allora in parte guardare video porno, film porno, rientra nella sfera Voyeuristica. Se si considera che la maggior parte degli esseri umani si eccita guardando altre persone intenti in atti sessuali su uno schermo del pc o del telefono o della tv, allora il Voyeurismo non è poi tanto una pratica sessuale così ‘particolare’. Essere Voyeur vuol dire anche eccitarsi vedendo il proprio partner masturbarsi, ascoltare gemiti di piacere, di godimento. Il Voyeurismo, come qualsiasi altra pratica sessuale, per essere ritenuto sano deve essere consensuale, i protagonisti devono sapere. Esistono anche dei luoghi adatti per la realizzazione di esperienze sessuali, dove tutto è condiviso e consensuale. Voyeur vuol dire colui che guarda e non è contemplato alcun contatto fisico con chi si guarda. Non è detto che ciò che si guarda deve essere necessariamente nudo, l’eccitazione è talmente soggettiva che anche il gesto sessuale può essere da sprono del desiderio.

Ho letto che alcuni fanno una distinzione netta tra il Voyeurismo e il Troilismo, il primo lo associano a chi spia senza consenso altrui, il secondo a chi guarda con consenso altrui. Per non farsi mancare niente esiste anche il Candaulismo, in altre parole colui che si eccita guardando il proprio partner durante un rapporto con un’altra persona. Ho letto articoli che demonizzano queste attività sessuali, ma ho letto anche articoli che raggruppano queste pratiche in una vita sessuale libera da preconcetti e dal fantasma della parola ‘inusuale’. Di solito tutto deve essere visto in un recinto, tutto deve essere limitato al comune pensiero, tutto deve avere lucchetti immaginari o chiavi di porte che non devono mai essere aperte. Da quello che ho visto e da quello che ho letto tutto deve seguire un protocollo o dei comandamenti. Ma vivere racchiuso in una bolla non ha connotati patologici? Il vivere è soggettivo, il vivere la sessualità è soggettivo.

Vedere il Voyeur da un’altra prospettiva allontana quell’etichetta negativa che si usa in modo così gratuito, e porta a capire che chi guarda usa maggiormente come senso la vista. Trae dagli occhi il piacere, è attento ad ogni dettaglio. Colui che prova piacere si limita ad osservare senza toccare, come quando si osserva un’opera d’arte. Gode attraverso la vista delle immagini che lo pervadono. La vista è il collante tra ciò che si guarda e l’io erotico. Il Voyeurismo viene praticato da due soggetti, uno attivo ed uno passivo. Il primo è colui a cui piace guardare, il secondo è colui che piace essere guardato. La brutta fama che questa attività sessuale possiede viene dal non riuscire a capire che tutto quello che si fa è consensuale. Come esiste chi si eccita nel guardare, esiste anche chi si eccita nel farsi guardare o spiare, quindi non bastoniamo sempre questi atti sessuali come malattie o disagi, ma cerchiamo di usare la testa. Perché il sesso non è solo legato al fisico ma il sesso è testa.

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Gli Astri e l’eros: la continua provocazione dello Scorpione

Essere del segno dello Scorpione nella sfera sessuale vuol dire possedere generosità, devozione e un pizzico di romanticismo. La sessualità che viene vissuta dallo Scorpione è caratterizzata dal senso di lasciarsi andare ad esperienze molto intense. Ogni incontro con l’eros diventa sempre un viaggio nella passione fino ad entrare nelle profondità del desiderio. Questo segno alimenta la sua voglia sessuale attraverso la provocazione. Provocare è la sua attività preferita e prediletta. Una provocazione che a volte risulta essere anche sfacciata con gesti o con doppi sensi. Il suo fine ha sempre quei connotati che solleticano e sollecitano la sfera erotica. Il suo essere provocatorio cerca di continuo una risposta attiva senza la quale rischia di annoiarsi tanto da non riuscire a stimolare a sufficienza la sua eccitazione. Questo segno ha bisogno di persone ricettive che riescano a sostenere i suoi ritmi a volte molto sostenuti. I suoi comportamenti non devono mai essere giudicati dato che la sua libertà di espressione racchiude anche atteggiamenti fuori luogo. Lo Scorpione non fa mai niente che va contro la sua natura ecco perché in campo sessuale il dolore e il piacere, il negativo e il positivo camminano insieme. Il suo vivere in modo drammatico lo si percepisce anche nell’ erotismo, tutto sembra seguire una direzione ma è pronto a fuggire al primo segnale di disinteresse. La passione che vivono i nati sotto questo segno zodiacale non solo è estrema ma è anche inquieta. Tutta la sua cupidigia ha tinte torride e sensuali, è capace di stare in apnea tra la paura e il desiderio con occhi sognanti di piacere e cuore ebbro di attesa. Lo Scorpione è in grado di far vivere esperienze senza freni, scatenato nel vivere la sessualità in modo profondo e prepotente nell’essere amante del piacere totale. Vivere in modo intenso l’eros porta il segno ad attendere il momento giusto e adatto, non ha fretta anzi si concede quando la sua fantasia è stimolata per bene e quando avverte che la sua vorace fame potrà essere soddisfatta. Coloro che hanno questo segno non amano le situazioni scontate o frettolose, preferiscono godersi ogni momento dall’inizio alla fine. Il durante, il come, lo Scorpione, lo sceglie insieme al partner ma non disdegna di prendere l’iniziativa anche per quanto riguarda l’esplicarsi di pratiche non banali ma sempre nuove e vivaci. Questo segno è un amante dello sperimentare le diverse facce dell’erotismo, diventa un vero e proprio acrobata delle fantasie. Lo Scorpione è il segno che per eccellenza vede e vive il sesso come un lanciarsi e un lasciarsi andare a sfrenati incontri di pura passione e privi di tabù.

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Il pudore si spoglia!

Il pudore è silenzioso, non si sente e non si ascolta. Il pudore non è rumoroso ma a volte porta dei tumulti interni che limitano e frenano quella libertà che scalpita. Nel sesso e nella sessualità avere un eccessivo pudore non fa altro che creare una fissazione verso la ‘purezza’ e porta a colpevolizzare la ricerca del piacere. Demonizzare pratiche o fantasie, disdegnare lingerie sexy, rincorrere una cultura ed una educazione troppo chiusa, tutto questo può far trasformare in ansia qualcosa che dovrebbe essere vissuto con leggerezza e con la massima libertà. Quando qualcosa di nuovo incontra la nostra strada o situazioni diverse si affacciano alla nostra finestra si può rispondere con disagio, paura, timore, insicurezza, magari anche in modo goffo, ma se quella vergogna lascia il posto ad una sana audacia allora ne gioverà anche la propria autostima e la propria sicurezza, soprattutto in ambito sessuale. Il troppo pudore frena la praticità di ogni essere umano. Vergognarsi di indossare un abbigliamento ‘osé’, limitarsi di vestire in modo provocante o provocatorio, con il tempo inibisce ogni libertà di essere. Siamo talmente tante tonalità di schizzi di colore che non ci si può frenare perché l’essere pudici è la nostra catena alla cultura ricevuta. Il pudore nasce dall’adolescenza, il nostro corpo avverte un essere più consapevole e su quella sensazione bisognerebbe lavorare. Le troppe inibizioni, il vedere le cose sempre bianche o nere senza alcuna sfumatura soprattutto nella sfera erotica e sessuale, possono dare origine a rapporti o relazioni con reti di confine invalicabili, e con il tempo vivere la propria sessualità o la propria vita in modo incompleto. A volte mi chiedo se nascere in un paese come l’Italia abbia contribuito a vedere tutto con un velo di vergogna, di eccessiva castità. Mi guardo intorno e vedo tanti freni, scorgo lo sguardo oltre il confine e percepisco libertà di vivere, libertà di essere, voglia di essere liberi. La vita è come una palestra, ogni attrezzo diventa facile e comprensibile se lo si usa nella maniera giusta, ogni movimento diventa più fluido se lo si sente e se il corpo diventa amico e complice appropriandosene. Quindi perché non esercitarsi e sudare scostando quel velo pudico che diverse volte è imposto dalla società? Nei rapporti intimi l’essere pudico può essere da ostacolo. In questi rapporti si condivide la parte più interiore ed emozionale con l’altra persona, si porta alla luce la propria natura autentica senza filtri e senza orpelli. Se si soffoca, se si reprime per senso di inadeguatezza si rischia di non riuscire ad essere naturali, e magari far nascere delle frustrazioni che possono recare sofferenza alla comunicazione o alla relazione stessa. Non riuscire a mostrarsi, non giocare con il proprio corpo, non dedicarsi al benessere sessuale personale, può nascondere un non accettarsi, essere ancorati a tabù può aumentare il proprio essere pudico. Uno spauracchio continuo che non dovrebbe essere trascurato perché può insorgere anche in altri momenti di vita e minare la qualità della stessa. Spesse volte ci si vergogna di un proprio difetto, o si ha paura di perdere la propria integrità o dignità, ma nascondersi dietro il sipario della pudicizia non aiuta, anzi non fa altro che affossare più in profondità parte della propria persona. Non vergognarsi, non essere pudici, essere disinibiti e sfacciati non vuol dire mancare di eleganza o di amor proprio, non è sinonimo di essere scandalosi o indecenti, ma è solo essere disinvolti e spontanei con il proprio corpo e con il contesto in cui si vuole denudare la propria libertà.

Raccontarsi senza pudore è come farsi accarezzare dai raggi del sole, è come giocare a piedi nudi sulla sabbia, è come farsi sfiorare l’anima.

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Gli Astri e l’eros: la Bilancia detta i preliminari.

Come si intuisce dallo stesso nome la Bilancia equilibra il suo sentire, i suoi bisogni, il suo esprimersi e questa continua ricerca di bilanciare rende chi appartiene a questo segno sicuro sia di agire che di vivere. Lasciarsi andare nella sfera sessuale per questo segno zodiacale equivale a sentirsi librare nell’aria. Essendo un segno di aria si riappropria della propria natura ed essenza attraverso la mente. Il sesso per la Bilancia non è solo una questione fisica ma è soprattutto una questione mentale. I preliminari sono una parte fondamentale affinché la Bilancia si senta sicura. I preliminari sono il prologo del godimento e per la Bilancia più sono carichi di gusto erotico più vengono usati come strumento per liberare il proprio sex appeal. Il suo partner deve essere in grado di farla sentire speciale, toccando le corde giuste della lealtà e della fiducia. Essere esteta vuol dire essere amante del bello in senso stretto, e la Bilancia è un’amante del bello, del raffinato e dell’elegante. Si dedica a vivere l’erotismo con gli occhi e con la mente prima che con tutti gli altri sensi. Porta la sfera erotica ad un livello superiore, ad una ricercatezza sottile. Il suo immaginario erotico è lontano da quello esplicito e sfacciato. Questo segno si impegna in modo attento al piacere iniziale, alle carezze, ai giochi di sguardi, agli sfioramenti giocosi, e diventano le sue armi preferite. Predilige l’affettuosità dettata dai piccoli gesti, quelli guidati da una conoscenza diretta della persona. La Bilancia si distingue dagli altri segni per la propensione a vivere la sfera sessuale come un lungo viaggio, in cui la fase di preparazione è quella che regala più soddisfazione dato che pone le basi per un rapporto prolungato. Non a caso questo segno è amante del sesso tantrico. La filosofia tantrica mette in rilievo il raggiungimento dell’estasi sessuale rimandando l’orgasmo e arricchendo ogni momento. E’ un segno che non cerca piacere in pratiche estreme ma si limita sempre a pratiche semplici senza mai perdere la voglia del piacere a lungo tempo. Se gli occhi e la mente sono i primi strumenti che usa per dare inizio ad una danza primordiale, la pelle e le carezze sono i movimenti che dettano il ballo nel suo piacere sessuale. La Bilancia avendo un carattere incline a soppesare sempre tutto, nel sesso esamina chi ha davanti e dopo un’accurata analisi non lascia più andare perché sa che quello che nasce sarà sancito da complicità e gusto nel dare e ricevere piacere. La Bilancia può essere considerata nel sesso come un maratoneta, non nella prestazione in sè ma quanto nell’uso del tempo che in modo lento e costante regala al partner. Il suo vivere l’eros è scandito da un dolce e spossante ritmo.

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Il desiderio di andare oltre: trasgredire!

Trasgredire deriva dal latino trans che vuol dire oltre, oltrepassare, e gredior che significa andare. Nella lingua latina il suo significato era legato all’idea di spostarsi, di muoversi oltre un luogo, andare oltre. Il termine tansgredior si usava per indicare il superare qualcuno in qualcosa, passare da un’azione ad un’altra, da uno stato d’animo ad un altro. Nel periodo classico il termine e il suo significato non avevano accezione negativa come invece gli si attribuisce oggi. Successivamente divenne un termine con significato intollerabile nei testi dei Padri della Chiesa, tanto che con esso si indicava ‘la violazione di una norma divina’. E’ da quel momento che gli viene dato un valore tutt’altro che positivo. Il trasgressore è colui che va contro una condizione prestabilita.

Se il termine trasgredire lo si associa alla sessualità che significato o valore acquisisce? Nella sfera sessuale la parola assume un valore spinoso. Chi trasgredisce è come se abbattesse il limite del consentito, pronto a differenziare sè stesso dagli altri. Il sesso, l’eros, la sessualità sono regolati da immaginazione, da fantasie, dal desiderio di sperimentare, di andare oltre quella quotidiana dose di piacere che a volte la cultura o la società definiscono ‘normale’, ‘convenzionale’. La trasgressione è un impulso, un istinto, ma è anche ricerca di sè stessi, è fonte di emozioni, è conquista di autostima e fiducia. Oggi si è perso purtroppo il senso originario del termine, oggi si trasgredisce per futili motivi. Lo si fa per spezzare quella noia che giunge prepotente, o lo si fa per imitazione o perché va di moda. Ma se si continua così il trasgredire perde la sua valenza creativa. La trasgressione sana porta verso dimensioni che ci rendono unici, diversi, autentici, tutto è nuovo e il nuovo non deve essere visto sempre come un male. Siamo attratti dalla trasgressione. Il proibito e l’adrenalina che esso regala sono il motore di questa attrazione. Nel sesso quando si trasgredisce ci si allontana dal pensiero sociale e culturale. Ci si sgancia da quella zavorra ingombrante che è la collettività. Ci si pone come obiettivo l’andare oltre i tabù. La trasgressione è un viaggio che ognuno è libero di intraprendere. L’essere non tradizionale si deve sentire e deve nascere dalla propria soggettività. La trasgressione non fa male né alla persona né agli altri, quindi perché personificarla come un demone? La trasgressione finisce nel momento in cui si commette un reato che comporta violenza fisica o psicologica. Per tutto il resto la trasgressione non è diversità ma risponde all’essere singolare e originale. Smettere di vedere tutto con gli occhi della collettività non fa altro che farci andare oltre, un oltre che noi stessi decidiamo. Quell’oltre porta ad una curiosità mai provata e ad un divertimento mai assaporato, quindi perché rimanere incastrati in termini come ‘ordinario’? Dare un volto ad una trasgressione può dare le armi giuste per una conoscenza più ampia e un sapere più ricercato. ‘Farlo strano’ non vuol dire trasgredire, non è la stranezza che guida l’essere trasgressivo. Il trasgredire è giocare con il dare una risposta all’immaginario erotico. E’ dare espressione all’erotismo che si sente dentro. Ognuno ha un proprio appetito sessuale, ognuno appaga il proprio bisogno in modo diverso, trasgredire è la libertà di soddisfare il piacere.

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Gli Astri e l’eros: la Vergine e il suo essere meticoloso!

La Vergine ha una propensione a dare e a donarsi in modo completo. Nella sfera erotica si dedica al piacere del partner senza però dimenticare il suo. Dona ma pretende che i suoi sforzi siano ripagati. E’ un segno che sa cosa vuole, è chiaro in quello che vuole. L’intensità con cui agisce, che contraddistingue questo segno, la si nota perché non passa in osservato. Ogni dettaglio ha il suo giusto valore, la Vergine non lascia nulla al caso. Le attenzioni particolari le riversa nell’approccio iniziale, nei preliminari. Non si dedica mai a qualcosa in cui non crede. Un pregio in una relazione può essere il suo abbandonarsi al desiderio in modo totalizzante ma questo può rendere chi è nato sotto questo segno anche vulnerabile. Bilanciare il suo modo di dare con il bisogno di ricevere non è sempre facile ma la Vergine cerca di riuscirci senza farsi troppo male. E’ capace di mettere in conto i rischi e le possibili delusioni senza perdere mai la sua tempra. La sensualità della Vergine è ben nascosta e deve essere saputa stimolare. A volte la sua rigidità viene presa con un significato quasi di distacco sulle cose e sulle persone, ma in realtà è solo un mascherare ciò che è la sua carica erotica e scatenata. La comunicazione per la Vergine è molto importante, ma non solo quella verbale ma anche quella gestuale. Comunicare stando zitti e attraverso solo un’espressione, un atteggiamento, uno sguardo. La Vergine vive il sesso non come un arrivo ma come un percorso. E’ un segno meticoloso e si gode ogni momento nella sua totalità. Si prende i suoi tempi ma solo per fare tutto al meglio delle sue possibilità. L’ attenzione non cala in nessuna occasione, è sempre presente. Il segno eroticamente predilige i sensi del tatto e del gusto, sono importanti in ogni fase dell’approccio sessuale. Il controllo della Vergine risulta quasi un marchio del segno, un simbolo, ma il suo controllo ha un suo esistere anche a livello erotico tanto da diventare una sorta di godimento accurato. La Vergine non sopporta la svogliatezza e il non dare importanza o il giusto valore a ciò che la circonda.

Nell’eros ogni segno può trovare una caratteristica personale magari amplificata oppure sentita in modo diverso. Non è detto che se una peculiarità di una persona nel quotidiano risponda ad un certo rigore e sia di una certa sfaccettatura allora debba esserlo anche nell’ambito sessuale. Nella sfera erotica tutto può essere visto con occhi diversi e vissuto con il solo obiettivo del piacere e non del farsi piacere.

Per questo la Vergine si dedica in modo diligente a godere e far godere, solo per il gusto del desiderio.

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To Touch

Non c’è mai una fine nei rapporti. Rimangono vivi nel passato. Questo capita a tutte le cose che nascono e che poi trovano il loro punto. Ma quel punto è come se si trasformasse in parentesi. All’interno di essa c’è vita, al di fuori ormai non si esiste più. Ed è così che succede per il mio To Touch. Il mio rapporto con questa sezione speciale a pagamento si interrompe, per dare modo di raccontare in un altro contesto. Ciò che era un progetto piccolo diventa un progetto più grande. Ciò che era solo una parentesi ora diventa un mondo, una dimensione estesa e consapevole della sua esistenza. Cambierà l’ambiente, muterà la modalità in cui si svilupperà, si modificherà il modo in cui raggiungerà il lettore. Sarà molto più intenso, sarà più profondo. Il cuore di To Touch palpiterà ad un ritmo più incessante. Probabilmente raccoglierà un pubblico di nicchia, o forse uno più curioso, ma sicuramente si addentrerà in un mondo quasi reale che lo renderà complice di chi diventerà suo ammiratore.

Anche i rapporti erotici, i rapporti sessuali hanno una fine. Quando però un rapporto sessuale fa scintille, è pervaso al suo interno di fuoco che incendia, quando in lui penetra la passione rovente e impetuosa, quel rapporto diventa inizio di continua evoluzione. Ciò che rende ancora più vivo questo rapporto è la voglia di volerlo portare ad uno step successivo ogni qual volta si raggiunge un traguardo. Non si guarda ciò che si raggiunge ma si gode di ciò che si desidera sempre di più. Che possono essere fantasie o sogni, che possono essere pratiche o esperienze, insomma che può essere anche solo il rivelarsi di una consapevolezza sessuale ed erotica molto più matura e completa, tutto porta il rapporto ad un livello superiore.

L’erotismo si potrebbe categorizzarlo in due espressioni. Un erotismo romantico, in cui i sentimenti ne sono i padroni, sono loro che tirano le fila della sessualità, è il cuore che entra in gioco e che guarda tutto dalla sua prospettiva. Un erotismo mentale, in cui il piacere orbita al livello cerebrale, ed è la testa che prende il comando guidando il corpo, il piacere parte dalla testa per poi scorrere come il sangue nel resto del corpo.

Se si pensasse per un attimo all’erotismo come un gioco mentale che parte prima lento per poi sfociare in possesso, passione, ardore, fuoco, lussuria, libidine, vizio, turbamento, sconvolgimento, si riuscirebbe a dare una minima visione di cosa voglia dire piacere attraverso non esclusivamente l’atto sessuale.

Voglio…

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