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Il Sogno è realtà!

Una fiaba di solito inizia con un “C’era una volta” ma questa inizia con “Il sogno divenne realtà”. Quando ho iniziato a scrivere il mio blog ho creato anche una pagina Facebook e un profilo Instagram di “Le Dritte di Simo” e ad oggi su entrambi i canali social ho postato foto con descrizioni di prodotti che le varie aziende mi hanno inviato per provare, di tendenze e mode di stagione, di capi di abbigliamento e accessori che di solito uso e acquisto, di negozi originali e di eventi particolari, di paesaggi che parlano come fanno i look. Ogni foto esprime un momento, una sfumatura, un attimo, un’esperienza. Una foto parla, comunica, racconta e emoziona. La fotografia illumina le varie sfaccettature di ciò che ognuno ha dentro. Le foto fanno da cornice alle parole che sono il quadro e viceversa. Per realizzare il sogno che avevo in mente dovevo trovare un artista che dava importanza alla luce più che alla foto, e quando ho visto le sue foto ho pensato che la realtà riprodotta era gioia artistica, ogni scorcio catturato parlava di una realtà diversa e ogni luce prodotta confessava la bellezza del soggetto. Un luogo, un dettaglio, un ritratto, un abbigliamento diventano una foto, ma la chiave di lettura di quella foto sta nello scintillio che emana lo scatto. Una volta scelto l’ autore delle foto allora dovevo passare allo step successivo e quindi scegliere le diverse forme in cui avrei palesato gli svariati stili che si possono avere e mostrare. Lo stile è come la forma di un diamante, se si pensa che i diamanti hanno diversi tagli e che brillano in modo differente proprio per la loro figura, anche lo stile si comporta allo stesso modo. Ci sono stili più marcati che risplendono per il loro coraggio, altri stili più naturali che riflettono la loro delicatezza e stili più misteriosi che diffondono il loro fascino. Ogni persona può averne uno o possederli tutti ed io attraverso una serie di foto ho voluto immortalare i miei stili. Quasi come in un sogno in cui un pò ti guardi dall’esterno dove in realtà sei tu dall’interno, in questo progetto sono stata sia spettatore che attore. Come in una favola in cui i personaggi indossano una figura o un abito, io ho indossato delle emozioni e ho espresso dei pensieri. In ogni fiaba che si rispetta il fine è di far comprendere una verità e in questo caso la verità è avere il coraggio di mostrare la propria personalità senza nascondere il proprio stile. Viaggiare all’interno della propria indole rivelandola attraverso ciò che si indossa o si esprime. In altre parole un viaggio dell’interiorità attraverso l’esteriorità!!

La foto che mi ritrae a cornice di questo articolo apre le porte al “Sogno è Realtà”. Un vestito con corsetto aderente e gonna vaporosa in tulle con pietre applicate che ricorda le fiabe principesche e che sottolinea uno stile elegante, femminile, sensuale. Appena ho indossato questo look il contrasto dei due capi me li sono sentiti addosso, hanno evidenziato l’essere audace e delicata, la mia natura di Donna si è svelata in questo stile.

Foto di Alessandro Trazzi https://www.instagram.com/_lale_t_/

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L’ Influencer

Donna o uomo, qualsiasi sia il sesso hanno la capacità di “Influenzare” i comportamenti di acquisto dei consumatori, di qualsiasi fascia d’età, in ragione del loro carisma e della loro autorevolezza rispetto a tematiche o interessi. Più o meno cosi recita la definizione di “Influencer” che si può trovare nei dizionari di Marketing, ma all’atto pratico cosa effettivamente dovrebbe essere? Perchè i riflettori sono puntati su questa figura? Come mai la nuova tendenza è porre attenzione nell’ emulare quella determinata persona? Ognuno ha peculiarità più o meno intrinseche, ognuno ha passioni e interessi e caratteristiche diverse, e in fin dei conti ognuno influenza a modo proprio. Presentare una determinata moda, promuovere un preciso brand, avere un modo di fare che influenza la scelta di acquistare o meno un preciso oggetto, o un determinato capo o uno specifico cosmetico ormai ha i connotati dell’Influencer. Queste persone diventano punto di rifermento della gente ‘comune’, qualsiasi cosa hanno addosso o di qualsiasi cosa parlino viene percepito come una sorta di guida. Fanno conoscere tendenze o lanciano mode, ognuno si specializza in un argomento, ma è proprio su questo che mi sorge una domanda: per “Influenzare” tante persone bisogna essere qualificati? Conoscere quel prodotto, sapere di quel brand, essere al corrente di quell’oggetto o di quel capo dovrebbe essere la filosofia dell’ Influencer. Affidarsi a queste personalità nel decidere cosa fa o meno al caso nostro dovrebbe essere alla base di un giusto acquisto commerciale.

Questa figura di Influencer digitale, in cui ragazze note sono diventate delle vere e proprie icone di stile come Kim Kardashian, Chiara Ferragni e Nicole Ritchie, sta andando verso una nuova direzione, dal reale si giunge al virtuale. Ormai nel campo della moda e delle Influencer appaiono gli ‘Avatar’, vere e proprie icone virtuali, che hanno una loro storia, una loro dimensione, un loro mondo, ma tutto all’interno di una rappresentazione grafica. Personaggi accattivanti con piccole imperfezioni da renderli ‘veri’, con un proprio branding costruito a tavolino. Queste figure interagiscono con i follower, mostrano la loro vita, condividono la quotidianità, insomma tutto come se fossero Influencer reali. Questo nuova estensione sembra piacere alle aziende perchè prevale la caratteristica del personalizzarli. In altre parole questi Influencer uniscono in maniera esperta la formula ‘Sogno e realtà’. Il fotografo Cameron James Wilson disse: “Se ti ‘influenza’ e ti comunica contenuti interessanti, perchè formalizzarsi sul concetto di realtà?”. Tra le Influencer virtuali famose troviamo @lilmiquela che con i suoi circa un milione e mezzo di follower ha già lavorato con Prada, Diesel, Moncler e Chanel.

“Le aziende che comprendono i social sono quelle che dicono con i loro messaggi: ti vedo, ti ascolto e mi importa di te.” Trey Pennington

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Un mese tutto magico!

Tutto il mese si colora, dalle luci alle decorazioni, dai vestiti agli accessori, dal trucco alla creatività. Un mese dallo stile incantato, in cui tutto ha il sapore del miele e il profumo della festa. Ogni anno escono nuove tendenze, ci sono nuovi addobbi e decorazioni, si abbellisce la casa e si allestiscono le città, e su di sè si provano e si indossano look di colori sgargianti e luminosi senza mai dimenticare il red natalizio. Quest’ anno i glitter e le paillettes sono i padroni di tutti i capi, e in quale mese migliore provare a far riflettere la nostra luce attraverso il look se non nel mese di dicembre? Un mese che appena entra ti regala quell’atmosfera ammaliante quasi entrassi in una dimensione fiabesca in cui tutto brilla. Dicembre è il mese per eccellenza in cui si sfoggia la magia, in cui si assapora la dolcezza, in cui si vive in un mondo fatato, tra nani e folletti, tra reale e surreale. Il mese dei giochi che ci riporta ad essere bimbi, dei regali che ci accarezzano l’anima, il mese della coccola. Dove la coccola diventa un vestito che acquistiamo con particolare cura per indossarlo in uno dei giorni di festa di questo mese speciale, o è il colore che usiamo per illuminarci in questo periodo. Feste aziendali, cene natalizie, party di natale e scambi di regali, queste occasioni e molte altre diventano frequenti in questo periodo e ci si abbellisce per mostrarsi in tema e in sintonia con il clima. Il pizzo e i ricami avvolgono delicatamente, i tessuti morbidi e setosi scivolano sulla figura, il velluto lambisce il corpo, i lustrini rendono dinamico e armonioso il tutto. Un solo abito, un solo look, un solo make-up ti trasporta in quel mondo stregato in cui tutto luccica e tu diventi protagonista. Rosso, oro, bianco e argento rimangono i must have dei colori, che si possono abbinare per un outfit elegante e confortevole allo stesso tempo. Ma ciò che rende Dicembre una favola, ciò che lo rende suggestivo è la melodia che viene regalata da ogni luce, ogni addobbo, ogni colore, ogni look. Un mood che vivi e senti dentro come quando sali su una giostra e ti fai trasportare dalla magia. Più giri e più ti senti in una fiaba. 
“I cieli grigi e le luci di dicembre sono la mia idea di gioia segreta.”
(Adam Gopnik)  

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Ad ognuno il suo stile: Valentino

Amante delle stoffe e dei tessuti, persona garbata e di classe, la sua finezza la si nota in Lui e nelle sue creazioni, uomo dall’animo delicato e raffinato, sempre posato e tranquillo, sembra alle volte provenire da un altro secolo proprio per la leggiadria che emana il suo essere. Sin dalla giovane età Valentino si appassionò di Moda tanto da vederla ovunque, come successe in un viaggio in Spagna mentre era a teatro in cui il colore rosso dei vestiti delle attrici lo fulminò tanto da considerarli dei gerani e da quel momento nacque il “Rosso Valentino“, un colore cangiante fra le tonalità dell’arancio e quelle del rosso vero e proprio. La paternità di questo colore dà la misura di quanto importante era il suo ruolo da stilista, che ci fece vedere il rosso con occhi diversi. Il suo rosso indossato dalle donne è un rosso che abbraccia la vita, che esprime passione, che profuma di amore e che rende eroine. Ogni volta che lo si guarda o lo si porta si varca la porta della sua dimensione. Valentino si è guadagnato nel tempo riconoscimenti di ogni tipo ma uno fra tutti rimane “Uomo di Moda e di Pace” datogli durante una conferenza mondiale dal Parlamento europeo, perchè in una sua sfilata presentò un lungo abito bianco che riportava la scritta “Pace” in 14 lingue diverse, evento risalente al periodo della Guerra del Golfo e con il suo vestito volle inviare un messaggio chiaro e una posizione decisa. Lui viene soprannominato dagli americani “The Chic” e acclamato “l’ Ultimo Imperatore della Moda“, titoli che li indossa molto bene per il suo essere sempre impeccabile. Valentino è sempre stato lo stilista che ha dato lustro e bellezza a donne importanti come principesse, ha reso ancora più belle le donne già belle. I suoi vestiti sono gioielli che incarnano eleganza e sensualità, ricercatezza e finezza, sciccheria e signorilità. Una delle sue frasi più celebri è “io creo sempre per le persone romantiche“, il romanticismo lo caratterizza e lo si nota anche dall’amore per il plissè e il drappeggio e per i riferimenti al mondo dell’arte, come Klimt, Hoffmann e i pittori del Rinascimento. Per Lui nell’armadio di una donna non deve mai mancare un paio di pantaloni in cotone ecrù ben tagliati. Mentre un uomo elegante dovrebbe indossare camicie celesti per il giorno e bianche per la sera e un cappotto di cammello. Per Lui l’eleganza è “Essere fedeli a uno stile e cambiarlo solo leggermente col passare degli anni e della moda.”

 

Immagine da Pinterest!

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Ad ognuno il suo stile: Tomas Maier

I vestiti che indossiamo hanno un messaggio introspettivo, alle volte neanche ci rendiamo conto dell’importanza dei capi e di cosa c’è dietro ad un abito creato da uno stilista. Ecco che con Tomas Maier il vestito parla di eleganza e sobrietà, è il risultato di ricerca estetica interiore. Lui crea con consapevolezza e padronanza eccellente, ogni suo abito o accessorio racconta di artigianalità e di bellezza sartoriale. Uno stilista che ha la preferenza nel vestire persone con un profondo senso dei valori senza il bisogno di esibirli, non segue le tendenze ma dona al capo un valore intrinseco. Con le sue idee dice che in un guardaroba devono esserci due categorie di indumenti, quelli basic a prezzi abbordabili ma di buona qualità e quelli di altissima fattura che devono essere conservati nel tempo, per entrambe le categorie la personalità di ognuno deve essere presente perchè è quello che fa la differenza. Per Maier il tessuto di cui è fatto l’abito e il dettaglio sartoriale che lo contraddistingue sono due fattori basilari e di rilevanza. Lui è un creativo che dedicò il suo ingegno a case come Guy Laroche, Sonia Rykiel, Revillon ed Hermès, fino ad essere il Direttore di Bottega Veneta. Per lui i ‘dettagli sono tutto’ e ha sempre sostenuto che ‘la bellezza è fatta di precisione’. Da architetto mancato, bibliofilo e collezionista d’arte unisce precisione e creatività tanto da portare la Maison a livelli altissimi. Il cliente deve essere al centro di ogni creazione, qualsiasi idea che gli passa per la mente la proietta sugli ipotetici fruitori. Porta Bottega Veneta a ribaltare la visione e a rendere speciale ogni prodotto. Per Lui qualsiasi prodotto deve mantenere la sua verità e realtà. Non ama i loghi estesi e predica il non logo dicendo che ‘le tue iniziali sono abbastanza’. È convinto che ogni stilista deve dare ad ogni donna un motivo concreto per comprare un’altra borsa dato che ne ha già tante. Per Lui ogni idea e ogni creazione è una sfida. Pochi sanno che realizza una sua collezione di beachwear, di costumi da bagno in cui il dettaglio regala una nota di raffinatezza. Chi sceglie di vestire Tomas Maier antepone la propria personalità alla moda!

 

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È l’età a guidare il nostro stile?

Gli anni passano, la moda cambia, le priorità diventano altre e Noi? Noi siamo uguali? Il nostro abbigliamento e il nostro stile è rimasto tale e quale come era a vent’anni? Penso che come ad ogni età si fanno esperienze diverse che insegnano e fanno maturare, la stessa cosa può succedere con i vestiti, un capo che prima indossavamo, oggi lo potremo considerare demodè o addirittura inadeguato. A vent’anni sembra che tutto sia permesso, il look può passare da un’estremo ad un’altro a seconda di come vanno le mode, si può essere semplici e accattivanti con un semplice abito o eleganti e audaci con un pantalone e una maglietta. A vent’anni non si guardano le lunghezze o in generale lo scoprirsi, giusto o sbagliato che sia a quell’età tutto è lecito, tutto diventa ammissibile. A trent’anni ci si rende conto che si cambia, ognuno cambia il modo di vedere le cose e magari cambia il dare importanza alle cose e di conseguenza ne risente il proprio look. Ancora più marcato risulta il cambiamento allo step degli ‘anta’, non solo perchè sia ha l’esperienza giusta per prendere le redini della propria vita ma anche perchè sarebbe ridicolo, a mio avviso, vestirsi come ci si vestiva in età giovanile. Ma quindi è l’età che guida il nostro stile o siamo noi che guardiamo oltre? Fattori come avere un bel fisico, sentirsi giovani, non dimostrare la propria età, non sono il lascia passare per dire “ok metto tutto, posso indossare qualsiasi capo”, ma sono caratteristiche per cui bisogna essere fieri. Lo stile si crea e con il tempo si definisce. Ogni stile prende forma a seconda delle nostro sentire e del nostro essere, quindi non si può essere uguali ad ogni età. La raffinatezza e la classe, l’accuratezza e il gusto, non dipendono dall’età ma dalla persona. A vent’anni si può essere più leggeri, spensierati, insomma mostrare uno stile più sfacciato e non curarsi di essere appariscente. A trent’anni si diventa più consapevoli di scegliere come mostrarsi e lo stile mette le sue basi solide. Ai quaranta invece lo stile si delinea e diventa la nostra interfaccia. Diventa più discreto, non esagerato, più tenue e rispettoso. Teniamo presente però che non si eliminano le scollature, le trasparenze o gli abiti che palesano il corpo, ma si gioca più sulla misura e sull’equilibrio, insomma sul giusto peso.

“A ciascun periodo della vita è stata data la sua opportunità, in modo che l’irruenza dei giovani, la serietà dell’età di mezzo e la maturità della vecchiaia abbiano ciascuna la sua caratteristica naturale, che deve essere apprezzata a suo tempo.”  (Cicerone)

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Moda e Spiaggia: amiche o nemiche?

Moda e Spiaggia? Se penso a queste due parole, che sono anche due realtà, mi viene da dire che la spiaggia diventa una passerella, un tappeto rosso, si sfoggia l’ultimo costume di tendenza, si indossa la borsa vista nell’ultima sfilata, si esibisce un make up con le nuance della stagione, ci si abbellisce con accessori all’ultimo grido. In altre parole la Moda e la Spiaggia si mescolano e diventano un unico palcoscenico. Salgono sul palco diversi stili, alcuni fanno la differenza altri sembrano una sorta di omologazione. Il look si sceglie anche in base al posto in cui si va. Ci sono luoghi “da isola deserta” dove ti godi il mare e la sabbia, dove tutto intorno è allo stato quasi selvaggio e dove ovviamente non ci sono comfort e quindi si opta per uno stile più pratico e minimal. In questi posti sei a contatto con l’essenza della natura e si ha un rapporto quasi fraterno con la spiaggia e il mare, ciò si rispecchia molto anche in quello che si indossa, in cui predominano i colori della natura, dal blu al verde, dal sabbia al color della terra. Poi troviamo Spiagge dove la Moda fa da padrone, diventa l’attrice principale, la protagonista della battigia. I luoghi da jet set in cui è d’obbligo in alcuni casi anche un dress-code. Si diventa quasi decoro del posto dove si va, come se noi stessi facessimo parte dell’allestimento del luogo. Vari lidi diventano precursori di Moda, vetrine dove farsi ammirare e da cui prendere spunto. La Moda e la Spiaggia si parlano in maniera intima, quasi ad essere due amiche complici. In modo interscambiabile l’una chiacchiera e alle volte grida, l’altra ascolta e alle volte tace. In alcuni siti una può prendere il sopravvento sull’altra, ma il più delle volte la bellezza della natura neutralizza il sorpasso. L’ equilibrio dove sta? Beh, credo che stia nel giusto bilanciamento. Mostriamoci al meglio in spiaggia, viviamo e godiamo di essa, ma senza affanno, senza andare alla ricerca di superare chi vediamo accanto a noi, cerchiamo di essere noi stessi anche se il costume che indossiamo, la borsa che portiamo e i sandali che calziamo non sono di tendenza. “La moda è quella che viene suggerita e che spesso è meglio evitare, lo stile invece quello che ciascuno ha e deve conservare nell’arco della sua vita” (Giorgio Armani)

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Un secolo e non sentirlo: la Tuta o Jumpsuit

Ernesto Michahelles era uno scultore, un pittore, un fotografo, un disegnatore, un architetto, un inventore e un orafo Toscano. Insomma era un’artista e per la sua sensibilità alle linee e alle forme sintetiche ideò un capo di tutto rispetto, la Tuta o come si chiama nel gergo modaiolo Jumpsuit. Michahelles, chiamato Thayaht, nel giugno del 1919 disegnò questo capo che ebbe grande successo per la sua comodità e praticità ogni volta che lo si indossava. Semplice, libero da orpelli e sovrastrutture, unico e completo, per la sua creazione non necessitava di tanto lavoro, e diventò un capo anche dal costo contenuto. Era talmente facile da creare che in quegli anni venne presentato un cartamodello con precise e poche istruzioni per riprodurre la Tuta. Questo abbigliamento per la sua vestibilità venne usato anche da Picasso. La Tuta fu un capo talmente apprezzato che la contessa Rucellai organizzò un ballo in onore nella sua dimora con l’obbligo del dress code, in altre parole “tutti in tuta”. La versatilità di questo indumento era una caratteristica non da poco, tanto che l’essere unisex divenne una nota positiva.

La Tuta porta sulle sue spalle un secolo di storia e oggi in maniera più preponderante rispetto a prima risulta essere un abbigliamento dalle mille sfaccettature. La si può usare a lavoro, durante una passeggiata con le amiche, o ancora in una serata dandogli un tocco più elegante, ad esempio abbinandoci un paio di scarpe con il tacco. Scivola addosso con facilità lasciando intravedere la sinuosità del corpo che la indossa. Sexy al punto giusto, elegante nei suoi dettagli. Un capo di abbigliamento che sta bene a tutti facendo attenzione come al solito a non indossare modelli che non sono adatti alla propria persona. Non tutto ciò che fa tendenza può essere indossato da tutti, ma tutto può essere modificato su noi stessi e sul nostro corpo a seconda del nostro stile. Ci sono Tute lunghe e corte ma in entrambi i casi una sola regola esiste quella di indossarle. Che siano audaci, eleganti, graffianti o sofisticate, che siano sportive, casual o all’ultima moda, il nostro armadio almeno una la deve contenere. Magari giochiamo sul tessuto o sul modello, indossiamole con o senza t-shirt, con o senza giacca, ma sentiamoci libere ogni volta che ne portiamo una!

 

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Vedo, non vedo!

Ho sempre trovato interessanti, seducenti, provocanti e molto sexy i capi di abbigliamento che hanno un effetto ‘rarefatto’, leggero e sottile, quasi come un velo. Il senso della vista e del tatto si accentuano ogni volta che si indossano trasparenze e tessuti quasi impalpabili. La volgarità non è contemplata perchè essa risiede in chi vede  quella visibilità una nota di cattivo gusto. Immaginare qualcosa che è coperto a metà diventa una sorta di gioco mentale. La mente viaggia e ciò che si indossa diventa di particolare importanza, qualsiasi cosa si porta, qualsiasi sia il capo trasparente che copre il nostro corpo regala alla mente un modello tutto suo. La seduzione a portata di sguardo diventa un’ arma di eleganza e di potere, chi decide di vestire con tessuti sottili e trasparenti, con ricami che fanno intravedere la propria figura, ha un alto livello di sicurezza di se stessa, sa ciò che vuole e ciò che vuole trasmettere. Molti sono stati gli stilisti che si sono divertiti a disegnare capi dall’aria leggera, tra pizzi e veli, tra ricami e plissettature, si sono dedicati a palesare le forme e a nascondere l’essenziale. Il vedo e non vedo alcune volte è molto esplicito e a non tutti può piacere una visibilità ‘eccessiva’, ma sono convinta che ognuno sa quanto vuole osare e quale sensazione provare, quindi penso che qualsiasi sia il giudizio della gente, ci si debba vestire senza cercare di piacere ma sentendosi libere e padroni. Questi sono due elementi che nei capi nude devono essere alla base. La nudità velata è simbolo di sicurezza e di personalità. Avete mai pensato alla trasparenza come ad un mezzo con cui tutto diventa cristallino? Se vado con la mente ad una fiaba mi viene in mente Cenerentola, la sua scarpetta era trasparente, era elegante e luccicava e una volta calzata tutto diventò nitido e chiaro, questo è il vedo e non vedo, un’ emozione che quando la indossi diventa chiara e palpabile.

 

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Ad ognuno il suo stile: Giorgio Armani

“Gli abiti tradizionali mi deprimevano. Ho voluto personalizzare la giacca, per armonizzarla maggiormente a chi l’avrebbe indossata, rimuovendone la struttura, facendone una sorta di seconda pelle”. Le parole di Armani fanno pensare al lavoro che fece sulla giacca maschile eliminandone la sovrastruttura, le imbottiture, spostando i bottoni e modificando le spalline, tanto che la giacca scopre il suo lato più informale mantenendo eleganza e classe. Diventa una giacca unisex, rigorosa ma libera da orpelli. Lo stesso lavoro lo fece con la donna, dando alla vita un nuovo concetto di tailleur a pantalone e accostando ad un abito da sera una scarpa bassa o addirittura una scarpa da ginnastica. Creò uno stile casto ma intrigante, formale ma di classe, semplice ma seducente, il suo stile diventa inconfondibile ed impeccabile tanto da ricevere riconoscimenti come il Compasso d’oro alla carriera, il più importante riconoscimento d’Europa nel mondo del design. Con Giorgio Armani l’italianità si diffonde come marchio elegante in tutto il mondo, il Re Italiano della Moda viene scelto su diversi set Hollywoodiani primo fra tutti quello di American Gigolò, dove tutti gli abiti di Richard Gere portano la mano di Armani. Il tratto distintivo del suo stile sono i colori neutri e le linee fluide, la sua firma gioca con capi di abbigliamento che rimandano dal maschile al femminile e viceversa. La donna che veste Armani è una donna che rivendica la sua femminilità ed indipendenza, è una donna emancipata. L’uomo che indossa Armani è un uomo elegante e casual allo stesso tempo, è un uomo romantico. L’abito pantalone di Armani dai tratti maschili e morbido sulla silhouette dona alla donna un aura sexy ed intrigante, ma anche nuova e coinvolgente. La T-shirt blu semplice e lineare regala all’uomo un’aria rilassata ed incurante. Dalla fusione dei colori beige, cipria, marrone, grigio e sabbia si crea una nuova nuance dal nome greige, ed è proprio il talento di Armani che firma questo colore.

“I cretini non sono mai eleganti. Gli intelligenti invece, anche con due stracci addosso sono vestiti logicamente, quindi sono sempre eleganti”. Sono stralci di parole di Giorgio Armani che riassumono il suo pensiero e il suo vivere. Una delle sue lezioni è racchiusa in una frase molto significativa “Less is more. Evitare tutto quello che è evidente, quello che si considera lusso sfrenato, per scoprire un lusso più segreto, più riservato, meno diffuso.” Insomma Lui oltre ad essere il re indiscusso di eleganza, è anche un’icona di stile di vita.