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Gender!

Troppi sono gli articoli che portano a confondere le idee, e quindi spetta a noi informarci su cosa abbraccia questo termine, abbiamo il dovere di interpretare il giusto significato dei termini. A volte l’arroganza nel sapere non dà la visione chiara del concetto che si nasconde dietro ogni vocabolo. La lettura di diverse fonti, il discernere ciò che è fazioso da ciò che è imparziale dovrebbero caratterizzare il punto di partenza per comprendere. Andare in fondo alla questione che porta all’esistenza di varie posizioni dovrebbe essere l’arma da usare per arrivare ad una nostra conclusione. Solo questi step possono dare un quadro specifico e descrittivo.

Gender è una parola inglese che significa Genere. Il termine Genere teoricamente fa una distinzione tra due ambiti che appartengono all’essere umano. Da un lato il sesso che è un dato biologico, naturale, è un fattore o una caratteristica a cui non possiamo opporci, nasciamo con un sesso che è determinato dai geni. Dall’altro lato, il genere che non è dettato dalla nascita ma progredisce e si evolve durante la vita. Il genere stabilisce l’identità sessuale di un individuo. Il genere contempla l’influenza culturale, ambientale, sociale, storica, ideologica del luogo dove l’essere cresce e si sviluppa. Il sesso e il genere sono due realtà che non devono necessariamente coincidere, ognuno deve sentirsi libero di esprimersi. Il perché sia nata la teoria Gender, i movimenti contro la teoria Gender, le posizioni di cattolici, religiosi contro la teoria Gender, non fanno altro che far nascere ogni volta un tornado. Creano discussioni e opinioni che non portano a nulla di oggettivo. A mio avviso danno origine a confusione e a prendere le distanze da chi la pensa diversamente o da chi semplicemente accetta il libero pensiero. Tutto sembra rispondere a teorie complottistiche, tutti pensano ad atteggiamenti di corruzione. Ma perché non accettare chi la pensa diversamente da te? Perché non lasciare vivere i desideri di ognuno? Perché non rispettare il pensiero altrui?

Nel campo della Moda la teoria Gender ha diviso la società. Uomini che si truccano e indossano gonne, donne che vestono abiti dal taglio maschile, erano e sono tutt’ora difficile da accogliere. Nel 1984, Jean-Paul Gaultier scandalizzò le passerelle di Parigi presentando la sua iconica collezione Men in Skirts. I modelli della sfilata maschile indossarono gonne di ogni forma e dimensione, da quelle aderenti per l’ufficio a più elaborati strascichi da sera. Gli integralisti gridarono allo scandalo, ma anche oggi purtroppo è così. E’ contro natura, porta ad un fraintendimento dell’essere umano, quale educazione si può impartire ai bambini se tutto questo si accetta? Queste e tante altre accuse vengono mosse da chi vede la teoria Gender come il male. Questo modo di agire non ha a che fare con i gusti, con le preferenze, con le soggettive inclinazioni. Ha a che fare con i canoni che la norma prevede. Non rientri in quelle ‘regole’ allora sei bandito, sei offeso e bistrattato. Quando in Italia comparve la prima gonna-pantalone dello stilista francese Paul Poiret, la jupe-culotte, i giornali parlarono di donne assalite, molestate e ingiuriate per strada perché colpevoli di vestirsi come i maschi. Fatti accaduti negli anni ’10. Oggi anche se ci troviamo negli anni 2000 non mi sembra che le cose siano cambiate.

Per vari secoli le donne e gli uomini hanno indossato vestiti uguali. Le tuniche, le toghe, le stole e le pelli non avevano genere. Non si tratta di cancellare il sesso di appartenenza ma si tratta solo di sentirsi liberi di vestire come si vuole, di essere come ci si sente. Le emozioni, le sensazioni, i sentimenti, ciò che si prova, non rispondono all’essere maschio o femmina, ma rispondono all’essere vivente. Etichette, cliché e stereotipi sono catene invisibili, sono freni alla propria espressione di individuo, di genere.

Percepire il nostro corpo non riguarda solo ed esclusivamente la nostra dimensione biologica. Bisogna considerare il nostro corpo collegato al nostro volere di essere pensante!

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Ad ogni sport equivale un volere e un fisico!

Qualsiasi sport si pratichi non è frutto solo di passione ma è anche di come si preferisce il proprio fisico. Ci sono sportivi che non vogliono massa muscolare, non vogliono apparire massicci e quindi scelgono sport in cui il peso viene controllato e in cui il corpo risulta senza volume muscolare come i podisti. I cosiddetti runners. Ogni kg perso per loro è un guadagno sul tempo al km. Quindi più si ha un fisico asciutto, con una massa muscolare in grado di sostenere lo sforzo, più si avranno risultati. Nella corsa la parte superiore del corpo risulta molto esile in quanto l’impegno di forza è quasi nullo. Quindi il fisico di un runner è longilineo, molto asciutto con gambe toniche ma sottili e poco muscolose. Sicuramente chi ama questo sport non può con tale fisico eseguire attività sportive in cui le fasce muscolari richiedono un volume maggiore. Ed ecco perché ogni sport ha la propria corporatura. Il sentirsi bene in quella forma fa scegliere lo sport da praticare. Il tennis per i suoi continui scatti, per i colpi alla pallina, per l’utilizzo della racchetta, sviluppa anche in volume i muscoli delle braccia, delle gambe, degli addominali e dei glutei. Se solo si pensa al fisico di Serena Williams si ha l’idea del tennista con il corpo atletico e muscoloso. La sua muscolatura ha contribuito al suo successo. Ma proprio perché ognuno si deve sentire bene nel proprio corpo durante lo sport che pratica, esiste una fazione di atleti tennisti che propendono a mantenere il proprio fisico con poca muscolatura per essere in linea con i canoni degli sponsor. La Sharapova in un’ intervista disse: “Voglio essere sempre più magra e avere sempre meno cellulite. Credo che sia quello che vogliono tutte…Non sollevo più di due chili: è noioso e troppo faticoso.”. Dalle sue parole si evidenzia un vivere il tennis in modo opposto a come lo vive la Williams che invece disse: “Alla fine ho capito che devi imparare ad accettare quello che sei e ad amarti per chi sei. Ora sono davvero contenta del tipo di corpo che ho, e ne sono molto orgogliosa. Ovviamente va bene per me”. Due modi di vedersi completamente diversi pur facendo lo stesso sport. Ci sono diversi tennisti che fanno fatica ad accettare il proprio fisico massiccio, ma il tennis richiede quel fisico. Come essere runner richiede un fisico snello. O come chi pratica nuoto richiede arti molto lunghi, spalle larghe, fianchi stretti e piedi grandi che aumentano la propulsione. O ancora come coloro che si dedicano al sollevamento pesi necessitano di un fisico tozzo con sistema cardiovascolare in grado di sopportare improvvisi aumenti della pressione sanguigna.

Ognuno deve essere consapevole del proprio sentire. Ognuno deve avere la capacità di mettere in equilibrio il proprio corpo con l’attività sportiva che intraprende. Non tutti i fisici sono adatti ai vari sport. Non si può passare da uno sport ad un altro con facilità mantenendo l’idea di un modello di fisico ben preciso. Una Serena Williams non potrà mai diventare una Carla Fracci o viceversa. Tutto ciò che esterniamo deve passare dal nostro essere coscienti di quello che siamo e vogliamo essere fisicamente. E di conseguenza le nostre scelte sportive seguiranno anche il nostro volere strutturale.

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Non farti condizionare!

“Impara a piacere a te stesso. Quello che pensi tu di te stesso è molto più importante di quello che gli altri pensano di te.” (Lucio Anneo Seneca)

Partire da questa citazione, da questa affermazione che Seneca espresse, credo sia una delle risposte immediate al tema dei condizionamenti sociali. Sin dalla tenere età siamo inseguiti da condizionamenti che provengono da diversi ambienti. Dall’ambiente familiare. Gli affetti sono i primi che limitano la libertà di noi soggetti. E’ qualcosa che accade e sembra tramandarsi in modo taciturno. I familiari si scagionano da questo comportamento con frasi del tipo ‘lo faccio per il tuo bene’. Ma siamo sicuri che quel bene non sia il loro? Un bene che loro stessi reputano tale. E in questo caso il condizionamento viene assorbito in modo quasi naturale, perché chi meglio dei famigliari può indicare ciò che è opportuno? Ma quando si cresce ci si rende conto che quel ‘bene’ non era sempre benigno ma era rivestito da una patina di positività che prendeva linfa solo dall’età giovane e ingenua, e che a volte continua ad alimentarsi anche in età adulta. Altro mondo in cui veniamo rincorsi dai condizionamenti è quello degli amici. Si passa più della metà della vita in compagnia di amici e il confine tra essere influenzati ed essere condizionati è labile. L’influenza può aver riscontri favorevoli se viene vista come esortazione alla riflessione. Il condizionamento invece può confermare un essere plasmato ad immagine di un altro essere. Ed è qui il punto di non ritorno. Un volta che il condizionamento si è insinuato sotto pelle è difficile sradicarlo. Il condizionamento ha di solito tentacoli come quelli del polpo che ti afferrano e stritolano fino a non farti più respirare della tua stessa aria, ma inspiri l’ossigeno che gli stessi tentacoli ti concedono. Altro mondo dal quale si viene condizionati è quello della società giudicante. La stessa sembra personificare una calamità dalla quale è difficile salvarsi. Risulta molto faticoso riuscire a non farsi travolgere dal tornado dei giudizi. Esso ha un andamento circolare proprio come un ciclone che prende forza da se stesso e scaraventa nel proprio turbinio tutto ciò che incontra. Riuscire a resistere alla sua forza non è affatto facile. Solo in pochi riescono a rimanere illesi altri invece rivivono portandosi le ferite. La fetta più grande invece convive con il bisogno continuo di compiacere, di piacere, di ricevere attenzioni, di sentirsi amati, di farsi notare e di conseguenza diventano essi stessi vortici distruttivi della propria persona. Adeguarsi a ciò che è esterno sembra essere la miccia del condizionamento. Ci si nasconde dietro l’idea che si è liberi di fare quello che si vuole, ma in realtà è solo il modo più semplice per ingannare la parte più coscienziosa. Si è in grado di discernere cosa è buono ed utile per la nostra persona da cosa è imposto da chi ci condiziona? Vivere di apparenza, fidarsi in modo eccessivo, dire sempre si, andare alla ricerca continua di approvazione, non devono essere considerati azioni che aiutano a vivere, ma dovremmo condannare questi comportamenti. Non si può piacere a tutti, quindi perché non buttarsi facendo solo noi stessi?

“Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Quindi: vivi come credi. Fai cosa ti dice il cuore: ciò che vuoi. La vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Quindi: canta, ridi, balla, ama e vivi intensamente ogni momento della tua vita, prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi.”(Charlie Chaplin)

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Adoperarsi ti fa bella!

1400 euro al giorno per la beauty routine di Victoria Beckham! Questa frase letta qualche giorno fa su una rivista ha dato l’input a questo mio articolo.

Trattamenti di bellezza, capi di abbigliamento e accessori firmati, istruttori sportivi privati, beauty routine costose, cibi prelibati da stelle Michelin. Parrucchieri privati, massaggiatori privati, truccatori privati. Tutto questo sembra essere il pacchetto che ogni persona d’elite può e deve permettersi. E se non lo avesse passerebbe per quella ghettizzata e a tratti avara. Certo è che tutto questo porta ognuno di loro ad avere una pelle perfetta, una silhouette tonica, una età da sfoggiare senza pensare a rughe o altre inestetismi, perché si sa che dietro l’angolo c’è sempre un cosmetico o un trattamento pronto a fare il suo dovere. Ci sarà sempre un ritrovato di ultima generazione che aiuterà a non far pesare gli anni che passano, i sacrifici che si fanno, le ore di lavoro che si susseguono. Basta entrare nel mondo del ‘tutto è possibile‘. E qual è quel mondo in cui ogni bisogno diventa concreto? Sicuramente il mondo dove con la parola lusso si etichetta la specialità. La possibilità di sperimentare e provare cose che non sono per tutti, in quanto raccoglie solo una ristretta fascia di consumatori, indirizza verso strade nuove e soluzioni non ovvie, quindi speciali. Entrare nel mondo del lusso, vivere una vita nel lusso, ‘fare lusso’ è a misura di pochi. Quei pochi hanno l’esclusività di ciò che il lusso propone. Il lusso stesso definisce la schiera dei pochi, che è tutt’altro che volgare ed esibizionista. I dettagli, i particolari, le novità, la qualità, l’eccezionalità, l’unicità, sono termini che spiegano molto bene cosa si intende per lusso. E questi termini camminano mano nella mano con un limitato numero di persone. Persone che si differenziano dalla cosiddetta massa. In quella massa però ci sono individui che, pur non avendo la possibilità economica per accaparrarsi l’ ultima invenzione, o il più bravo dei ‘personal’, cercano di mantenersi nel loro piccolo, cercano di darsi da fare per rendere il loro corpo pronto alle intemperie degli anni che inevitabilmente potranno colpire. E allora, coloro che vivono il lusso avendo più possibilità di vita ‘facile’, possono essere paragonati alla grande fetta di persone che non ha i mezzi per ‘rallentare’ il tempo? In altre parole, il merito maggiore a chi lo si dovrebbe dare? Nessuno deve essere messo al patibolo, né i pochi né i molti. Nessuno ha colpe e nessuno deve sentirsi in difetto, ma è pur sempre vero che a parità di età, un soggetto che non ha a disposizione il lusso e presenta una giovinezza visibile ed una cura percepibile di se stesso avrà, a mio avviso, una maggiore considerazione di arrivare agli obiettivi che si prefigge rispetto a chi arriva con una facilità guidata dal lusso. Chi fa parte della maggioranza sente il bisogno di prodigarsi per raggiungere uno status fisico con prodotti accessibili, con abiti e accessori che a buon mercato impreziosiscono, con cibo semplice e per niente sofisticato e con il resto dei personal fai da te. Può a volte sembrare scontato e banale pensare a questa differenza, ma guardare in faccia questi aspetti non fa altro che dare valore alle azioni della gente che non è facilitata dal lusso.

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Una Giostra Handmade

Salire su una Giostra ha sempre avuto il suo fascino. Provare varie esperienze su una Giostra rende sempre più vogliosi e desiderosi di continuare a girare. Nella sua semplicità la Giostra tende alla completezza del divertimento. Il cuore in gola, il sorriso che illumina il viso, l’espressione felice, la mente sognante, il tutto arricchito da quel pizzico di eccitazione, sono elementi del quadro completo che caratterizza lo stare su una Giostra. Non a caso essere artigiani delle proprie passioni, maneggiare con le proprie mani e la propria creatività ciò che piace, fa sentire come se si salisse su una Giostra. Ogni creazione nata dalla propria dedizione è un componente della Giostra. Ogni volta che la mente dà vita ad una idea di opera è un giro sulla Giostra stessa. Ogni giro eseguito sulla Giostra è tempo scandito, tempo che deve essere sfruttato al meglio. La certezza del godimento è data dal ripetersi della realizzazione. Ogni cosa realizzata in modo artigianale regala appagamento e chi crea lo sa bene perché usa quella soddisfazione per andare avanti e per saziare la fame della propria anima.

Giostra di Cera è il nome che Francesca ha dato alla sua attività artigianale. Creazioni diverse, del tutto naturali. Creazioni fatte con cera di soia, cera derivata dalla soia vegetale, dai fagioli di soia. La sua creatività scalpitava dentro quel cassetto, il suo sogno voleva uscire e Lei quest’anno gli ha dato una vita. Lei ha scelto di buttarsi in quello che l’ha sempre affascinata, la cera profumata. Ma il suo sogno necessitava di un nome. Il nome Giostra di Cera prende ispirazione dai suoi figli, i primi sostenitori del suo sogno, e quindi prende spunto dai bambini che vivono le giornate con la giusta dose di allegria. Gioia che una Giostra, quella tutta dorata con i cavalli e carrozze e una musica melodiosa in sottofondo, promette. L’immagine che Francesca aveva in mente era quella di una giornata passata in modo spensierato come quando si è bambini e la felicità la si porta nel cuore per diverso tempo, fino a quando non si rifà un altro giro sulla Giostra. Con le sue tart profumate di varie forme, da usare nei cassetti, nell’armadio, come decorazione, o facendole sciogliere in un brucia essenza. Con candele colate a mano decorate con fiori secchi. Francesca usa la sua capacità artigianale per dare vita a prodotti ecologici che richiamano quelle giornate profumate di vita. Usa essenze made in Italy riprodotte in laboratorio con ingredienti privi di petrolati. Ha unito il suo sogno ad una realtà volta alla sostenibiltà dell’ambiente.

Camminare sognando aiuta prima o poi a far vivere quei sogni, contribuisce a rendere reale ciò che si è solo immaginato. Credere nelle proprie passioni agevola le proprie capacità. Sostenere le proprie capacità rende concreti i desideri.

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Le Dritte Di Simo risponde ad Easy Travel Hosting


Questa volta l’intervistata sono io. Sono stata contattata da una Società creata da due nomadi digitali, una Società di Web Hosting 100% ecologica. Avete mai sentito parlare di Hosting Web? La parola inglese significa in italiano Ospitare. In campo informatico vuol dire dare alloggio a personali file all’interno di speciali computer, ovvero server, sempre connessi ad internet. Easy Travel Hosting, questo è il nome della Società, non solo ha uno spirito giovanile ma è protesa a rendere il Web più pulito dato che i server che usano sono alimentati ad energia rinnovabile ed eco-sostenibile. Un altro contributo che questa Società regala all’ambiente è dato attraverso chi sceglie Easy Travel Hosting come servizio di Hosting Ecologico. Per ogni cliente viene piantato un albero in Guatemala, per supportare il progetto di riforestazione della giungla guatemalteca e creare posti di lavoro. L’albero piantato può essere adottato a titolo gratuito.

Essere sul loro sito con le mie parole e con quello che caratterizza il mio blog è stato un vero piacere. Le loro domande sono state dirette e rivolte a descrivere in modo esauriente ciò che è il mio punto di vista su vari temi.

Benvenuta su Easy Travel Hosting! Potresti parlarci un po di te, di come è nato il tuo blog e di cosa tratta?

Sono Simona nata nella calda Calabria ma ormai da oltre 20 anni trapiantata nell’ affascinante Toscana. Archeologa per studi ma con la vena della scrittura. Dalla tenera età la scrittura è diventata il mondo in cui viaggio e faccio viaggiare. Le parole sono il collante tra ciò che vedo, utilizzo o vengo in contatto, e chi mi legge. Per questo mi definisco una storyteller. Mi piace narrare e raccontare, credo che la forza della parola inserita in un contesto ben preciso sia portare ad osservare ogni cosa da più angolazioni. Sono una persona molto creativa e mi piace circondarmi di persone che mi arricchiscono e che posso arricchire. Il mio blog è nato quasi come una scommessa con un’ amica. Sono stata sempre una persona curiosa, mi è sempre piaciuto parlare con la gente e quindi mi sono chiesta, perché non unire la mia curiosa osservazione verso lo stile in genere e la mia più grande passione che è la scrittura? Perché non suggerire, da qui il termine ‘Le dritte’, un viaggio dell’ esteriorità attraverso l’ interiorità, percorrendo mondi diversi come la moda, le nuove tendenze o gli stili di vita in genere? Il mio blog quindi esplora diversi temi avendo come bussola modelli di stile.

Se volete finire di leggere la mia intervista andate sul loro sito cliccando https://www.easytravelhosting.com/

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Voi ed Io: Amicizia tra uomo e donna, esiste?

Per questo tema non potevo che colloquiare con un ragazzo così da vedere in modo netto il pensiero maschile (il suo) e quello femminile (il mio). Lui è Salvio con la sua pagina instagram https://www.instagram.com/salviographicdesigner/

L’argomento che abbiamo affrontato è alquanto complesso. Un concetto quello dell’amicizia tra uomo e donna studiato dalla scienza, trattato in film e telefilm in maniera esplicita. Insomma un dilemma a cui ancora oggi non si ha chiara la risposta. Io e Salvio abbiamo cercato di giungere almeno ad una conclusione scandagliando e riflettendo sul Si e sul No.

Contro il parere di alcuni alla domanda se esiste amicizia tra uomo e donna, la scienza ha risposto in modo categorico dicendo No. L’ Università del Wisconsin con il suo studio è arrivata a dire che ‘gli uomini erano più facilmente attratti dalle amicizie femminili che non viceversa, ma erano anche più propensi a credere che le amiche ricambiassero. Le donne, invece, erano molto più propense a sottovalutare il livello di attrazione che gli amici maschi provavano nei loro confronti, così come risultavano meno propense a provare sentimenti romantici.‘ Questo studio ha messo in evidenza che entrambi i sessi vedono l’attrazione all’interno della loro amicizia come un costo e non come un beneficio, entrambi sono consapevoli che un eventuale risvolto romantico o sessuale potrebbe causare problemi.

Salvio si sofferma sul fatto che l’amicizia è comunque un tipo di legame affettivo ed ha più stadi e più strati. La risposta non è così facile proprio perché bisogna tenere conto di diversi fattori, di varie variabili. Una cosa da non sottovalutare è che il più delle volte non è tanto il provare attrazione fisica o sentimenti passionali, ma è il non accettarli e non ammetterli per paura di rovinare qualcosa che sta per chiamarsi amicizia o che si chiama già amicizia. Può succedere che quel timore di non ammettere un desiderio fisico o romantico possa essere guidato dall’angoscia di non essere ricambiato. La cosa migliore è una totale onestà intellettuale. La differenza di sesso cammina di pari passo con il dare valore all’amicizia o alle relazioni in genere. Uomini e donne hanno una propria visione di quali sono i criteri in un’amicizia o in una relazione amorosa. Quindi anche per questo l’amicizia tra sessi opposti è difficile che esista. Per Salvio un’ amicizia onesta e vera tra uomo e donna non esiste per una questione evolutiva. Dal un punto di vista di evoluzione di genere l’uomo e la donna non sono fatti per essere amici. “Saremmo tutti ipocriti a pensare il contrario, sfido chiunque di noi in tutta onestà ad ammettere che se vediamo una bella ragazza o un bel ragazzo per strada stiamo a pensare: eh si quasi quasi ci divento amico o amica”.

Bisogni, desideri, obiettivi, spesse volte per non dire sempre non coincidono tra i due sessi e creano così una situazione di squilibrio nel rapporto ‘amichevole’. Ecco perché alla base ci deve essere una comunicazione chiara e sincera. Il gesto non verbale di un semplice bacio sulla guancia o di uno sfioramento di mani innesca nell’uomo pensieri di natura sessuale, così dice la scienza, mentre nella donna questi gesti risultano avere poco conto o essere innocui. Ma può capitare il contrario. Oppure quel gesto fatto in maniera così innocente può anche essere la scintilla che accende il desiderio ad entrambi. E se ci fosse una certa antipatia fisica tra uomo e donna tanto da far pensare che potrebbe esserci un rapporto di amicizia? Si, può esistere un’antipatia del genere ma nulla toglie che mentalmente si abbia simpatia e complicità e quindi anche in questo caso dobbiamo rispondere che l’amicizia tra uomo e donna non esiste!

Fra uomo e donna non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia. (Oscar Wilde)

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C’era una volta!

C’era una volta… Le favole iniziano sempre così. Quasi come se ti prendessero per mano e ti portassero all’interno della storia. Più si entra nel vivo del racconto più ci si sente immersi in essa. Ogni cosa diventa storia di se stessa e in questo risiede il valore che si deve dare alla storia. Un vestito che si indossa ha una sua storia. Un’esperienza accaduta ha una sua storia. Noi persone umane abbiamo una nostra storia e ogni giorno ne creiamo una nuova o una che si allaccia al giorno precedente. Raccontare con immagini, foto, parole ciò che ci accade, ciò che attraversiamo, ciò che sono le nostre preferenze, non fa altro che scrivere capitoli della nostra storia. La storia a cui diamo vita può essere breve e completa, lunga e non conclusa, superficiale oppure profonda. Si possono avere più storie da raccontare, Noi stessi siamo più storie. Le storie hanno un’importanza a volte sottovalutata. Qualunque storia, in qualsiasi ambito nasca, deve rivestire un ruolo considerevole. Se solo pensassimo alle storie di un Social come veicolo per raccontare, si porrebbe maggiore attenzione nel narrare. Quasi come se fossero dei cortometraggi di vita.

Le storie potrebbero essere paragonate alla scelta dei capi che indossiamo. Passiamo dai capi casual a quelli raffinati, da abiti sportivi ad eleganti, da vestiti leggeri a quelli pesanti, insomma diamo vita ogni giorno ad abbinamenti che mostrano il nostro umore o voglia del momento. Le storie fanno la stessa cosa. Passano dall’essere frivole a serie, da comuni ad uniche, dall’essere scherzose all’essere divulgative. Ognuno di Noi dà origine ad una storia meritevole di essere raccontata e mostrata. Siamo la storia che mettiamo in scena. La scenografia può cambiare e può essere sistemata a seconda di come ci sentiamo ma Noi rimaniamo attori e in alcuni casi spettatori.

La storia è una successione di eventi che accadono ai personaggi e nello specifico a Noi stessi, ma risultiamo anche Noi i registi che mettono in atto questo racconto. Esprimendo, apparendo, mostrando, non si fa altro che scrivere o girare una storia che riguarda Noi e il nostro modo di essere, di vedere e di vivere. Nessuno può o deve intervenire nella storia altrui. La narrazione è nostra ed anche se può sembrare discutibile, è comunque la somma di quello che siamo Noi. Nessuno deve stilare la nostra storia, ognuno deve mettere la firma sulla propria. Il canale sul quale scriverla siamo Noi a sceglierlo ma senza dimenticare che storia vuol dire fatti, esposizione, realtà. La storia è la metafora della vita, è l’espressione figurata della vita. Dare una trama al nostro stile di vita vuol dire creare storia. Ogni cosa che immaginiamo o ideiamo, che sia un accostamento di accessori, la scelta di un capo di abbigliamento, uno scatto per la nostra galleria Social, un programma di allenamento, qualsiasi cosa sia, diventa un pezzo di storia di Noi. E dato che ne facciamo parte allora perché non darle voce?

La storia è il racconto dei fatti, e i racconti sono la storia dei sentimenti” Claude Adrien Helvetius.

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Voi ed Io: un viaggio alla scoperta e riscoperta della sessualità

Cosa porta un gruppo di ragazzi giovani a creare una pagina instagram e un vero e proprio sito e-commerce dedicato al piacere, alla riscoperta del sesso, a far vivere un’avventura attraverso una Secret Box? Perché guidare, in modo giocoso e spensierato ma consapevole coppie e single, a svestirsi di tabù e vestirsi di complicità persa o solo abbandonata? Queste domande e altre ancora sono uscite fuori durante la piacevole chiacchierata avuta con Mattia, uno dei creatori di https://bookhousex.com/. Questa volta il mio salotto culturale ha ospitato un tema che a mio avviso dovrebbe avere più libertà di vivere senza restrizioni o inibizioni. Il piacere, il desiderio, il sesso visti come esperienza ed avventura e non come abitudine.

Bookhousex nasce dalla mente di alcuni ragazzi che vedendo loro coetanei e non, imbarazzati e poco comunicativi sul tema della sensualità e della sessualità hanno in modo originale ideato, con l’aiuto di sessuologi e designer, un’esperienza in tre step contenuta in una Secret Box. Una scatola delle sorprese che spinge la coppia o l’individuo ad avere maggiore conoscenza di sè e di chi gli sta accanto. La sessualità non sempre è vissuta con libertà e coscienza. Il più delle volte il non detto è più facile da gestire rispetto a ciò che si vuole dire. L’imbarazzo o ancor peggio i tabù non fanno vivere la propria sessualità, il proprio desiderio, o le proprie fantasie in modo libero e disinvolto. Svincolarsi da pregiudizi e soprattutto non lasciare che il cassetto si riempia di mostri silenti ma esprimere le proprie voglie e il proprio piacere, non porta altro che a vivere a 360 gradi la propria intimità sessuale e sensuale. I ragazzi della Bookhousex, con la loro Secret Box e con le loro interviste ad esperti in materia, tracciano una via verso la libertà del desiderio, danno una spinta alla condivisione della fantasia celata, non visibile ma esistente, incoraggiano alla conversazione e alla conoscenza sessuale. Questo loro innovativo progetto non vuole fermarsi ad un isolato ed unico evento ma sperano che aiuti ad arricchire la confidenza sessuale con se stessi e con i partner, che regali continuità a ciò che accende la Secret Box. La sessualità, il sesso in genere viene vissuto, o per cultura e per mentalità, o per paura con poca comunicazione. La comunicazione è la base di ogni relazione, se ci si spoglia di essa la relazione rischia di essere piatta e senza stimoli. Anche per questo il linguaggio erotico contribuisce a rendere la comunicazione efficiente. Abbracciare inoltre altre forme di erotismo regala alla coppia e all’individuo una comunicazione verbale e non, molto proficua che rimarrà nel tempo e porterà ad una consapevolezza maggiore di ciò che è l’eros. Di solito si demonizzano i toys, i giochi o giocattoli sessuali che stimolano ed intensificano il piacere erotico rendendo la sessualità più aperta e giocosa. In questa Secret Box un ruolo di rilievo lo hanno proprio i toys. Il limite lo pone la mente. E’ la mente che muove e smuove. E’ la mente che sollecitata da impulsi, che possono arrivare anche da questi strumenti, regala una scoperta e riscoperta delle proprie emozioni. La sessualità è vivere in modo sincero e libero ciò che piace e ciò che non piace, è sperimentare trovando sintonia con il nostro corpo e con chi ci sta accanto. La sessualità è coraggio. La sessualità è un viaggio, e perché non farlo con un Unboxing?

I ragazzi della BookHousex hanno attivato un codice sconto con il mio nome per coloro che volessero acquistare la Secret Box, il 20% di sconto inserendo LEDRITTEDISIMO20

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App, Tech e Beauty, una sinergia sempre più reale che l’Oréal conosce bene

Quando negli anni ’90 pensavamo al 2021, o ad anni futuri, sicuramente associavamo i nostri pensieri a qualcosa di tecnologicamente avanzato, però non fino ad arrivare a ciò che quest’anno vedremo da un punto di vista Beauty. Il colosso del mondo Beauty quando accosta i suoi prodotti alla tecnologia dà vita a creazioni innovative sempre più valide. L’ Oréal già nel 2014 lanciò l’App Makeup Genius, con la quale ognuno poteva provare i prodotti in tempo reale usando lo schermo del proprio cellulare come uno specchio. Tutto parte dallo scatto di una foto del proprio volto, l’App ne riconosce le forme e si possono saggiare ombretti, rossetti, fard. La tecnologia dell’ App fa sì che il trucco sembri applicato al volto, per arrivare poi ad acquistarlo. Nel 2017 l’ Oréal fece un passettino in più presentando nelle profumerie uno scanner per il viso, attraverso cui ogni cliente poteva in soli 5 minuti avere un fondotinta personalizzato. L’algoritmo non fa altro che prendere informazioni sul tono e sulla tipologia di pelle e crea una formula adatta per l’incarnato di chi ha scannerizzato. Sembrerebbero cose futuristiche ma sono più che reali ed esistenti.

L’evoluzione dona strumenti nuovi e mezzi che supportano in modo creativo il nostro stile di vita. L’evoluzione porta a vivere mondi diversi e la possibilità di sfruttare la sua ricchezza. Chiudersi all’evoluzione non è un atto di ribellione bensì non darsi l’opportunità di ampliare la propria conoscenza. La ricchezza risiede nell’accumulare più realtà possibili da poter decidere di usarle oppure averne a disposizione come bagaglio personale.

Dato che la realtà Tech è il mondo in cui gravita sempre più la cosmetica, l’ Oréal anche questa volta pone la sua firma. Ciò che vedremo sul mercato sarà un mix delle due innovazioni suddette. Un dispositivo fisico che permetterà di dar vita a creme, rossetti e fondotinta su misura. Perso è un sistema che personalizza, a seconda delle proprie esigenze, cocktail cosmetici. Si parte sempre dall’ App dedicata che attraverso la foto del volto analizza la pelle. Insieme al volto combina le condizioni ambientali in cui si vive (umidità, temperatura, qualità dell’aria, inquinamento) e alla fine elabora la crema e il fondotinta su misura e già dosati, che fuoriescono dai tre fori posizionati nella parte superiore del dispenser apposito. Gli stessi passaggi vengono creati dal terzo dispenser per produrre diverse nuance di rossetti in base ai capi che si indossano. Insomma tanti rossetti a nostra disposizione da abbinare ai nostri look e mood del momento. Un fondotinta idoneo a coprire le imperfezioni della nostra cute del momento. Una crema adatta a rispettare le richieste della nostra pelle del momento. In definitiva, abbracciare realtà cosmetiche associate ad innovazioni tecnologiche non porta altro che a vivere in un mondo tridimensionale.

Apprezzare l’evoluzione tecnologica, capirla e viverla non ci fa allontanare dalla realtà statica e comunque sempre attuale. In ogni momento potremo passare da una dimensione ad un altra senza perdere di vista nulla, ma avendo a nostra disposizione più strade da percorrere.