Immagine

Indossare l’ evento: l’evento

Quell’ abito di cui si aveva l’ idea, che si è scelto, che si è provato, quell’ abito che doveva essere parte di noi, che doveva parlare di noi, che doveva dar voce alla nostra anima, al nostro io, l’ abito che doveva simboleggiare il nostro stile in una precisa occasione, per un determinata occorrenza, finalmente è diventato l’evento! Un vestito che si è fuso insieme alla persona che lo indossa, diventando la seconda pelle, identificandosi come immagine di chi lo porta e personificandosi attraverso il corpo.

Sfoggiare quello che per ognuno di noi è un mix di look, stile, capo di abbigliamento, stato d’ animo è soddisfazione. Portare con nonchalance ciò che è il modello, il tessuto, il colore, la caratterizzazione dell’ evento crea una partecipazione al momento che si sta vivendo. L’ abito vive insieme alla festa divenendo lui stesso parte integrante. Sentirsi a proprio agio, muoversi come se il tuo corpo fosse avvolto da seta perché così ti senti quando quel vestito ti appartiene, essere sicura di te stessa con quella mise, tutto questo è indossare l’evento!!

Mi sentivo talmente me stessa che non sembrava la prima volta che indossavo quell’ abito, parlavo io e parlava il mio corpo, quel capo partecipava al party come solo quel modello scelto da me riusciva a fare, portarlo addosso era una magia, riviveva tutti gli step e si godeva il ricevimento per cui era stato scelto. Lo stile per quell’ evento era stato dettato dal mio essere e da come mi sentivo e volevo sentirmi in quella precisa occasione!!

Qualsiasi cosa si indossi diventa parte di te, quindi parla di te e parla per te!!

 

Immagine

L’ arte sta nelle mani di chi le sa usare!

Quando le mani sono gli strumenti per esprime l’arte, quando la creatività è l’arma che si possiede per regalare un sogno, quando la gentilezza e la disponibilità sono caratteristiche imprescindibili, quando l’ incontro tra persone diventa l’ inizio di un’ amicizia, quando esiste tutto questo, quando avviene tutto questo allora si può dire che galeotto fu l’ abito!

Non c’è più l’ idea di artigianalità o di manualità, è quasi demodè pensare di rivolgersi a mani esperte che fanno il mestiere più antico, ovvero quello di creare una idea. La cura dei dettagli, la qualità della materia prima, l’attenzione nel lavoro, la passione del bello, la gratificazione del manufatto, tutto ciò rende un abito su misura un gioiello prezioso, un capo da conservare, un oggetto da ammirare!

Essere artigiani di moda non è solo essere una sarta o un sarto ma una creatrice di moda e di stile. Una sua celebre frase diceva: “Se una donna è malvestita si nota l’abito. Se è vestita impeccabilmente si nota la donna”. Coco Chanel diceva anche: ” Per prima cosa io non disegno, non ho mai disegnato un vestito. Adopero la mia matita solo per tingermi gli occhi e scrivere lettere. Scolpisco il modello, più che disegnarlo. Prendo la stoffa e taglio. Poi l’ appiccico con gli spilli su un manichino e, se va, qualcuno la cuce. Se non va la scucio e poi la ritaglio. Se non va ancora la butto via e ricomincio da capo…” (Sofia Gnoli, Un secolo di moda italiana, 1900-2000, 2005, p.35). Una vera e propria ideatrice di moda e di stile.

Ormai il mestiere del sarto non ha la stessa importanza di prima, anche per un fattore economico. Se si considera che per un’ occasione, per una voglia o desiderio, uno può realizzare un sogno attraverso la manualità di questo mestiere allora perché non farlo? L’abito o qualsiasi altro capo di abbigliamento diventa Tuo, appartiene a Te nelle forme, nell’idea, nello stile, viene firmato da Te, vive per Te grazie anche al buon gusto e alla sensibilità di chi lo crea. Il modello, il taglio, le misure rispondono a Te! Il capo diventi Tu!

E ora vi voglio parlare, per esperienza personale, di una sartoria con cui sono venuta in contatto. Per il matrimonio di mio fratello volevo qualcosa di particolare, qualcosa che parlava di me e che facesse parlare me. Avevo già in mente il modello, lo stile, e volevo che quell’idea diventasse realtà, ed eccomi a spulciare in internet e cercare sartorie a Pisa e in provincia. Mi cade l’occhio sul simbolo e sul nome di una in particolare e contattandola tramite la sua pagina Facebook (https://www.facebook.com/lafarfallasposa) prendo appuntamento. Quando mi sono presentata all’ Atelier ho conosciuto le proprietarie e le realizzatrici del mio sogno e non potevo scegliere meglio a chi affidare il mio desiderio. Giovani, disponibili, esperte, corrette, gentili, perspicaci, creative, sensibili, insomma tutte qualità che cercavo. E ora a pochi giorni dal ritiro della creazione, posso reputarmi soddisfatta e appagata e con due amiche in più, Brigitte e Maria Antonietta!!

Le mani sono arte, e l’ arte si indossa!!

Immagine

Sentirsi in Provenza

Paul Cézanne e Van Gogh hanno trasformato i colori e le atmosfere della Provenza in capolavori impressionisti. Dalla lavanda di Cézanne ai girasoli di Van Gogh si hanno colori tenui e sfumati, colori che parlano di romanticismo, di allegria, di serenità, di felicità, colori che sorridono al sole e fanno l’occhiolino alla luna, colori leggeri e vivi. Colori della natura, della campagna, dei campi colorati, tonalità mediterranee, nuance agreste, tutto questo è Provenza. Immergersi in un mondo da sogno, in una dimensione bucolica, in un stile country, rilassa la mente donando gioia all’ anima. Proprio da questo stato d’ animo i vestiti, il capo di abbigliamento, i tessuti si vestono di Provenza!

Indossare tessuti Provenzali che appartengono ad uno stile shabby e country chic vuol dire indossare la natura primordiale, vuol dire portare tessuti come il cotone, il lino, la fibra naturale che rappresentano al meglio questo stile, vuol dire colorarsi di tinte pastello, vuol dire sentirsi un tutt’ uno con il paesaggio, vuol dire far parlare uno spirito libero, leggero, spensierato, tenero e dolce, poetico ed idillico. Decorazioni ed ornamenti a cuoricini, quadretti, fiorellini o tendenti a motivi più astratti, richiamano la magia che si respira in quella terra, rispecchiano i simboli che identificano l’ anima incontaminata della Provenza, ricami e pizzi si ispirano all’ importanza di quella terra. Insomma i tessuti creano quell’ atmosfera magica e rilassante che quei posti e luoghi infondono, la bellezza e la leggerezza dei vestiti fanno sentire una sensazione di benessere, fanno sentirsi in Provenza.

Tipici vestiti di primavera, caratteristici capi di abbigliamento estivi rispondono ad uno stile Provenzale, uno stile specificatamente femminile e ricercato. La morbidezza del taglio, i merletti che abbelliscono rievocano la campagna Provenzale. Sofisticati, elaborati, confortevoli, candidi, colorati, eleganti, questi aggettivi sono attribuibili ai vestiti e agli accessori  dello stile Provenzale, un trend che fa sbocciare la nostra interiorità attraverso il nostro apparire, così come la natura sboccia e vive in quella parte della Francia!

Firme come Elie Saab, Just Cavalli, Rodarte, Antonio Marras, Blugirl, Jeckerson, Elisabetta Franchi, Max&Co, Bottega Veneta, Repetto, Maria la Rosa, Borbonese, Rose a Pois, propongono capi di abbigliamento e accessori che ricreano anche questo stile trasportandoci in Provenza!

 

 

Immagine

Ti voglio Bene Mom!

Cosa regalarLe? Ogni anno è sempre un dilemma riuscire a trovare il regalo giusto, un qualcosa che possa esprimere tutto il nostro affetto per Lei, che possa essere unico come rappresenta Lei per noi, che possa parlare di Lei ma anche di noi. Riuscire insomma a soddisfare il suo gusto con il nostro. Questa festa ricorre ogni anno e darle voce è far parlare i nostri sentimenti e la nostra interiorità che si tramuta in ‘oggetto’ che custodirà come la cosa più preziosa. Cosa scegliere tra tante proposte? Si può partire da quello che ci colpisce, da quello che le serve, da quello che pensiamo faccia al caso suo, o semplicemente da quello che rispecchia al meglio il nostro volerLe bene.

Passeggiando tra le vie del centro i negozi si abbelliscono per l’ evento, firmano la festa con le loro offerte, si vestono di dolcezza. Le frasi e le immagini che si vedono hanno i colori della gioia e dell’affetto. Ti invitano ad entrare, a guardare e magari ad essere affascinate da uno piuttosto che dall’ altro prodotto. Il fascino di questo acquisto risiede in quello che proviamo noi per la persona a cui lo si fa. Non è retorica dire che Lei è unica, non è comune ringraziarLa per tutto ciò che fa, non è superfluo dire quanto le vogliamo bene, ma tutto questo si può esternarlo con questo regalo, che sia piccolo o grande basta che parli di noi e del nostro cuore.

Una vasta gamma di articoli esposti dai vari negozi possono dare il suggerimento adeguato per raccontare il rapporto con Lei. Un gioiello, qualsiasi sia, fa brillare ciò che è il nostro sentimento per Lei! Un accessorio potrebbe accompagnarLa in qualsiasi occasione! Un prodotto cosmetico o un prodotto beauty o di make-up possono far dire “mi piace coccolarti come tu facevi con me”! Un oggetto di arredamento o di casa raffigurerebbe la nostra presenza nella Sua vita! O ancora un viaggio, una giornata di relax, un massaggio, un’ esperienza personale direbbe “goditi un momento della vita” !

Che sia Stroili o Pandora, Carpisa o O’bag, Sephora, Erbolario o Bottega Verde, Kartell o Millefiori Milano, ricorderemo alla nostra Mamma cosa è per noi!

 

Immagine

Indossare l’ uomo!

Uno stile? La voglia di sapere come ci si può sentire? Il desiderio che può essere espressione di un lato maschile presente in noi? O solo la semplice curiosità di sapere come potremo apparire? Rispondere a tali domande penso non sia semplice, ci vuole coraggio alcune volte nell’ indossare i panni che non sono propri, un taglio di abito che è distante dalla natura fisiologica, un look che può esaltare non tanto la figura stessa ma la personalità. Non è facile riuscire a vestire uno stile maschile, non è affatto semplice credere in noi stessi quando l’ abbigliamento che ci copre non rientra nelle nostre corde innate. La moda richiama questa impronta, rievoca una caratteristica che da voce a quella parte di ognuno di noi sopita o che non riesce a fuoriuscire, un lato che in alcune occasioni, in alcuni momenti della nostra vita vogliamo sfoggiare. Non è prepotente in tutti questo lato maschile, può non essere presente in alcuni, o può essere solamente silenzioso capace solo di apprezzare ma non farselo proprio.

Cosa prova un uomo a vestire la propria tenuta? Cosa vuole dire quando indossa uno specifico indumento? Come vuole esprimere il proprio essere? Possono essere domande di una donna quando vuole vestire gli abiti di un uomo oppure possono essere i principi dello stile maschile. Una cosa certa, i vestiti dal taglio maschile sono adattabili a qualsiasi corpo ma solo la parte interiore li porta con la consapevolezza fondamentale. Essere se stessi nonostante si appare diverse, piacersi e sentirsi fascinose pur avendo una mise ‘virile’, guardarsi e comportarsi come la propria indole vuole, essere eleganti anche con capi che non fanno risaltare le naturali forme del proprio corpo.

Mi piacciono i pantaloni con taglio maschile, mi piacciono le camice con colli importanti e linea dritta, scarpe stringate ed eleganti, e le giacche che cadono sul corpo da far parlare le movenze ed il fisico più che il pezzo di abbigliamento. Vestire maschio non è solo una toilette ma diventa uno stato d’animo, un essere e un voler essere. La propria femminilità può essere vista anche attraverso uno stile maschile, il sentirsi a proprio agio va al di là della distinzione tra look femminile e look maschile. Sentirsi sicure in questo tipo di abbigliamento porta a liberare la mente da alcuni canoni e ad esprimere se stessi.

L’ attrazione verso un capo maschile non si deve attribuire ad alcune scelte, e paradossalmente è più difficile tirar fuori ciò che si ha dentro mettendosi addosso vestiti dal carattere dissimile dalla nostra moda abituale. Lo stile è anche questo, riuscire a portare con personalità abiti non propri!

La collezione di Manila Grace richiama molto lo stile mascolino, una firma dal carattere deciso!

Immagine

Pelle di seta

Quando una tecnica diventa uno stile ed una moda allora io di solito, essendo curiosa di natura, mi informo e magari provo. Proprio così è stato. Chiacchierando con la mia amica-estetista sono venuta a conoscenza di questo metodo made Brazil che è diventato un must a Manhattan ed ormai diffuso a livello mondiale. Sia donne che uomini o per esigenze proprie o per vanità o per cultura o per estetica o per sentirsi a proprio agio fanno del loro corpo non solo una figura da vestire ma anche un simbolo da curare. È proprio questo fa la Skin’s, il termine tradotto alla lettera vuol dire ‘pelle di’ ma per la sua rivoluzionaria efficacia si potrebbe aggiungere  ‘pelle di seta’ , cura la pelle, la mette a nudo e la coccola. Un metodo facile, creativo e divertente per chi lo esegue, comodo, veloce e piacevole per chi lo riceve.

Quando mi avvicino alle nuove tendenze lo faccio a passi di danza, non mi butto a capo fitto ma cerco di farle mie fino a diventare la mia consuetudine. Così ho fatto per questo brazilian style, che ormai è diventato un modo di vestire il proprio corpo, di portare la propria pelle a indossare la morbidezza e la delicatezza. Radicalmente ritrovi te stessa e allo stesso tempo ti vesti di seta! Brazilian Waxing è una tecnica estetica che contribuisce alla bellezza di ognuno!

Che sia la cosmesi o che sia l’abbigliamento a rendere il nostro corpo bello, che sia la moda o lo stile a renderci affascinanti, che siano le tendenze o il look a sentirci noi stessi, sarà sempre la nostra interiorità a guidare!

Immagine

Audrey Hepburn, Una donna Lo stile!

“La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall’ aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’ amore.” Una delle sue frasi più celebri, ed una delle verità più forti. Tutto deriva da dentro, da ciò che custodisci dentro di te, da come vuoi vestire la tua anima, da come vuoi dar luce al tuo IO, gli occhi sono la finestra della tua interiorità, sono il riflesso della tua essenza, sono lo specchio della tua persona. 

Il suo atteggiamento era consapevole di quello che era, il suo stile esprimeva la determinazione del suo animo, la sua sicurezza nascondeva sensibilità e fragilità, la sua bellezza era sinonimo di spiritualità, la sua eleganza risiedeva nel suo portamento, la sua bravura era sintomo di conoscenza. Chi di noi non si è mai fatta rapire dalla sue dolci movenze, dalla sua figura esile e delicata, dai suoi occhi che parlavano e dal suo apparire che andava oltre l’estetica? Quando i miei occhi si soffermano su di lei vedo tutto questo e immagino a come poteva essere nel sua quotidianità, al di fuori dei riflettori, lontano dalla mondanità, quali fossero i suoi principi e cosa vedeva in se stessa. A queste domande mi rispondo con alcune sue frasi:

“Niente è impossibile. Il mondo stesso dice ‘Io sono possibile!’”

“Ricordati, se mai dovessi aver bisogno di una mano che ti aiuti, che ne troverai una alla fine del tuo braccio… Nel diventare più maturo scoprirai che hai due mani. Una per aiutare te stesso, l’altra per aiutare gli altri.” 

“Io credo nel rosa.
Io credo nel baciare, baciare un sacco.
Io credo che ridere sia il modo migliore per bruciare calorie.
Io credo nell’essere forti quando tutto sembra andare male.
Io credo che le ragazze felici siano le più carine,
Io credo che domani sarà un altro giorno,
Ed io credo nei miracoli.”

“La bellezza di una donna aumenta con il passare degli anni.
La bellezza di una donna non risiede nell’ estetica, ma la vera bellezza in una donna è riflessa nella propria anima. È la preoccupazione di donare con amore, la passione che essa mostra.”

Pensieri, idee, espressioni che parlano di Lei, che incarnano la sua essenza, che fanno di Lei un’ icona di stile, di eleganza, raffinatezza, gentilezza, altruismo, fascino, talento. Ci insegna molto il suo abbigliamento perché va al di là del semplice indossare, del banale apparire, ma condensa in sé l’essere persona, l’ essere Donna, l’essere viva, l’essere realtà!

Immagine

Lui sceglierà te!

Maggio, un mese a me particolarmente caro dato che sono nata in questo periodo. È l’ultimo mese della primavera ma rappresenta il mese in cui inizia la stagione dei matrimoni, in cui si celebrano le nozze, in cui si aprono le danze alle cerimonie importanti, in cui si festeggiano le dichiarazioni d’ amore, e in cui un tempo si vedeva sbocciare il fiore per antonomasia più bello, la rosa. Proprio questo mese risulta essere il più gettonato dalle coppie per organizzare la propria festa all’ aperto sfruttando la gradevole temperatura primaverile.

Per la protagonista di questo evento lo stile da scegliere è fondamentale, è l’ abito che accompagnerà la particolarità di questo giorno, che sottolineerà le emozioni che si proveranno, che farà della sposa il personaggio principale, che raffigurerà l’ io interiore.

Tante sono le riviste, gli articoli che danno ‘dritte’ su come scegliere l’abito da sposa, su quali sono i dogmi per dire che quel determinato vestito sarà perfetto, su cosa seguire e cosa no per decidere che quello stile ti appartiene. Il mondo dei matrimoni sembra quasi un mondo a sé, appena prendi la decisione di sposarti sembra che entri in un luogo fatato, con le sue idee, i suoi principi, i suoi comandamenti, ti ingloba in questo vortice e ti trasporta e sballotta in un luogo stregato.

Vi voglio raccontare la mia storia e di come ho scelto la mia seconda pelle, perché per me è stato proprio cosi è stato lui a scegliere me, le mie forme e la mia persona. Il momento di decidere quale stile avrei indossato quel giorno era arrivato, avevo sfogliato talmente tante riviste e visto talmente tanti modelli di firme diverse che ho resettato tutto e mi sono detta come volevo apparire, come volevo ‘firmare’ quel giorno memorabile, come volevo essere per me stessa. Ho pensato al periodo in cui mi sarei sposata e ho scelto il tessuto, ho pensato alla mia figura, a me fisicamente e ho scelto il modello, ho pensato a come volevo far vedere la mia anima e ho scelto il colore, ho pensato a chi sono e cosa mi sento io e ho scelto gli ornamenti. È stato difficile trovarlo? No, a dire il vero il primo atelier in cui sono entrata è stato quello che poi ho scelto, anche se ho voluto fare il confronto con altri due, il primo vestito che ho indossato è diventato la mia seconda me. Non avevo idea di che marca fosse, rispondeva a tutto ciò che mi ero prefissata e mi vestiva come se lo avessi sempre portato. Fù un Fiò Couture di Fiorella Dell’ Acqua in mikado di seta color avorio.

Guadate dentro di voi e sarà lui a scegliervi!!

 

Immagine

Un villaggio che diventa parte di te: il mondo outlet!

Qualsiasi termine si voglia affiancare alla parola outlet esso rimarrà sempre la personificazione di un mondo fashion. Se si pensa all’ etimologia del termine allora si deve pensare ad un mercato, perché questo è il suo significato letterale, o anche a punto vendita. È un’ aggregazione di più punti vendita che vivono in uno stesso luogo e che offrono i loro prodotti a prezzi più bassi rispetto a quelli venduti dal singolo esercizio commerciale. Gli outlet hanno delle loro precise caratteristiche ed il bello risiede nella loro architettura. Si presentano come mini villaggi con le sembianze di borgo medievale per alcuni, di centri più moderni per altri, di piccole realtà fuori dal contesto urbano di grandi dimensioni e curate nei minimi dettagli per tutti.

Chi di noi non è mai stato in un outlet? Chi di noi non ha mai portato con se parte di quel villaggio così incantato? Chi di noi entrando in quel mondo non si è abbandonato in quell’ atmosfera tanto da perdere la cognizione del tempo? Chi di noi non ha scoperto di avere una resistenza maggiore di quella che si credeva? Chi di noi non vorrebbe ritornarci? Diverse domande che hanno una sola ed unica risposta uguale per tutti!! Questo è l’effetto outlet, ti porta a vivere un’ altra dimensione non lontana dalla realtà, ti trasporta nel mondo della moda, del fashion, ti dà il benvenuto aprendoti le porte di diversi mondi, ti fa conoscere chi lo abita, ti accompagna anche quando vai via perché ti porti con te parte di esso.

Ogni volta che cammino per le stradine di questi affascinanti villaggi è come se diventassi  Alice nel paese delle meraviglie, mi perdo nei sentieri che mi portano lontano e mi fanno vedere diversi mondi. Mondi in cui mi addentro e quasi per magia vengo rapita da ciò che mi offrono. Il mio sguardo scorre da un capo ad un altro, da una marca ad un’ altra, da un outfit all’ altro. La mia mente elabora, crea la mia prossima mise per un’ occasione oppure per la quotidianità. Tutto diventa possibile da attuare, tutto ciò che si sceglie diventa parte di te.

Oggi l’ outlet-village che ho visitato è stato Shopinn Brugnato 5Terre  in Liguria, un centro molto rifinito con marchi conosciuti e altri un po’ meno, dall’aria moderna e da uno stile tutto personale anche perché ospita mostre di arte contemporanea, eventi e laboratori, grazie a due spazi predisposti l’ Art Gallery e l’Art Factory. Essere outlet è anche questo, sinonimo di arte e cultura.

Immagine

Giocando tra le marche

Ed eccomi qui a parlare della mia passione di sempre, di quell’ hobby che quando ho deciso di intraprendere all’età di 12 anni poi diventò parte integrante di me stessa. Ricordo ancora i giorni in cui rientravo a casa da scuola mangiavo uno yogurt e andavo a fare corso di tennis, nessun sacrificio ma solo gioia e soddisfazione mi regalava imparare. Monica Seles, era lei la tennista a cui mi sono ispirata a livello tecnico ma anche per quanto riguarda l’ abbigliamento. Negli anni ’90 la moda era diversa rispetto ad oggi, si può dire che i vestiti avevano un taglio più comodo e così anche i completini da tennis sembravano di qualche taglia più grande. I colori erano l’intramontabile bianco e nero ma in aggiunta c’ era quel fucsia e rosa che la Seles portava sempre, proprio in suo onore ricordo che un gonnellino a pieghe di colore rosa della Fila aveva un posto di riguardo nel mio armadio. Appunto la Fila era il suo sponsor, che oggi vediamo essersi adeguata allo stile stretch e a colori più sgargianti pur mantenendo sempre il bianco, il blu e il rosso come tonalità base.

Non ero un’ amante di vestitini o gonnellini ma optavo più per tute e pantaloni basic abbinandoli a canottiere o a classiche polo, immancabili erano le giacche. Cosi come la Fila rappresenta un marchio di vecchia data anche la Lotto risulta essere un’ azienda datata, entrambi hanno simboleggiato l’ italian-style. E per ambedue ero una fedele acquirente.

Dopo quasi vent’ anni ho ripreso in mano la racchetta ed eccomi a scegliere tra le tante marche e firme cosa indossare. C’ è l’imbarazzo della scelta, dalla griffe più conosciuta e garantita, come la Nike, l’ Adidas, l’ Asics, a quella di nicchia come la Joma o a quella relativamente più giovane come l’ Under Harmour. Un abbigliamento, qualsiasi sia il marchio, che si indirizza sempre più verso il tech, ovvero verso un prodotto con tecnologia avanzata che può essere nel tessuto traspirante o nel favorire i movimenti quando lo si veste, dal design sempre più innovativo e particolare e da uno stile sempre più vario.

Personalmente scelgo la marca che mi sta meglio, dai tessuti più morbidi e traspiranti, mentre per le fantasie e i colori mi faccio guidare dal mio umore e dalla voglia di cambiare look. Così come nel tennis si usa una strategia di gioco anche nella scelta della firma o del capo di abbigliamento si può scegliere un metodo, l’importante o che si giochi sul campo o tra le marche è sentirsi se stessi.