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Indossare il proprio corpo

Noi siamo corpo, siamo fisicità, siamo forma, siamo conformazione e siamo materia, una materia capace di veicolare lo stile. Se dovessimo scindere il nostro corpo dall’essere anima e dall’essere pensante, se dovessimo porre l’attenzione solo ed esclusivamente alla nostra corporatura, alla nostra struttura su cosa baseremmo l’interesse? Quando osserviamo il corpo e la fisicità altrui su cosa ci soffermiamo? Cosa ci piace tanto da ispirarci? A quale forma aspiriamo?

Il corpo, la silhouette, è un chiodo fisso. Se si è rotondi si vuole diventare magri, se si è esili si vuole essere robusti, se si ha un fisico atletico allora si rincorre ad avere un fisico asciutto. Insomma non si è mai sicuri di quello che si ha. Si dà sempre più importanza a ciò che vogliamo diventare, a chi vogliamo somigliare. Conoscere il proprio corpo è già un punto di partenza. Porre il giusto apprezzamento a ciò che si possiede apporterebbe maggiore fiducia. Modellare e non deformare la fisicità che si ha regalerebbe maggiore sicurezza in se stessi. Se fossimo davanti alla scelta di un corpo piuttosto che di un altro quale sarebbe il motivo che guiderebbe la nostra decisione? Un fattore predominante è come vogliamo noi il corpo. Siamo attratti da una corporatura longilinea dato che la nostra aspirazione è essere o mantenerci longilinei, quindi non faremmo altro che scegliere sempre una figura sottile. Se diamo più valore alla formosità di un fisico allora la scelta sicuramente cadrà su una figura più sinuosa e morbida. A volte non ci si rende conto che si allena il proprio corpo cercando di modificarlo per assomigliare al proprio ideale. A volte non si considera che si veste la propria corporatura con abiti che non rispondono al proprio fisico, bensì a quello ideale. Spesse volte non si valuta un capo per come dovrebbe far risaltare i punti di forza di una silhouette, ma lo si sceglie perché il corpo a cui ci si ispira lo indossa. Per questo motivo bisogna ispirarsi a fisici che si avvicinano al nostro altrimenti risulteremmo ridicoli. Rivoluzionare il corpo che possediamo dipende molto da quanta autostima si ha. Più è elevata meno si andrà alla ricerca di un corpo teorizzato, meno autostima si avrà, meno sicurezza si avrà, più si lavorerà per trasformare il proprio aspetto fisico.

Essere consapevoli della propria forma esterna non fa altro che liberarsi di tanti preconcetti, non fa altro che allontanare da una eventuale dipendenza. “Il vostro corpo non è altro che il vostro pensiero, una forma del vostro pensiero, visibile, concreta. Spezzate le catene che imprigionano il pensiero, e anche il vostro corpo sarà libero” (Richard Bach)

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Cambiare vita: passare dal sentirci nudi a vestirci di ‘nuovo’

Uno tsunami avrebbe fatto meno rumore, avrebbe travolto in una sola ondata e si sarebbero contati i danni per un bel pò, ma non avrebbe cambiato il modo di vivere. Un tornado sarebbe stato meno violento, avrebbe distrutto tutto ciò che gli veniva davanti, ma non avrebbe annientato il nostro modo di vedere le cose e di sentirle. Non avevamo la minima idea di vivere una Pandemia. Abbiamo studiato e letto di Pandemie, ma Noi non l’avevamo ancora vissuta in prima persona. Di solito vediamo le cose con il binocolo tanto risultano lontano dalla nostra vita. Di solito osserviamo le cose con la lente di ingrandimento tanto possano rivelarsi piccole da non scorgerle. Ma non ora, ora tutto è davanti a noi, tutto ha una forma ben delineata, i suoi contorni sono precisi e netti e non possiamo fingere di non vedere, perché ciò che vediamo ha cambiato il nostro modo di vivere, di sentire, di muoverci, di rapportarci. La Pandemia ci ha strappato i vestiti di dosso e ci ha fatto sentire nudi ed indifesi. Ci siamo sentiti fragili e piccoli. Vulnerabili e toccati da mani sconosciute. Questo stato d’animo ci ha segnato e ci ha fatto provare sensazioni particolari. E ora siamo qui a guardare le cose con occhi diversi, a viverle in maniera differente.

Cosa è cambiato oltre a noi e alla nostra percezione? Cosa ci attende da oggi in poi nel nostro quotidiano? Quale sarà il nostro comportamento e atteggiamento nei confronti dei bisogni di prima necessità?

Un punto su cui voglio riflettere e far riflettere è lo shopping. Una volta che i negozi di abbigliamento riapriranno, come cambieranno le cose sui nostri acquisti? Potremo sempre avere la libertà di sentirci al sicuro nel provare un capo o un accessorio se mai ci fosse la possibilità di farlo? E se ci viene, come giusto che sia, limitata la libertà nel provare e data solo la possibilità di guardare, quali criteri dovremo attuare nell’acquisto? Cosa dovremo far privilegiare quando andremo ad acquistare? La razionalità o l’istinto? Non sarà più l’ osservarci allo specchio del camerino di un negozio che ci farà portare a casa quel determinato capo. Il negozio stesso, le grandi catene di abbigliamento, si adopereranno in modo del tutto differente per far acquistare i propri capi. Predominerà sicuramente l’acquisto online, in cui l’acquirente stesso si sentirà più al sicuro. E là dove un negozio ne fosse sprovvisto dovrà creare un canale online, almeno per rendere il suo negozio fruibile ai tanti che non vorranno frequentarlo dal vivo. Dovrà essere creativo nel mettere a disposizione la propria merce ed essere disponibile e paziente. Ma anche la nostra filosofia di acquisto dovrà cambiare, considerare che non potremo avere tutto e subito.

Sicuramente questa presa di coscienza non fa altro che porci nella condizione di vestirci di ‘Nuovo’. Ci porta ad indossare il nostro miglior abito, quell’abito che porta il nome di adattamento. Ci abitueremo e ci adatteremo a vestirci di consapevolezza. Quella consapevolezza che la nostra vita è cambiata e che dobbiamo trovare il modo di rendere il cambiamento un incontro e non uno scontro.

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Febbraio e come vestirsi

Febbraio è il mese più corto dell’anno ma i suoi giorni regalano ancora un look pesante. Questo mese è caratterizzato anche dalla Fashion Week di Milano, dove vengono presentate le tendenze dell’autunno-inverno successivo, quindi un mese ancora contrassegnato da capi caldi. Febbraio oltre ad essere il mese freddo è anche il mese che ci concede delle sporadiche giornate di sole con temperature miti, quasi come se preannunciasse la primavera. E proprio per queste caratteristiche a Febbraio possiamo vestirci a cipolla considerando le giuste sovrapposizioni e pesantezze. Mai dimenticare un dolcevita o una maglia sotto un abito in cotone o sotto un cardigan, e completare l’outfit con un cappotto. Il cappotto in questo mese risulta il jolly di ogni occasione, non è solo il capo che tiene caldi ma per il suo essere leggero o pesante, a seconda del suo tessuto, può essere usato sempre. Magari sceglierlo di un colore chiaro o comunque adattabile non solo lo rende versatile ma sarà capace di donare luce alle giornate più grigie. Il mese di Febbraio è anche il mese della festa degli innamorati che per eccellenza porta come colore distintivo il rosso e quindi perché non usare un tocco di questa tonalità per i nostri look? Cercando di non esagerare ma indossando una sola pennellata della sua sfumatura. Giocare con abbinamenti di una stessa palette di colori ma con texture diverse potrebbe portare a rendere dinamico questo mese. Lana e raso, ecopelle e lana, cashmere e cotone, potrebbero essere accoppiamenti che porterebbero a diversificare il solito look. Il mese di Febbraio è anche il mese di carnevale, ma ricordiamoci di non farci vestire ogni giorno da questa festa goliardica e allegra con capi non adeguati al nostro stile, manteniamo sempre sobrietà anche se tendiamo ad essere briosi.

Vestiamoci facendo di Febbraio un mese sbarazzino, viviamo il suo periodo invernale facendoci punzecchiare dall’ avvicinarsi della primavera, mutiamo insieme a lui e divertiamoci indossando le feste che ci propone!

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Gli charms, attimi di una storia!

Una vera e propria mania quella degli charms o semplicemente ciondoli, ne creano di tutti i tipi, la fantasia arriva ad alti livelli, ogni azienda ha la sua linea di charms, ogni brand cerca di affascinare potenziali acquirenti creando charms raffiguranti oggetti o esseri impensabili. Una tendenza che sta prendendo piede già da qualche anno, una moda che piace e non dispiace. Se ci riflettiamo sù, gli charms non sono solo ciondoli, non sono solo piccoli gioielli da indossare per mostrarli o farli tintinnare, ma sono delle preziose icone, personificazioni di qualsiasi cosa, dalla cosa più materiale possibile a quella più astratta. Uno charm chiama un altro, perché rappresentano il più delle volte la vita di ognuno, sigillano una promessa, testimoniano un momento, dimostrano un amore. Ognuno di essi porta con se un valore, un significato importante per chi lo sfoggia con entusiasmo. Il creare un bracciale con charms è quasi come comporre un puzzle, ogni pezzo ha la sua rilevanza e insieme ad altri prende una forma diversa. Diventano quasi il megafono dei sentimenti, il portavoce dei pensieri. Perché questi gioielli sono tanto affascinanti? Perché hanno il potere della personalizzazione, ognuno di essi viene scelto per il valore intrinseco che personalmente gli diamo. Uno charm può essere paragonato a livello di valore ad un tatuaggio. Tatuarsi la pelle è mettere per iscritto momenti e ricordi, dare una descrizione visiva a ciò che si sente, è cosi che può essere visto anche il ciondolo, protagonista indiscusso ormai del mondo dei gioielli. Gli charms sembrano non risentire minimamente delle stagioni e questi semplici accessori ormai sono diventati uno stile di vita. Avere uno charm in più è come aggiungere un altro attimo ad una storia, la nostra storia. Ogni elemento di questa storia si mostra e brilla, racconta e narra, diventa espressione individuale. Ogni attimo basta a se stesso ma è anche complementare, ogni charm da solo può rivelare un significato ma aggiunto ad altri può riportare un racconto.

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Gennaio e come vestirsi

Vestire a Gennaio vuol dire vestire i primi giorni dell’anno, e proprio per questo non è solo importante accogliere l’anno che è entrato con un look adeguato, ma riuscire a migliorare l’umore già dai primi giorni dell’inizio del nuovo anno anche solo indossando un colore in più o giocando con gli accessori. Ciò che di solito si pone in secondo piano sono i gioielli, e perché non sfoggiarli in un mese in cui i preziosi propositi dovrebbero prendere forma? Scegliere di portare metalli addosso non solo risulta simbolico ma impreziosisce qualsiasi outfit, dal caldo dell’oro giallo e oro rosa, allo scintillio dei cristalli e dell’argento. I gioielli vestiranno Gennaio e continueranno a festeggiare con il loro luccichio l’entrata del nuovo anno. A Gennaio cade anche il Capodanno Cinese che come sappiamo si esprime per simboli e segni, e quest’anno il suo simbolo/segno è il topo, e già diversi stilisti hanno dato sfogo alle raffigurazioni del topo, come Pinko per l’abbigliamento e Dodo per i gioielli. Un capo che risulta essere presente e molto usato in questo mese è il capospalla, dal piumino al cappotto, dall’eco-pelliccia al parka. In tutte queste varianti il capospalla diventa essenziale e non solo riscalda ma regala, a seconda del modello che si indossa, un aspetto eclettico. Il fatto che in questo mese si può osare con cappotti o piumini, di colori differenti e di svariate taglie e grandezze, pone poca attenzione a ciò che si porta sotto, ma anche una tuta o un capo casual non spoglierà di valore il look. Un valida alternativa ai capi suddetti sono la mantella o il poncho, entrambi danno l’idea che qualsiasi outfit può essere caldo e avvolgente. Altri due elementi che a mio avviso devono far parte dei look di questo mese sono le sciarpe lunghe e colorate che coccolano e completano la mise, e i guanti che non solo proteggono ma donano eleganza e sciccheria.

Gennaio è il mese del pieno inverno e con il nostro vestire diamo una forma ad esso, basta solo scegliere la forma giusta.

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Vivere e vestire sfumature!

Una persona è fatta di sfumature, di caratteristiche che non hanno colori nitidi ma tonalità indefinite. Con il termine sfumatura si vuole intendere un passaggio graduale da un tono di colore ad un altro. Questo termine si usa in ogni campo, come nella musica con il quale si vuole sottolineare durante una esecuzione il graduale passaggio da una nota iniziale alla successiva, come nel linguaggio parlato in cui l’ intonazione cambia e come nella personalità di un essere umano, dove più elementi sfumati possono definire e fissare un carattere. Le sfumature sono date dalle azioni o dalla testa? Come si riesce a vedere se una persona ne possiede oppure no? Una persona che ha un carattere fermo e rigido può avere sfumature? Dove trovo le risposte a tutte queste domande? La mia umile penna può solo dire che dal mio punto di vista tutto sta nel pensiero di una persona, il pensiero muove e smuove tutto. Mi viene spontaneo e naturale dire che una Donna ha più sfumature di un Uomo, probabilmente perché noi Donne siamo molto più mentali, senza togliere niente all’ Uomo, ma risulta quasi una caratteristica di genere. C’è anche da dire che nella categoria Donna non tutte hanno le stesse sfumature. Le sfumature sono legate a ciò che uno pensa di una determinata cosa, di un determinato modo di agire e di essere. Se dovessi prendere una parola a caso, tipo seduzione, essa è appunto una parola il cui significato può avere diverse interpretazioni perché ognuno di noi dà a quel termine una nuance diversa, esiste la tonalità del vedo e non vedo, quella della bellezza, quella dell’essere mentale, quindi il pensiero altrui fa variare il colore. Le sfumature sono insite, c’è chi le mostra con coraggio e chi le nasconde oppure chi ancora non se ne è accorto. Leggere le sfumature di una persona è interessarsi di quella persona a tal punto che il modo in cui opera e l’operato in sé risulta vivido e con più colori, leggere un colore e vederci le sue gradazioni è come leggere un libro e capire la storia oltre le righe lette. Avere sfumature è come guardare diverse prospettive, la presenza di un colore deve esserci ma vederne la sua gamma regala alla personalità una completezza maggiore. Le sfumature non equivalgono a dissolvenza ma ad una mente aperta. Non fuggiamo dalle sfumature o da ciò che reputiamo non netto, viviamo e vestiamoci di esse!

“Dalla mollezza di una spugna bagnata fino alla durezza di una pietra pomice, ci sono infinite sfumature. Ecco l’uomo.”
(Honoré De Balzac)

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Dicembre e come vestirsi

Dicembre è il mese dell’ inizio dell’inverno, quel mese che nei suoi primi 20 giorni ricorda vagamente l’autunno ma dopo abbraccia a tutti gli effetti le temperature invernali e con esse anche i maglioni oversize, i guanti, le sciarpe, i cappelli e tutto ciò che fa sentire caldo e raccolto. In questo mese i tessuti come l’eco-pelliccia e l’eco-pelle predominano in ogni look, rendono ogni outfit chic, come chic risulta lui stesso con tutte le sue feste. Dicembre è il mese in cui vestiamo con attenzione e cura, dalle feste natalizie alle feste di fine anno, e proprio per questo mese la parola d’ordine è eleganza. Non necessariamente eleganza vuol dire vestito firmato, o accessorio costoso, ma eleganza è sinonimo di intensità nel vestire e nello scegliere cosa indossare, nel buon gusto e magari perché no anche nell’ essere ricercati. Eleganza non è addobbarsi come ‘alberi di natale’ ma suscitare effetto anche con l’essenziale, perché quell’ abito semplice e sobrio dona alla figura uno stile quasi regale. Dicembre è il mese delle luci, del rosso e delle feste, tutti questi elementi si rispecchiano un po’ negli outfit che vengono proposti. In questo mese i negozi espongono una serie di capi sbrilluccicosi, dall’argento al dorato passando dal rosso tutti i vestiti attirano l’attenzione. Anche se non in maniera totale qualche dettaglio o particolare deve luccicare tanto da accendere la personalità. Il freddo che si incomincia a sentire in questo periodo non deve essere da ostacolo all’eleganza che questo mese deve avere come elemento base. Bisogna coprirsi ma sempre con gusto e con decoro. La scusa del freddo è un pò come la scusa del caldo in estate, che a causa del calore “non” si indossano vestiti, a causa delle temperature basse si indossano strati e strati di stoffa pesante e magari anche usurata o sciupata. I capi che maggiormente rispondono all’ esigenza di caldo ed elegante sono i dolcevita, le maglie o le giacche con il pelo, cappotti, mantelle e abiti lunghi di lana, abbigliamento e accessori in pelle. Un capo chic e utile per proteggersi è il body, una vera e propria chicca per il mese di dicembre. Mentre un accessorio che rende un look fashion è la cintura da usare su cardigan o su maglioni oversize, cosi da sottolineare la figura tenendo caldi. Insomma a dicembre il gelo ci fa coprire ma facciamolo con stile e accuratezza, ‘copriamoci di classe’ !

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Il collant e i suoi primi 60 anni!

Nel 1959 fece la sua comparsa il collant, inventato, per le varie lamentele della moglie, da un imprenditore americano dell’ industria tessile. Nel 2019 l’accessorio che rende la figura femminile ancora più sexy e seducente compie 60 anni. Mai come quest’anno le calze rivestono un ruolo predominante con le sue fantasia, i suoi tessuti e i suoi colori. Ogni azienda sembra superarsi per le varie proposte che presenta e la corsa ad avere un paio di collant all’ ultimo grido sembra rispondere all’ esigenze di ogni donna. Ogni decade è rappresentata da uno stile e ogni collant ha la sua espressione. Negli anni ’60 andavano di moda i modelli geometrici, negli anni ’70 invece predominavano i disegni cachemire, negli anni ’80 erano di tendenza le righe e negli anni ’90 si privilegiavano le stampe floreali, fino ad arrivare quest’anno alle scritte che in gergo tecnico si chiamano logomania. Il collant sembra quasi come se fosse una tela su cui sbizzarrirsi per far esaltare la femminilità di ogni donna. E noi donne non facciamo altro che vestirci di questa tela sia per risultare eleganti che per sentirci a nostro agio con abiti o capi di abbigliamento corti. Il collant ha una duplice funzione, la prima è quella di abbellire e decorare, la seconda è quella di ammaliare senza proferir parola. Le calze sono amiche dell’ immaginazione, raccontano solo con un movimento e firmano i look più svariati. Una gamba nuda non avrà mai lo stesso fascino di una gamba vestita dai collant. È come un cielo terso, sicuramente risulta bello perché limpido, luminoso e chiaro ma non avrà mai quell’ incanto che deriva dai colori del tramonto. Il collant non sente per niente i suoi primi 60 anni, li vive con fierezza e dimestichezza, li affronta con audacia e sicurezza, ci gioca con leggerezza e spensieratezza. Ogni calza nel suo genere rivoluziona l’essere donna, quindi i suoi 60 anni non sono solo candeline, ma sono il successo del cammino fatto fino ad ora. Un cammino lungo, sempre innovativo e originale, che ha attraversato momenti fanciulleschi e momenti trasgressivi, un cammino che ha aggiunto valore alle calze stesse, un cammino che fa del collant il migliore amico delle donne. Dalla maturità dei suoi 60 anni il collant può infondere pillole di saggezza mostrandosi nei più disparati tessuti e disegnando il carattere e il sex appeal di una Donna.

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La bellezza è sicurezza!

La bellezza è sicurezza. Queste due parole viaggiano sulla stessa lunghezza e si intersecano tra di loro rimandando ad un concetto non banale ma molto importante. In questo articolo voglio riflettere e far riflettere su come una foto semplice e all’ apparenza comune riceva più consensi rispetto ad una foto in cui il soggetto è abbellito. Più volte ho parlato del mondo dei Social e in questo caso voglio riferirmi ad essi proprio per quello che trasmettono attraverso una foto. Facebook e Instagram hanno una vita diversa, nel primo si possono condividere anche contenuti senza l’apporto di foto, ma nel secondo la foto è la protagonista e ciò che fa da cornice è la caption o descrizione di quella determinata foto.

Se dovessimo tralasciare la bellezza di una foto che si vede attraverso la luce, i contrasti, il gioco di filtri e via dicendo, ma dovessimo soffermarci solo ed esclusivamente all’oggetto che raffigura e ritrae quella foto, allora perché affascina e attira di più un’ ambientazione quotidiana, a volte domestica, naturale e semplice senza decori, trucchi o altri abbellimenti? Ho notato che quando mostri la sicurezza di ciò che vivi, di ciò che sei, quando attraverso uno scatto esprimi la consapevolezza di ciò che vuoi trasmettere, quando succede tutto questo i consensi di chi ti segue o anche di chi ti vede per la prima volta aumentano in maniera eccezionale. La bellezza è sinonimo di sicurezza e viceversa, un binomio che ha un potere indescrivibile, la bellezza la si vede e la sicurezza la si sente. La tangibilità di entrambe deriva dalla coscienza di vederle unite. La bellezza di una foto viene sottolineata e attestata dalla luce della sicurezza che si intravede attraverso la posa, il contorno che circonda l’oggetto, attraverso l’espressione e soprattutto attraverso ciò che si indossa, ma non è dato dal capo in sé, dato che tutti potrebbero vestire quel determinato abbigliamento, ma è dato da come lo si indossa e lo si porta. Più la figura che si vede emana sicurezza più quella foto risulta bella in maniera oggettiva. Definire la bellezza come sicurezza vuol dire che quella bellezza è raggiungibile, non è distante, che quella bellezza non deriva da altre cose che si aggiungono ma che scaturisce da un qualcosa di interiore, da qualcosa che è accessibile a tutti basta solo crederci. Un vestito strutturato sarà sicuramente bello a priori ma rimarrà lontano, verrà visto con ammirazione ma con la consapevolezza che quel vestito farà figura anche da solo. Un modesto look attirerà di più perché dietro quel ‘modesto’ si coglierà la sicurezza che la persona diffonde, e lo si vedrà come una possibile conquista. Un pò come la ragazza o il ragazzo della porta accanto, acqua e sapone, cosa porta a preferire più loro che qualcuno artefatto e perfetto all’apparenza? Beh sicuramente la sicurezza di mostrarsi cosi come sono che è sintomo di bellezza.

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Novembre e come vestirsi

Novembre è l’ultimo mese dell’ autunno, è un mese un po’ cupo e grigio, un mese in cui l’ autunno si manifesta con la sua pioggia e la sua nebbia, un mese in cui l’ abbassamento delle temperature ci prepara al freddo. A Novembre il foliage dei boschi entra nel vivo e sembra che l’ umore ne risenti tanto da mostrarsi nei capi che si indossano. I colori di questo mese sono l’ arancione, il rosso, il marrone cannella e il giallo miele, anche se poi si predilige il nero e il grigio, proprio perché entrambi personificano il mood novembrino. Novembre il più delle volte sembra annunciare la ‘depressione invernale’, molti subiscono questo stato d’animo ecco perché bisognerebbe superare questo momento vestendosi sempre con un colore che illumini e che infondi allegria. La scelta di un colore che ravviva non deve necessariamente ricadere su tutto l’ outfit ma basta anche solo una sciarpa o un paio di scarpe o un top per creare quella luce giusta in un look di Novembre. Brillare in un mese relativamente ‘piatto’ deve essere la parola d’ordine, quindi tessuti lamé sono di grande tendenza, capi con paillettes o ancora tessuti argentati, dorati o ramati, devono essere presenti in ogni armadio. Tutti i negozi, dall’ intimo alle boutique, presentano un vero must per questo mese, il dolcevita a costine da abbinare con qualsiasi cosa. Altro capo che veste Novembre sono i maglioni, dai corti agli oversize, dai monocolori a quelli con stampe multicolore, insomma un capo che oltre a tenere caldo dai primi freddi vivacizza i look. Novembre sembra il mese dei ricordi, il mese che ricorda lo stile antico e un po vintage, sembra carta sbiadita, quasi un mese in cui il colore tace e proprio per questo dobbiamo pensarci noi quando ci vestiamo. L’ inizio del freddo, le giornate corte, il buio che incombe già alle 17 del giorno fa sentire Novembre come il mese ‘morto’, ma se lo si guarda da un’ altra angolazione allora potremo vestire noi questo mese dando un nuovo smalto ad ogni giorno. Le gonne lunghe o midi abbinate a stivaletti e stivali, anche di gomma per far fronte alle piogge improvvise, sono doverose e rendono la figura chic e audace. Il parka o il trench insieme ai cappelli, ai baschi o berretti, proteggono e si sposano bene con il meteo di Novembre. Un indumento da non sottovalutare è il vestito in cotone o tessuto leggero, dato che la pioggia porta umidità allora si sconfigge la possibilità di sudare indossando questo capo. E per chiudere il look di Novembre, l’ombrello a portata di mano è l’accessorio che non deve mai mancare.